*Amazon’s Monopsony Is Not O.K.** * /Paul Krugman/ Amazon.com, the giant online retailer, has too much power, and it uses that power in ways that hurt America. O.K., I know that was kind of abrupt. But I wanted to get the central point out there right away, because discussions of Amazon tend, all too often, to get lost in side issues. For example, critics of the company sometimes portray it as a monster about to take over the whole economy. Such claims are over the top — Amazon doesn’t dominate overall online sales, let alone retailing as a whole, and probably never will. But so what? Amazon is still playing a troubling role. Meanwhile, Amazon’s defenders often digress into paeans to online bookselling, which has indeed been a good thing for many Americans, or testimonials to Amazon customer service — and in case you’re wondering, yes, I have Amazon Prime and use it a lot. But again, so what? The desirability of new technology, or even Amazon’s effective use of that technology, is not the issue. After all, John D. Rockefeller and his associates were pretty good at the oil business, too — but Standard Oil nonetheless had too much power, and public action to curb that power was essential. And the same is true of Amazon today. […] Continua qui: http://www.nytimes.com/2014/10/20/opinion/paul-krugman-amazons-monopsony-is-...
Grazie, articolo interessante ed esplicito. Approfitto per due riflessioni. / /Krugman scrive: /"In economics jargon, Amazon is not, at least so far, acting like a monopolist, a dominant seller with the power to raise prices. Instead, it is acting as a monopsonist, a dominant buyer with the power to push prices down.//" / Prima riflessione. Krugman, per evitare di chiamare Amazon monopolista, lo chiama /monopsonist /. Una distinzione di dettaglio, che praticamente si distingue dal monopolio solo perchè come rivenditore e non produttore, abbassa i prezzi invece di alzarli. Distinzione che a mio parere è valida solo in una prima fase (non so quanto sia significativa nei termini del potere aquisito da Amazon, rispetto ai produttori e consumatori, e alla barriera di ingresso verso nuovi players) quando amazon agisce come compratore intermediario. In questa fase per consoldare e estendere il suo monopolio agisce solo riducendo i margini dei produttori. In una fase successiva, quando diventerà lui il produttore alzerà i prezzi. Questo già avviene per alcuni articoli quali i libri in formato kindle il cui prezzo è quasi uguale ai libri paperback. Sta avvenendo per i prodotti elettronici di consumo già prodotti direttamente da amazon (o meglio prodotti da anonimi produttori asiatici e marcati poi amazon), presentati per primi e unici ad essere distribuiti con il contratto prime che dà vantaggi sulla distribuzione ( esempio http://www.amazon.co.uk/s/ref=nb_sb_noss?url=search-alias%3Daps&field-keywor... ) Non a caso Krugman puntualizza "at least so far". Seconda considerazione. In una situazione nella quale si sono formati dei monopolisti globali dell'economia della conoscenza, tutti USA; è saggio per l'UE firmare un trattato di libero comercio in questo settore, quale il TTIP ? In particolare un TTIP che includa l'ISDS (investor-state dispute settlement), che permette ai privati di ricorrere contro le leggi di uno stato europeo delegando la decisione ad un tribunale sovranazionale, per cancellare leggi nazionali che "intervengono sul commercio e la libertà di investimento", quali potrebbero essere proprio leggi antitrust, oppure leggi in difesa della privacy che limitino e regolino la raccolta e l'analisi dei dati dei cittadini europei da parte di tali monopoolisti? Francesco Nachira On 20/10/14 09:11, J.C. DE MARTIN wrote:
*Amazon’s Monopsony Is Not O.K.** * /Paul Krugman/
Amazon.com, the giant online retailer, has too much power, and it uses that power in ways that hurt America.
O.K., I know that was kind of abrupt. But I wanted to get the central point out there right away, because discussions of Amazon tend, all too often, to get lost in side issues.
For example, critics of the company sometimes portray it as a monster about to take over the whole economy. Such claims are over the top — Amazon doesn’t dominate overall online sales, let alone retailing as a whole, and probably never will. But so what? Amazon is still playing a troubling role.
Meanwhile, Amazon’s defenders often digress into paeans to online bookselling, which has indeed been a good thing for many Americans, or testimonials to Amazon customer service — and in case you’re wondering, yes, I have Amazon Prime and use it a lot. But again, so what? The desirability of new technology, or even Amazon’s effective use of that technology, is not the issue. After all, John D. Rockefeller and his associates were pretty good at the oil business, too — but Standard Oil nonetheless had too much power, and public action to curb that power was essential.
And the same is true of Amazon today.
[…]
Continua qui: http://www.nytimes.com/2014/10/20/opinion/paul-krugman-amazons-monopsony-is-...
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On 20/10/14 16:05, Stefano Quintarelli wrote:
confesso di essere un ignorante
On 20/10/2014 11:36, Francesco Nachira wrote:
In particolare un TTIP che includa l'ISDS (investor-state dispute settlement),
i trattati attuali non lo prevedono gia' ?
ciao, s. No. Un tribunale ad hoc con tali poteri, in un trattato con gli USA non era già previsto.
Clausole che premettono a ditte private di ricorrere ad un tribunale internazionale nel caso un paese emetta leggi che mettano a rischio gli investimenti fatti, sono sempre più diffuse nei nuovi trattati internazionali. Limitando in questo modo la possibilità di emettere leggi quali espropri, dazi, tasse specifiche, ma anche leggi a difesa del consumatore e del cittadino . Cosa questo significhi, è spesso arbitrario e dipende dal tribunale. Leggi, quali quelle in materia di in materia food safety saranno limitate; potrebbero essere attaccate leggi quali il diritto alla privacy e all'oblio. Il trattato fra EU e Canada - trattato la cui recente firma è passata inosservata - prevede un tribunale ad hoc. Questo argomento è stato usato a difesa del ISDS nel TTIP. L'inserimento del ISDS nel TTIP è il punto chiave e controverso del trattato. *Che ci sia mancanza di conoscenza non mi sorprende: è creata ad arte. Il testo del TTIP è secretato. **Fino alla settimana scorsa era secretato perfino il mandato per la negoziazione!* A mio questo processo legislativo è ai limiti della democraticità: il testo è segreto fino all'ultimo momento: si discute solo sulla base di vaghi e generici annunci. L'approvazione del testo, mantenuto segreto fino quasi al voto, avviene con urgenza: prendere o lasciare. La mancanza di conoscenza del testo, non permette un dibattito approfondito e partecipato. Il contenuto del TTIP è secretato, e perfino gli europarlamentari con il diritto di leggere la bozza, per leggerlo devono recarsi presso l'ambasciata USA di Bruxelles dove è custodita (poche centinaia di metri dall'Europarlamento). La Commissione Europea aveva promesso in Gennaio di aprire una consultazione, vista la preocupazione sul ISDS emersa da più parti http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-56_en.htm , consultazione realizzata senza il testo del TTIP, ma solo con testi di riferimento (guarda caso viene usato proprio il trattato con il Canada http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/152280.htm ). Dieci giorni fa il mandato è stato reso pubblico: nel mandato appare che che l'inclusione del ISDS non è obbligatorio, ma vi sarà in base al risultato di una consultazione con gli stati membri ( http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-14-306_en.htm ). Perfino il CEPS al quale il Parlamento Europeo ha chiesto un Impact Assessment sul TTIP, esprime la sua impossibilità a pronunciarsi su un trattato di tale complessità solo sulla base di un mandato e su altri trattati presi come riferimento ( http://www.ceps.be/book/impact-ttip-underlying-economic-model-and-comparison... ) Qui vi è anche il link all'Impact Assessment, un documento piuttosto oscuro, che di fatto non osa pronunciarsi e in sintesi dice che le assunzioni di mercato della metodologia usata non sono applicabili nella attuale configurazione di mercato. f.
mi ricorda qualcosa... ;-) On 20/10/2014 09:11, J.C. DE MARTIN wrote:
*Amazon’s Monopsony Is Not O.K.** * /Paul Krugman/
Amazon.com, the giant online retailer, has too much power, and it uses that power in ways that hurt America.
O.K., I know that was kind of abrupt. But I wanted to get the central point out there right away, because discussions of Amazon tend, all too often, to get lost in side issues.
For example, critics of the company sometimes portray it as a monster about to take over the whole economy. Such claims are over the top — Amazon doesn’t dominate overall online sales, let alone retailing as a whole, and probably never will. But so what? Amazon is still playing a troubling role.
Meanwhile, Amazon’s defenders often digress into paeans to online bookselling, which has indeed been a good thing for many Americans, or testimonials to Amazon customer service — and in case you’re wondering, yes, I have Amazon Prime and use it a lot. But again, so what? The desirability of new technology, or even Amazon’s effective use of that technology, is not the issue. After all, John D. Rockefeller and his associates were pretty good at the oil business, too — but Standard Oil nonetheless had too much power, and public action to curb that power was essential.
And the same is true of Amazon today.
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