Il 26/04/20 Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Una posizione interessante è quella di Aral Bakan: propone di
considerare le informazioni "ricavabili" da una persona come parte di
essa.
E' una prospettiva interessante: se considerassimo il dato (che è
sempre una rappresentazione trasferibile ed interpretabile di una
informazione) alla stregua di un dito o di una gamba, comprenderemmo
che la sua estrazione DEVE ESSERE ILLEGALE perché viola l'integrità
della persona stessa, la sua dignità e la sua capacità di agire
liberamente nel mondo.
le persone (le identità delle persone) nel mondo digitale sono i dati che le descrivono.
ne deriva necessariamente che abusare dei dati significa abusare della persona.
che estrarre dei dati senza autorizzazione o usarli per scopi non autorizzati viola l'integrità digitale e giuridica della persona.
il punto è che nel mondo digitale siamo i dati che ci descrivono.
la domandona è: quanti cittadini lo sanno?
maurizio
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Maurizio Lana
Dipartimento di Studi Umanistici
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