Diaspora Developer Release
Qui l'annuncio http://is.gd/fd6ED e qui un primo commento su TechCruch http://is.gd/fd6Jz See you, Giampaolo -- Giampaolo Mancini email: manchoz@gmail.com phone: +39 348 41 48 682 skype/linkedin/gtalk: manchoz
Telecom ha deciso di bloccare sui contratti business il server smtp richiedendo l'autenticazione. Anche se non vuoi i loro servizi aggiuntivi di posta, il protocollo è bloccato. O paghi 1,50 € al mese o la tua posta non la invii. Nei profili commerciali ovviamente nulla si dice. Se vuoi inviare posta sei costretto ad abbonarti a parte, non si sa bene a cosa, solo per ricevere user e pass per autenticarti sui loro server smtp. Il protocollo di posta NON è più compreso in internet, o almeno nella favolosa offerta "Internet 20 mega". Al di là delle implicazioni di chiarezza commerciale, chiedo ai tecnici in lista: è normale? un protocollo che nella mia mente di non tecnico è sempre stato parte fondamentale insieme all' http di ciò che chiamiamo "internet" può esser commercialmente filtrato su server che paghi a parte? Può darsi che io commetta errori e mi senta solo buggerato e fesso, avendo aderito a "impresasemplice": così semplice che per far quello che ho sempre fatto, ovvero inviare la posta dal mio client, ora devo pagare per autenticarmi. Insomma, al di là della assenza di informazioni nelle offerte commerciali, chiedo cosa ne pensa AGICOM o dico una scemenza? Carlo
Salve Carlo, no, non mi sembra affatto normale rispetto alle offerte della concorrenza che da libero accesso (senza sovrapprezzo) ai clienti ad un proprio server SMTP (molti bloccano tutti gli altri come precauzione anti-spam). Comunque esistono dei servizi gratuiti di posta elettronica (per esempio Yahoo Mail Plus e GMail) che danno accesso criptato (SSL) a server SMTP (per es. su porta 465) che quindi aggirerebbero il blocco; oppure ci si può gestire un proprio SMTP server (che però può arrivare a costare tanto quanto ti chiede Telecom); o anche, infine, si può continuare ad utilizzare il proprio server SMTP preferito su porta 25 ma collegandosi a qualche VPN gratuita (tipo UltraVPN.fr) prima di inviare la posta. POP3 e SMTP esistevano prima ancora che l'http fosse nella mente di Tim-Berners Lee, quindi secondo me hai ragione a considerarlo un protocollo essenziale per poter dire di offrire "connettività a Internet"; ma io aggiungo che in generale i protocolli utilizzati non devono essere codificati a priori, altrimenti si bloccherebbe l'innovazione e la sperimentazione: tutti i giorni migliaia di persone testano nuovi protocolli in Internet. Come sarebbe potuto nascere il WWW se nel 92 i fornitori di accesso avessero avuto la presunzione e la capacità tecnica di filtrare qualsiasi cosa diversa da telnet, ftp, pop3, smtp, irc, gopher e nntp? E BitTorrent 11 anni dopo? Ciao, Paolo Il 16/09/2010 13:05, Blengino ha scritto:
Telecom ha deciso di bloccare sui contratti business il server smtp richiedendo l'autenticazione. Anche se non vuoi i loro servizi aggiuntivi di posta, il protocollo è bloccato. O paghi 1,50 € al mese o la tua posta non la invii. Nei profili commerciali ovviamente nulla si dice. Se vuoi inviare posta sei costretto ad abbonarti a parte, non si sa bene a cosa, solo per ricevere user e pass per autenticarti sui loro server smtp. Il protocollo di posta NON è più compreso in internet, o almeno nella favolosa offerta "Internet 20 mega".
Al di là delle implicazioni di chiarezza commerciale, chiedo ai tecnici in lista: è normale? un protocollo che nella mia mente di non tecnico è sempre stato parte fondamentale insieme all' http di ciò che chiamiamo "internet" può esser commercialmente filtrato su server che paghi a parte? Può darsi che io commetta errori e mi senta solo buggerato e fesso, avendo aderito a "impresasemplice": così semplice che per far quello che ho sempre fatto, ovvero inviare la posta dal mio client, ora devo pagare per autenticarmi.
Insomma, al di là della assenza di informazioni nelle offerte commerciali, chiedo cosa ne pensa AGICOM o dico una scemenza?
Carlo
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
imho non è nemmeno da porre la cosa in qs termini... codice comunicazioni: obiettivi: f) garantire in modo flessibile l’accesso e l’interconnessione per le reti di comunicazione elettronica a larga banda, avendo riguardo alle singole tipologie di servizio, in modo da assicurare concorrenza sostenibile, innovazione e vantaggi per i consumatori; g) garantire la convergenza, la interoperabilità tra reti e servizi di comunicazione elettronica e l’utilizzo di standard aperti; h) garantire il rispetto del principio di neutralità tecnologica, inteso come non discriminazione tra particolari tecnologie, non imposizione dell’uso di una particolare tecnologia rispetto alle altre e possibilità di adottare provvedimenti ragionevoli al fine di promuovere taluni servizi indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. art 42 1. Nel perseguire gli obiettivi stabiliti dall'articolo 13, l’Autorità incoraggia e garantisce forme adeguate di accesso, interconnessione e interoperabilità dei servizi, esercitando le proprie competenze in modo da promuovere l'efficienza economica e una concorrenza sostenibile e recare il massimo vantaggio agli utenti finali. art 32 (il 28 fa riferimento al 42) 2. Se il Ministero accerta l'inosservanza da parte di un’impresa di una o più condizioni poste dall'autorizzazione generale o relative ai diritti di uso, ovvero l’Autorità accerta l’inosservanza degli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, la contestazione dell’infrazione accertata è notificata all’impresa, con l’intimazione di porre fine all’infrazione, ripristinando la situazione precedente, entro un mese e l’invito a presentare eventuali memorie difensive. Il termine di un mese può essere abbreviato in ragione della reiterazione dell’infrazione o della sua gravità. L’impresa può chiedere il differimento del termine indicato, motivandolo adeguatamente. 3. Se entro il termine di cui al comma 2 l'impresa non pone rimedio all’infrazione accertata, ripristinando la situazione precedente, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui allo stesso comma 2, adottano misure adeguate e proporzionate per assicurare l’osservanza delle condizioni di cui al comma 1. Tali misure e le relative motivazioni sono notificate all’impresa entro una settimana dalla loro adozione e prevedono un termine ragionevole entro il quale l’impresa deve rispettare le misure stesse. 4. Qualora vi siano violazioni gravi o reiterate più di due volte nel quinquennio delle condizioni poste dall'autorizzazione generale, o relative ai diritti di uso o agli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, e le misure volte ad assicurare il loro rispetto, di cui al comma 3 del presente articolo, si siano rivelate inefficaci, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui al comma 2, possono impedire a un’impresa di continuare a fornire in tutto o in parte reti o servizi di comunicazione elettronica, sospendendo o revocando i diritti di uso. art54 2. La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad internet. dal mio punto di vista ci so o pochi du bi che si tratti di un abuso, analogo a quanto fatto per la voip su rete wireless che, ricordiamolo, è sotto indagine in agcom. non credo che agcom possa ritenere legittime queste pratiche, esponendosi a ricorsi al tar. se si esprimesse in tal modo, verrebbe meno la definizione stessa di internet (vuoi fare telnet, paghi x, fai web, paghi y, fai ftp, z..) e, soprattutto, c'è una palese violazione delle raccomandazioni dell'ITU, espressamente richiamate nel 54.2... il cane voip rischia di esser svegliato dal clamore smtp, backfire... ciao, s. -- www.reeplay.it www.eximia.it Il giorno 17/set/2010, alle ore 20.58, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto:
Salve Carlo,
no, non mi sembra affatto normale rispetto alle offerte della concorrenza che da libero accesso (senza sovrapprezzo) ai clienti ad un proprio server SMTP (molti bloccano tutti gli altri come precauzione anti-spam).
Comunque esistono dei servizi gratuiti di posta elettronica (per esempio Yahoo Mail Plus e GMail) che danno accesso criptato (SSL) a server SMTP (per es. su porta 465) che quindi aggirerebbero il blocco; oppure ci si può gestire un proprio SMTP server (che però può arrivare a costare tanto quanto ti chiede Telecom); o anche, infine, si può continuare ad utilizzare il proprio server SMTP preferito su porta 25 ma collegandosi a qualche VPN gratuita (tipo UltraVPN.fr) prima di inviare la posta.
POP3 e SMTP esistevano prima ancora che l'http fosse nella mente di Tim-Berners Lee, quindi secondo me hai ragione a considerarlo un protocollo essenziale per poter dire di offrire "connettività a Internet"; ma io aggiungo che in generale i protocolli utilizzati non devono essere codificati a priori, altrimenti si bloccherebbe l'innovazione e la sperimentazione: tutti i giorni migliaia di persone testano nuovi protocolli in Internet. Come sarebbe potuto nascere il WWW se nel 92 i fornitori di accesso avessero avuto la presunzione e la capacità tecnica di filtrare qualsiasi cosa diversa da telnet, ftp, pop3, smtp, irc, gopher e nntp? E BitTorrent 11 anni dopo?
Ciao, Paolo
Il 16/09/2010 13:05, Blengino ha scritto:
Telecom ha deciso di bloccare sui contratti business il server smtp richiedendo l'autenticazione. Anche se non vuoi i loro servizi aggiuntivi di posta, il protocollo è bloccato. O paghi 1,50 € al mese o la tua posta non la invii. Nei profili commerciali ovviamente nulla si dice. Se vuoi inviare posta sei costretto ad abbonarti a parte, non si sa bene a cosa, solo per ricevere user e pass per autenticarti sui loro server smtp. Il protocollo di posta NON è più compreso in internet, o almeno nella favolosa offerta "Internet 20 mega".
Al di là delle implicazioni di chiarezza commerciale, chiedo ai tecnici in lista: è normale? un protocollo che nella mia mente di non tecnico è sempre stato parte fondamentale insieme all' http di ciò che chiamiamo "internet" può esser commercialmente filtrato su server che paghi a parte? Può darsi che io commetta errori e mi senta solo buggerato e fesso, avendo aderito a "impresasemplice": così semplice che per far quello che ho sempre fatto, ovvero inviare la posta dal mio client, ora devo pagare per autenticarmi.
Insomma, al di là della assenza di informazioni nelle offerte commerciali, chiedo cosa ne pensa AGICOM o dico una scemenza?
Carlo
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Il 18/09/2010 10:27, Stefano Quintarelli ha scritto:
imho non è nemmeno da porre la cosa in qs termini...
Certo, hai ragione al 100%! Avevo equivocato la domanda, pensavo che Carlo Blengino chiedesse anche una soluzione tecnica per aggirare il blocco. Ciao, Paolo
Mi pare che le due posizioni siano complementari, e giungano alle medesime mie conclusioni: se l'accesso fornito dal mio provider è a "internet" voglio poter usare e fruire della stupidità della rete che tutto trasmette. E' vero che la neutralità non implica gratuità, ma se ogni protocollo ha un diverso regime di accesso, con annessa gabella... già mi vedo il costo del traffico p2p (con annessi diritti) o voip ecc.ecc. Addio internet Insomma ho segnalato la mia vicenda di "impresasemplice" di Telecom perchè mi pare davvero inquietante. Ovviamente al momento non ho avuto risposta dal fornitore e la mia "impresa" è un pò meno "semplice". Grazie al cielo c'è (ancora) internet, ed è un pò più "semplice" farsi sentire, superando call center disperanti, ove cerchi di spiegare ad un povero precario (con cui non puoi arrabbiarti) che la neutralità della rete è un principio dalle mille sfaccettature, insidiato ed accerchiato da tutte le parti. Grazie a tutti. Carlo -----Original Message----- From: Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> To: Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> Cc: Blengino <blengino@penalistiassociati.it>, "nexa@server-nexa.polito.it" <nexa@server-nexa.polito.it> Date: Sat, 18 Sep 2010 10:27:19 +0200 Subject: Re: [nexa] Telecom e il server smtp imho non è nemmeno da porre la cosa in qs termini... codice comunicazioni: obiettivi: f) garantire in modo flessibile l’accesso e l’interconnessione per le reti di comunicazione elettronica a larga banda, avendo riguardo alle singole tipologie di servizio, in modo da assicurare concorrenza sostenibile, innovazione e vantaggi per i consumatori; g) garantire la convergenza, la interoperabilità tra reti e servizi di comunicazione elettronica e l’utilizzo di standard aperti; h) garantire il rispetto del principio di neutralità tecnologica, inteso come non discriminazione tra particolari tecnologie, non imposizione dell’uso di una particolare tecnologia rispetto alle altre e possibilità di adottare provvedimenti ragionevoli al fine di promuovere taluni servizi indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. art 42 1. Nel perseguire gli obiettivi stabiliti dall'articolo 13, l’Autorità incoraggia e garantisce forme adeguate di accesso, interconnessione e interoperabilità dei servizi, esercitando le proprie competenze in modo da promuovere l'efficienza economica e una concorrenza sostenibile e recare il massimo vantaggio agli utenti finali. art 32 (il 28 fa riferimento al 42) 2. Se il Ministero accerta l'inosservanza da parte di un’impresa di una o più condizioni poste dall'autorizzazione generale o relative ai diritti di uso, ovvero l’Autorità accerta l’inosservanza degli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, la contestazione dell’infrazione accertata è notificata all’impresa, con l’intimazione di porre fine all’infrazione, ripristinando la situazione precedente, entro un mese e l’invito a presentare eventuali memorie difensive. Il termine di un mese può essere abbreviato in ragione della reiterazione dell’infrazione o della sua gravità. L’impresa può chiedere il differimento del termine indicato, motivandolo adeguatamente. 3. Se entro il termine di cui al comma 2 l'impresa non pone rimedio all’infrazione accertata, ripristinando la situazione precedente, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui allo stesso comma 2, adottano misure adeguate e proporzionate per assicurare l’osservanza delle condizioni di cui al comma 1. Tali misure e le relative motivazioni sono notificate all’impresa entro una settimana dalla loro adozione e p revedono un termine ragionevole entro il quale l’impresa deve rispettare le misure stesse. 4. Qualora vi siano violazioni gravi o reiterate più di due volte nel quinquennio delle condizioni poste dall'autorizzazione generale, o relative ai diritti di uso o agli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, e le misure volte ad assicurare il loro rispetto, di cui al comma 3 del presente articolo, si siano rivelate inefficaci, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui al comma 2, possono impedire a un’impresa di continuare a fornire in tutto o in parte reti o servizi di comunicazione elettronica, sospendendo o revocando i diritti di uso. art54 2. La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad internet. dal mio punto di vista ci so o pochi du bi che si tratti di un abuso, analogo a quanto fatto per la voip su rete wireless che, ricordiamolo, è sotto indagine in agcom. non credo che agcom possa ritenere legittime queste pratiche, esponendosi a ricorsi al tar. se si esprimesse in tal modo, verrebbe meno la definizione stessa di internet (vuoi fare telnet, paghi x, fai web, paghi y, fai ftp, z..) e, soprattutto, c'è una palese violazione delle raccomandazioni dell'ITU, espressamente richiamate nel 54.2... il cane voip rischia di esser svegliato dal clamore smtp, backfire... ciao, s. -- www.reeplay.it www.eximia.it Il giorno 17/set/2010, alle ore 20.58, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto: Salve Carlo, no, non mi sembra affatto normale rispetto alle offerte della concorrenza che da libero accesso (senza sovrapprezzo) ai clienti ad un proprio server SMTP (molti bloccano tutti gli altri come precauzione anti-spam). Comunque esistono dei servizi gratuiti di posta elettronica (per esempio Yahoo Mail Plus e GMail) che danno accesso criptato (SSL) a server SMTP (per es. su porta 465) che quindi aggirerebbero il blocco; oppure ci si può gestire un proprio SMTP server (che però può arrivare a costare tanto quanto ti chiede Telecom); o anche, infine, si può continuare ad utilizzare il proprio server SMTP preferito su porta 25 ma collegandosi a qualche VPN gratuita (tipo UltraVPN.fr) prima di inviare la posta. POP3 e SMTP esistevano prima ancora che l'http fosse nella mente di Tim-Berners Lee, quindi secondo me hai ragione a considerarlo un protocollo essenziale per poter dire di offrire "connettività a Internet"; ma io aggiungo che in generale i protocolli utilizzati non devono essere codificati a priori, altrimenti si bloccherebbe l'innovazione e la sperimentazione: tutti i giorni migliaia di persone testano nuovi protocolli in Internet. Come sarebbe potuto nascere il WWW se nel 92 i fornitori di accesso avessero avuto la presunzione e la capacità tecnica di filtrare qualsiasi cosa diversa da telnet, ftp, pop3, smtp, irc, gopher e nntp? E BitTorrent 11 anni dopo? Ciao, Paolo Il 16/09/2010 13:05, Blengino ha scritto: Telecom ha deciso di bloccare sui contratti business il server smtp richiedendo l'autenticazione. Anche se non vuoi i loro servizi aggiuntivi di posta, il protocollo è bloccato. O paghi 1,50 € al mese o la tua posta non la invii. Nei profili commerciali ovviamente nulla si dice. Se vuoi inviare posta sei costretto ad abbonarti a parte, non si sa bene a cosa, solo per ricevere user e pass per autenticarti sui loro server smtp. Il protocollo di posta NON è più compreso in internet, o almeno nella favolosa offerta "Internet 20 mega". Al di là delle implicazioni di chiarezza commerciale, chiedo ai tecnici in lista: è normale? un protocollo che nella mia mente di non tecnico è sempre stato parte fondamentale insieme all' http di ciò che chiamiamo "internet" può esser commercialmente filtrato su server che paghi a parte? Può darsi che io commetta errori e mi senta solo buggerato e fesso, avendo aderito a "impresasemplice": così semplice che per far quello che ho sempre fatto, ovvero inviare la posta dal mio client, ora devo pagare per autenticarmi. Insomma, al di là della assenza di informazioni nelle offerte commerciali, chiedo cosa ne pensa AGICOM o dico una scemenza? Carlo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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