"Se siamo progionieri di una realtà definita dal software" di Padre Benanti
Ho iniziato ad ascoltarere Padre Benanti per caso, diversi anni fa, in quanto ospite di una trasmissione radiofonica che seguivo/seguo spesso (Melog, di Gianluca Nicoletti, su Radio24). Condivido tutto quello che dice e trovo che sia molto chiaro nell'esprimere concetti estremamente complessi. Di fatto, mi pare una ottima "fonte" per fornire della sana informazione all'utente medio [quello che tipicamente NON segue questa ML]. Qualche giorno fa Benanti ha pubblicato sul Sole24Ore l'articolo in oggetto, nel quale affronta il tema del "software", inteso come elemendo fondamentale dell'universo ICT e che assume una importanza ben maggiore di quello del "dato". Lo segnalo in lista perchè non è un tema che vedo trattato altrove ma che, allo stesso tempo, ritengo fondamentale: dal mio punto di vista, infatti, non ha molto senso preoccuparsi del fatto che i cinesi vengano a "invadere" il mercato delle automobili in Europa, o quello dei pannelli fotovoltaici: a me preoccupa il software che ci gira dentro (indipendentemente dalla provenienza geopolitica). Per me, l'hardware è relativamente marginale: quello che vorrei fosse metabolizzato è che ritengo fondamentale è che il software che vi gira dentro sia "conosciuto"/"conoscibile" (da chi decide che quell'hardware è necessario, sia esso PC, una smart-tv, uno smartphone, uno smart-watch, una videocamera, etc. ..... o anche un drone [militare], una automobile "standard", etc.) o meglio ancora F/OSS. Benanti ha fatto circolare l'articolo su Linkedin [1]. Per migliorarne la leggibilita', provo ad allegarlo direttamente a questo messaggio. Bye, DV [1] https://www.linkedin.com/posts/paolo-benanti-94aa1915_ethics-etica-algorethi... -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
On 16/06/2024 14:47, Damiano Verzulli wrote:
... Lo segnalo in lista perchè non è un tema che vedo trattato altrove ma che, allo stesso tempo, ritengo fondamentale: dal mio punto di vista, infatti, non ha molto senso preoccuparsi del fatto che i cinesi vengano a "invadere" il mercato delle automobili in Europa, o quello dei pannelli fotovoltaici: a me preoccupa il software che ci gira dentro (indipendentemente dalla provenienza geopolitica). Per me, l'hardware è relativamente marginale: quello che vorrei fosse metabolizzato è che ritengo fondamentale è che il software che vi gira dentro sia "conosciuto"/"conoscibile" (da chi decide che quell'hardware è necessario, sia esso PC, una smart-tv, uno smartphone, uno smart-watch, una videocamera, etc. ..... o anche un drone [militare], una automobile "standard", etc.) o meglio ancora F/OSS.
aggiungo: e "flashabile" (se parliamo di device) da chi lo compra, non basta che sia "conoscibile", deve anche essere *sostituibile* (perché se capisco che fa cose non volute da me devo poterlo impedire) -- Andrea Trentini ⠠⠵ http://atrent.it public key ID: 0xA7A91E3B Dip.to di Informatica Università degli Studi di Milano La Statale per il futuro Salute, transizione digitale, sostenibilità Il tuo 5xmille<https://www.unimi.it/it/ateneo/sostenere-la-statale/cinque-mille> ai nuovi progetti di ricerca dell'Università degli Studi di Milano. Codice fiscale 80012650158
Un po' di mesi fa ho comprato un frigo. Quando è arrivato a casa mi ha chiesto le credenziali della LAN. Fino al giorno prima, pensavo che il compito di un frigo fosse di fare freddo, non di andare in cloud. Il bello è che quando esco da casa e mi collego da qualche parte, Windows mi avverte in tutti i modi e alza il firewall. Invece quando compriamo frigoriferi, condizionatori, auto, macchinette varie il cavallo di Troia ce lo mettiamo direttamente in casa. In negozio, sopra ai frigoriferi in esposizione, campeggiava un cartello: "Il frigo con l'Intelligenza Artificiale" e penso che l'idea fosse che se opportunamente informato di quello che gli mettevi in pancia, il frigorifero furbo avrebbe potuto, con la sua app, informarti su approvvigionamenti da fare e ricette da cucinare. Io penso con un altro scopo: un torrido giorno d'estate, in piena crisi climatica, quando ansimeremo madidi di sudore, improvvisamente un comando dalla Cina manderà in tilt tutti i nostri frigoriferi e condizionatori e le nostre macchine si fermeranno in paurosi ingorghi, e la Cina avrà vinto la terza guerra mondiale: la Cina è vicina! Il giorno dom 16 giu 2024 alle ore 14:47 Damiano Verzulli < damiano@verzulli.it> ha scritto:
Ho iniziato ad ascoltarere Padre Benanti per caso, diversi anni fa, in quanto ospite di una trasmissione radiofonica che seguivo/seguo spesso (Melog, di Gianluca Nicoletti, su Radio24).
Condivido tutto quello che dice e trovo che sia molto chiaro nell'esprimere concetti estremamente complessi. Di fatto, mi pare una ottima "fonte" per fornire della sana informazione all'utente medio [quello che tipicamente NON segue questa ML].
Qualche giorno fa Benanti ha pubblicato sul Sole24Ore l'articolo in oggetto, nel quale affronta il tema del "software", inteso come elemendo fondamentale dell'universo ICT e che assume una importanza ben maggiore di quello del "dato".
Lo segnalo in lista perchè non è un tema che vedo trattato altrove ma che, allo stesso tempo, ritengo fondamentale: dal mio punto di vista, infatti, non ha molto senso preoccuparsi del fatto che i cinesi vengano a "invadere" il mercato delle automobili in Europa, o quello dei pannelli fotovoltaici: a me preoccupa il software che ci gira dentro (indipendentemente dalla provenienza geopolitica). Per me, l'hardware è relativamente marginale: quello che vorrei fosse metabolizzato è che ritengo fondamentale è che il software che vi gira dentro sia "conosciuto"/"conoscibile" (da chi decide che quell'hardware è necessario, sia esso PC, una smart-tv, uno smartphone, uno smart-watch, una videocamera, etc. ..... o anche un drone [militare], una automobile "standard", etc.) o meglio ancora F/OSS.
Benanti ha fatto circolare l'articolo su Linkedin [1]. Per migliorarne la leggibilita', provo ad allegarlo direttamente a questo messaggio.
Bye, DV
[1]
https://www.linkedin.com/posts/paolo-benanti-94aa1915_ethics-etica-algorethi...
-- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Buongiorno, sono felice di leggere "prigionieri" nel titolo dell'articolo in oggetto, ma il "se" va tolto :-O Siamo prigionieri, senza se e senza ma: viviamo in un Panopticon. Forse siamo anche peggio che prigionieri, siamo schiavi... Ma se siamo prigionieri, è possibile evadere? ...se siamo schiavi, è possibile conquistare la libertà? Franco Marra <marrafranco@gmail.com> writes:
Un po' di mesi fa ho comprato un frigo. Quando è arrivato a casa mi ha chiesto le credenziali della LAN. Fino al giorno prima, pensavo che il compito di un frigo fosse di fare freddo, non di andare in cloud.
[...]
Invece quando compriamo frigoriferi, condizionatori, auto, macchinette varie il cavallo di Troia ce lo mettiamo direttamente in casa.
Sapendo quello che sappiamo (perché lo sappiamo vero?!?!?!) sul fatto che chi acquista quelle /robe/ NON controlla _nulla_ in merito a come funziona il software e quindi in merito a cosa fa _precisamente_ il computer installato nella /roba/... ...è davvero necessario connettere il frigorifero, condizionatore, macchinetta del caffé, TV, stereo a internet? se non li connetto a internet smettono di "fare" i frigoriferi, condizionatori, caffè, TV, ecc? certo, i più sgamati non ci mettono molto a separare la rete "LAN" delle /robe/ da quella dei computer coi dati sensibili (Windows? Davvero?) ma, ma, ma dove vanno a finire i dati (video, audio et al) che quelle /robe/ raccolgono _spiando_ il nostro ufficio e peggio la nostra abitazione? «Alexa: quante ore di conversazioni intime hai registrato nell'ultimo anno?» [...] La Cina è vicina ma la NSA è già entrata da un pezzo :-D Saluti, 380° -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
On 17/06/2024 13:12, 380° via nexa wrote:
... ...è davvero necessario connettere il frigorifero, condizionatore, macchinetta del caffé, TV, stereo a internet? se non li connetto a internet smettono di "fare" i frigoriferi, condizionatori, caffè, TV, ecc?
PER ORA no, ma se la mia "cassandraggine" non mi inganna... avremo sempre più (potenziamente tutti) device che non funzioneranno se non connessi, tenete conto che ormai una SIM dati IoT (con traffico incluso WORLDWIDE) costa qualche decina di dollari all'ANNO... Tesla anyone? -- Andrea Trentini ⠠⠵ http://atrent.it public key ID: 0xA7A91E3B Dip.to di Informatica Università degli Studi di Milano La Statale per il futuro Salute, transizione digitale, sostenibilità Il tuo 5xmille<https://www.unimi.it/it/ateneo/sostenere-la-statale/cinque-mille> ai nuovi progetti di ricerca dell'Università degli Studi di Milano. Codice fiscale 80012650158
Ciao Andrea, Andrea Trentini <andrea.trentini@unimi.it> writes:
On 17/06/2024 13:12, 380° via nexa wrote:
... ...è davvero necessario connettere il frigorifero, condizionatore, macchinetta del caffé, TV, stereo a internet? se non li connetto a internet smettono di "fare" i frigoriferi, condizionatori, caffè, TV, ecc?
PER ORA no, ma se la mia "cassandraggine" non mi inganna... avremo sempre più (potenziamente tutti) device che non funzioneranno se non connessi, tenete conto che ormai una SIM dati IoT (con traffico incluso WORLDWIDE) costa qualche decina di dollari all'ANNO...
Tesla anyone?
so che tu lo sai ma di apparecchi "IoT" che hanno funzionato (o che sono /vagamente/ utili) solo fin quando potevano connettersi a un server che forniva il servizio "in cloud" sono piene le discariche. [1] Qualunque /roba/ che non funziona se disconnessa da internet è TRASHWARE, Tesla compresa (ammesso e non concesso che quell'auto funzioni solo connessa a internet) [...] Ciao, 380° [1] a partire dai router &co. (NAS, webcam, ecc.) non più aggiornati/aggiornabili perché il produttore ha deciso che non rilascia più aggiornamenti del "firmware" e _quindi_ sono pieni di vulnerabilità e/o backdoors di ere geologiche fa. P.S.: già, nel "digitale" il software è _tutto_ e l'hardware è UNA COMMODITY... compresa la Tesla :-O -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
On 17/06/2024 15:38, 380° wrote:
Ciao Andrea, ... so che tu lo sai ma di apparecchi "IoT" che hanno funzionato (o che sono /vagamente/ utili) solo fin quando potevano connettersi a un server che forniva il servizio "in cloud" sono piene le discariche. [1]
Qualunque /roba/ che non funziona se disconnessa da internet è TRASHWARE, Tesla compresa (ammesso e non concesso che quell'auto funzioni solo connessa a internet)
per noi è trashware, nel senso che evitiamo l'acquisto, ma per gli "altri"? (che siamo sempre noi per citare Tozzi) e per quanto tempo esisteranno alternative in commercio che forniscono un servizio anche disconnesse? vista le tendenza a convertire tutto a SaaS... EaaS (Everything as a Service) (Tesla funziona anche disconnessa, non so per quanto tempo lo "sopporta", ma quantomeno parte[*]) già ora quando in negozio chiedi se l'oggetto funziona anche disconnesso ti guardano male, pensano (e a volte dicono): "ma perché non dovrebbe connetterlo? come userà i servizi 'smart' della nostra super soluzione modernissima?!?"
... [1] a partire dai router &co. (NAS, webcam, ecc.) non più aggiornati/aggiornabili perché il produttore ha deciso che non rilascia più aggiornamenti del "firmware" e _quindi_ sono pieni di vulnerabilità e/o backdoors di ere geologiche fa.
questi sono device che funzionano anche senza connessione costante (beh, un router...), la connessione serve "solo" per gli upgrade, non per fornire il servizio e quanti tengono quei device ancora in funzione lo stesso? [*] così mi dicono eh, io piuttosto che entrare in una camera di registrazione biometrica vado a piedi {non è verissimo, ci sono entrato almeno tre volte in vita mia perché non ho potuto evitare} -- Andrea Trentini ⠠⠵ http://atrent.it public key ID: 0xA7A91E3B Dip.to di Informatica Università degli Studi di Milano La Statale per il futuro Salute, transizione digitale, sostenibilità Il tuo 5xmille<https://www.unimi.it/it/ateneo/sostenere-la-statale/cinque-mille> ai nuovi progetti di ricerca dell'Università degli Studi di Milano. Codice fiscale 80012650158
On 6/17/24 15:38, 380° via nexa wrote:
Ciao Andrea,
Andrea Trentini <andrea.trentini@unimi.it> writes:
On 17/06/2024 13:12, 380° via nexa wrote:
... ...è davvero necessario connettere il frigorifero, condizionatore, macchinetta del caffé, TV, stereo a internet? se non li connetto a internet smettono di "fare" i frigoriferi, condizionatori, caffè, TV, ecc? PER ORA no, ma se la mia "cassandraggine" non mi inganna... avremo sempre più (potenziamente tutti) device che non funzioneranno se non connessi, tenete conto che ormai una SIM dati IoT (con traffico incluso WORLDWIDE) costa qualche decina di dollari all'ANNO...
Tesla anyone? so che tu lo sai ma di apparecchi "IoT" che hanno funzionato (o che sono /vagamente/ utili) solo fin quando potevano connettersi a un server che forniva il servizio "in cloud" sono piene le discariche. [1]
Qualunque /roba/ che non funziona se disconnessa da internet è TRASHWARE, Tesla compresa (ammesso e non concesso che quell'auto funzioni solo connessa a internet)
Una breve ma importante precisazione sulla parola Trashware. In Italia, esiste da più di un ventennio il movimento Trashware che si propone di recuperare computer dismessi per portarli a nuova vita attraverso il Software Libero. Esistono ancora gruppi che praticano il Trashware con questo significato in tutta Italia. RIporto un riferimento al Golem di Empoli, primo LUG italiano ad utilizzare questa parola a partire dall'anno 2000: <https://wiki.golem.linux.it/Trashware-howto>. Il coordinamento tra i diversi gruppi si avvale di una ML ultimamente poco postata ma ancora operativa: <https://lists.linux.it/listinfo/trashware>. D. (null)
Il 17/06/24 7:15 AM, Franco Marra ha scritto:
Un po' di mesi fa ho comprato un frigo. Quando è arrivato a casa mi ha chiesto le credenziali della LAN. [...]
Diversi anni fa (5?) acquistai un robot-aspirapolvere. Dopo una attenta analisi costi/benefici, presi un Roborock S5 (brand cugino di Xiaomi) [1]. Soddisfazione (di mia moglie), al top. Scelta che entrambi rifaremmo. Dopo ~1 anno, scoprii per caso che due giovani tedeschi, Dennis Giese [2] and Daniel Wegemer[3], nell'ambito della loro attività di ricerca in ambito "cyber", ne dissezionarono uno identico e... ci si misero *D'IMPEGNO* per capire: 1 - cosa conteneva (come hardware) 2 - come era programmato (reverse-engineering del software) 3 - cosa/come comunicava all'esterno (traffico dati) Il tutto --data la significativa complessita'-- merito' di essere raccontato al "CCC" [4], un evento di portata mondiale sul tema cybersec. Per i piu' tecnici del gruppo, la loro presentazione vale decisamente la pena di essere ascoltata: => "Why is my vacuum as powerful as my smartphone?" ( https://fahrplan.events.ccc.de/congress/2017/Fahrplan/events/9147.html ) Una delle slide mostra chiaramente che, fra quello che hanno trovato/documentato, c'e' l'esecuzione del comando tcpdump -i any -s 0 -c 2000 -w che, di fatto, rende evidente la "cattura" di tutto il traffico dati con il quale l'oggetto viene a contatto. Hanno anche dimostrato come l'oggetto, se lasciato "libero" di comunicare on-line, invia al suo "centro comandi cinese", alcuni megabyte di dati OGNI GIORNO. Considerazioni mie, postume: 1. quando è stato necessario acquistarne un altro, abbiamo comprato un S5-max (il successivo). E questo *DOPO* aver letto l'articolo. A mia parziale scusante, il fatto di *NON* averlo collegato alla WLAN di casa: quando mia moglie vuole usarlo, lo prende e schiaccia un pulsante; 2. mia moglie l'ha consigliato a tutte le amiche, e tutte coloro che lo hanno acquistato, la ringraziano ogni volta che la incontrano; Quello che piu' mi fa riflettere, pero', (amaramente...), è che non ho sentito *NULLA*, da parte di Atenei europei/italiani, circa progetti [da banali tesi, a cose piu' complesse come dottorati, assegni di ricerca, e linee di ricerca dipartimentali] che: * puntino a progettare un dispositivo fisicamente analogo (stesso hardware), ma con software totalmente "aperto" o, al limite "apribile", ad esempio basato su Valetudo [5]; * puntino a far crescere iniziative software come Valetudo [5], AsteroidOS [6], gadgetBridge [7] etc., sfruttando la capacità/dispnibilita' degli studenti, che tanto avrebbero da imparare da iniziative del genere (parlo degli aspetti tecnici e di gestione collaborativa del lavoro; non necessariamente del contributo F/OSS); * aggrediscano il crescente mercato dei dispositivi IoT (a partire da smartwatch, smartTV ed altri dispositivi "smart"), tutti quasi banalmente progettabili da qualsiasi dipartimento di Ingegneria in Italia, e banalmente producibili utilizzando i service cinesi. E tutti facilmente aggredibili, in termini di software, stante la relativa "semplicita'" dell'hardware [che è ben diverso da quello di uno smartphone o di un PC] Nulla di tutto cio' sta accadendo, con il risultato che il 100% di questi oggetti... ha a bordo software sempre piu' "chiuso" (e sempre piu' "cinese"). E con la conseguenza che quelli come me, che cercando hardware che possa essere "liberato", fanno sempre piu' fatica, *molta* piu' fatica, a trovarlo... Un caro saluto, DV [1] https://www.androidcentral.com/roborock-s5-review [2] https://www.linkedin.com/in/dennis-giese/?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3... [3] https://www.linkedin.com/in/daniel-wegemer-01149114a/?lipi=urn%3Ali%3Apage%3... [4] https://fahrplan.events.ccc.de/congress/2017/Fahrplan/events/9147.html [5] https://valetudo.cloud/ [6] https://asteroidos.org/ [7] https://gadgetbridge.org/ -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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Damiano Verzulli -
Franco Marra