Il 26/04/20 Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Una posizione interessante è quella di Aral Bakan: propone di considerare le informazioni "ricavabili" da una persona come parte di essa. E' una prospettiva interessante: se considerassimo il dato (che è sempre una rappresentazione trasferibile ed interpretabile di una informazione) alla stregua di un dito o di una gamba, comprenderemmo che la sua estrazione DEVE ESSERE ILLEGALE perché viola l'integrità della persona stessa, la sua dignità e la sua capacità di agire liberamente nel mondo. le persone (le identità delle persone) nel mondo digitale sono i dati che le descrivono. ne deriva necessariamente che abusare dei dati significa abusare della persona. che estrarre dei dati senza autorizzazione o usarli per scopi non autorizzati viola l'integrità digitale e giuridica della persona. il punto è che nel mondo digitale siamo i dati che ci descrivono. la domandona è: quanti cittadini lo sanno? maurizio
-- http://maurobiani.it/wp-content/uploads/2020/02/patrick-george-zaky-libero.p... ----- Maurizio Lana Dipartimento di Studi Umanistici Università del Piemonte Orientale piazza Roma 36 - 13100 Vercelli tel. +39 347 7370925
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maurizio lana