3. infine vorrei infine rispondere alla domanda di Andrea Glorioso che
chiede
l'idea del workshop è nata nel corso dell'ultimo anno, nei numerosi
>Sarei particolarmente interessato a capire come intendete affrontare le
>"considerazioni di scenario internazionale" che, probabilmente per
>deformazione professionale, ritengo siano di importanza primaria.
incontri a cui ho avuto la fortuna di partecipare su questi temi, che
mostrano un grande fermento e la possibilità che l'Italia sia un
laboratorio per capire come migliorare l'esercizio della democrazia (non
solo) nel nostro Paese nel "secolo della rete": capire attraverso la
sperimentazione consapevole, imparando dall'esperienza, scoprendo cosa
funziona e cosa no. Con metodo scientifico e competenze multidisciplinari.
Imparando, senza complessi di inferiorità, anche dalle esperienze
straniere.
Avevo tanti nomi e disponibilità dall'estero, e un budget che impone una
scelta difficile. Caduta su Doug Schuler, con cui condivido da quasi
vent'anni l'impegno a usare la rete per "liberare le voci" (dal titolo
del suo utlimo libro "Liberating Voices", MIT Press, 2008) di chi non
l'ha, pensando che ci si debba "sporcare le mani" sviluppando software.
Almeno negli invited ci tenevo alla parità di genere e allora ecco Anna de
Liddo, una giovane, entusiasta ricercatrice che dalla natia Puglia è
arrivata al Knowledge Management Institute della Open university, dove
studia software di visualizzazione della argomentazione. Un aspetto che le
piattaforme software che esamineremo il sabato ancora non includono, ma
che, se venissero usate massicciamente, dovrebbero considerare. Insomma,
una finiestra sul futuro.