f) garantire in modo flessibile l’accesso e l’interconnessione per le reti di comunicazione elettronica a larga banda, avendo riguardo alle singole tipologie di servizio, in modo da assicurare concorrenza sostenibile, innovazione e vantaggi per i consumatori;
g) garantire la convergenza, la interoperabilità tra reti e servizi di comunicazione elettronica e l’utilizzo di standard aperti;
h) garantire il rispetto del principio di neutralità tecnologica, inteso come non discriminazione tra particolari tecnologie, non imposizione dell’uso di una particolare tecnologia rispetto alle altre e possibilità di adottare provvedimenti ragionevoli al fine di promuovere taluni servizi indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.
art 421. Nel perseguire gli obiettivi stabiliti dall'articolo 13, l’Autorità incoraggia e garantisce forme adeguate di accesso, interconnessione e interoperabilità dei servizi, esercitando le proprie competenze in modo da promuovere l'efficienza economica e una concorrenza sostenibile e recare il massimo vantaggio agli utenti finali.
2. Se il Ministero accerta l'inosservanza da parte di un’impresa di una o più condizioni poste dall'autorizzazione generale o relative ai diritti di uso, ovvero l’Autorità accerta l’inosservanza degli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, la contestazione dell’infrazione accertata è notificata all’impresa, con l’intimazione di porre fine all’infrazione, ripristinando la situazione precedente, entro un mese e l’invito a presentare eventuali memorie difensive. Il termine di un mese può essere abbreviato in ragione della reiterazione dell’infrazione o della sua gravità. L’impresa può chiedere il differimento del termine indicato, motivandolo adeguatamente.
3. Se entro il termine di cui al comma 2 l'impresa non pone rimedio all’infrazione accertata, ripristinando la situazione precedente, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui allo stesso comma 2, adottano misure adeguate e proporzionate per assicurare l’osservanza delle condizioni di cui al comma 1. Tali misure e le relative motivazioni sono notificate all’impresa entro una settimana dalla loro adozione e prevedono un termine ragionevole entro il quale l’impresa deve rispettare le misure stesse.
4. Qualora vi siano violazioni gravi o reiterate più di due volte nel quinquennio delle condizioni poste dall'autorizzazione generale, o relative ai diritti di uso o agli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, e le misure volte ad assicurare il loro rispetto, di cui al comma 3 del presente articolo, si siano rivelate inefficaci, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui al comma 2, possono impedire a un’impresa di continuare a fornire in tutto o in parte reti o servizi di comunicazione elettronica, sospendendo o revocando i diritti di uso.
art54
2. La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad internet.
Salve Carlo,
no, non mi sembra affatto normale rispetto alle offerte della concorrenza che da libero accesso (senza sovrapprezzo) ai clienti ad un proprio server SMTP (molti bloccano tutti gli altri come precauzione anti-spam).
Comunque esistono dei servizi gratuiti di posta elettronica (per esempio Yahoo Mail Plus e GMail) che danno accesso criptato (SSL) a server SMTP (per es. su porta 465) che quindi aggirerebbero il blocco; oppure ci si può gestire un proprio SMTP server (che però può arrivare a costare tanto quanto ti chiede Telecom); o anche, infine, si può continuare ad utilizzare il proprio server SMTP preferito su porta 25 ma collegandosi a qualche VPN gratuita (tipo UltraVPN.fr) prima di inviare la posta.
POP3 e SMTP esistevano prima ancora che l'http fosse nella mente di Tim-Berners Lee, quindi secondo me hai ragione a considerarlo un protocollo essenziale per poter dire di offrire "connettività a Internet"; ma io aggiungo che in generale i protocolli utilizzati non devono essere codificati a priori, altrimenti si bloccherebbe l'innovazione e la sperimentazione: tutti i giorni migliaia di persone testano nuovi protocolli in Internet. Come sarebbe potuto nascere il WWW se nel 92 i fornitori di accesso avessero avuto la presunzione e la capacità tecnica di filtrare qualsiasi cosa diversa da telnet, ftp, pop3, smtp, irc, gopher e nntp? E BitTorrent 11 anni dopo?
Ciao,
Paolo
Il 16/09/2010 13:05, Blengino ha scritto:Telecom ha deciso di bloccare sui contratti business il server smtp richiedendo l'autenticazione. Anche se non vuoi i loro servizi aggiuntivi di posta, il protocollo è bloccato. O paghi 1,50 € al mese o la tua posta non la invii. Nei profili commerciali ovviamente nulla si dice. Se vuoi inviare posta sei costretto ad abbonarti a parte, non si sa bene a cosa, solo per ricevere user e pass per autenticarti sui loro server smtp. Il protocollo di posta NON è più compreso in internet, o almeno nella favolosa offerta "Internet 20 mega". Al di là delle implicazioni di chiarezza commerciale, chiedo ai tecnici in lista: è normale? un protocollo che nella mia mente di non tecnico è sempre stato parte fondamentale insieme all' http di ciò che chiamiamo "internet" può esser commercialmente filtrato su server che paghi a parte? Può darsi che io commetta errori e mi senta solo buggerato e fesso, avendo aderito a "impresasemplice": così semplice che per far quello che ho sempre fatto, ovvero inviare la posta dal mio client, ora devo pagare per autenticarmi. Insomma, al di là della assenza di informazioni nelle offerte commerciali, chiedo cosa ne pensa AGICOM o dico una scemenza? Carlo_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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