Maxisequestro di siti e portali online contenenti link a film in streaming. Il Tribunale della libertà di Roma annulla la misura.
Come si ricorderà ai primi di marzo erano stati sequestrati 46 siti nel più grande maxisequestro in Italia di siti e portali online contenenti link a film in streaming. http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/03/05/news/megasequestro_di_siti_pi rata_italiani_la_gdf_ne_chiude_46_numero_record-80272347/ Un'operazione con numero record quello che il Nucleo speciale per la radiodiffusione e leditoria della Guardia di Finanza di Roma aveva operato su mandato del giudice Bernadette Nicotra. Qualche giorno fa però, Il Tribunale della libertà di Roma, su ricorso di uno dei portali coinvolti nelloperazione ha annullato il sequestro. Il Tribunale del riesame di Roma ha effettuato due importanti precisazioni: la prima è che lo scopo di lucro deve esistere effettivamente ai fini della concessione della misura. In altre parole limmissione in rete di contenuti protetti dal diritto dautore deve rappresentare un effettivo lucro per coloro che se ne avvalgono. In assenza di tale requisito manca nel sequestro in radice il fumus che giustifica la misura interdittiva. la seconda è che il sequestro parziale ( cioè della singola opera) deve essere preferito al sequestro dellintero sito, al fine di non sottoporre ad inibizione le pari del sito stesso che contengono contenuti legittimi. Questo passo dellordinanza richiama evidentemente la recente giurisprudenza della Corte di Giustizia nel caso Telekabel. Come si ricorderà la Corte di Giustizia, qualche giorno fa aveva posto specifici limiti alla sequestrabilità dei siti per violazione del copyright. Non si può procedere tra le altre cose al sequestro generale di un sito internet se vi sono ambiti di fruizione legittima di opere su un sito internet. Il precedente è importante proprio nel momento in cui lAGCOM sta iniziando a disporre gli ordini di inibizione relativi al Regolamento sul diritto dautore on line. Va ricordato che il provvedimento dellAGCOM, in caso di siti esteri prevede proprio la rimozione dellintero sito e a nulla vale il richiamo alla proporzionalità della misura in caso di siti esteri. Poiché secondo AGCOM non è possibile far luogo a rimozioni selettive in quel caso il sito verrà inibito per lintero dallAGCOM. Va ricordato anche che il ricorso alla Magistratura consente, come nel caso affrontato dal Tribunale del Riesame di Roma, al titolare del sito di ottenere gratuitamente ed in dieci giorni un provvedimento di annullamento, mentre nel caso di AGCOM tale possibilità non è prevista, a meno di ritenere valido un ricorso al TAR con costi dai 2000 sino ai 6000 euro solo di bolli, con il sito chiuso e con la fissazione di una udienza a mesi di distanza dalla chiusura La gratuità e i tempi brevi sono previsti nel sistema AGCOM solo a beneficio di chi segnala e non di chi si difende. Va precisato che lannullamento vale solo per uno dei portali coinvolti nel sequestro, ciò per ilo semplice motivo che, almeno allo stato, a ricorrere pare sia stato solo il titolare di uno dei Portali. Il Pubblico Ministero in sede ha già disposto lesecuzione della misura di revoca che è stata già comunicata ai provider italiani. Continua su http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fsarzana/ --- Questa e-mail è priva di virus e malware perché è attiva la protezione avast! Antivirus. http://www.avast.com
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Fulvio Sarzana