Un po' di mesi fa ho comprato un frigo. Quando è arrivato a casa mi ha chiesto le credenziali della LAN. Fino al giorno prima, pensavo che il compito di un frigo fosse di fare freddo, non di andare in cloud. Il bello è che quando esco da casa e mi collego da qualche parte, Windows mi avverte in tutti i modi e alza il firewall. Invece quando compriamo frigoriferi, condizionatori, auto, macchinette varie il cavallo di Troia ce lo mettiamo direttamente in casa. In negozio, sopra ai frigoriferi in esposizione, campeggiava un cartello: "Il frigo con l'Intelligenza Artificiale" e penso che l'idea fosse che se opportunamente informato di quello che gli mettevi in pancia, il frigorifero furbo avrebbe potuto, con la sua app, informarti su approvvigionamenti da fare e ricette da cucinare. Io penso con un altro scopo: un torrido giorno d'estate, in piena crisi climatica, quando ansimeremo madidi di sudore, improvvisamente un comando dalla Cina manderà in tilt tutti i nostri frigoriferi e condizionatori e le nostre macchine si fermeranno in paurosi ingorghi, e la Cina avrà vinto la terza guerra mondiale: la Cina è vicina!
Ho iniziato ad ascoltarere Padre Benanti per caso, diversi anni fa, in
quanto ospite di una trasmissione radiofonica che seguivo/seguo spesso
(Melog, di Gianluca Nicoletti, su Radio24).
Condivido tutto quello che dice e trovo che sia molto chiaro
nell'esprimere concetti estremamente complessi. Di fatto, mi pare una
ottima "fonte" per fornire della sana informazione all'utente medio
[quello che tipicamente NON segue questa ML].
Qualche giorno fa Benanti ha pubblicato sul Sole24Ore l'articolo in
oggetto, nel quale affronta il tema del "software", inteso come elemendo
fondamentale dell'universo ICT e che assume una importanza ben maggiore
di quello del "dato".
Lo segnalo in lista perchè non è un tema che vedo trattato altrove ma
che, allo stesso tempo, ritengo fondamentale: dal mio punto di vista,
infatti, non ha molto senso preoccuparsi del fatto che i cinesi vengano
a "invadere" il mercato delle automobili in Europa, o quello dei
pannelli fotovoltaici: a me preoccupa il software che ci gira dentro
(indipendentemente dalla provenienza geopolitica). Per me, l'hardware è
relativamente marginale: quello che vorrei fosse metabolizzato è che
ritengo fondamentale è che il software che vi gira dentro sia
"conosciuto"/"conoscibile" (da chi decide che quell'hardware è
necessario, sia esso PC, una smart-tv, uno smartphone, uno smart-watch,
una videocamera, etc. ..... o anche un drone [militare], una automobile
"standard", etc.) o meglio ancora F/OSS.
Benanti ha fatto circolare l'articolo su Linkedin [1]. Per migliorarne
la leggibilita', provo ad allegarlo direttamente a questo messaggio.
Bye,
DV
[1]
https://www.linkedin.com/posts/paolo-benanti-94aa1915_ethics-etica-algorethics-activity-7206537222882238464-Vo4Y
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Damiano Verzulli
e-mail: damiano@verzulli.it
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possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html