Tim Cook Implies That Facebook's Business Model of Maximizing Engagement Leads to Polarization and Violence
Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere. La pubblicità distorce il mercato, i meccanismi di finanziamento, la concorrenza e provoca assuefazione negli utenti per servizi gratuiti. Dovremmo sostenere Apple in questa guerra per porre fine alla dominazione delle Big Tech che usano questo modello per finanziarsi. Technology does not need vast troves of personal data, stitched together across dozens of websites and apps, in order to succeed. Advertising existed and thrived for decades without it. And we're here today because the path of least resistance is rarely the path of wisdom. If a business is built on misleading users, on data exploitation, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise. It deserves reform. We should not look away from the bigger picture. https://www.macrumors.com/2021/01/28/tim-cook-speaks-at-data-protection-conf...
Ciao Giuseppe, espando la frase e restringo il concetto da "contro i business basati unicamente sulla pubblicità" a "contro i business model fondati sulla pubblicità basata sull'uso dei dati personali" . Su questo concordo. Non può esistere il mercato senza pubblicità, secondo Tim Cook. Apple fa pubblicità broadcast tradizionale e il costo di un iPhone ecc è legato al valore percepito dai potenziali acquirenti, valore indotto dalla pubblicità broadcast. Se elimino "on data exploitation", mi sembra che la frase valga anche per Apple, con una leggera forzatura: If a business is built on misleading users, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise. Posso scegliere il modello di iPhone oppure scegliere un'altra marca, Samsung. Comunque, sono ovviamente d'accordo sulla critica. P.S. : ho l'iPhone, il Mac, uso Gmail e Facebook, leggo l'autobiografia di Ed Snowden. Predico bene e razzolo male, ahimé... Andrea Il giorno ven 29 gen 2021 alle ore 10:22 Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere.
La pubblicità distorce il mercato, i meccanismi di finanziamento, la concorrenza e provoca assuefazione negli utenti per servizi gratuiti. Dovremmo sostenere Apple in questa guerra per porre fine alla dominazione delle Big Tech che usano questo modello per finanziarsi.
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Non è lo stesso uso della pubblicità. Facebook si regge solo sulla pubblicità: 95% di guadagni da pubblicità. Apple fattura vendendo prodotti e servizi. Il fatto che faccia pubblicità ai suoi prodotti per Apple è un costo, non un guadagno. L’obiettivo di pagare i servizi/prodotti che si usano, anziché farseli pagare indirettamente dalla pubblicità, è il solo modo per evitare il perverso meccanismo di dipendenza e ritornare a un sano rapporto cliente/fornitore, anziché drogato/pusher. Wikipedia è un esempio di servizio pubblico su larga scala che si regge sui contributi di una comunità e da donazioni. Niente pubblicità significa indipendenza totale. — Beppe
On 29 Jan 2021, at 11:39, Andrea Bolioli <andrea.bolioli@celi.it> wrote:
Ciao Giuseppe,
espando la frase e restringo il concetto da "contro i business basati unicamente sulla pubblicità" a "contro i business model fondati sulla pubblicità basata sull'uso dei dati personali" . Su questo concordo. Non può esistere il mercato senza pubblicità, secondo Tim Cook. Apple fa pubblicità broadcast tradizionale e il costo di un iPhone ecc è legato al valore percepito dai potenziali acquirenti, valore indotto dalla pubblicità broadcast. Se elimino "on data exploitation", mi sembra che la frase valga anche per Apple, con una leggera forzatura: If a business is built on misleading users, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise.
Posso scegliere il modello di iPhone oppure scegliere un'altra marca, Samsung. Comunque, sono ovviamente d'accordo sulla critica.
P.S. : ho l'iPhone, il Mac, uso Gmail e Facebook, leggo l'autobiografia di Ed Snowden. Predico bene e razzolo male, ahimé...
Andrea
Il giorno ven 29 gen 2021 alle ore 10:22 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it <mailto:attardi@di.unipi.it>> ha scritto: Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere.
La pubblicità distorce il mercato, i meccanismi di finanziamento, la concorrenza e provoca assuefazione negli utenti per servizi gratuiti. Dovremmo sostenere Apple in questa guerra per porre fine alla dominazione delle Big Tech che usano questo modello per finanziarsi.
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Beppe, ti invito a rileggere la mia mail sotto (scusa gli errori di battitura). pagare con soldi o con dati, in proporzione che vuole l'utente, e' un obiettivo condivisibile ciao, s. On 29/01/21 12:38, Giuseppe Attardi wrote:
Non è lo stesso uso della pubblicità. Facebook si regge solo sulla pubblicità: 95% di guadagni da pubblicità. Apple fattura vendendo prodotti e servizi. Il fatto che faccia pubblicità ai suoi prodotti per Apple è un costo, non un guadagno.
L’obiettivo di pagare i servizi/prodotti che si usano, anziché farseli pagare indirettamente dalla pubblicità, è il solo modo per evitare il perverso meccanismo di dipendenza e ritornare a un sano rapporto cliente/fornitore, anziché drogato/pusher.
Wikipedia è un esempio di servizio pubblico su larga scala che si regge sui contributi di una comunità e da donazioni. Niente pubblicità significa indipendenza totale.
— Beppe
On 29 Jan 2021, at 11:39, Andrea Bolioli <andrea.bolioli@celi.it <mailto:andrea.bolioli@celi.it>> wrote:
Ciao Giuseppe,
espando la frase e restringo il concetto da "contro i business basati unicamente sulla pubblicità" a "contro i business model fondati sulla pubblicità basata sull'uso dei dati personali" . Su questo concordo. Non può esistere il mercato senza pubblicità, secondo Tim Cook. Apple fa pubblicità broadcast tradizionale e il costo di un iPhone ecc è legato al valore percepito dai potenziali acquirenti, valore indotto dalla pubblicità broadcast. Se elimino "on data exploitation", mi sembra che la frase valga anche per Apple, con una leggera forzatura: If a business is built on misleading users, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise.
Posso scegliere il modello di iPhone oppure scegliere un'altra marca, Samsung. Comunque, sono ovviamente d'accordo sulla critica.
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Andrea
Il giorno ven 29 gen 2021 alle ore 10:22 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it <mailto:attardi@di.unipi.it>> ha scritto:
Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere.
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devo dire che ho perplessita'.. il business dell'hardware non crescera' all'infinito, Apple deve crescere ancora di piu' sui servizi, attacca quelli ad based per favorire quelli propri, molto closed-garden cominciamo ad aprire i lock in, aumentare la concorrenza e, con l'interoperabilita', gli utenti potranno decidere se premiare un fornitore che gli usa tati dari e nessun dollaro, o pochi dati e prende qualche dollaro, o nessun dato ed un po' piu' dollari. parlare solo di guerra alla pubblicità senza apertura dei walled garden significa fare guerra agli altri per fare benficiare il mio business model. IMHO On 29/01/21 10:22, Giuseppe Attardi wrote:
Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere.
La pubblicità distorce il mercato, i meccanismi di finanziamento, la concorrenza e provoca assuefazione negli utenti per servizi gratuiti. Dovremmo sostenere Apple in questa guerra per porre fine alla dominazione delle Big Tech che usano questo modello per finanziarsi.
Technology does not need vast troves of personal data, stitched together across dozens of websites and apps, in order to succeed. Advertising existed and thrived for decades without it. And we're here today because the path of least resistance is rarely the path of wisdom.
If a business is built on misleading users, on data exploitation, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise. It deserves reform.
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On 29 Jan 2021, at 12:22, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
devo dire che ho perplessita'..
il business dell'hardware non crescera' all'infinito, Apple deve crescere ancora di piu' sui servizi, attacca quelli ad based per favorire quelli propri, molto closed-garden
Può darsi che Cook abbia i suoi motivi. Ciò che evidenzia sono due modelli di business ben diversi: uno basato sul vendere i propri prodotti, uno di intermediazione per vendere gli utenti agli inserzionisti, che sono a loro volta monopolisti (Doubleclick di Google) Ritengo quindi che Cook abbia posto una questione corretta, che non molti sembrano percepire. Non credo che si possa ridurre la questione a un problema di privacy, come sembrano pensare le autorità regolatorie. In un recente seminario su Digital Humanism: Michael Veale (University College London, UK) used the term "indispensability" for the services that we obtain for free from the platforms. European norms are unable to capture the issue and only address specifica cases, but not the general problem. Speaking of Solid by Tim Berners-Lee, he said that it won't be much helpful, because the issue of personal data protection is not the real problem, nor where to store them, which eventually might end up in the cloud, which in turn is controlled by the Big Tech. Moreover, these companies do not care much about personal data and indeed are working on solutions that use encryption or other techniques which may guarantee privacy of data. In fact I mentioned that Google is proposing FloC, an alternative to cookies, that uses Machine Learning to build clusters of profiles of thousands of users. It turns out 95% as effective as traditional cookies, therefore sidestepping the issue of using personal data of a particular individual. In altri termini, le discussione sulla privacy saranno un’arma spuntata, perché le Big Tech si stanno muovendo oltre, e i regolamenti, quando verranno, saranno in ritardo e inefficaci. — Beppe
cominciamo ad aprire i lock in, aumentare la concorrenza e, con l'interoperabilita', gli utenti potranno decidere se premiare un fornitore che gli usa tati dari e nessun dollaro, o pochi dati e prende qualche dollaro, o nessun dato ed un po' piu' dollari.
parlare solo di guerra alla pubblicità senza apertura dei walled garden significa fare guerra agli altri per fare benficiare il mio business model.
IMHO
On 29/01/21 10:22, Giuseppe Attardi wrote:
Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere. La pubblicità distorce il mercato, i meccanismi di finanziamento, la concorrenza e provoca assuefazione negli utenti per servizi gratuiti. Dovremmo sostenere Apple in questa guerra per porre fine alla dominazione delle Big Tech che usano questo modello per finanziarsi. Technology does not need vast troves of personal data, stitched together across dozens of websites and apps, in order to succeed. Advertising existed and thrived for decades without it. And we're here today because the path of least resistance is rarely the path of wisdom. If a business is built on misleading users, on data exploitation, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise. It deserves reform. We should not look away from the bigger picture. https://www.macrumors.com/2021/01/28/tim-cook-speaks-at-data-protection-conf... <https://www.macrumors.com/2021/01/28/tim-cook-speaks-at-data-protection-conf...> _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Anche che per la TV esiste in Italia un limite di 18% alla pubblicità. Quindi per analogia si potrebbe immaginare che chi usa un bene comune come Internet per erogare servizi pubblici, ossia offerti a tutti, non possa coprire più del 30% dei suoi costi con la pubblicità. --
On 29 Jan 2021, at 12:59, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
On 29 Jan 2021, at 12:22, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
devo dire che ho perplessita'..
il business dell'hardware non crescera' all'infinito, Apple deve crescere ancora di piu' sui servizi, attacca quelli ad based per favorire quelli propri, molto closed-garden
Può darsi che Cook abbia i suoi motivi. Ciò che evidenzia sono due modelli di business ben diversi: uno basato sul vendere i propri prodotti, uno di intermediazione per vendere gli utenti agli inserzionisti, che sono a loro volta monopolisti (Doubleclick di Google)
Ritengo quindi che Cook abbia posto una questione corretta, che non molti sembrano percepire.
Non credo che si possa ridurre la questione a un problema di privacy, come sembrano pensare le autorità regolatorie. In un recente seminario su Digital Humanism:
Michael Veale (University College London, UK) used the term "indispensability" for the services that we obtain for free from the platforms. European norms are unable to capture the issue and only address specifica cases, but not the general problem. Speaking of Solid by Tim Berners-Lee, he said that it won't be much helpful, because the issue of personal data protection is not the real problem, nor where to store them, which eventually might end up in the cloud, which in turn is controlled by the Big Tech. Moreover, these companies do not care much about personal data and indeed are working on solutions that use encryption or other techniques which may guarantee privacy of data. In fact I mentioned that Google is proposing FloC, an alternative to cookies, that uses Machine Learning to build clusters of profiles of thousands of users. It turns out 95% as effective as traditional cookies, therefore sidestepping the issue of using personal data of a particular individual.
In altri termini, le discussione sulla privacy saranno un’arma spuntata, perché le Big Tech si stanno muovendo oltre, e i regolamenti, quando verranno, saranno in ritardo e inefficaci.
— Beppe
cominciamo ad aprire i lock in, aumentare la concorrenza e, con l'interoperabilita', gli utenti potranno decidere se premiare un fornitore che gli usa tati dari e nessun dollaro, o pochi dati e prende qualche dollaro, o nessun dato ed un po' piu' dollari.
parlare solo di guerra alla pubblicità senza apertura dei walled garden significa fare guerra agli altri per fare benficiare il mio business model.
IMHO
On 29/01/21 10:22, Giuseppe Attardi wrote:
Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere. La pubblicità distorce il mercato, i meccanismi di finanziamento, la concorrenza e provoca assuefazione negli utenti per servizi gratuiti. Dovremmo sostenere Apple in questa guerra per porre fine alla dominazione delle Big Tech che usano questo modello per finanziarsi. Technology does not need vast troves of personal data, stitched together across dozens of websites and apps, in order to succeed. Advertising existed and thrived for decades without it. And we're here today because the path of least resistance is rarely the path of wisdom. If a business is built on misleading users, on data exploitation, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise. It deserves reform. We should not look away from the bigger picture. https://www.macrumors.com/2021/01/28/tim-cook-speaks-at-data-protection-conf... <https://www.macrumors.com/2021/01/28/tim-cook-speaks-at-data-protection-conf...> _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On Fri, Jan 29, 2021 at 1:40 PM Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Anche che per la TV esiste in Italia un limite di 18% alla pubblicità.
Quindi per analogia si potrebbe immaginare che chi usa un bene comune come Internet per erogare servizi pubblici, ossia offerti a tutti, non possa coprire più del 30% dei suoi costi con la pubblicità.
Attenzione, il tetto del 18% è nei minuti di pubblicità all'ora. Significa che un'emittente non può trasmettere più di 11 minuti di pubblicità al giorno [1]. Su internet è più complicato mettere un limite del genere. I ricavi delle TV commerciali, così come FB e Google, per il 90% e oltre derivano dalla pubblicità. Antonio [1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pubblicit%C3%A0_televisiva
On 29 Jan 2021, at 15:38, Antonio Iacono <antiac@gmail.com> wrote:
On Fri, Jan 29, 2021 at 1:40 PM Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Anche che per la TV esiste in Italia un limite di 18% alla pubblicità.
Quindi per analogia si potrebbe immaginare che chi usa un bene comune come Internet per erogare servizi pubblici, ossia offerti a tutti, non possa coprire più del 30% dei suoi costi con la pubblicità.
Attenzione, il tetto del 18% è nei minuti di pubblicità all'ora. Significa che un'emittente non può trasmettere più di 11 minuti di pubblicità al giorno [1]. Su internet è più complicato mettere un limite del genere. Infatti io ho parlato di un limite ai ricavi, non sui minuti. Se è la cosa giusta da fare, si fa.
I ricavi delle TV commerciali, così come FB e Google, per il 90% e oltre derivano dalla pubblicità.
Non tutte le commerciali, quelle generaliste. Ormai ci sono tante piattaforme in abbonamento senza pubblicità: Netflix, Sky, Disney+, Dazn. Forse non ha molto più senso pagare il canone Rai, per poi farsi appioppare trasmissioni stupide e di puro riempimento di spazi come I Soliti Ignoti. I talk show ormai hanno gli ospiti in streaming, quindi potrebbero andare interamente in streaming. Per i film e lo sport ci sono le piattaforme. Restano solo i telegiornali, ma per quelli il canone basta e avanza. — Beppe
Antonio
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pubblicit%C3%A0_televisiva
...
Non tutte le commerciali, quelle generaliste. Ormai ci sono tante piattaforme in abbonamento senza pubblicità: Netflix, Sky, Disney+, Dazn.
Il confronto con i social/siti che vivono di pubblicità calza benissimo. Non vuoi pubblicità? Paga l'abbonamento mensile/annuale. Facciamo un po' i conti, ad esempio, a Facebook. Nel 2020, a dispetto (anzi grazie) alla pandemia ha incrementato i ricavi pubblicitari del 21% [1] portandoli ad uno stratosferico 84,16 miliardi di dollari. Mettiamo che riuscissi ad obbligare FB a ridurre la pubblicità al 30%, bene, in un colpo gli toglieresti una sessantina di miliardi. A quel punto FB, per sopravvivere, dovrebbe far pagare 30 dollari all'anno ad ognuno dei suoi 2 miliardi di utenti. Li darebbero tutti? Mmmmh, non credo. Come ha scritto Andrea Bolioli, quello che non va (anche secondo me) sono i "business model fondati sulla pubblicità *basata sull'uso dei dati personali*".
Forse non ha molto più senso pagare il canone Rai, per poi farsi appioppare trasmissioni stupide e di puro riempimento di spazi come I Soliti Ignoti.
Non vorrei fare il difensore ma fortunatamente l'offerta televisiva della Rai non comprende solo programmi alla "Soliti Ignoti" (che per un pubblico anziano e/o poco istruito può anche andare bene). Antonio [1] https://www.engage.it/social-media/facebook_969421.aspx
Il 29/01/2021 12:22, Stefano Quintarelli ha scritto:
devo dire che ho perplessita'..
il business dell'hardware non crescera' all'infinito, Apple deve crescere ancora di piu' sui servizi, attacca quelli ad based per favorire quelli propri, molto closed-garden
cominciamo ad aprire i lock in, aumentare la concorrenza e, con l'interoperabilita', gli utenti potranno decidere se premiare un fornitore che gli usa tati dari e nessun dollaro, o pochi dati e prende qualche dollaro, o nessun dato ed un po' piu' dollari.
Questo secondo me è il punto focale su cui agire. Ciao, Enrico
parlare solo di guerra alla pubblicità senza apertura dei walled garden significa fare guerra agli altri per fare benficiare il mio business model.
IMHO
On 29/01/21 10:22, Giuseppe Attardi wrote:
Tim Cook ha aperto lo scontro contro i business basati unicamente sulla pubblicità, m che secondo me è la vera guerra da combattere.
La pubblicità distorce il mercato, i meccanismi di finanziamento, la concorrenza e provoca assuefazione negli utenti per servizi gratuiti. Dovremmo sostenere Apple in questa guerra per porre fine alla dominazione delle Big Tech che usano questo modello per finanziarsi.
Technology does not need vast troves of personal data, stitched together across dozens of websites and apps, in order to succeed. Advertising existed and thrived for decades without it. And we're here today because the path of least resistance is rarely the path of wisdom.
If a business is built on misleading users, on data exploitation, on choices that are no choices at all, then it does not deserve our praise. It deserves reform.
We should not look away from the bigger picture.
https://www.macrumors.com/2021/01/28/tim-cook-speaks-at-data-protection-conf... <https://www.macrumors.com/2021/01/28/tim-cook-speaks-at-data-protection-conf...>
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-- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ http://link-and-think.blogspot.it/ ===================================================================== --
On 29 Jan 2021, at 12:22, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
cominciamo ad aprire i lock in, aumentare la concorrenza e, con l'interoperabilita', gli utenti potranno decidere se premiare I walled garden sono una questioner ortogonale. È un altro fronte, e bisogna combattere anche su quello, come cercava di fare la tua legge, consentendo di scegliere quale software installare sui propri dispostivi e da quale store scaricarli. Quella è la battaglia che sta combattendo ad esempio EpicGames contro Apple.
un fornitore che gli usa tati dari e nessun dollaro, o pochi dati e prende qualche dollaro, o nessun dato ed un po' piu' dollari.
Suona bene, ma non funziona. Come dicevo, presto nessuno apparirà “prendere” alcun dato, e tutto rimarrebbe come adesso. Riporto le frasi di un articolo di The Baffler già citato in lista (https://thebaffler.com/latest/capitalisms-new-clothes-morozov): Zuboff saw a logic to this digital mess; tech firms were following rational—and terrifying—imperatives. To attack them for privacy violations was to miss the scale of the transformation—a tragic miscalculation that has plagued much of the current activism against Big Tech. This analytical error has also led many clever, well-intentioned people to insist that Silicon Valley should—and could—repent. To insist, as these critics do, that Google should start protecting our privacy is, for Zuboff, “like asking Henry Ford to make each Model T by hand or asking a giraffe to shorten its neck.” The imperatives of surveillance capitalism are almost of the evolutionary kind: no clever policy, not even in Congress, has ever succeeded in shortening the giraffe’s neck (it has, however, done wonders for Mitch McConnell’s).
parlare solo di guerra alla pubblicità senza apertura dei walled garden significa fare guerra agli altri per fare benficiare il mio business model.
E parlare solo di apertura di walled garden senza occuparsi di porre limiti alla pubblicità significa non affrontare un problema cruciale. --
IMHO
participants (5)
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Andrea Bolioli -
Antonio Iacono -
Enrico Nardelli -
Giuseppe Attardi -
Stefano Quintarelli