"Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012"
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa: http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-... Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo.... Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile. juan carlos
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a *programmare* nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente. E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce). jc On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
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...penso che anch'io non ho "tempo" ma che mi piacerebbe imparare e diventare hacker... o almeno provarci per capire meglio che cosa fanno gli hacker veri ;-) e penso che sarebbe importante per il nostro lavoro, ma che lo sarebbe per tutti, come andare a scuola x imparare l'abc... nell'era digitale è assurdo che non sia previsto per tutti! e se ci fosse un corso accessibile magari online con orari on-demand lo frequenterei stra-volentieri! e dovrebbe esserci, un corso online, e dovrebbe essere gratuito, offerto dalla scuola pubblica, per tutti... grandi e piccini! ;-) ________________________________ Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN Inviato: domenica 8 gennaio 2012 17.42 A: vittorio zambardino Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012" Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente. E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce). jc On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote: Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it<mailto:demartin@polito.it>> ha scritto: L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa: http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-... Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a programmare nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo.... Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile. juan carlos _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Ci sono, ci sono... Ogni tanto anche su groupon :) Avv. Marco Scialdone Mobile: +393470830540 Blog: http://scialdone.blogspot.com Il giorno 08/gen/2012, alle ore 18:21, Masera Anna <Anna.MASERA@lastampa.it> ha scritto:
...penso che anch'io non ho "tempo" ma che mi piacerebbe imparare e diventare hacker... o almeno provarci per capire meglio che cosa fanno gli hacker veri ;-) e penso che sarebbe importante per il nostro lavoro, ma che lo sarebbe per tutti, come andare a scuola x imparare l'abc... nell'era digitale è assurdo che non sia previsto per tutti! e se ci fosse un corso accessibile magari online con orari on-demand lo frequenterei stra-volentieri! e dovrebbe esserci, un corso online, e dovrebbe essere gratuito, offerto dalla scuola pubblica, per tutti... grandi e piccini! ;-)
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN Inviato: domenica 8 gennaio 2012 17.42 A: vittorio zambardino Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012"
Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente.
E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce).
jc
On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto: L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a programmare nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Comè vero Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Masera Anna Inviato: domenica 8 gennaio 2012 18.22 A: 'J.C. DE MARTIN'; vittorio zambardino Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [nexa] R: "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012" Priorità: Alta ...penso che anch'io non ho "tempo" ma che mi piacerebbe imparare e diventare hacker... o almeno provarci per capire meglio che cosa fanno gli hacker veri ;-) e penso che sarebbe importante per il nostro lavoro, ma che lo sarebbe per tutti, come andare a scuola x imparare l'abc... nell'era digitale è assurdo che non sia previsto per tutti! e se ci fosse un corso accessibile magari online con orari on-demand lo frequenterei stra-volentieri! e dovrebbe esserci, un corso online, e dovrebbe essere gratuito, offerto dalla scuola pubblica, per tutti... grandi e piccini! ;-) _____ Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN Inviato: domenica 8 gennaio 2012 17.42 A: vittorio zambardino Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012" Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente. E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce). jc On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote: Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto: L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa: http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how- to-write-code-in-2012.php Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a programmare nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo.... Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile. juan carlos _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nel caso qualcuno volesse passare all'azione, consiglio questo manuale, che ha tra i suoi autori il nostro Angelo Raffaele Meo: http://linuxdidattica.org/polito/manuale-python-V2.pdf (E' un corso per ragazzini delle medie, ma mi pare adattissimo anche a sindaci volenterosi ;-) anche un economista smanettone con maturità classica di mia conoscenza ne ha beneficiato...) Per chi avesse già qualche skill in più (es. economisti smanettoni che hanno cominciato a leggere il precedente manuale), consiglio di passare poi a: http://www.diveintopython.net/ (Chi prendesse l'invito sul serio, potrebbe voler leggere direttamente la versione più recente, che spiega Python versione 3: http://www.diveintopython3.net/) Lo scopo di imparare a programmare, per i non programmatori, è più legato al metodo ed alla forma mentis che alla capacità di essere produttivi con quegli specifici strumenti: non mi capita spesso di usare quel che ho imparato nel corso di ottimizzazione dinamica al master, e neppure in quello di analisi, a dire il vero, ma se non conoscessi derivate ed integrali come concetti (ed "intuizioni"), la mia comprensione della realtà - e di concetti collegati, come quello di costo marginale in economia - sarebbe limitata. Qualcosa di molto simile vale per la sintassi greca o per l'imperativi categorico, se preferite... E lo stesso vale per i miei rudimenti di python (comunque meno arrugginiti di quelli di sintassi greca!). Federico PS I manuali di cui sopra li ho studiati entrambi (ad onor del vero, più il secondo del primo) ed entrambi nel tragitto in tram da casa al lavoro nel giro di un mesetto (con qualche full immersion serale, quando mi appassionavo a sperimentare qualche tecnica appresa): può farlo anche una persona abbastanza impegnata, volendo. On 01/09/2012 02:22 PM, Marco Ricolfi wrote:
Com'è vero...
*Da:*nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] *Per conto di *Masera Anna *Inviato:* domenica 8 gennaio 2012 18.22 *A:* 'J.C. DE MARTIN'; vittorio zambardino *Cc:* nexa@server-nexa.polito.it *Oggetto:* [nexa] R: "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012" *Priorità:* Alta
...penso che anch'io non ho "tempo" ma che mi piacerebbe imparare e diventare hacker... o almeno provarci per capire meglio che cosa fanno gli hacker veri ;-) e penso che sarebbe importante per il nostro lavoro, ma che lo sarebbe per tutti, come andare a scuola x imparare l'abc... nell'era digitale è assurdo che non sia previsto per tutti! e *se ci fosse un corso accessibile magari online con orari on-demand* lo frequenterei stra-volentieri! e dovrebbe esserci, un corso online, e dovrebbe essere gratuito, offerto dalla scuola pubblica, per tutti... grandi e piccini! ;-)
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*Da:*nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] *Per conto di *J.C. DE MARTIN *Inviato:* domenica 8 gennaio 2012 17.42 *A:* vittorio zambardino *Cc:* nexa@server-nexa.polito.it *Oggetto:* Re: [nexa] "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012"
Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente.
E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce).
jc
On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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a mio avviso c'e' del vero in entrambe le posizioni, ma perche' questa affermazione non sia generica provo ad argomentare meglio un tempo la soglia dell'analfabetismo era "leggere, scrivere e far di conto". Alan Kay, allora allo Xerx PARC, già nel 1977, nel suo articolo su Scientific Amercican "Microelectronics and the Personal Computer" (in italiano su Le Scienze, se non erro nov 1978) scriveva: "se il calcolatore deve essere veramente <<personale>> sia gli adulti che i ragazzi devono poterlo far funzionare al meglio delle possibilità senza ricorrere ai servizi di un esperto." E prosegue: " E così il problema principale sarà costituito dal fatto che i non specialisti dovranno quasi sicuramente scrivere dei programmi per conto loro, se vorranno ricavare un qualche beneficio dal loro calcolatore, al di là di un aiuto momentaneo." Ai ragazzi "che non hanno ancor perso il lor senso del fantastico e del meraviglioso" suggerisce: "se vi piace disegnare, non automatizzate il disegno: programmate piuttosto il vostro calcolatore persnale perchè vi fornisca un nuovo insieme di colori." E conclude con un'analogia con la scrittura: ci sono gli illetterati (pochi, per fortuna), quelli che hanno la "basic literacy" (la massa) e coloro capaci di "artistic creation" (scrittori e poeti). Insomma, i fondamenti di informatica per capire e non subire il mondo digitale (non basta saper "usare" il pc e Facebook ;-)) dovrebbero essere parte della "basic literacy" di chiunque (mentre per fortuna possiamo sperare che non sia altrettanto necessario sapere usare armi ed elemetti ;-)) . Il fatto che OGGI, più di 30 anni dopo, faccia notizia che il sindaco di NY abbia deciso di dotarsi di quegli strumenti conoscitivi di base è segno di quanto siamo ancora indietro (nel sistema scolastico, anzitutto). Se costituisce uno stimolo per spiegare l'importanza della cultura informatica, ben venga. Ma concordo con Giulio che se si dovesse oggi organizzare un master per "sindaci digitali" (quando si fa?) i dettagli di un linguaggio di programmazione forse possiamo ometterli. E concordo con i temi che Giulio elenca, e anche con i docenti ;-)) Ma in testa ne aggiungerei una (una sola!) di lezione: in cui li si fa ragionare su un po' di "visioni", alcune delle quali presenti nell'articolo di Kay: "il calcolatore [] come il più avanzato mezzo di comunicazione a disposizione dell'uomo" oppure "simulation [is] the central property of computing" che faccia riflettere sulla natura profonda di questo straordinario strumento (che forse solo strumento non è). Magari non capiranno tutto, ma le nozioni di algoritmo e sistema, quelle si che le devono avere per governare e non solo il digitale! -- fiorella
http://codeyear.com/ 321,156 people have decided to learn to code in 2012. Why not you? Make your New Year's resolution learning to code. Sign up on Code Year to get a new interactive programming lesson sent to you each week and you'll be building apps and web sites before you know it. :-) juan carlos On 08/01/12 12:21, Masera Anna wrote:
...penso che anch'io non ho "tempo" ma che mi piacerebbe imparare e diventare hacker... o almeno provarci per capire meglio che cosa fanno gli hacker veri ;-) e penso che sarebbe importante per il nostro lavoro, ma che lo sarebbe per tutti, come andare a scuola x imparare l'abc... nell'era digitale è assurdo che non sia previsto per tutti! e *se ci fosse un corso accessibile magari online con orari on-demand* lo frequenterei stra-volentieri! e dovrebbe esserci, un corso online, e dovrebbe essere gratuito, offerto dalla scuola pubblica, per tutti... grandi e piccini! ;-)
------------------------------------------------------------------------ *Da:* nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] *Per conto di *J.C. DE MARTIN *Inviato:* domenica 8 gennaio 2012 17.42 *A:* vittorio zambardino *Cc:* nexa@server-nexa.polito.it *Oggetto:* Re: [nexa] "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012"
Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente.
E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce).
jc
On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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--> http://www.cnn.com/2012/01/12/opinion/rushkoff-write-code/index.html?hpt=hp_... *Learn to code, get a job* by Douglas Rushkoff, Special to CNN This week, New York's Mayor Michael Bloomberg tweeted his intent to learn computer code by the end of the year. He joined about 300,000 other people who have signed up at CodeYear to receive free interactive programming lessons each week from the Codecademy, a web-based tutorial. I am greatly relieved. It's time Americans begin treating computer code the way we do the alphabet or arithmetic. Code is the stuff that makes computer programs work -- the list of commands that tells a word processor, a website, a video game, or an airplane navigation system what to do. That's all software is: lines of code, written by people. We are socializing, working, consuming, and living in a world increasingly defined by programs. Learning to code is the best way to understand what all those programs do, or even to recognize that they are there in the first place. Just a couple of years ago, I was getting blank stares or worse when I would suggest to colleagues and audiences that they learn code, or else. "Program or be programmed," became my mantra: If you are not a true user of digital technology, then you are likely being used by digital technology. My suggestion that people learn to program was meant more as a starting point in a bigger argument. --> more at: http://www.cnn.com/2012/01/12/opinion/rushkoff-write-code/index.html?hpt=hp_... PS: il delizioso libretto di Ruskhoff, "Program or be Programmed", esce ora in edizione italiana per postmediabooks.it (si, tradotto dal sottoscritto ;): http://postmediabooks.it/2012/67programma/rushkoff.htm
[una riflessione del sottoscritto su lastampa.it] Il 2012 è "Code Year": obiettivo? Democratizzare il codice html, democratizzare Internet http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_bl...
Mi capita davvero raramente di non essere d'accordo con JC. Ma mi sembra che il fatto che Bloomberg voglia imparare a programmare, anche se può testimoniare una onesta ed apprezzabile curiosità intellettuale della persona, non sia però rilevante per la sua responsabilità di amministratore. Non tanto perchè deve occupare il suo tempo in altre cose, ma proprio per il merito delle cose che dovrebbe conoscere per occuparsi bene del digitale. Se proviamo ad immaginare di poter "formare" un sindaco sul tema del digitale, credo che imparare a programmare non sia la prima delle competenze che proverei a trasferirgli. Prima lo porterei a Nexa a imparare cosa sono gli open data, soprattutto dal punto di vista delle caratteristiche delle licenze pubbliche. Poi cercherei un economista (avete qualche nome?) per spiegargli i possibili modelli economici di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico come risorsa per il "lavoro immateriale". Poi lo manderei da Stefano Quintarelli a studiare cosa vuol dire neutralità della rete, e le sue implicazioni sul tessuto imprenditoriale locale. Poi gli farei fare una sessione intensiva con Fiorella De Cindio per fargli capire che non si può usare Facebook per fare partecipazione politica denocratica. E poi... E se provassimo a progettarlo insieme nel 2012 un master per "sindaci digitali"? Giulio Il 08/01/12, J.C. DE MARTIN<demartin@polito.it> ha scritto:
Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente.
E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce).
jc
On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Io sono invece molto d'accordo con Juan Carlos, (e meno, stranamente, con Giulio) proprio per la valenza provocatoria e culturale dell'annuncio. che mette il dito su una piaga aperta, che è quella della "complessità". A causa della complessità i nostri schemi da innovatori tradizionali (scusatemi l'ossimoro) vanno rivisti, compresi i tabu. Il primo tabu è quello che l'informatica sia una faccenda, astrusa e complicata (e lo è) e dunque solo per addetti ai lavori. Pensando di potersela cavare solo trattando (politicamnte intendo) solo altri aspetti (quelli elencati da Giulio), più nobili e, in quanto tali, adatti al discorso politico. La nostra società ed il suo rapporto con la tecnologia è cambiata, radicalmente ed in poco tempo. L'illusione, dei primi anni 2000 (e degli anni '90 ) che le tecnologie sarebbero state sempre più friendly e le interfaccie avrebbero fatto tutto il lavoro sporco mi sembra palesemente superata. E' ora, forse, che la politica si occupi della complessità, la veda, la ammetta. Gli HFT (High Frequency Trading) sono emblematici. Sono algoritmi (chissa perchè il termine algoritmo è sempre stato considerato una sorta di parolaccia, certamente sinonimo di cosa noiosa - dunque inusabile da un politico). Algoritmi però che condizionano la vita del nostro pianeta. Può un politico oggi ignorarlo? Permettersi di sbuffare a chi gliene parla? Vorrei azzardare, a proposito di complessità e di cambiamenti e temi in agenda, un parallelo in un settore tutto diverso: i rifiuti. Sono stati un argomento di serie B ( se non C o D) per la politica, una banale tecnicality. Una parola da non usare in campagna elettorale. Oggi fanno cadere le giunte ( Napoli, e non solo), e sono al primo posto nell'agenda politica del mondo. Le cose cambiano, molto in fretta, proprio in tempi di crisi. Io la provocazione di Bloomberg io la leggo così. Giovanna Il giorno 09 gennaio 2012 11:45, de petra giulio <giulio.depetra@gmail.com>ha scritto:
Mi capita davvero raramente di non essere d'accordo con JC. Ma mi sembra che il fatto che Bloomberg voglia imparare a programmare, anche se può testimoniare una onesta ed apprezzabile curiosità intellettuale della persona, non sia però rilevante per la sua responsabilità di amministratore. Non tanto perchè deve occupare il suo tempo in altre cose, ma proprio per il merito delle cose che dovrebbe conoscere per occuparsi bene del digitale. Se proviamo ad immaginare di poter "formare" un sindaco sul tema del digitale, credo che imparare a programmare non sia la prima delle competenze che proverei a trasferirgli. Prima lo porterei a Nexa a imparare cosa sono gli open data, soprattutto dal punto di vista delle caratteristiche delle licenze pubbliche. Poi cercherei un economista (avete qualche nome?) per spiegargli i possibili modelli economici di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico come risorsa per il "lavoro immateriale". Poi lo manderei da Stefano Quintarelli a studiare cosa vuol dire neutralità della rete, e le sue implicazioni sul tessuto imprenditoriale locale. Poi gli farei fare una sessione intensiva con Fiorella De Cindio per fargli capire che non si può usare Facebook per fare partecipazione politica denocratica. E poi... E se provassimo a progettarlo insieme nel 2012 un master per "sindaci digitali"? Giulio
Il 08/01/12, J.C. DE MARTIN<demartin@polito.it> ha scritto:
Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente.
E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce).
jc
On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Sono d'accordo cob Juan Carlos. Purtroppo politici, umanisti e economisti chiaccherano sulla complessità sociale, ma spesso nella separetezza disciplinar non ne comprendono le opportunità di sviluppo. A te Giulio buon anno e un abbraccio mariella ----- Original Message ----- From: "de petra giulio" <giulio.depetra@gmail.com> To: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> Cc: <nexa@server-nexa.polito.it> Sent: Monday, January 09, 2012 11:45 AM Subject: Re: [nexa] "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012" Mi capita davvero raramente di non essere d'accordo con JC. Ma mi sembra che il fatto che Bloomberg voglia imparare a programmare, anche se può testimoniare una onesta ed apprezzabile curiosità intellettuale della persona, non sia però rilevante per la sua responsabilità di amministratore. Non tanto perchè deve occupare il suo tempo in altre cose, ma proprio per il merito delle cose che dovrebbe conoscere per occuparsi bene del digitale. Se proviamo ad immaginare di poter "formare" un sindaco sul tema del digitale, credo che imparare a programmare non sia la prima delle competenze che proverei a trasferirgli. Prima lo porterei a Nexa a imparare cosa sono gli open data, soprattutto dal punto di vista delle caratteristiche delle licenze pubbliche. Poi cercherei un economista (avete qualche nome?) per spiegargli i possibili modelli economici di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico come risorsa per il "lavoro immateriale". Poi lo manderei da Stefano Quintarelli a studiare cosa vuol dire neutralità della rete, e le sue implicazioni sul tessuto imprenditoriale locale. Poi gli farei fare una sessione intensiva con Fiorella De Cindio per fargli capire che non si può usare Facebook per fare partecipazione politica denocratica. E poi... E se provassimo a progettarlo insieme nel 2012 un master per "sindaci digitali"? Giulio Il 08/01/12, J.C. DE MARTIN<demartin@polito.it> ha scritto:
Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente.
E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce).
jc
On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Cari amici sono assolutamente d'accordo con tutti voi che saper comprendere e maneggiare la "complessità sociale" sia una competenza indispensabile per un sindaco, ed anche che vada contrastata la separatezza delle discipline (cosa c'è di più interdisciplinare della "internet science" di cui parlava JC qualche messaggio fa?), e non mi sembra di aver affermato il contrario. Anzi, Continuo però ad avere dubbi che tale competenza derivi dall'imparare a programmare, anche se si tratta una attività nobilissima (l'ho fatto per molti anni...molti anni fa) e certamente formativa nelle sue componenti metodologiche. Giulio Il 09/01/12, Mariella Berra<mariella.berra@unito.it> ha scritto:
Sono d'accordo cob Juan Carlos. Purtroppo politici, umanisti e economisti chiaccherano sulla complessità sociale, ma spesso nella separetezza disciplinar non ne comprendono le opportunità di sviluppo. A te Giulio buon anno e un abbraccio mariella ----- Original Message ----- From: "de petra giulio" <giulio.depetra@gmail.com> To: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> Cc: <nexa@server-nexa.polito.it> Sent: Monday, January 09, 2012 11:45 AM Subject: Re: [nexa] "Mayor Bloomberg Will Learn How To Write Code In 2012"
Mi capita davvero raramente di non essere d'accordo con JC. Ma mi sembra che il fatto che Bloomberg voglia imparare a programmare, anche se può testimoniare una onesta ed apprezzabile curiosità intellettuale della persona, non sia però rilevante per la sua responsabilità di amministratore. Non tanto perchè deve occupare il suo tempo in altre cose, ma proprio per il merito delle cose che dovrebbe conoscere per occuparsi bene del digitale. Se proviamo ad immaginare di poter "formare" un sindaco sul tema del digitale, credo che imparare a programmare non sia la prima delle competenze che proverei a trasferirgli. Prima lo porterei a Nexa a imparare cosa sono gli open data, soprattutto dal punto di vista delle caratteristiche delle licenze pubbliche. Poi cercherei un economista (avete qualche nome?) per spiegargli i possibili modelli economici di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico come risorsa per il "lavoro immateriale". Poi lo manderei da Stefano Quintarelli a studiare cosa vuol dire neutralità della rete, e le sue implicazioni sul tessuto imprenditoriale locale. Poi gli farei fare una sessione intensiva con Fiorella De Cindio per fargli capire che non si può usare Facebook per fare partecipazione politica denocratica. E poi... E se provassimo a progettarlo insieme nel 2012 un master per "sindaci digitali"? Giulio
Il 08/01/12, J.C. DE MARTIN<demartin@polito.it> ha scritto:
Vittorio, quello che mi interessa è soprattutto il segnale culturale: demagogia o meno, qui non arriverebbero neanche a pensare una cosa simile, men che meno a parlarne pubblicamente.
E' questo che mi preoccupa (oltre a tante altre cose, si capisce).
jc
On 08/01/12 11:36, vittorio zambardino wrote:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Concordo con Bruno. Bloomberg che studia il codice mi fa l'effetto dei politici con l'elmetto in testa nei cantieri o sui fronti militari... Marcello vittorio zambardino ha scritto in data 08/01/2012 17:36:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> ha scritto:
L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a /programmare/ nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Non la vedo così negativamente, ma comunque sarebbe opportuno che i politici capiscano di più la tecnologia e la sua evoluzione, anche per evitare nuovi Red Flag Acts (http://www.britishmm.co.uk/brighton.asp) in un momento in cui la tecnologia informatica e telematica è chiaramente un possibile fattore chiave di sviluppo economico, oltre che individuale e sociale. V Il giorno 09/gen/2012, alle ore 12.11, Marcello Mustilli ha scritto:
Concordo con Bruno. Bloomberg che studia il codice mi fa l'effetto dei politici con l'elmetto in testa nei cantieri o sui fronti militari...
Marcello
vittorio zambardino ha scritto in data 08/01/2012 17:36:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto: L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a programmare nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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Marcello Mustilli wrote:
Concordo con Bruno. Bloomberg che studia il codice mi fa l'effetto dei politici con l'elmetto in testa nei cantieri o sui fronti militari...
si, forse non vuole ottenere nulla di piu'. cosa ottiene un sindaco con l'emetto da cantiere ? il messaggio: "vogliamo lavorare vicino ai cittadini, vogliamo che si lavori in sicurezza". cosa ottiene un sindaco che dice di iniziare a programmare ? ottiene il messaggio: "digitalizzatevi, questa è la direzione in cui la città andrà. imparate la tecnologia e non subitela, questo è l'unico modo per usarla da cittadini consapevoli" prima di leggere il tuo esempio, non avevo avuto questa vision, e tutto sommato, mi piace ;) ciao, un paio di link di diversa natura: Tor project, sempre di piu' un player non governativo all'interno dei conflitti di libertà online: (video Inglese, 1 ora e 25 minuti): https://www.youtube.com/watch?v=DX46Qv_b7F4 http://buggedplanet.info/ Bugged Planet è un'iniziativa che vuole mappare tutte le aziende (ed i collaboratori interni) che producono strumenti che possono essere usati per reprimere le libertà digitali. E' organizzanto come un wiki, così che la community possa contribuire piu' facilmente, e in modo rapido ha superato in quantità e qualità gli spyfiles di wikileaks (http://wikileaks.org/the-spyfiles.html)
participants (14)
-
bernardo parrella -
de petra giulio -
Federico Morando -
fiorella de cindio -
Giovanna Sissa -
J.C. DE MARTIN -
Marcello Mustilli -
Marco Ricolfi -
Marco Scialdone -
Mariella Berra -
Masera Anna -
vale.it.newsletters@gmail.com -
vecna ~= Claudio Agosti -
vittorio zambardino