Fact-checking da parte di Facebook? Sì, ma attenzione.
Gentili iscritti alla newsletter Nexa, grazie per i continui spunti e per lo spazio di discussione che giornalmente contribuite a creare su questo canale. Vorrei questa volta scrivervi io, per la prima volta, per porvi alcune riflessioni inerenti all'argomento “Fact-checking" delle notizie da parte di Facebook. Come sicuramente avrete avuto modo di leggere nei giorni scorsi, infatti, i vertici del più famoso social network si stanno adoperando per poter implementare una soluzione che permetta di smascherare notizie false postate sul canale. Potete leggerne, se non ne siete al corrente, qui <http://www.theverge.com/2016/12/15/13960062/facebook-fact-check-partnerships...> e qui <http://www.lastampa.it/2016/12/15/tecnologia/idee/facebook-dichiara-finalmen...> Questo cambiamento risulta ai miei occhi fondamentale per tanti aspetti, specialmente nel legame con il diritto. Vorrei porre a voi, allora, tre riflessioni. Nella speranza di avviare un bel dibattito. 1) Un eventuale controllo sulla falsità della notizia viene affidata all'operato umano: a seguito della segnalazione da parte di un utente un team dedicato al fact-checking controllerà e - nel caso in cui la notizia sia considerata falsa - notificherà al lettore/utente la situazione. Ciò lascia a mio parere aperti larghi spazi d'ombra: quale potere avranno Facebook e le società ad esso ricondotte per il Fact-Checking sulle notizie segnalate? Dovremo ritenere questo potere indipendente, privo di influenze da qualsiasi ingerenza esterna? In altre parole: potrà Facebook essere in grado di canalizzare l'informazione? Ciò comporterebbe notevoli violazioni al diritto di informazione e ad essere informati. 2) Come trattare la satira e il diritto alla satira? Può essa sfociare in mala-informazione? Potrà essere "censurata" dal team di Facebook? E se sì, sarà ciò legittimo? 3. In ultimo, un' ipotesi a più lungo termine. Per ora si è deciso di affidare il controllo a persone fisiche. Lo stesso Mark Zuckerberg però non esclude che in futuro questa "mansione" possa essere affidata a macchine e, dunque, ad algoritmi. Saranno allora gli algoritmi a decidere cosa è vero da cosa è falso? Non intendo qui sindacare l'idea di notizia giusta o sbagliata, ma di fatto "provato" o "non provato" (Un'informazione supportata da dati o no). Poste queste riflessioni, spero vogliate espormi qual è il vostro pensiero. Cordialmente, Giulio Messori <https://about.me/giuliomessori> Juris Doctor, Università di Bologna messori.giulio@gmail.com
Ma soprattutto, come fa uno stato di diritto ad affidarsi alle garanzie di un fact-checker che opera nel mondo del business? Vedi ad esempio https://www.theguardian.com/technology/2016/dec/17/holocaust-deniers-google-... A me questa sembra LA questione cruciale. Saluti a tutti, Enrico Nardelli Il 18/12/2016 19:47, Giulio Messori ha scritto:
Gentili iscritti alla newsletter Nexa,
grazie per i continui spunti e per lo spazio di discussione che giornalmente contribuite a creare su questo canale.
Vorrei questa volta scrivervi io, per la prima volta, per porvi alcune riflessioni inerenti all'argomento “Fact-checking" delle notizie da parte di Facebook. Come sicuramente avrete avuto modo di leggere nei giorni scorsi, infatti, i vertici del più famoso social network si stanno adoperando per poter implementare una soluzione che permetta di smascherare notizie false postate sul canale. Potete leggerne, se non ne siete al corrente, qui <http://www.theverge.com/2016/12/15/13960062/facebook-fact-check-partnerships...> e qui <http://www.lastampa.it/2016/12/15/tecnologia/idee/facebook-dichiara-finalmen...>
Questo cambiamento risulta ai miei occhi fondamentale per tanti aspetti, specialmente nel legame con il diritto. Vorrei porre a voi, allora, tre riflessioni. Nella speranza di avviare un bel dibattito.
1) Un eventuale controllo sulla falsità della notizia viene affidata all'operato umano: a seguito della segnalazione da parte di un utente un team dedicato al fact-checking controllerà e - nel caso in cui la notizia sia considerata falsa - notificherà al lettore/utente la situazione. Ciò lascia a mio parere aperti larghi spazi d'ombra: quale potere avranno Facebook e le società ad esso ricondotte per il Fact-Checking sulle notizie segnalate? Dovremo ritenere questo potere indipendente, privo di influenze da qualsiasi ingerenza esterna? In altre parole: potrà Facebook essere in grado di canalizzare l'informazione? Ciò comporterebbe notevoli violazioni al diritto di informazione e ad essere informati. 2) Come trattare la satira e il diritto alla satira? Può essa sfociare in mala-informazione? Potrà essere "censurata" dal team di Facebook? E se sì, sarà ciò legittimo? 3. In ultimo, un' ipotesi a più lungo termine. Per ora si è deciso di affidare il controllo a persone fisiche. Lo stesso Mark Zuckerberg però non esclude che in futuro questa "mansione" possa essere affidata a macchine e, dunque, ad algoritmi. Saranno allora gli algoritmi a decidere cosa è vero da cosa è falso? Non intendo qui sindacare l'idea di notizia giusta o sbagliata, ma di fatto "provato" o "non provato" (Un'informazione supportata da dati o no).
Poste queste riflessioni, spero vogliate espormi qual è il vostro pensiero.
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Giulio Messori <https://about.me/giuliomessori> Juris Doctor, Università di Bologna messori.giulio@gmail.com <mailto:messori.giulio@gmail.com>
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