posta di ateneo su cloud Microsoft
Alla faccia della normativa (Codice dell'Amministrazione Digitale) Alla faccia della sovranità dei dati e della privacy Alla faccia dell'interoperabilità e degli open data Alla faccia... "adottare una soluzione open source per la posta elettronica permette a un’università di essere *autonoma, trasparente, sostenibile e coerente con la propria missione educativa*, oltre a proteggere meglio dati sensibili e investimenti a lungo termine" così dice chatgpt Flavia Marzano *Questo documento è digitale e vorrei che (digi)tale restasse :) * *Please consider the environmental impact before printing this e-mail* *Avviso di riservatezza* *Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati sono destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati. La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita ai sensi dell'art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs 196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore vi preghiamo di distruggerlo e di informarmi immediatamente.* Il giorno mar 16 set 2025 alle ore 10:40 Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
Gentilissime e gentilissimi nexiani, tecnicamente parlando, e anche strategicamente, avere un sistema di posta elettronica on-premise è sicuramente la soluzione migliore. Ma un sistema di questo tipo, che offre caselle mail a decine di migliaia di utenti (qualche volta anche centinaia di migliaia) richiede competenze sistemistiche non banali e una attenzione e cura quasi quotidiana, come ben sa chi si è trovato a gestire sistemi di questo tipo. Già questo aspetto, a fronte dei continui tagli ai fondi di finanziamento, al blocco delle assunzioni e alle retribuzioni per il personale tecnico-informatico assolutamente non adeguate, è uno scoglio difficile da superare e non tutti gli Atenei potrebbero permetterselo. Ma se ne aggiunge un'altro, politico, che forse è ancora più grande: la posta elettronica è considerata una commodity, non un asset strategico. Significa che averla in casa non porta alcuna percezione di valore aggiunto alla governance ma, in caso di problemi (e ce ne sono, di problemi tecnici...) le ripercussioni sotto gli aspetti reputazionali per l'ufficio IT e relativi responsabili/dirigenti sarebbero enormi. La posta elettronica **deve** funzionare e se c'è chi mi offre il servizio a costo zero (Google, MS...), senza dover investire in personale, competenze e "ferro", perché mai io **Governance** non dovrei approfittarne? E poi, sono ormai tutti su Google/MS, Ministero compreso, quindi perché io Ateneo non dovrei farlo, accollandomi costi non indifferenti? Da parte del Dirigente, il ragionamento è analogo: perché mai dovrei rischiare ripercussioni anche sul piano di carriera per un servizio che ormai deve funzionare? Passo su Google/MS e, nel caso ci siano problemi (perché anche Google/MS qualche volta hanno problemi...), la responsabilità sarà loro. Semplicemente questo. MP Il giorno mar 16 set 2025 alle ore 11:13 Flavia Marzano < flavia.marzano@gmail.com> ha scritto:
Alla faccia della normativa (Codice dell'Amministrazione Digitale) Alla faccia della sovranità dei dati e della privacy Alla faccia dell'interoperabilità e degli open data Alla faccia...
"adottare una soluzione open source per la posta elettronica permette a un’università di essere *autonoma, trasparente, sostenibile e coerente con la propria missione educativa*, oltre a proteggere meglio dati sensibili e investimenti a lungo termine" così dice chatgpt
Flavia Marzano
*Questo documento è digitale e vorrei che (digi)tale restasse :) *
*Please consider the environmental impact before printing this e-mail*
*Avviso di riservatezza*
*Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati sono destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati. La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita ai sensi dell'art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs 196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore vi preghiamo di distruggerlo e di informarmi immediatamente.*
Il giorno mar 16 set 2025 alle ore 10:40 Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
-- Michele Pinassi Ufficio Esercizio e tecnologie - Università degli Studi di Siena tel: 0577.(23)5000 - helpdesk@unisi.it PGP/GPG key fingerprint 6EC4 9905 84F5 1537 9AB6 33E7 14FC 37E5 3C24 B98E
On 9/16/25 12:50, Michele Pinassi via nexa wrote:
Gentilissime e gentilissimi nexiani,
tecnicamente parlando, e anche strategicamente, avere un sistema di posta elettronica on-premise è sicuramente la soluzione migliore. Ma un sistema di questo tipo, che offre caselle mail a decine di migliaia di utenti (qualche volta anche centinaia di migliaia) richiede competenze sistemistiche non banali e una attenzione e cura quasi quotidiana, come ben sa chi si è trovato a gestire sistemi di questo tipo. Già questo aspetto, a fronte dei continui tagli ai fondi di finanziamento, al blocco delle assunzioni e alle retribuzioni per il personale tecnico- informatico assolutamente non adeguate, è uno scoglio difficile da superare e non tutti gli Atenei potrebbero permetterselo.
Dal lato della ricerca c'è di più e di peggio: rapporti organici di collaborazione e finanziamento con i monopoli ICT. Si tratta di notizie non nuove https://www.newstatesman.com/business/sectors/2021/07/how-google-quietly-fun... che però danno un contesto a fenomeni come questo: A handful of companies control what PricewaterhouseCoopers called a “$15.7 trillion game changer of an industry.” Those companies employ or finance the work of a huge chunk of the academics who understand how to make LLMs. This leaves few people with the expertise and authority to say, “Wait, why are these companies blurring the distinction between what is human and what’s a language model? Is this what we want?” https://nymag.com/intelligencer/article/ai-artificial-intelligence-chatbots-... Sto, naturalmente, parlando delle suocere, ma queste suocere - poche, perché oligopoliste - hanno una quantità spropositata di nuore. Familiarmente, MCP
Gli strumenti come cittadini ce li abbiamo: FOIA all'Università di Pisa --> https://www.unipi.it/ateneo/urp/richiesta-di-accesso/accesso-civico-semplice... Sulla pagina si trova un bel modulo .doc (formato aperto come prescrive il CAD) da compilare per la richiesta. Se l'UNIPI ha fatto tutto come si deve, riuscirà anche a dimostrare di aver fatto una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico ove risulti che M$ Exchange è la soluzione migliore. Paolo Il 16/09/25 11:13, Flavia Marzano ha scritto:
Alla faccia della normativa (Codice dell'Amministrazione Digitale) Alla faccia della sovranità dei dati e della privacy Alla faccia dell'interoperabilità e degli open data Alla faccia...
"adottare una soluzione open source per la posta elettronica permette a un’università di essere *autonoma, trasparente, sostenibile e coerente con la propria missione educativa*, oltre a proteggere meglio dati sensibili e investimenti a lungo termine" così dice chatgpt
Flavia Marzano
/Questo documento è digitale e vorrei che (digi)tale restasse :) /
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/Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati sono destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati. La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita ai sensi dell'art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs 196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore vi preghiamo di distruggerlo e di informarmi immediatamente./
Il giorno mar 16 set 2025 alle ore 10:40 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
On 9/17/25 08:14, Paolo Dongilli via nexa wrote:
Gli strumenti come cittadini ce li abbiamo: FOIA all'Università di Pisa --> https://www.unipi.it/ateneo/urp/richiesta-di-accesso/accesso-civico- semplice/
Sulla pagina si trova un bel modulo .doc (formato aperto come prescrive il CAD) da compilare per la richiesta.
Se l'UNIPI ha fatto tutto come si deve, riuscirà anche a dimostrare di aver fatto una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico ove risulti che M$ Exchange è la soluzione migliore.
Paolo
Credo che il tutto rientri negli accordi collettivi negoziati dalla Crui che sono particolarmente complessi di affrontare (negoziatore unico, responsabilità distribuita) https://ict.crui.it/microsoft/ A presto, MCP
Il 17/09/25 08:55, Maria Chiara Pievatolo ha scritto:
On 9/17/25 08:14, Paolo Dongilli via nexa wrote:
Gli strumenti come cittadini ce li abbiamo: FOIA all'Università di Pisa --> https://www.unipi.it/ateneo/urp/richiesta-di-accesso/accesso-civico- semplice/
Sulla pagina si trova un bel modulo .doc (formato aperto come prescrive il CAD) da compilare per la richiesta.
Se l'UNIPI ha fatto tutto come si deve, riuscirà anche a dimostrare di aver fatto una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico ove risulti che M$ Exchange è la soluzione migliore.
Paolo
Credo che il tutto rientri negli accordi collettivi negoziati dalla Crui che sono particolarmente complessi di affrontare (negoziatore unico, responsabilità distribuita)
https://ict.crui.it/microsoft/
A presto, MCP
Quindi se ho capito bene la CRUI è un organismo di diritto privato che acquista licenze software anche per le università pubbliche? Bel modo di aggirare il CAD! Paolo.
A quanto leggo sul sito web https://www.crui.it/la-crui/chi-siamo.html, la CRUI è una Associazione che viene coadiuvata nelle Sue attività dall'omonima Fondazione (https://www.fondazionecrui.it/), che sembra essere il braccio operativo anche in questi casi. MP Il giorno mer 17 set 2025 alle ore 09:18 Paolo Dongilli via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Il 17/09/25 08:55, Maria Chiara Pievatolo ha scritto:
On 9/17/25 08:14, Paolo Dongilli via nexa wrote:
Gli strumenti come cittadini ce li abbiamo: FOIA all'Università di Pisa --> https://www.unipi.it/ateneo/urp/richiesta-di-accesso/accesso-civico- semplice/
Sulla pagina si trova un bel modulo .doc (formato aperto come prescrive il CAD) da compilare per la richiesta.
Se l'UNIPI ha fatto tutto come si deve, riuscirà anche a dimostrare di aver fatto una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico ove risulti che M$ Exchange è la soluzione migliore.
Paolo
Credo che il tutto rientri negli accordi collettivi negoziati dalla Crui che sono particolarmente complessi di affrontare (negoziatore unico, responsabilità distribuita)
https://ict.crui.it/microsoft/
A presto, MCP
Quindi se ho capito bene la CRUI è un organismo di diritto privato che acquista licenze software anche per le università pubbliche?
Bel modo di aggirare il CAD!
Paolo.
-- Michele Pinassi Ufficio Esercizio e tecnologie - Università degli Studi di Siena tel: 0577.(23)5000 - helpdesk@unisi.it PGP/GPG key fingerprint 6EC4 9905 84F5 1537 9AB6 33E7 14FC 37E5 3C24 B98E
Il 17/09/25 8:55 AM, Maria Chiara Pievatolo ha scritto:
On 9/17/25 08:14, Paolo Dongilli via nexa wrote:
Gli strumenti come cittadini ce li abbiamo: FOIA all'Università di Pisa --> https://www.unipi.it/ateneo/urp/richiesta-di-accesso/accesso-civico- semplice/
Sulla pagina si trova un bel modulo .doc (formato aperto come prescrive il CAD) da compilare per la richiesta.
Se l'UNIPI ha fatto tutto come si deve, riuscirà anche a dimostrare di aver fatto una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico ove risulti che M$ Exchange è la soluzione migliore.
Paolo
Credo che il tutto rientri negli accordi collettivi negoziati dalla Crui che sono particolarmente complessi di affrontare (negoziatore unico, responsabilità distribuita)
Avendo chiaramente in mente gli obblighi di "trasparenza" che **TUTTE** le PP.AA. devono rispettare, ho dato un'occhiata alla "Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici" [1], filtrando per: * "ANNO" => 2025, 2024, 2023, 2022 (mi interessava solo l'attivita' "recente") * "CF AMMINISTRAZIONE APPALTANTE" => 97476030586 Il risultato è un totale di "Valore base d'Asta" pari a €1.061.850.000,00 (un **MILIARDO** di euro) splittati in 76 procedure. Ordinando le procedure per "Valore a base d'asta", spiccano: * n. 1 => RISORSE BIBLIOGRAFICHE ELETTRONICHE SCIENCE DIRECT 2023-2027 => € 170.000.000 (base d'asta) * n. 2 => FORNITURA TRIENNALE DI SERVIZI PER ALLESTIMENTO SPAZI DIDATTICI E AMMINISTRATIVI APPLE E SERVIZI CONNESSI => € 150.000.000 * n. 3 => FORNITURA TRIENNALE DI SOLUZIONI SOFTWARE MICROSOFT E SERVIZI CONNESSI => € 100.000.000 * n. 4 => PROCEDURA APERTA PER L'APPALTO RELATIVO ALLA FORNITURA TRIENNALE DI SOLUZIONI SOFTWARE VMWARE BY BROADCOM E SERVIZI CONNESSI PER LA CRUI/UNIVERSITÀ ITALIANE => € 96.000.000 Per chi non avesse tempo/voglia di estrarre i dati autonomamente, uno screenshot è in [2] Credo che gia' solo questo renda chiaramente evidente --in termini di "procurement ICT per il comparto pubblico/universitario"-- il ruolo giocato da tale "amministrazione appaltante". Saluti, DV [1] https://dati.anticorruzione.it/superset/dashboard/appalti [2] https://mega.nz/file/IRIg0QZb#u4BYAD7JsJwmPTzoqbkUrU26osMzrfHWaYk4SinHAVY -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
On 9/18/25 22:40, Damiano Verzulli wrote:
Credo che il tutto rientri negli accordi collettivi negoziati dalla Crui che sono particolarmente complessi di affrontare (negoziatore unico, responsabilità distribuita)
Avendo chiaramente in mente gli obblighi di "trasparenza" che **TUTTE** le PP.AA. devono rispettare, ho dato un'occhiata alla "Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici" [1], filtrando per:
* "ANNO" => 2025, 2024, 2023, 2022 (mi interessava solo l'attivita' "recente") * "CF AMMINISTRAZIONE APPALTANTE" => 97476030586
Il risultato è un totale di "Valore base d'Asta" pari a €1.061.850.000,00 (un **MILIARDO** di euro) splittati in 76 procedure.
Ordinando le procedure per "Valore a base d'asta", spiccano:
* n. 1 => RISORSE BIBLIOGRAFICHE ELETTRONICHE SCIENCE DIRECT 2023-2027 => € 170.000.000 (base d'asta)
Questo è il famigerato contratto "trasformativo" con il più grande degli oligopolisti dell'editoria scientifica commerciale, Elsevier. Da anni cerchiamo di averne i dati (https://aisa.sp.unipi.it/contratti-trasformativi-una-lettera-aperta-alla-cru...) come fa JISC in UK, senza successo. Esiste un sito, ESAC, in cui i negoziatori pubblici condividono i testi dei contratti di questo tipo. Ecco quanto si vede dello specifico contratto: https://esac-initiative.org/about/transformative-agreements/agreement-regist... Notare il "To be published" che è lì da *anni*. Elsevier, si noti, riesce a prendere di più di M$. *> * n. 2 => FORNITURA TRIENNALE DI SERVIZI PER ALLESTIMENTO SPAZI
DIDATTICI E AMMINISTRATIVI APPLE E SERVIZI CONNESSI => € 150.000.000 * n. 3 => FORNITURA TRIENNALE DI SOLUZIONI SOFTWARE MICROSOFT E SERVIZI CONNESSI => € 100.000.000 * n. 4 => PROCEDURA APERTA PER L'APPALTO RELATIVO ALLA FORNITURA TRIENNALE DI SOLUZIONI SOFTWARE VMWARE BY BROADCOM E SERVIZI CONNESSI PER LA CRUI/UNIVERSITÀ ITALIANE => € 96.000.000
Noi come AISA ci siamo occupati solo dei contratti con gli oligopolisti dell'editoria scientifica. Dovremmo però aggregare anche i contratti on Big Tech, accomunati dalla circostanza che anche in quel caso il negoziatore centralizzato compra catene per incatenarci. Buonanotte, MCP
On Tue, Sep 16 2025, Giuseppe Attardi wrote:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH ) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud
...è per AI-utarvi meglio :-( -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Purtroppo è possibile che i propri documenti siano salvati sul cloud di Microsoft anche senza usare la posta elettronica di Microsoft. Infatti anche i documenti creati con Ms Office (si comincia con Word. poi la funzionalità sarà estesa a Excel, Powerpoint ...) sono salvati BY DEFAULT su One Drive (cloud Microsoft) e solo se richiesto espressamente anche in locale. https://techcommunity.microsoft.com/blog/microsoft365insiderblog/save-new-fi... https://www.malwarebytes.com/blog/news/2025/08/microsoft-wants-to-automatica... Osservo che quanto scritto vale per MS Office, cioè il software che ognuno si installa sul proprio PC. Ma anche Office 365, cioè la versione che gira solo sul cloud e non sul PC dell'utente, usa One Drive come default per il salvataggio dei file Il giorno mar 16 set 2025 alle ore 10:40 Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
Infatti io uso LibreOffice :) F
Il giorno 16 set 2025, alle ore 12:07, Mauro Gorrino <mauro.gorrino@gmail.com> ha scritto:
Purtroppo è possibile che i propri documenti siano salvati sul cloud di Microsoft anche senza usare la posta elettronica di Microsoft.
Infatti anche i documenti creati con Ms Office (si comincia con Word. poi la funzionalità sarà estesa a Excel, Powerpoint ...) sono salvati BY DEFAULT su One Drive (cloud Microsoft) e solo se richiesto espressamente anche in locale. https://techcommunity.microsoft.com/blog/microsoft365insiderblog/save-new-fi... https://www.malwarebytes.com/blog/news/2025/08/microsoft-wants-to-automatica...
Osservo che quanto scritto vale per MS Office, cioè il software che ognuno si installa sul proprio PC. Ma anche Office 365, cioè la versione che gira solo sul cloud e non sul PC dell'utente, usa One Drive come default per il salvataggio dei file
Il giorno mar 16 set 2025 alle ore 10:40 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it <mailto:attardi@di.unipi.it>> ha scritto:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
Con tutte le soluzioni OpenSource che esistono proprio la peggiore? Il giorno mar 16 set 2025 alle ore 10:40 Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
-- *Enio Gemmo* TDF Member #339-FSFE #4057 Telegram @geenio <geenio@gmail.com> TDF enio.gemmo@libreoffice.org LibreItalia enio@libreitalia.it PEC enio.gemmo@pec.itGPG Key ID - 0xF50EA5CC FC9E C670 069C 125B 47C9 5377 36B0 48BA F50E A5CC
Buonasera prof. Attardi, Fa specie che anche l'università di Pisa abbia applicato questa soluzione. Immagino che ci sia stato un tender pubblico, con dei criteri di selezione finanziari e qualitativi: quali sono stati? Perché il Cloud di Microsoft è stato considerato la migliore soluzione? Cordialmente, Alessandro B. On Tue, 16 Sept 2025 at 10:40, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
Tra tutti i detrattori della scelta, quanti usano una mail personale (i.e. no lavoro/università/scuola) diversa da gmail/outlook? B. Un Internet libero, diverso e rispettoso della privacy è lo strumento fondamentale per tutte le sfide che ci attendono. -------- Messaggio originale -------- 16/09/25 16:23, Alessandro Brolpito ha scritto:
Buonasera prof. Attardi,
Fa specie che anche l'università di Pisa abbia applicato questa soluzione.
Immagino che ci sia stato un tender pubblico, con dei criteri di selezione finanziari e qualitativi: quali sono stati? Perché il Cloud di Microsoft è stato considerato la migliore soluzione?
Cordialmente, Alessandro B.
On Tue, 16 Sept 2025 at 10:40, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
Io, da persona assennata e disposta a spendere qualche euro per la mia privacy, ho il mio dominio personale di posta appoggiato ad un provider non GAFAM. Lo dico solo perché me l'hai chiesto. Saluti a tutti. M. On mar, 2025-09-16 at 15:09 +0000, B. J. via nexa wrote:
Tra tutti i detrattori della scelta, quanti usano una mail personale (i.e. no lavoro/università/scuola) diversa da gmail/outlook? B. Un Internet libero, diverso e rispettoso della privacy è lo strumento fondamentale per tutte le sfide che ci attendono.
-------- Messaggio originale -------- 16/09/25 16:23, Alessandro Brolpito ha scritto:
Buonasera prof. Attardi,
Fa specie che anche l'università di Pisa abbia applicato questa soluzione.
Immagino che ci sia stato un tender pubblico, con dei criteri di selezione finanziari e qualitativi: quali sono stati? Perché il Cloud di Microsoft è stato considerato la migliore soluzione?
Cordialmente, Alessandro B.
On Tue, 16 Sept 2025 at 10:40, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH [1]) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
[1] https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH
Idem. Alberto On 16/09/25 19:02, Marco A. Calamari wrote:
Io, da persona assennata e disposta a spendere qualche euro per la mia privacy, ho il mio dominio personale di posta appoggiato ad un provider non GAFAM.
Lo dico solo perché me l'hai chiesto.
Saluti a tutti. M.
On mar, 2025-09-16 at 15:09 +0000, B. J. via nexa wrote:
Tra tutti i detrattori della scelta, quanti usano una mail personale (i.e. no lavoro/università/scuola) diversa da gmail/outlook?
B.
Un Internet libero, diverso e rispettoso della privacy è lo strumento fondamentale per tutte le sfide che ci attendono.
-------- Messaggio originale -------- 16/09/25 16:23, Alessandro Brolpito ha scritto:
Buonasera prof. Attardi,
Fa specie che anche l'università di Pisa abbia applicato questa soluzione.
Immagino che ci sia stato un tender pubblico, con dei criteri di selezione finanziari e qualitativi: quali sono stati? Perché il Cloud di Microsoft è stato considerato la migliore soluzione?
Cordialmente, Alessandro B.
On Tue, 16 Sept 2025 at 10:40, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH <https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH>) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
On Tue, Sep 16, 2025 at 07:02:10PM +0200, Marco A. Calamari wrote:
Io, da persona assennata e disposta a spendere qualche euro per la mia privacy, ho il mio dominio personale di posta appoggiato ad un provider non GAFAM.
+ 1 danke Marco.
Lo dico solo perché me l'hai chiesto.
Saluti a tutti. M.
On mar, 2025-09-16 at 15:09 +0000, B. J. via nexa wrote:
Tra tutti i detrattori della scelta, quanti usano una mail personale (i.e. no lavoro/università/scuola) diversa da gmail/outlook?
B.
Un Internet libero, diverso e rispettoso della privacy è lo strumento fondamentale per tutte le sfide che ci attendono.
-------- Messaggio originale -------- 16/09/25 16:23, Alessandro Brolpito ha scritto:
Buonasera prof. Attardi,
Fa specie che anche l'università di Pisa abbia applicato questa soluzione.
Immagino che ci sia stato un tender pubblico, con dei criteri di selezione finanziari e qualitativi: quali sono stati? Perché il Cloud di Microsoft è stato considerato la migliore soluzione?
Cordialmente, Alessandro B.
On Tue, 16 Sept 2025 at 10:40, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/ poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH ) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
-- ____________________________________ / "Lo sapevate che fare il PiErre e' \ | cosiderato un lavoro?" | | | \ -- Fabio Fazio / ------------------------------------ \ \ ,__, | | (oo)\| |___ (__)\| | )\_ | |_w | \ | | || * Cower.... ----------------------------------------------------------------------------- In support of Richard Stallman, Normalizing Truth, Reason, Dialogue: https://stallmansupport.org ----------------------------------------------------------------------------- www.hipatia.net - wiki.hipatia.net xmpp: jucar at hipatia.net friends: stallman.org - Frangar, non flectar - Homo mundus minor - gutta cavat lapidem Karmanyaevaadhikaarasthe ma phaleshu kadachana Fingerprint: 7464 DDDE 9D5D 3B6C CBF9 7699 A021 CE74 EA7A D95A Public key 0xa021ce74ea7ad95a at pgp.mit.edu keys.openpgp.org -----------------------------------------------------------------------------
Personalmente da sempre. Ai tempi antichi (millennio passato) mi gestivo il server mail da solo, poi la cosa è diventata complicata per cui: - per le mail personali uso Protonmail - per le mail del sindacato "uso" Continuity SRL in nessun caso mai uso nessuno dei provider GAFAM. Si... può... faaaaaaare! (come diceva Gene Wilder). Stefano Inviato con la posta elettronica sicura [Proton Mail](https://proton.me/mail/home). martedì 16 settembre 2025 17:10, B. J. via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Tra tutti i detrattori della scelta, quanti usano una mail personale (i.e. no lavoro/università/scuola) diversa da gmail/outlook?
B.
Un Internet libero, diverso e rispettoso della privacy è lo strumento fondamentale per tutte le sfide che ci attendono.
-------- Messaggio originale -------- 16/09/25 16:23, Alessandro Brolpito ha scritto:
Buonasera prof. Attardi,
Fa specie che anche l'università di Pisa abbia applicato questa soluzione.
Immagino che ci sia stato un tender pubblico, con dei criteri di selezione finanziari e qualitativi: quali sono stati? Perché il Cloud di Microsoft è stato considerato la migliore soluzione?
Cordialmente, Alessandro B.
On Tue, 16 Sept 2025 at 10:40, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
L’Università di Pisa, che finora gestiva in proprio il servizio di posta elettronica, prima con SW OS (https://garr.tv/w/poQX2ELhBFoFUcZWSyjNnH) e poi con Microsoft Exchange, (e)migra sul Cloud Microsoft.
— Beppe
On 16/09/2025 19:38, Stefano Borroni Barale wrote:
Personalmente da sempre. Ai tempi antichi (millennio passato) mi gestivo il server mail da solo, poi la cosa è diventata complicata per cui:
"complicata" da che punto di vista? intendiamoci, io mantengo il mio server di posta (su VPS, con postfix, gestendo DNS del mio dominio) e ritengo che non sia banalissimo farsi accettare dall'ecosistema SMTP oggi come oggi (cfr. DMARC, DKIM, etc.), ma per ora vale la pena e resisto... (per quanto?) il senso della mia domanda sopra era: "qual è stata la goccia che ha rotto la schiena dell'oste?" -- Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B - Dip.to di Informatica - Università degli Studi di Milano Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo - https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo - https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla-... Sistemi Embedded - https://www.ledizioni.it/prodotto/a-carraturo-a-trentini-sistemi-embedded-te...
Banalmente: nel 2000 un ragazzino lo teneva sul nel tempo libero. A un certo punto ha cominciato a richiedere tempo e conoscenze (aggiornamento) tali da renderlo un lavoro serio. Li si è rotta la schiena dell'oste Inviato da Proton Mail Android -------- Messaggio originale -------- 16/09/25 20:42, Andrea Trentini <andrea.trentini@unimi.it> ha scritto:
On 16/09/2025 19:38, Stefano Borroni Barale wrote:
Personalmente da sempre. Ai tempi antichi (millennio passato) mi gestivo il server mail da solo, poi la cosa è diventata complicata per cui:
"complicata" da che punto di vista?
intendiamoci, io mantengo il mio server di posta (su VPS, con postfix, gestendo DNS del mio dominio) e ritengo che non sia banalissimo farsi accettare dall'ecosistema SMTP oggi come oggi (cfr. DMARC, DKIM, etc.), ma per ora vale la pena e resisto... (per quanto?)
il senso della mia domanda sopra era: "qual è stata la goccia che ha rotto la schiena dell'oste?"
-- Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B - Dip.to di Informatica - Università degli Studi di Milano Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo - https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo - https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla-... Sistemi Embedded - https://www.ledizioni.it/prodotto/a-carraturo-a-trentini-sistemi-embedded-te...
Mi stupisce che il tema "Posta Elettronica negli Atenei" continui a suscitare un certo dibattito... E' un tema che mi è molto caro e che seguo da tempo [1] + mi coinvolge *DIRETTAMENTE* [2] + in questo momento storico ho materialmente la possibilita' di "incidervi" direttamente (dal punto di vista decisionale) [4]. Cio' premesso, ormai da oltre un anno ho maturato la convinzione che la guerra sia persa. E ragionare solo su qualche singola battaglia, rischia di distrarre quelle pochissime risorse (umane) rimaste, da obiettivi che potrebbe aver piu' senso preservare. Quello che posso dire senza rischio di essere smentito, è che ormai il problema è arrivato a livello di software: l'utilizzo di componenti infrastrutturali (server IMAP; server SMTP e tutti gli elmenti a corredo [di IMAP e SMTP]) sono solidissimi e pur senza aggiornamenti frequentissimi, restano "solidi". Il problema è la componente "webmail" e "mobile": gli utenti (quei pochi che ancora apprezzano l'uso della mail, e che non ancora spostano discussioni significative su altri strumenti [da whatsapp a teams, o altro]) *pretendono* (giustamente?) l'uso di interfacce webmail (o mobile) "adeguate al 2025". E sebbene io abbia una non-ristrettissima schiera di utenti che usa la webmail vecchissima... via web... da mobile..., la verita' (vista dai miei occhi) è che oggi io *NON* ho possibilita' di "svecchiare" la webmail. Eppure si tratta di un qualcosa che --ne sono certo-- un piccolo manipolo di 4/5 sviluppatori giovani, che sappia il fatto suo, non possa sviluppare in tempi/uomo dell'ordine di una manciata di mesi. Si. Avete letto bene. 4/5 sviluppatori selezionati e guidati, per un periodo dell'ordine di 6 mesi... è realmente in grado di allestire un'infrastruttura on-prem che puo' risolvere il 90% delle esigenze del 90% di un Ateneo medio. Chi sostiene il contrario, non ha chiaro la "scala" del problema (che è una UNIV, e non "il mondo tutto") o, peggio, è accecato dalle sirene del cloud, ed ha perso il senso della razionalità (tecnica/tecnologica). Certamente il mantenimento di una infrastruttura del genere non è roba "da ragazzi"... ma io sono la dimostrazione vivente che, è possibile (lo faccio!) :-) Chiaramente ci sono anche altri problemi radicatisi nel tempo: se Microsoft (o Google) decidono di blacklistarti (...mi è successo) --nonostante **TUTTO** sia "perfetto" lato tuo--, tu non hai modo di affrontare il problema e, ovviamente, tutti (i tuoi utenti, ed i loro interlocutori) verranno da te a dirti che il problema è tuo... (e non di Google o di Microsoft). Ho anche valutato l'ipotesi di avviare una campagna sul piano legale ma... al momento, la cosa non è fattibile. Di converso, il phase-out (da on-prem a Google/Microsoft) è molto piu' semplice. CRUI ha fatto un lavoro eccellente (!) sul piano del procurement [5] e reso addirittura banalmente accessibile ai delegati dei rettori l'adesione alle convenzioni --nello specifico, a Microsoft [6] o Google [7]-- per i servizi di posta... e non solo. Quindi... **NIENTE** "gare". Semplice "adesione". E' da li che passano i contratti relativi ai servizi di posta, e quelli relativi alle piattaforme on-line (penso a Teams, di Microsoft; a one-drive, a g-drive, ed a tanto altro). Recentemente (agosto 2025), CRUI ha aggiunto un tassello che mancava: l'IA via OpenAI [8]. Convenzione attivata in questi giorni... Tornando alla Posta. Negli ultimi 18 mesi ho lavorato molto *NON* tanto/solo per mantenere l'on-prem, quanto/anche per scegliere un "cloud" che fosse... "scelto" (e non ereditato/imposto). Ma tutti i miei tentativi sono falliti. Nulla di fatto con OpenXChange [9]. Nessuna chance di "riciclare" quanto effettuato per l'Estonia [10]. Un non-perfetto "match" rispetto alla componente di posta di nextcloud [11]. Tentativi non (ancora) andati a buon fine di capire se/quanto io possa "riciclare" da "La Suite/Messagerie" (francese) [12]. Ma gestire tutto cio', da solo, non è (stato) banale [volenti o nolenti, c'e' [tanto] altro da fare [sempre in ambito F/OSS]]. ...e potrei continuare (ripeto: è (parte del) mio lavoro). A tutt'oggi ho smesso di sognare in un mondo (di posta elettronica negli Atenei italiani) migliore: semplicemente non è alla mia portata. Viceversa, quasi "di nascosto", sto lavorando su altri piani, con impatto meno visibile, ma non meno importanti [13][14]. Ho anche gettato le basi per dimostrare che l'ingegnerizzazione dei processi di comunicazione interni ad un Ateneo **NON** debba, necessariamente, passare per oggetti quali TEAMS, SLACK o simili: dopo aver testato "mattermost" [15], alla fine ho optato per adottare (e "imporre" nella "mia" divisione) l'uso di una istanza Zulip self-hosted [16]: mi è costato le ferie estive... ma la soddisfazione (mia) è rilevante: funziona, ed e' apprezzato dai colleghi (che quando copia/incollano "segreti" fra le varie chat [es.: password]) si sentono a proprio agio e capiscono... la differenza. Ai miei collaboratori [che vedono chiaramente un "peso" legato alla gestione di tutte queste infrastrutture] dico che... il nostro Ateneo è una "scatola" molto particolare, che puo' facilmente incidere sulla qualita' della vita di gran parte del circondario. Inclusi quei giovani della Generazione Z che, appassionati di ICT e "nativi" abruzzesi, potrebbero essere interessati ad una carriera nell'IT e... potrebbero trovare nell'Ateneo (e in tutto il suo ecosistema digitale) una eccellente palestra o anche un buon "cliente" in grado di farli lavorare (...e quindi, senza costringerli a migrare altrove). Romantico? Sognatore? Pazzo? ...puo' essere. Ma è cosi' che la penso. E' cosi' che intendo andare avanti e... nonostante io sia apertissimo a qualsivoglia tipologia di confronto (sia sui piani tecnici sia, soprattutto, su quelli NON-tecnici), la cruda realta' è che tutto cio'... non interessa a nessuno [in realta' non è vero: alla Prof.ssa Pievatolo ed alla Prof.ssa Tafani, Si! E' interessato! [17][18] ... e molto! Cosi' come agli altri relatori dell'evento da loro organizzato!]. Ma a parte loro... nulla di piu'! :-( Da qui, il mio stupore nel riscontrare l'interesse di questo thread... Un saluto, DV [1] https://dvblog.soabit.com/la-posta-elettronica-negli-atenei-italiani/ [2] dal 15/01/2024 ho la responsablita' di gestione di una delle 4 piattaforme di posta rimaste "on-prem" negli Atenei [3] [3] https://www.unich.it/ateneo/organizzazione/organigramma/settore-reti-sistemi... [4] https://www.unich.it/ateneo/organizzazione/organigramma/divisione-9-informat... [5] https://ict.crui.it/contratti-e-convenzioni/ [6] https://ict.crui.it/microsoft/ [7] https://ict.crui.it/google/ [8] https://ict.crui.it/notizie/chatgpt-per-le-universita-il-ruolo-di-crui/ [9] https://www.open-xchange.com/ox-for-the-public-sector - sembra che siamo troppo "piccoli" per essere considerati... [10] https://www.youtube.com/watch?v=uA775icp-kk - il progetto Estone è stato messo da parte, in favore di una soluzione ben piu' ampia, incentrata su tutta la comunicazione nazionale fra Istituzioni e Cittadini, che ha "inglobato" la componente Posta. Di fatto, un qualcosa che è "fuori" dalla mia scala... [11] https://nextcloud.com/groupware/ [12] https://lasuite.numerique.gouv.fr/en [13] https://www.unich.it/eventi/tavolo-tecnico-ict [14] https://www.linkedin.com/pulse/buone-pratiche-ict-confronto-damiano-verzulli... [15] https://mattermost.com/community/ [16] https://zulip.com/self-hosting/ [17] https://www.sp.unipi.it/wp-content/uploads/2024/05/Locandina-convegno-Clipko... [18] https://zenodo.org/records/11494485/files/Damiano%20Verzulli%20-%20Tecnica%2... -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Non capisco nulla del problema, ma il provider di cui mi servo -- "iperv" (informatica per il Veneto) -- è di un amico che prima gestiva il provider dell'Università di Padova (circa, non so di preciso), e poi l'ha acquisito. Se dovesse servire un contatto, ditemelo. Il 2025-09-16 20:26 Damiano Verzulli ha scritto:
Mi stupisce che il tema "Posta Elettronica negli Atenei" continui a suscitare un certo dibattito...
E' un tema che mi è molto caro e che seguo da tempo [1] + mi coinvolge *DIRETTAMENTE* [2] + in questo momento storico ho materialmente la possibilita' di "incidervi" direttamente (dal punto di vista decisionale) [4].
Cio' premesso, ormai da oltre un anno ho maturato la convinzione che la guerra sia persa. E ragionare solo su qualche singola battaglia, rischia di distrarre quelle pochissime risorse (umane) rimaste, da obiettivi che potrebbe aver piu' senso preservare.
Quello che posso dire senza rischio di essere smentito, è che ormai il problema è arrivato a livello di software: l'utilizzo di componenti infrastrutturali (server IMAP; server SMTP e tutti gli elmenti a corredo [di IMAP e SMTP]) sono solidissimi e pur senza aggiornamenti frequentissimi, restano "solidi". Il problema è la componente "webmail" e "mobile": gli utenti (quei pochi che ancora apprezzano l'uso della mail, e che non ancora spostano discussioni significative su altri strumenti [da whatsapp a teams, o altro]) *pretendono* (giustamente?) l'uso di interfacce webmail (o mobile) "adeguate al 2025". E sebbene io abbia una non-ristrettissima schiera di utenti che usa la webmail vecchissima... via web... da mobile..., la verita' (vista dai miei occhi) è che oggi io *NON* ho possibilita' di "svecchiare" la webmail. Eppure si tratta di un qualcosa che --ne sono certo-- un piccolo manipolo di 4/5 sviluppatori giovani, che sappia il fatto suo, non possa sviluppare in tempi/uomo dell'ordine di una manciata di mesi.
Si. Avete letto bene. 4/5 sviluppatori selezionati e guidati, per un periodo dell'ordine di 6 mesi... è realmente in grado di allestire un'infrastruttura on-prem che puo' risolvere il 90% delle esigenze del 90% di un Ateneo medio. Chi sostiene il contrario, non ha chiaro la "scala" del problema (che è una UNIV, e non "il mondo tutto") o, peggio, è accecato dalle sirene del cloud, ed ha perso il senso della razionalità (tecnica/tecnologica). Certamente il mantenimento di una infrastruttura del genere non è roba "da ragazzi"... ma io sono la dimostrazione vivente che, è possibile (lo faccio!) :-)
Chiaramente ci sono anche altri problemi radicatisi nel tempo: se Microsoft (o Google) decidono di blacklistarti (...mi è successo) --nonostante **TUTTO** sia "perfetto" lato tuo--, tu non hai modo di affrontare il problema e, ovviamente, tutti (i tuoi utenti, ed i loro interlocutori) verranno da te a dirti che il problema è tuo... (e non di Google o di Microsoft). Ho anche valutato l'ipotesi di avviare una campagna sul piano legale ma... al momento, la cosa non è fattibile.
Di converso, il phase-out (da on-prem a Google/Microsoft) è molto piu' semplice. CRUI ha fatto un lavoro eccellente (!) sul piano del procurement [5] e reso addirittura banalmente accessibile ai delegati dei rettori l'adesione alle convenzioni --nello specifico, a Microsoft [6] o Google [7]-- per i servizi di posta... e non solo. Quindi... **NIENTE** "gare". Semplice "adesione". E' da li che passano i contratti relativi ai servizi di posta, e quelli relativi alle piattaforme on-line (penso a Teams, di Microsoft; a one-drive, a g-drive, ed a tanto altro).
Recentemente (agosto 2025), CRUI ha aggiunto un tassello che mancava: l'IA via OpenAI [8]. Convenzione attivata in questi giorni...
Tornando alla Posta. Negli ultimi 18 mesi ho lavorato molto *NON* tanto/solo per mantenere l'on-prem, quanto/anche per scegliere un "cloud" che fosse... "scelto" (e non ereditato/imposto). Ma tutti i miei tentativi sono falliti. Nulla di fatto con OpenXChange [9]. Nessuna chance di "riciclare" quanto effettuato per l'Estonia [10]. Un non-perfetto "match" rispetto alla componente di posta di nextcloud [11]. Tentativi non (ancora) andati a buon fine di capire se/quanto io possa "riciclare" da "La Suite/Messagerie" (francese) [12]. Ma gestire tutto cio', da solo, non è (stato) banale [volenti o nolenti, c'e' [tanto] altro da fare [sempre in ambito F/OSS]].
...e potrei continuare (ripeto: è (parte del) mio lavoro).
A tutt'oggi ho smesso di sognare in un mondo (di posta elettronica negli Atenei italiani) migliore: semplicemente non è alla mia portata.
Viceversa, quasi "di nascosto", sto lavorando su altri piani, con impatto meno visibile, ma non meno importanti [13][14]. Ho anche gettato le basi per dimostrare che l'ingegnerizzazione dei processi di comunicazione interni ad un Ateneo **NON** debba, necessariamente, passare per oggetti quali TEAMS, SLACK o simili: dopo aver testato "mattermost" [15], alla fine ho optato per adottare (e "imporre" nella "mia" divisione) l'uso di una istanza Zulip self-hosted [16]: mi è costato le ferie estive... ma la soddisfazione (mia) è rilevante: funziona, ed e' apprezzato dai colleghi (che quando copia/incollano "segreti" fra le varie chat [es.: password]) si sentono a proprio agio e capiscono... la differenza.
Ai miei collaboratori [che vedono chiaramente un "peso" legato alla gestione di tutte queste infrastrutture] dico che... il nostro Ateneo è una "scatola" molto particolare, che puo' facilmente incidere sulla qualita' della vita di gran parte del circondario. Inclusi quei giovani della Generazione Z che, appassionati di ICT e "nativi" abruzzesi, potrebbero essere interessati ad una carriera nell'IT e... potrebbero trovare nell'Ateneo (e in tutto il suo ecosistema digitale) una eccellente palestra o anche un buon "cliente" in grado di farli lavorare (...e quindi, senza costringerli a migrare altrove).
Romantico? Sognatore? Pazzo? ...puo' essere.
Ma è cosi' che la penso. E' cosi' che intendo andare avanti e... nonostante io sia apertissimo a qualsivoglia tipologia di confronto (sia sui piani tecnici sia, soprattutto, su quelli NON-tecnici), la cruda realta' è che tutto cio'... non interessa a nessuno [in realta' non è vero: alla Prof.ssa Pievatolo ed alla Prof.ssa Tafani, Si! E' interessato! [17][18] ... e molto! Cosi' come agli altri relatori dell'evento da loro organizzato!]. Ma a parte loro... nulla di piu'! :-(
Da qui, il mio stupore nel riscontrare l'interesse di questo thread...
Un saluto, DV
[1] https://dvblog.soabit.com/la-posta-elettronica-negli-atenei-italiani/ [2] dal 15/01/2024 ho la responsablita' di gestione di una delle 4 piattaforme di posta rimaste "on-prem" negli Atenei [3] [3] https://www.unich.it/ateneo/organizzazione/organigramma/settore-reti-sistemi... [4] https://www.unich.it/ateneo/organizzazione/organigramma/divisione-9-informat... [5] https://ict.crui.it/contratti-e-convenzioni/ [6] https://ict.crui.it/microsoft/ [7] https://ict.crui.it/google/ [8] https://ict.crui.it/notizie/chatgpt-per-le-universita-il-ruolo-di-crui/ [9] https://www.open-xchange.com/ox-for-the-public-sector - sembra che siamo troppo "piccoli" per essere considerati... [10] https://www.youtube.com/watch?v=uA775icp-kk - il progetto Estone è stato messo da parte, in favore di una soluzione ben piu' ampia, incentrata su tutta la comunicazione nazionale fra Istituzioni e Cittadini, che ha "inglobato" la componente Posta. Di fatto, un qualcosa che è "fuori" dalla mia scala... [11] https://nextcloud.com/groupware/ [12] https://lasuite.numerique.gouv.fr/en [13] https://www.unich.it/eventi/tavolo-tecnico-ict [14] https://www.linkedin.com/pulse/buone-pratiche-ict-confronto-damiano-verzulli... [15] https://mattermost.com/community/ [16] https://zulip.com/self-hosting/ [17] https://www.sp.unipi.it/wp-content/uploads/2024/05/Locandina-convegno-Clipko... [18] https://zenodo.org/records/11494485/files/Damiano%20Verzulli%20-%20Tecnica%2...
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