Rispondendo a Francesco e Paolo

@Francesco: sai, perchè ci siamo sentiti ultimamente in privato sul punto, che non nego che ci possano essere dei margini per la difesa, come ci sono sempre in ogni procedimento. E questo è un normale procedimento penale, con tutte le garanzie che uno stato democratico e libero mette a disposizione degli indagati.


@Paolo, io francamente non vedo dove sia la censura. Sarò miope, ma non la vedo. Qui c'è semplicemente una condotta che, a torto o a ragione, è considerata costituente reato. Se lo è o meno, lo deciderà un regolare processo. Sarei particolarmente felice se gli indagati divenuti imputati venissero assolti. Altra cosa però è prendere un singolo procedimento giudiziario e trasformarlo nell'espressione di uno Stato Censore. Poi ognuno è liberissimo di esprimere le proprie opinioni e di farlo nei termini che ritiene opportuni. La mia opinione è che alzando sempre i toni si finisce per non essere più ascoltati. Da ultimo è proprio l'applicazione letterale della Direttiva 2000/31 e del decreto di recepimento che ha consentito alla Corte di Cassazione di affermare che esiste la possibilità di affiancare la misura del sequestro con quella dell'inibizione.
Come dire, il diritto è certo solo sulla carta... smette di esserlo quando entra nelle aule di giustizia. E' per questo che esistono gli avvocati, i pubblici ministeri, i giudici... perchè passare dalla norma astratta alla fattispecie concreta si rivela spesso un percorso ad ostacoli.

M.


2010/2/8 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Il 08/02/2010 12:40, marco scialdone ha scritto:
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