Re: [nexa] Stop smartphone e social sotto i 16 e 14 anni: ogni tecnologia ha il suo giusto tempo.
Il digitale è la cerniera nella quale gira la porta che apre al futuro, l'educazione ne è il perno (opinioni mie, non ho la verità in tasca). Nella scrittura vedo "il" precedente, che Platone descrive con analisi tuttora attuale quando, in Fedro, racconta che nell'antico Egitto il dio Theuth presenta la scrittura al re Thamus che la critica perchè
per la mancanza di esercizio della memoria, produrrà nell'anima di coloro che la impareranno la dimenticanza, perché fidandosi della scrittura ricorderanno dal di fuori mediante caratteri estranei, non dal di dentro e da se stessi; perciò tu hai scoperto il farmaco non della memoria, ma del richiamare alla memoria. Della sapienza tu procuri ai tuoi discepoli l'apparenza, non la verità: ascoltando per tuo tramite molte cose senza insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le ignorano, e la loro compagnia sarà molesta, poiché sono divenuti portatori di opinione anziché sapienti. ... Allora chi crede di tramandare un'arte con la scrittura, e chi a sua volta la riceve nella convinzione che dalla scrittura deriverà qualcosa di chiaro e di saldo, dev'essere ricolmo di molta ingenuità e ignorare realmente il vaticinio di Ammone, se pensa che i discorsi scritti siano qualcosa in più del riportare alla memoria di chi già sa ciò su cui verte lo scritto << Più avanti Socrate - protagonista sostanziale - vede nell' arte dialettica << il metodo >> Se prima uno non conosce il vero riguardo a ciascun argomento su cui parla o scrive ... non sarà possibile, per quanto è conforme a natura, maneggiare con arte la stirpe dei discorsi né per insegnare né per persuadere << Noto che Fedro, come quasi tutto, arriva a noi grazie alla scrittura. Domando: rispetto al Fedro, cosa accade di diverso oggi se non negli strumenti? Platone, e Socrate, restano immensi ma sulla scrittura la storia ha dato loro torto, da allora l'umanità ha impegnato due millenni e mezzo per realizzare un'alfabetizzazione diffusa ed oggi vorremmo proibire invece che educare al digitale, che è alfabeto nuovo e linguaggio nuovo che ci portano al futuro, dipenderà da noi evitare che sia un futuro da schiavi. Consapevoli che l'educazione è lenta, richiede generazioni mentre la tecnologia avanza velocissimamente. Spero di riuscire a realizzare un primo esperimento di alfabetizzazione digitale per il quale chiesi aiuto a Nexa e che da pochi giorni ho proposto ad un nido d'infanzia, se le risposte saranno positive chiederò ancora aiuto a Nexa in cui vedo competenze e passioni civiche preziose. Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
Secondo me bisogna provare ad esplorare la differenza tra "divieto" e "moratoria". Il primo è ideologico, assolutista e non prevede alcun contrappeso o discussione. La seconda è temporanea, ha uno scopo sociale e politico ben preciso, e si mette in continua discussione rispetto al raggiungimento dei suoi scopi. Questo perché mi sembra evidente dall'esperienza della enshittification dei social media che l'approccio "nessuna regola, ci penserà Internet ad autoregolarsi mentre approcciamo al mondo perfetto abitato dalle machines of loving grace" non produca risultati poi così deliziosi per l'umanità nel suo complesso. A meno di non voler sostenere, insieme a Candide, che quella odierna sia "la migliore delle Reti possibili". Poi sicuramente sbaglierò. Nel frattempo continuo a lavorare sul 'perno' dell'educazione delle future generazioni e -quando possibile- anche degli adulti che vi hanno a che fare quotidianamente, ma con l'impressione che questo lavoro potrebbe essere assai più proficuo se potesse svilupparsi in uno spazio dove la propaganda di Silicon Valley è stata silenziata, temporaneamente. Dubitativamente, Stefano Inviato con l'email sicura [Proton Mail](https://proton.me/mail/home). domenica 20 ottobre 2024 11:17, alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> ha scritto:
Il digitale è la cerniera nella quale gira la porta che apre al futuro, l'educazione ne è il perno (opinioni mie, non ho la verità in tasca). Nella scrittura vedo "il" precedente, che Platone descrive con analisi tuttora attuale quando, in Fedro, racconta che nell'antico Egitto il dio Theuth presenta la scrittura al re Thamus che la critica perchè
per la mancanza di esercizio della memoria, produrrà nell'anima di coloro che la impareranno la dimenticanza, perché fidandosi della scrittura ricorderanno dal di fuori mediante caratteri estranei, non dal di dentro e da se stessi; perciò tu hai scoperto il farmaco non della memoria, ma del richiamare alla memoria. Della sapienza tu procuri ai tuoi discepoli l'apparenza, non la verità: ascoltando per tuo tramite molte cose senza insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le ignorano, e la loro compagnia sarà molesta, poiché sono divenuti portatori di opinione anziché sapienti. ... Allora chi crede di tramandare un'arte con la scrittura, e chi a sua volta la riceve nella convinzione che dalla scrittura deriverà qualcosa di chiaro e di saldo, dev'essere ricolmo di molta ingenuità e ignorare realmente il vaticinio di Ammone, se pensa che i discorsi scritti siano qualcosa in più del riportare alla memoria di chi già sa ciò su cui verte lo scritto << Più avanti Socrate - protagonista sostanziale - vede nell' arte dialettica << il metodo >> Se prima uno non conosce il vero riguardo a ciascun argomento su cui parla o scrive ... non sarà possibile, per quanto è conforme a natura, maneggiare con arte la stirpe dei discorsi né per insegnare né per persuadere << Noto che Fedro, come quasi tutto, arriva a noi grazie alla scrittura. Domando: rispetto al Fedro, cosa accade di diverso oggi se non negli strumenti? Platone, e Socrate, restano immensi ma sulla scrittura la storia ha dato loro torto, da allora l'umanità ha impegnato due millenni e mezzo per realizzare un'alfabetizzazione diffusa ed oggi vorremmo proibire invece che educare al digitale, che è alfabeto nuovo e linguaggio nuovo che ci portano al futuro, dipenderà da noi evitare che sia un futuro da schiavi. Consapevoli che l'educazione è lenta, richiede generazioni mentre la tecnologia avanza velocissimamente. Spero di riuscire a realizzare un primo esperimento di alfabetizzazione digitale per il quale chiesi aiuto a Nexa e che da pochi giorni ho proposto ad un nido d'infanzia, se le risposte saranno positive chiederò ancora aiuto a Nexa in cui vedo competenze e passioni civiche preziose. Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
Moratoria, capisco ora, non all'educazione ma alla "propaganda di Silicon Valley": sarebbe utile, dubito sia possibile. Qui in Nexa ho imparato che quella odierna non è "la migliore delle Resti possibili", ma i grandi sono troppo potenti e diffondono disorientamento a 360° forse anche a 380° :-) e forse più. Vi terrò aggiornati sulla proposta che ho fatto al nido d'infanzia, l'età in cui si comincia a strutturare la lingua, nell'attesa della risposta del nido intanto chiedo di segnalarmi ciò che sapete su pedagogia digitale da 0 anni a 6. Grazie a voi tutti. Duccio (Alessandro Marzocchi) Il giorno dom 20 ott 2024 alle ore 12:19 Stefano Borroni Barale < s.barale@erentil.net> ha scritto:
Secondo me bisogna provare ad esplorare la differenza tra "divieto" e "moratoria". Il primo è ideologico, assolutista e non prevede alcun contrappeso o discussione. La seconda è temporanea, ha uno scopo sociale e politico ben preciso, e si mette in continua discussione rispetto al raggiungimento dei suoi scopi. Questo perché mi sembra evidente dall'esperienza della enshittification dei social media che l'approccio "nessuna regola, ci penserà Internet ad autoregolarsi mentre approcciamo al mondo perfetto abitato dalle machines of loving grace" non produca risultati poi così deliziosi per l'umanità nel suo complesso. A meno di non voler sostenere, insieme a Candide, che quella odierna sia "la migliore delle Reti possibili". Poi sicuramente sbaglierò. Nel frattempo continuo a lavorare sul 'perno' dell'educazione delle future generazioni e -quando possibile- anche degli adulti che vi hanno a che fare quotidianamente, ma con l'impressione che questo lavoro potrebbe essere assai più proficuo se potesse svilupparsi in uno spazio dove la propaganda di Silicon Valley è stata silenziata, temporaneamente. Dubitativamente, Stefano
Inviato con l'email sicura Proton Mail <https://proton.me/mail/home>.
domenica 20 ottobre 2024 11:17, alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> ha scritto:
Il digitale è la cerniera nella quale gira la porta che apre al futuro, l'educazione ne è il perno (opinioni mie, non ho la verità in tasca). Nella scrittura vedo "il" precedente, che Platone descrive con analisi tuttora attuale quando, in Fedro, racconta che nell'antico Egitto il dio Theuth presenta la scrittura al re Thamus che la critica perchè
per la mancanza di esercizio della memoria, produrrà nell'anima di coloro che la impareranno la dimenticanza, perché fidandosi della scrittura ricorderanno dal di fuori mediante caratteri estranei, non dal di dentro e da se stessi; perciò tu hai scoperto il farmaco non della memoria, ma del richiamare alla memoria. Della sapienza tu procuri ai tuoi discepoli l'apparenza, non la verità: ascoltando per tuo tramite molte cose senza insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le ignorano, e la loro compagnia sarà molesta, poiché sono divenuti portatori di opinione anziché sapienti. ... Allora chi crede di tramandare un'arte con la scrittura, e chi a sua volta la riceve nella convinzione che dalla scrittura deriverà qualcosa di chiaro e di saldo, dev'essere ricolmo di molta ingenuità e ignorare realmente il vaticinio di Ammone, se pensa che i discorsi scritti siano qualcosa in più del riportare alla memoria di chi già sa ciò su cui verte lo scritto << Più avanti Socrate - protagonista sostanziale - vede nell' arte dialettica << il metodo >> Se prima uno non conosce il vero riguardo a ciascun argomento su cui parla o scrive ... non sarà possibile, per quanto è conforme a natura, maneggiare con arte la stirpe dei discorsi né per insegnare né per persuadere << Noto che Fedro, come quasi tutto, arriva a noi grazie alla scrittura. Domando: rispetto al Fedro, cosa accade di diverso oggi se non negli strumenti? Platone, e Socrate, restano immensi ma sulla scrittura la storia ha dato loro torto, da allora l'umanità ha impegnato due millenni e mezzo per realizzare un'alfabetizzazione diffusa ed oggi vorremmo proibire invece che educare al digitale, che è alfabeto nuovo e linguaggio nuovo che ci portano al futuro, dipenderà da noi evitare che sia un futuro da schiavi. Consapevoli che l'educazione è lenta, richiede generazioni mentre la tecnologia avanza velocissimamente. Spero di riuscire a realizzare un primo esperimento di alfabetizzazione digitale per il quale chiesi aiuto a Nexa e che da pochi giorni ho proposto ad un nido d'infanzia, se le risposte saranno positive chiederò ancora aiuto a Nexa in cui vedo competenze e passioni civiche preziose. Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
Platone, e Socrate, restano immensi ma sulla scrittura la storia ha dato loro torto, da allora l'umanità ha impegnato due millenni e mezzo per realizzare un'alfabetizzazione diffusa ed oggi vorremmo proibire invece che educare al digitale ...
Per educare bisogna che gli educatori conoscano e oggi solo i progettisti del digitale conoscono. Nessun altro. Come ha spiegato benissimo JC nel suo libro, chi sa esattamente cosa c'è dentro uno smartphone? Chi può riportare esattamente cosa "gira" dentro i data center delle big-tech (e anche meno big)? Vuoi educare? Bene, vendimi (e non a 500 o più euro) uno smartphone completamente senza software in modo da installargli un sistema operativo libero e aperto. Dammi la possibilità di usare i servizi online che ci sono attualmente, presso un fornitore che non sia una "corporation". Ti sei mai chiesto perché Nexa mette a disposizione questo servizio e non, ad esempio, un LLM aperto? Perché un gestore di mailing list richiede risorse tutto sommato minime. Con le stesse risorse (immagino, magari sbaglio e Nexa ha invece un cluster di A100 a disposizione) non può offrire, neanche volendo, un clone chatgpt. Così come non può mettere su un clone Youtube. Ma non perché sia complicato dal punto di vista software, ma perché non avrebbe le risorse hardware (spazio e potenza di calcolo) e banda. In definitiva: Internet 1.0 era tanto software e poco hardware, questo ne ha permesso il lancio e la diffusione. Internet 2.0 poco software e tanto hardware (e qui spuntano i GAFAM). Internet 3.0 (AI), ancora meno software, ma tante tante tante risorse hardware. Potevi educare quando Internet era alla versione 1.0, ora non più, puoi al massimo illustrare le mirabilia della tecnica e mettere in guardia dall'uso sbagliato degli strumenti, ma questo, secondo me, non è educare al digitale. A.
On Sun, Oct 20, 2024 11:17:09 AM +0200, alessandro marzocchi wrote:
Platone, e Socrate, restano immensi ma sulla scrittura la storia ha dato loro torto, da allora l'umanità ha impegnato due millenni e mezzo per realizzare un'alfabetizzazione diffusa ed oggi vorremmo proibire invece che educare al digitale, che è alfabeto nuovo e linguaggio nuovo che ci portano al futuro, dipenderà da noi evitare che sia un futuro da schiavi.
tanto per capirsi, chi l'avrebbe detto, in QUESTA discussione o in generale in QUESTA lista, di proibire anziche' educare al digitale? Grazie, Marco
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