"Effetto Internet sul capitale sociale"
*Effetto Internet sul capitale sociale* DI MATTIA NARDOTTO, TOMMASO REGGIANI E FABIO SABATINI IL 21/01/2022 IN SOCIETÀ E CULTURA /Nel Regno Unito la diffusione della banda larga ha prodotto una diminuzione della partecipazione civica e politica. Non sembra aver invece intaccato i legami forti con i parenti e gli amici. Il fenomeno potrebbe spiegare anche l’ascesa del populismo. /https://www.lavoce.info/archives/92678/effetto-internet-sul-capitalesociale/ / /
On Mon, Jan 24, 2022 13:06:26 PM +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
Effetto Internet sul capitale sociale
DI MATTIA NARDOTTO, TOMMASO REGGIANI E FABIO SABATINI
IL 21/01/2022 IN SOCIETÀ E CULTURA
Nel Regno Unito la diffusione della banda larga ha prodotto una diminuzione della partecipazione civica e politica.
Grazie, concetto interessantissimo. In fondo, e' un'altra versione dell'information overload, no? Ovvero, estremizzando e banalizzando per riassumere in 2 righe: se puoi scaricare solo POCO testo semplice perche' vai ancora a 56K (o sai che puoi raggiungere solo gente con quella connettivita') sia produttori che consumatori di informazione andranno sull'essenziale, poca roba ma di qualita' Se tutti hanno come minimo l'ADSL, diventa invece facile, quindi quasi inevitabile, produrre e consumare bulimicamente video di gattini e congiure varie, che non lasciano tempo o interesse per le cose serie O in altri termini: se sotto casa ti arriva solo il carretto dell'ortolano, mangerai sano per forza. Se ti aprono un ipermercato con incluso MacDonald a 100 metri da casa, il colesterolo salira' alle stelle No? Marco -- Help me write my NEXT MILLION WORDS for digital awareness: https://stop.zona-m.net/2021/10/funding-2021-2022/
Concordo con Marco, correlazioni interessanti e conclusioni logiche, soprattutto combinando la diffusione della banda larga e i due anni infiniti della pandemia. Certo bisogna abbandonare degli schemi "dicotomici" e capire come partecipazione possa essere declinata in differenti ambienti e contesti, reali o virtuali che siano, senza che la ricerca individuale spasmodica (di per sè un elemento positivo - legata a curiosità, autostima, voglia di sapere), resa facile dalla banda larga, ci porti non solo verso fonti che confermano i ns convincimenti ma che possano anche "relativizzarli". Per questo competenze digitali di base, per tutti, sono davvero una priorità ed un'urgenza (ed esistono buoni strumenti europei che aiutano - DigComp | EU Science Hub (europa.eu) <https://ec.europa.eu/jrc/en/digcomp>) Alessandro Alessandro On Mon, 24 Jan 2022 at 13:06, J.C. DE MARTIN <juancarlos.demartin@polito.it> wrote:
*Effetto Internet sul capitale sociale*
DI MATTIA NARDOTTO, TOMMASO REGGIANI E FABIO SABATINI
IL 21/01/2022 IN SOCIETÀ E CULTURA
*Nel Regno Unito la diffusione della banda larga ha prodotto una diminuzione della partecipazione civica e politica. Non sembra aver invece intaccato i legami forti con i parenti e gli amici. Il fenomeno potrebbe spiegare anche l’ascesa del populismo. * https://www.lavoce.info/archives/92678/effetto-internet-sul-capitalesociale/
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Che curiosa contrapposizione "dicotomica", Alessandro! :-D On Tue, 25 Jan 2022 Alessandro Brolpito <abrolpito@gmail.com> wrote:
Certo bisogna abbandonare degli schemi "dicotomici" e capire come partecipazione possa essere declinata in differenti ambienti e contesti, reali o virtuali che siano, senza che la ricerca individuale spasmodica (di per sè un elemento positivo - legata a curiosità, autostima, voglia di sapere), resa facile dalla banda larga, ci porti non solo verso fonti che confermano i ns convincimenti ma che possano anche "relativizzarli".
Da un lato abbiamo una partecipazione "declinata in differenti ambienti e contesti" e dall'altra una "ricerca individuale spasmodica". Cosa intendi esattamente per "ricerca individuale"? [1] E per "spasmodica"? Sarei veramente felice di incontrare una comunità in cui la ricerca di conoscenza fosse tanto spasmodica da costituire un problema sociale. Non è necessario si tratti di problemi sociali su scala planetaria, come avviene per la ricerca spasmodica di profitto, prestigio e potere. Basta che si tratti di una ricerca spasmodica di conoscenza fine a sé stessa, e che produca problemi sociali per quella comunità riconducibili proprio a tale ricerca. Ti sarei veramente grato se ci potessi indicare degli esempi o studi a riguardo.
Per questo competenze digitali di base, per tutti, sono davvero una priorità ed un'urgenza
Su questo sfondi una porta aperta! :-) Di base, tutti devono essere messi in condizione di poter leggere e modificare il software che utilizzano e di comprendere i protocolli che questi software implementano, in modo da comprendere appieno le dinamiche cibernetiche cui prendono parte. [2] Poi ci saranno sempre scrittori/programmatori più abili degli altri, ma tutti potranno comprendere, discutere e persino cambiare le norme che i software applicano automaticamente alla loro vita individuale e colletiva. Ben venga qualsiasi progetto e percorso che conduca in questa direzione. Ma non illudiamoci che competenze informatiche superficiali possano permettere una partecipazione democratica piena in una società cibernetica. Sarebbe come dire che in una società pre-cibernetica, saper contare le percore permetta una partecipazione "declinata in differenti ambienti e contesti". Giacomo [1] non conosco alcuna comunità in cui la ricerca individuale non sia affiancata dal confronto con gli altri membri. Fra gli hacker, ad esempio, la ricerca individuale è sempre benvenuta, in quanto permette di esplorare più strade, ma presuppone sempre una condivisione dei risultati. [2] il che naturalmente significa che dobbiamo realizzare software in modo che sia comprensibile da chiunque in tempi ragionevoli e bandire quello che non lo è.
participants (4)
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Alessandro Brolpito -
Giacomo Tesio -
J.C. DE MARTIN -
M. Fioretti