licenza software - CAPS project Horizon 2020
Buongiorno, collaboro con un progetto CAPS - Horizon 2020, EMPATIA https://empatia-project.eu/ siamo alla ricerca di una licenza per il software che rilasceremo, una piattaforma collaborativa per il bilancio partecipativo. si pensava a una AGPL (Affero GPL) v3. Però, per i contenuti, la licenza che i partner hanno trovato adatta è la CC by-nc-sa 4.0 il che è contradditorio. oppure no? Uno degli impegni presi con l'Unione Europea è che i risultati del progetto dovranno essere "non appropriabili", che rimangano patrimonio comune. A nessuno piace l'idea che una compagnia for profit (grande in particolare, ma anche piccola) arrivi a prendersi contenuti e software e li usi per farci business. La AGPL non garantisce affatto da questa eventualità, giusto? in questo senso, la definizione corrente di licenze free culture non ci trova concordi, perché considera che una licenza "not for commercial use" sia "non free" proprio perché impedisce il riuso commerciale di default. https://www.gnu.org/licenses/license-list.html In questo caso, stiamo parlando di software creato con denaro dell'Unione Europea. Se usiamo una licenza come AGPL v. 3, i cittadini europei pagano per far sviluppare un software che poi può essere riutilizzato da chiunque per business (per esempio, sarebbe questo il caso, da una società con sede negli USA). Esistono licenze software che esigono almeno la citazione dell'autore originale, la parte by (un logo per esempio?) grazie a chiunque avesse un suggerimento in proposito! buona giornata k. -- "tecnologie appropriate" GPG keys available via keyservers https://pgp.mit.edu/ Key fingerprint = BDFB 786F 6B35 7EB0 CE48 530C FCF9 E111 3537 3013 -- "per una corretta autopoiesi" - http://ippolita.net GPG keys available via keyservers https://pgp.mit.edu/ Key fingerprint = BDFB 786F 6B35 7EB0 CE48 530C FCF9 E111 3537 3013
Salve a tutti, provo a fornire qualche elemento di risposta a karlessi più sotto. Visto che questo è il mio primo post sulla lista, alla quale mi sono iscritto su (ottimo!) consiglio di Juan Carlos, ne approfitto prima per una breve presentazione. Sono Zack, ricercatore e prof. di informatica all'università Paris Diderot e all'Inria, e attivista software libero da quasi 20 anni. Sono stato a capo di Debian per qualche anno, e collaboro ora --- sempre come volontario --- sia con la Open Source Initiative (come membro del board of directors) che con la Free Software Foundation (nel comitato High Priority Projects). Ho co-fondato in Giugno scorso il progetto Software Heritage <https://www.softwareheritage.org>, di cui vi parlerò prossimamente su questa lista :-) Lurko da un paio di settimane in lista, e ne approfitto per farvi i complimenti per le interessanti segnalazioni e discussioni! On Wed, Nov 23, 2016 at 11:32:28AM +0000, karlessi wrote:
siamo alla ricerca di una licenza per il software che rilasceremo, una piattaforma collaborativa per il bilancio partecipativo.
si pensava a una AGPL (Affero GPL) v3.
Come si accederà alla piattaforma? Principalmente via web, o comunque remotamente over the net? Se si AGPL per il software è effettivamente un'ottima scelta, praticamente l'unica che vi garantisce che chiunque metta in piedi un servizio basato su versioni modificate della piattaforma debba pubblicare le modifiche al software. (Che non è il caso per la GPL standard, nel caso di servizi software fruiti over the net.) La AGPL non viete però di utilizzare il software per motivi commerciali. Più in generale, *nessuna* licenza Free/Open Source Software ha, ne può avere, restrizioni di questo tipo. L'uso "commerciale" rientra tra le libertà garantite dal software libero. Ed è una feature, non un bug :-)
Però, per i contenuti, la licenza che i partner hanno trovato adatta è la CC by-nc-sa 4.0
il che è contradditorio. oppure no?
Lo è certamente da un punto di vista "culturale", visto che mi aspetterei che vogliate fornire libertà analoghe tra il software ed i dati che fornirete. Con AGPL da una parte e BY-NC-SA dall'altra questa analogia si rompe, e secondo me non per buoni motivi (leggi sotto). Inoltre, potrebbero down the line sorgere problemi di incompatibilità di licenze. La barriera tra dati e codice sorgente tende a diventare sempre più labile; pensa ad esempio a documentazione generata da codice o vice versa, oppure a codice generato automaticamente a partire dai dati forniti dagli utenti (e.g., learning matrices per machine learning), etc. È quindi una buona idea pensare ad una licenza per i dati che sia (implicitamente o esplicitamente) compatibile con la licenza del software che li tratta. Nell'ambito delle licenze Creative Commons la scelta è quindi presto fatta: CC BY-SA 4.0, che è stata dichiarata esplicitamente compatibile con GPL (e quindi con AGPL per transitività) un annetto fa https://creativecommons.org/share-your-work/licensing-considerations/compati... Oppure ovviamente una licenza ancora più liberale, tipo CC0.
Uno degli impegni presi con l'Unione Europea è che i risultati del progetto dovranno essere "non appropriabili", che rimangano patrimonio comune.
Come avrai probabilmente già dedotto dal miei commenti finora, personalmente mi trovo invece concorde con la definizione di Free Culture. E trovo che offrire l'opzione "non commercial" introdotta da Creative Commons sia stato un errore storico, per altro di difficile implementabilità all'atto pratico, come dimostrano gli anni di dibattiti legali su cosa effettivamente è considerato "commerciale" o no secondo le licenze CC e secondo i sistemi giuridici in giro per il mondo. Ovviamente non cercherò qui di convincerti, perché siamo chiaramente in disaccordo :) Ma ci tengo a mettere in evidenza che l'uso commerciale dei dati è assolutamente compatibile con la "non appropriabilità" degli stessi e con il giustissimo policy goal di farli restare patrimonio comune (come parte dell'"open data commons" in questo caso). Se qualcuno "fa soldi" con open data, non sta *togliendo* quei dati dal commons, perché i dati restano disponibili per altri usi. Sta "solo" facendo soldi, che può darti fastidio o meno, ma non c'è un danno per gli altri, che continuano a potere usare i dati originali. Separatamente, ci si può chiedere quali licenze implementino al meglio il policy goal di incoraggiare la creazione di *nuovi* open data, derivati dai precedenti. E anche qui la risposta è abbastanza chiara: si tratta, nell'ambito delle licenze CC, di tutte le varianti SA. Quindi, anche se ci arrivo qua da un percorso logico diverso, il mio consiglio è ancora una volta di optare per la licenza CC BY-SA 4.0 per i dati. Hope this helps, -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader . OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
siamo alla ricerca di una licenza per il software che rilasceremo, una piattaforma collaborativa per il bilancio partecipativo.
Molto interessante: avete già una demo?
si pensava a una AGPL (Affero GPL) v3.
Mi sembra la licenza giusta se si vuole invitare allo sviluppo partecipato mantenendo il brand e offrendo una applicazione che si usa via web.
Però, per i contenuti, la licenza che i partner hanno trovato adatta è la CC by-nc-sa 4.0
il che è contradditorio. oppure no?
Appare ma è difendibile anche se lascia l'amore in bocca. Quello che però non capisco e se si intenda sia dati che contenuti Io sarei per spingere - almeno sui dati - per andare in open data (altrimenti che bilancio *partecipativo* è se poi si pongono dei vincoli?) Ti hanno dato motivazioni valide per la scelta del NC ?
Uno degli impegni presi con l'Unione Europea è che i risultati del progetto dovranno essere "non appropriabili", che rimangano patrimonio comune.
Quindi il limite "share alike" secondo me basta e avanza (ma sono certo che avrai risposte migliori della mia)
A nessuno piace l'idea che una compagnia for profit (grande in particolare, ma anche piccola) arrivi a prendersi contenuti e software e li usi per farci business. La AGPL non garantisce affatto da questa eventualità, giusto?
Dal mio punto di vista sia su software che su contenuti/dati con una licenza di tipo share alike (dove AGPL rientra così come cc-by-sa e odbl) puoi farlo. Giusto per la cronaca: Wikipedia usa cc-by-sa OpenStreetMap usa ODbL Al momento le aziende for profit di piccole dimensioni ne fanno uso, quelle di grandi invece ci stanno alla larga.
[...] Esistono licenze software che esigono almeno la citazione dell'autore originale, la parte by (un logo per esempio?)
la Affero GPL chiede non solo di inserire il riferimento all'autore ma anche il link al sorgente.
Ciao Napo, piacere di ritrovarvi qua! On Wed, Nov 23, 2016 at 01:48:42PM +0100, Maurizio Napolitano wrote:
Giusto per la cronaca: OpenStreetMap usa ODbL
aggiungo che all'epoca del lancio di OpenStreetMap ODbL aveva senso, perché non c'era un supporto decente ai bisogni di licensing di dati nelle licenze CC all'epoca. Dalle versioni 4.0 in poi CC ha fatto un grandissimo (e proficuo) sforzo per supportare bene i bisogni di licensing dei dati. Quindi per qualsiasi nuovo progetto open data che parta oggi, ODbL non ha più molto senso; è di fatto una licenza dati da considerarsi ormai legacy IMO. A presto, -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader . OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
2016-11-23 14:14 GMT+01:00 Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc>:
Ciao Napo, piacere di ritrovarvi qua!
Ciao Zack! Un piacere anche per me
On Wed, Nov 23, 2016 at 01:48:42PM +0100, Maurizio Napolitano wrote:
Giusto per la cronaca: OpenStreetMap usa ODbL
aggiungo che all'epoca del lancio di OpenStreetMap ODbL aveva senso, perché non c'era un supporto decente ai bisogni di licensing di dati nelle licenze CC all'epoca.
Dalle versioni 4.0 in poi CC ha fatto un grandissimo (e proficuo) sforzo per supportare bene i bisogni di licensing dei dati. Quindi per qualsiasi nuovo progetto open data che parta oggi, ODbL non ha più molto senso; è di fatto una licenza dati da considerarsi ormai legacy IMO.
Non ne sono del tutto convinto. Faccio alcune considerazioni, ma, eventualmente, invito ad aprire un altro thread perchè altrimenti usciamo. Quindi, molto velocemente: - ODbL e CC-BY-SA non sono compatibili fra di loro - OpenStreetMap al momento contiene 2 miliardi di dati raw in ODbL: se si vuole creare un rapporto con quella base dati, meglio usare qualcosa di compatibile - Il confine dell'effetto "share alike" sui dati nella ODbL è abbastanza definito: l'obbligo vale solo per i dati ma non per i prodotti derivati (dove invece si chiede di citare la fonte) Nel caso CC-BY-SA invece, quando il contributo è significativo, allora questo vale anche nei prodotti derivati. Come detto sopra però mi rendo conto di aver aperto un nuovo thread, quindi forse meglio fare uno "splt" Grazie ancora Zack per l'intervento! Ciao
On Wed, Nov 23, 2016 at 02:39:33PM +0100, Maurizio Napolitano wrote:
Come detto sopra però mi rendo conto di aver aperto un nuovo thread, quindi forse meglio fare uno "splt"
[ Non lo faccio giusto perché sarò breve, in quanto concordo con te. ] C'è un pool di dati notevole (nel senso inglese di "notable" :-)) su ODbL, che è OSM. Se la compatibilità con essa è un obiettivo, allora ha certamente senso considerare ODbL. Anche questo è, di fatto, un argomento "legacy", stavolta nel senso positivo del termine. Detto questo, la mia speranza su questo fronte è che Open Data Commons pubblichi una versione 2.0 di ODbL, con compatibilità esplicita verso BY-SA 4.0, risolvendo così il problema una volta per tutte! A presto, -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader . OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Buongiorno, premesso che la sua richiesta non contiene tutti gli elementi per rispondere in modo preciso, e quindi la risposta è indicativa, direi che: - Se ho compreso bene il significato di "contenuti" nel suo messaggio, non dovrebbe esserci contraddizione tra le licenze AGPL e CC by-nc-sa 4.0 se coprono opere diverse, cioè il codice sorgente del programma per calcolatore da una parte e gli altri documenti del progetto dall'altra. Faccio notare che la licenza CC scelta ammette opere derivate (mix), cosa che non sempre l'autore di uno scritto desidera. - Quanto all'appropriabilità, verificherei meglio il testo degli accordi. Mi pare più probabile che vada inteso come "non appropriabile in modo esclusivo", piuttosto che come "non sfruttabile economicamente". Nel qual caso la AGPL dovrebbe andare bene. - Non è molto chiara la domanda sulla menzione di paternità. Se usate una AGPL dovete distribuire il codice sorgente attraverso il sito che offre il servizio, e quindi non potete evitare che altri possano usare il software, modificarlo, farne dei fork e anche cambiargli nome; solo non potranno cambiargli licenza. Potete richiedere, secondo l'art.7,b della AGPL che vengano preservate nel programma o nelle Legal Notices "reasonable legal notices or author attributions", tra cui la paternità. Se volete proteggere il rapporto di fiducia con la comunità degli utenti del software senza restringere l'accesso al sorgente potete associarvi un marchio e regolare l'uso dello stesso (art 7,e) In questo caso dovrete verosimilmente redigere un documento che delinea gli usi del marchio consentiti senza formalità distinguendoli da quelli che richiedono autorizzazione. Se poi volete offrire un servizio legato al programma, la questione si apre ulteriormente... Cordiali saluti, Alberto Cammozzo On 11/23/2016 12:32 PM, karlessi wrote:
Buongiorno,
collaboro con un progetto CAPS - Horizon 2020, EMPATIA https://empatia-project.eu/
siamo alla ricerca di una licenza per il software che rilasceremo, una piattaforma collaborativa per il bilancio partecipativo.
si pensava a una AGPL (Affero GPL) v3.
Però, per i contenuti, la licenza che i partner hanno trovato adatta è la CC by-nc-sa 4.0
il che è contradditorio. oppure no?
Uno degli impegni presi con l'Unione Europea è che i risultati del progetto dovranno essere "non appropriabili", che rimangano patrimonio comune.
A nessuno piace l'idea che una compagnia for profit (grande in particolare, ma anche piccola) arrivi a prendersi contenuti e software e li usi per farci business. La AGPL non garantisce affatto da questa eventualità, giusto?
in questo senso, la definizione corrente di licenze free culture non ci trova concordi, perché considera che una licenza "not for commercial use" sia "non free" proprio perché impedisce il riuso commerciale di default.
https://www.gnu.org/licenses/license-list.html
In questo caso, stiamo parlando di software creato con denaro dell'Unione Europea. Se usiamo una licenza come AGPL v. 3, i cittadini europei pagano per far sviluppare un software che poi può essere riutilizzato da chiunque per business (per esempio, sarebbe questo il caso, da una società con sede negli USA).
Esistono licenze software che esigono almeno la citazione dell'autore originale, la parte by (un logo per esempio?)
grazie a chiunque avesse un suggerimento in proposito!
buona giornata
k.
ciao Karlessi! non ti rispondo nel merito della licenza, ho solo un dubbio sulla ragione di fondo... 2016-11-23 9:32 GMT-02:00 karlessi <karlessi@ippolita.net>:
In questo caso, stiamo parlando di software creato con denaro dell'Unione Europea. Se usiamo una licenza come AGPL v. 3, i cittadini europei pagano per far sviluppare un software che poi può essere riutilizzato da chiunque per business (per esempio, sarebbe questo il caso, da una società con sede negli USA).
Se avenisse quel che dici, sarebbe un'opportunità fortunata. In una dinamica di rete, se qualcuno inizia a fare business sopra ad una tecnologia simile, ha interesse a partecipare al mantenimento del software, la localizzazione, traduzioni, customizzazioni, e tutte altre attività che i creatori possono delegare (o rifarsi, se non gli piace quel che hanno fatto) Per la questione geografica: UE ha messo soldi per far sviluppare qualcosa che i cittadini UE possono beneficiarne. fine. se poi un giapponese o una brasiliana lo usano, perchè dovrebbe essere un problema? Nessuno fa del business su del codice che non padroneggia, ed affidarsi ad una soluzione FLOSS esistente richiede sempre degli accordi con il team di sviluppo. Non vuoi che il tuo corpo di sviluppo impari qualcosa che poi viene dismesso, o che cambia direzione, o che cambia licenza. Non ci si prende questo rischio, per cui gli accordi che ne derivano finiscono per beneficiare, anche solo per minima parte, entrambi.
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