The Pirate Bay sarà di nuovo oscurata in Italia
L'Italia si conferma campionessa della censura in Europa. La sentenza del Tribunale di Bergamo, che segue la decisione della Corte di Cassazione, permetterà al pubblico ministero di imporre nuovamente agli ISP italiani di censurare The Pirate Bay, il sito che conta 27 milioni di utenti nel mondo. Grazie alle risorse tecniche contro la censura utilizzate con successo in regimi oppressivi come Cina e Iran, sarà comunque uno scherzo aggirare qualsiasi oscuramento. Vi proponiamo inoltre l'intervista che abbiamo realizzato con Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi, avvocati difensori di The Pirate Bay. La sentenza e l'errata applicazione della direttiva 2000/31/CE aprono la strada ad oscuramenti preventivi massicci di mezza Internet? http://bit.ly/azORE4 Ciao, Paolo
Non pretendo che gli estensori di un comunicato stampa conoscano il diritto processuale penale... ma, per il momento, nel nostro paese il P.M. non impone un bel nulla. La misura cautelare sarà disposta o meno dal tribunale del riesame cui la questione è ritornata a seguito alla pronuncia della Cassazione. E comunque non viviamo nè in Iran nè in Cina, per fortuna. IMHO M. 2010/2/8 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
L'Italia si conferma campionessa della censura in Europa. La sentenza del Tribunale di Bergamo, che segue la decisione della Corte di Cassazione, permetterà al pubblico ministero di imporre nuovamente agli ISP italiani di censurare The Pirate Bay, il sito che conta 27 milioni di utenti nel mondo. Grazie alle risorse tecniche contro la censura utilizzate con successo in regimi oppressivi come Cina e Iran, sarà comunque uno scherzo aggirare qualsiasi oscuramento. Vi proponiamo inoltre l'intervista che abbiamo realizzato con Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi, avvocati difensori di The Pirate Bay.
La sentenza e l'errata applicazione della direttiva 2000/31/CE aprono la strada ad oscuramenti preventivi massicci di mezza Internet?
Ciao,
Paolo
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-- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org BlackBerry PIN:20D30DDB My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
Il 08/02/2010 10:54, marco scialdone ha scritto:
Non pretendo che gli estensori di un comunicato stampa conoscano il diritto processuale penale... ma, per il momento, nel nostro paese il P.M. non impone un bel nulla.
La misura cautelare sarà disposta o meno dal tribunale del riesame cui la questione è ritornata a seguito alla pronuncia della Cassazione.
E comunque non viviamo nè in Iran nè in Cina, per fortuna.
IMHO
M.
Grazie delle precisazioni Marco, ho provveduto a cancellare "dal pubblico ministero". Vi segnalo però che la questione è già ritornata al tribunale il 2 febbraio e che la decisione è già stata presa venerdì. Come potete leggere nell'articolo, è quindi possibile che nelle prossime ore TPB verrà oscurato. Ciao, Paolo
2010/2/8 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Il 08/02/2010 10:54, marco scialdone ha scritto:
Grazie delle precisazioni Marco, ho provveduto a cancellare "dal pubblico ministero". Vi segnalo però che la questione è già ritornata al tribunale il 2 febbraio e che la decisione è già stata presa venerdì. Come potete leggere nell'articolo, è quindi possibile che nelle prossime ore TPB verrà oscurato.
Ciao,
Paolo
Figurati Paolo. Al di là dell'imprecisione tecnica è il tenore complessivo del comunicato che è a mio avviso inaccettabile. Possibile che non si possa avere un approccio più moderato a certe vicende? Mi rendo conto che quelli di TPB conducono una loro battaglia ideale, con evidenti risvolti di disobbedienza civile, ma da qui a parlare di censura di Stato ce ne corre (peraltro tirando in mezzo tutti per un volta: politici, magistrati, forze dell'ordine, tutti uniti per censurare la rete) Non mi sorprende che il Tribunale del riesame abbia disposto l'inibizione considerando il ragionamento della Suprema Corte. M. -- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org BlackBerry PIN:20D30DDB My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
Il 08/02/10 12.40, marco scialdone ha scritto:
2010/2/8 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com <mailto:paolo.brini@iridiumpg.com>>
Il 08/02/2010 10:54, marco scialdone ha scritto: > Grazie delle precisazioni Marco, ho provveduto a cancellare "dal pubblico ministero". Vi segnalo però che la questione è già ritornata al tribunale il 2 febbraio e che la decisione è già stata presa venerdì. Come potete leggere nell'articolo, è quindi possibile che nelle prossime ore TPB verrà oscurato.
Ciao,
Paolo
Figurati Paolo.
Al di là dell'imprecisione tecnica è il tenore complessivo del comunicato che è a mio avviso inaccettabile.
Possibile che non si possa avere un approccio più moderato a certe vicende? Mi rendo conto che quelli di TPB conducono una loro battaglia ideale, con evidenti risvolti di disobbedienza civile, ma da qui a parlare di censura di Stato ce ne corre (peraltro tirando in mezzo tutti per un volta: politici, magistrati, forze dell'ordine, tutti uniti per censurare la rete)
Scusatemi se mi intrometto. La misura cautelare reale è, ovviamente, richiesta dal PM al GIP. E' il GIP che la dispone. Il primo riesame ha annullato l'ordinanza GIP, la Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza del Riesame. Si è tornati al riesame il 2 febbraio u.s. e il Tribunale del riesame ha confermato l'ordinanza GIP di "sequestro". Per quanto riguarda la battaglia ideale: forse è corretto parlarne solo con riferimento ai titolari di TPB. I legali di TPB, invece, non conducono battaglie ideali, ma reali e basate sul diritto. Dico questo perché sono fermamente convinto delle ragioni di diritto che ci hanno indotto a resistere contro un provvedimento che - a mio modesto parere - non è corretto. E' per questo che nei prossimi giorni valuteremo sia la opportunità di proporre ricorso in Cassazione contro il provvedimento del secondo riesame, sia ricorso alla Corte di Giustizia CE. Potremmo ampiamente dibattere sulle ragioni di una parte o dell'altra. Ma la battaglia, posso confermare, non è solo "ideale".
Non mi sorprende che il Tribunale del riesame abbia disposto l'inibizione considerando il ragionamento della Suprema Corte.
Il ragionamento della Cassazione si basa su un'interpretazione del d.lgs. 70/03 che (sempre a mio modesto avviso) rischia di estenderne oltremodo i confini di ciò che può essere richiesto all'ISP nazionale. E' per questo che si dovrà valutare la corretta interpretazione della Cassazione da parte della Corte di Giustizia CE. Un saluto a tutti gli iscritti francesco -- Avv. Francesco Paolo Micozzi 09128 Cagliari - Via Domenico Cimarosa, 32 tel. +39 070 658 478 - fax +39 070 6851 640 email: francesco@micozzi.it PEC: micozzi@legalmail.it P-blog: www.micozzi.it
Salve a tutti nel caso vi fosse sfuggito, segnalo che oggi Chips&Salsa (Alias/Il Manifesto) e' dedicato al tema "Piu' commons meno copyright", con intervista a Joost Smiers & Philippe Aigrain, rilanci sul Manifesto Pubblico Dominio, etc. --b.
Il 08/02/2010 12:40, marco scialdone ha scritto:
Figurati Paolo.
Al di là dell'imprecisione tecnica è il tenore complessivo del comunicato che è a mio avviso inaccettabile.
Possibile che non si possa avere un approccio più moderato a certe vicende? Mi rendo conto che quelli di TPB conducono una loro battaglia ideale, con evidenti risvolti di disobbedienza civile, ma da qui a parlare di censura di Stato ce ne corre (peraltro tirando in mezzo tutti per un volta: politici, magistrati, forze dell'ordine, tutti uniti per censurare la rete)
Non mi sorprende che il Tribunale del riesame abbia disposto l'inibizione considerando il ragionamento della Suprema Corte.
Ciao di nuovo Marco, al di là dell'approccio non moderato che ho deliberatamente scelto di seguire e che è ancora nel mio diritto perché, come dici, non siamo in Iran o in Cina, quanto ho scritto è pacificamente vero ("Italia campionessa..."), nel senso che di tutti i paesi europei al momento l'Italia detiene il primato del numero di siti oscurati ed è inoltre l'unico paese in cui è stato condannato un blogger (Ruta) per stampa clandestina, in cui per rimuovere un contenuto imesso da un utente si oscura tutto l'articolo (Byoblu), tutto il sito (Bakeka, ADUC due volte ecc.) o tutta la piattaforma (The Pirate Bay, quand'anche questo contenuto non è ospitato dalla piattaforma stessa). Un elemento spesso comune, a mio avviso, a moltissimi di questi casi è l'errata applicazione (o la non applicazione) della 2000/31/CE, che è una direttiva scritta talmente bene da apparire cristallina nella sua chiarezza. Ormai per ristabilire il diritto europeo in questo campo (peraltro trasposto fedelmente nel d.lgs 70/2003) temo sia indispensabile arrivare alla Corte di Giustizia Europea. Il caso di TPB è significativo anche per questo: finalmente ci sarà un ricorso a quella. In questo senso non capisco perché dici che ho tirato dentro tutti: a me sembra che il mio articolo sia "un'accusa" precisa solo e soltanto alla magistratura (che certo, rappresenta comunque uno dei poteri dello stato). Infine, per ritornare alla Cina e alle tecniche più sofisticate di censura, occorre tener presente che la censura cinese di stato si fonda sulla responsabilità degli ISP. E' per questo motivo che la Cina può affermare senza poter essere smentita nei fatti che il Grande Firewall cinese non esiste e che la censura di stato cinese non esiste. La censura in realtà viene praticata direttamente dai privati che gestiscono l'infrastruttura per evitare di essere coinvolti in responsabilità di qualsiasi genere. In Europa la 2000/31/EC e negli USA il safe harbour per mere conduit del DMCA sono fattori importantissimi per tutelare contro le censure di qualsiasi tipo, e temo che sia questo uno dei principali motivi per i quali si tenta di creare un numero elevato di precedenti giudiziari volti a smantallare lo status di mere conduit. Ciao, Paolo
Rispondendo a Francesco e Paolo @Francesco: sai, perchè ci siamo sentiti ultimamente in privato sul punto, che non nego che ci possano essere dei margini per la difesa, come ci sono sempre in ogni procedimento. E questo è un normale procedimento penale, con tutte le garanzie che uno stato democratico e libero mette a disposizione degli indagati. @Paolo, io francamente non vedo dove sia la censura. Sarò miope, ma non la vedo. Qui c'è semplicemente una condotta che, a torto o a ragione, è considerata costituente reato. Se lo è o meno, lo deciderà un regolare processo. Sarei particolarmente felice se gli indagati divenuti imputati venissero assolti. Altra cosa però è prendere un singolo procedimento giudiziario e trasformarlo nell'espressione di uno Stato Censore. Poi ognuno è liberissimo di esprimere le proprie opinioni e di farlo nei termini che ritiene opportuni. La mia opinione è che alzando sempre i toni si finisce per non essere più ascoltati. Da ultimo è proprio l'applicazione letterale della Direttiva 2000/31 e del decreto di recepimento che ha consentito alla Corte di Cassazione di affermare che esiste la possibilità di affiancare la misura del sequestro con quella dell'inibizione. Come dire, il diritto è certo solo sulla carta... smette di esserlo quando entra nelle aule di giustizia. E' per questo che esistono gli avvocati, i pubblici ministeri, i giudici... perchè passare dalla norma astratta alla fattispecie concreta si rivela spesso un percorso ad ostacoli. M. 2010/2/8 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Il 08/02/2010 12:40, marco scialdone ha scritto:
-- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org BlackBerry PIN:20D30DDB My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
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