SAVE THE DATE: workshop I CODICI (software) DELLA DEMOCRAZIA
Che differenza c'è tra LiquidFeedback e Airesis ? e tra Tu Parlamento promosso da Laura Puppato e il Parlamento Elettronico di cui il Movimento 5 Stelle ha avviato la sperimentazione? come sono state progettate e gestite le consultazioni promosse prima dal Governo Monti e ora dal governo Letta? con quali risultati? e soprattutto: riuscirà l'uso di questi strumenti, a migliorare l'esercizio della democrazia nel nostro Paese? Negli ultimi mesi, si è parlato molto sui media di questi temi, non sempre a proposito. Spesso confondendo le piattaforme software, le iniziative di partecipazione che le utilizzano e le piattaforme politiche che (sempre più) ricorrono a tali strumenti di partecipazione e deliberazione online per rispondere alle pressanti richieste di nuove forme di democrazia. Il rapporto su I Media Civici in ambito parlamentare (pubblicato dal Servizio Informatica del Senato della Repubblica e curato da Fondazione <ahref) ha avviato l'analisi, ma ora serve un confronto diretto tra i progettisti delle varie piattaforme software e coloro che hanno avviato e gestito esperienze di consultazione e raccolta di proposte da parte dei cittadini, in un contesto che dia spazio anche a considerazioni di scenario internazionale, culturale (dal punto di vista di diverse discipline) e politico. Nella convinzione che l'interazione via rete non può sostituirsi a quella fisica, ma la arricchisce e trasforma fino a incidere, con le scelte fatte nello sviluppo dei software, sulle modalità della partecipazione democratica. Per questa ragione abbiamo scelto I CODICI (software) DELLA DEMOCRAZIA come titolo del workshop che si terrà a Milano il prossimo 13-14-15 settembre organizzato dal Dipartimento di Informatica e Comunicazione, con la collaborazione di Fondazione RCM (e speriamo con il patrocinio di Comune e Provincia di Milano). Dati i tempi che corrono, sarà un workshop organizzato davvero al risparmio: il contributo del Dipartimento servirà a coprire le spese di chi viene dall'estero. Una più ampia presentazione del workshop, che sarà aperto dal Rettore dell'Università di Milano, e il dettaglio delle sessioni (ancora in parte in via di definizione) sono (e saranno via via aggiornate) sul sito http://codicidellademocrazia.partecipate.it/ Hanno accettato di moderare le varie sessioni giornalisti che hanno seguito questi temi con grande competenza. ISCRIVETEVI SUL SITO ALLE SESSIONI A CUI INTENDETE PARTECIPARE: noi speriamo che possiate seguire il workshop per intero ! un saluto e buona estate a tutti ! -- fiorella
Cara Fiorella, grazie per questo annuncio. Trovo l'iniziativa molto interessante e, dato che sicuramente non potro` partecipare di persona, spero che (nonostante il budget ridotto) riusciate a pubblicare un rapporto delle discussioni. Sarei particolarmente interessato a capire come intendete affrontare le "considerazioni di scenario internazionale" che, probabilmente per deformazione professionale, ritengo siano di importanza primaria. A presto, Andrea 2013/7/31 fiorella de cindio <fiorella.decindio@unimi.it>
Che differenza c'è tra LiquidFeedback e Airesis ? e tra Tu Parlamento promosso da Laura Puppato e il Parlamento Elettronico di cui il Movimento 5 Stelle ha avviato la sperimentazione? come sono state progettate e gestite le consultazioni promosse prima dal Governo Monti e ora dal governo Letta? con quali risultati? e soprattutto: riuscirà l'uso di questi strumenti, a migliorare l'esercizio della democrazia nel nostro Paese?
Negli ultimi mesi, si è parlato molto sui media di questi temi, non sempre a proposito. Spesso confondendo le piattaforme software, le iniziative di partecipazione che le utilizzano e le piattaforme politiche che (sempre più) ricorrono a tali strumenti di partecipazione e deliberazione online per rispondere alle pressanti richieste di nuove forme di democrazia.
Il rapporto su “I Media Civici in ambito parlamentare” (pubblicato dal Servizio Informatica del Senato della Repubblica e curato da Fondazione <ahref) ha avviato l'analisi, ma ora serve un confronto diretto tra i progettisti delle varie piattaforme software e coloro che hanno avviato e gestito esperienze di consultazione e raccolta di proposte da parte dei cittadini, in un contesto che dia spazio anche a considerazioni “di scenario” internazionale, culturale (dal punto di vista di diverse discipline) e politico. Nella convinzione che l'interazione via rete non può sostituirsi a quella fisica, ma la arricchisce e trasforma fino a incidere, con le scelte fatte nello sviluppo dei software, sulle modalità della partecipazione democratica.
Per questa ragione abbiamo scelto I CODICI (software) DELLA DEMOCRAZIA come titolo del workshop che si terrà a Milano il prossimo 13-14-15 settembre organizzato dal Dipartimento di Informatica e Comunicazione, con la collaborazione di Fondazione RCM (e speriamo con il patrocinio di Comune e Provincia di Milano). Dati i tempi che corrono, sarà un workshop organizzato davvero al risparmio: il contributo del Dipartimento servirà a coprire le spese di chi viene dall'estero.
Una più ampia presentazione del workshop, che sarà aperto dal Rettore dell'Università di Milano, e il dettaglio delle sessioni (ancora in parte in via di definizione) sono (e saranno via via aggiornate) sul sito http://codicidellademocrazia.partecipate.it/ Hanno accettato di moderare le varie sessioni giornalisti che hanno seguito questi temi con grande competenza.
ISCRIVETEVI SUL SITO ALLE SESSIONI A CUI INTENDETE PARTECIPARE: noi speriamo che possiate seguire il workshop per intero !
un saluto e buona estate a tutti ! -- fiorella
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-- -- I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. Keep it in mind. Twitter: @andreaglorioso Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro
rispondo a tutti per alcuni chiarimenti che mi sono stai chiesti in pubblico e/o privato: 1. streaming: già organizzato per le sessioni diurne del venerdi in sede universitaria; cercheremo di estenderlo anche alle altre, sperando che le istituzioni che hanno promesso di ospitarci (e di cui siamo in attesa di conferma definitiva) facilitino l'impresa (o che riusciamo ad attivare dei volontari). 2. pubblicazione atti e materiali. Dopo una breve pausa agostana, intendiamo aprire sul sito uan sezione interattiva in cui verranno messi a disposizione da noi o ancor meglio direttamente dai relatori i materiali presentati, ma anche altra documentazione di supporto, e la possibilità di discuterne 3. infine vorrei infine rispondere alla domanda di Andrea Glorioso che chiede
Sarei particolarmente interessato a capire come intendete affrontare le "considerazioni di scenario internazionale" che, probabilmente per deformazione professionale, ritengo siano di importanza primaria.
l'idea del workshop è nata nel corso dell'ultimo anno, nei numerosi incontri a cui ho avuto la fortuna di partecipare su questi temi, che mostrano un grande fermento e la possibilità che l'Italia sia un laboratorio per capire come migliorare l'esercizio della democrazia (non solo) nel nostro Paese nel "secolo della rete": capire attraverso la sperimentazione consapevole, imparando dall'esperienza, scoprendo cosa funziona e cosa no. Con metodo scientifico e competenze multidisciplinari. Imparando, senza complessi di inferiorità, anche dalle esperienze straniere. Avevo tanti nomi e disponibilità dall'estero, e un budget che impone una scelta difficile. Caduta su Doug Schuler, con cui condivido da quasi vent'anni l'impegno a usare la rete per "liberare le voci" (dal titolo del suo utlimo libro "Liberating Voices", MIT Press, 2008) di chi non l'ha, pensando che ci si debba "sporcare le mani" sviluppando software. Almeno negli invited ci tenevo alla parità di genere e allora ecco Anna de Liddo, una giovane, entusiasta ricercatrice che dalla natia Puglia è arrivata al Knowledge Management Institute della Open university, dove studia software di visualizzazione della argomentazione. Un aspetto che le piattaforme software che esamineremo il sabato ancora non includono, ma che, se venissero usate massicciamente, dovrebbero considerare. Insomma, una finiestra sul futuro. Se insieme riusciamo a fare del workshop un evento con una frequenza regolare, avremo occasione di ascoltare altri contributi dall'estero. Se non fosse il 1 agosto, con una certa voglia di staccarmi dal computer, iniziarei a fare l'elenco dei sogni! un saluto a tutti e grazie dell'attenzione che state dimostrando al workshop! vi aspettiamo a Milano, di persona, non solo in streaming ! -- fiorella ne cito alcuni, per dare l'idea di tenere traccia di un percorso - un primo incontro nell'aprile 2012 alla fondazione Basso su Internet e Democrazia (http://www.fondazionebasso.it/site/it-IT/Menu_Principale/Agenda/Agenda/inter...) - poi un incontro a fine settembre a Ferrara su Democrazia Partecipata Interattiva, centrato sulle piattaforme software a partire da LuidFeedback (http://www.progettoperferrara.org/30-settembre-democrazia-0925.html) - la sessione "unconference: "Piattaforme per la politica e la partecipazione democratica" all'interno di IGF 2012 a Torino (http://2012.igf-italia.it/piattaforme-politica/) - e piu' recentemente, nel maggio 2013, a Roma, gli incontri "Occupiamo Piattaforme" al Teatro Valle (http://www.teatrovalleoccupato.it/occupiamo-piattaforme-giovedi-9-maggio-h21) e Democrazia continua nellambito di FORUM PA 2013 (http://iniziative.forumpa.it/expo13/convegni/democrazia-continua-le-tecnolog...) Ma ancora i tanti incontri e le iniziative che si sono tenuti localmente in occasione delle varie tornate elettorali di quest'anno Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> writes:
Cara Fiorella,
grazie per questo annuncio. Trovo l'iniziativa molto interessante e, dato che sicuramente non potro` partecipare di persona, spero che (nonostante il budget ridotto) riusciate a pubblicare un rapporto delle discussioni.
Sarei particolarmente interessato a capire come intendete affrontare le "considerazioni di scenario internazionale" che, probabilmente per deformazione professionale, ritengo siano di importanza primaria.
A presto,
Andrea
Cara Fiorella, 2013/8/1 fiorella de cindio <fiorella.decindio@unimi.it>
3. infine vorrei infine rispondere alla domanda di Andrea Glorioso che chiede
Sarei particolarmente interessato a capire come intendete affrontare le "considerazioni di scenario internazionale" che, probabilmente per deformazione professionale, ritengo siano di importanza primaria.
l'idea del workshop è nata nel corso dell'ultimo anno, nei numerosi incontri a cui ho avuto la fortuna di partecipare su questi temi, che mostrano un grande fermento e la possibilità che l'Italia sia un laboratorio per capire come migliorare l'esercizio della democrazia (non solo) nel nostro Paese nel "secolo della rete": capire attraverso la sperimentazione consapevole, imparando dall'esperienza, scoprendo cosa funziona e cosa no. Con metodo scientifico e competenze multidisciplinari. Imparando, senza complessi di inferiorità, anche dalle esperienze straniere.
Avevo tanti nomi e disponibilità dall'estero, e un budget che impone una scelta difficile. Caduta su Doug Schuler, con cui condivido da quasi vent'anni l'impegno a usare la rete per "liberare le voci" (dal titolo del suo utlimo libro "Liberating Voices", MIT Press, 2008) di chi non l'ha, pensando che ci si debba "sporcare le mani" sviluppando software. Almeno negli invited ci tenevo alla parità di genere e allora ecco Anna de Liddo, una giovane, entusiasta ricercatrice che dalla natia Puglia è arrivata al Knowledge Management Institute della Open university, dove studia software di visualizzazione della argomentazione. Un aspetto che le piattaforme software che esamineremo il sabato ancora non includono, ma che, se venissero usate massicciamente, dovrebbero considerare. Insomma, una finiestra sul futuro.
Grazie mille per la tua reazione, per i chiarimenti e per le ulteriori informazioni. Solo per evitare malintesi, la mia domanda non implicava un qualsivoglia dubbio sulla portata internazionale del seminario e/o dell'iniziativa. Volevo piu` che altro capire se le riflessioni e le attivita` che state portando avanti in Italia sono collegate a simili iniziative in Europa (al di la` dei casi noti come Liquid Feedback). O, detto in altri termini, credo sarebbe utile avere una risorsa (online) che cataloghi le differenti iniziative in questo ambito. La Commissione finanzia un "portale" (si`, usiamo ancora questo termine!) chiamato ePractice (http://epractice.eu/) e mi chiedo se qualcosa di simile esista per gli esperimenti di "e-democracy" (e perdonate ancora l'uso del suffisso "e-", da veri hipster quasi quanto "portale" :). Ciao, Andrea
participants (2)
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Andrea Glorioso -
fiorella de cindio