Re: [nexa] (no subject)
On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione dicono il contrario...
Potresti indicare quali sono questi studi? Ho letto analisi che si basavano sull'osservazione che l’introduzione di tecnologie come la ATM, che avrebbero dovuto far diminuire l’occupazione bancaria, mentre invece ha prodotto l’aumento delle filiali e dell’occupazione. In realtà si è trattato di un miraggio e gli effetti opposti li stiamo vedendo adesso che HBC licenzia 13000 dipendenti Unicredit 6000, ecc. Ci vogliono 15 anni perché una GPT (General Purpose Technology) produca i suoi effetti, diffondendosi a tutti livelli e ogni dove. Ma quando avviene, gli effetti sono disruptive. Questa volta (e mi spiace dirlo) la velocità con cui il cambiamento avviene potrebbe essere maggiore e se posti di lavoro si creeranno, saranno altrove quelli a valore aggiunto. Alle migliaia di lavoratori che perderanno il lavoro sarà di poca consolazione sapere che un centesimo di quesi posti sono stati ricreati all’interno dei grandi oligopolisti, aumentando ulteriormente concentrazioni e disuguaglianze. I lavori che si creano in maggior numero sono generalmente di basso livello dove gli usano sono al servizio delle macchine per compiti così degradanti che non si adattano nemmeno alle macchine. Il film di Ken Loach, “Sorry, we missed you”, fa vedere quanto alienanti sono questi mestieri. La Ministra Paola Pisano ha citato uno studio di Goldman-Sachs, secondo cui si sarebbero creati milioni di “tipi” di nuovi posti di lavoro. Milioni di ”tipi” di lavoro? Tu stesso, Stefano, nel libro Capitalismo Immateriale, fatichi a indicare nuove possibilità di lavoro, oltre i mestieri di badante e infermiere che richiedono interazione diretta in loco con le persone. Sono proprio i mestieri del film di Loach. E un altro futuro dispotico in cui la disuguaglianza produce guerre tragiche tra poveri è quello del film Oscar Parasite. Benvenuti nel futuro tecnologico. Dovremmo cerchiamo di porre rimedio subito, prima che la curva esponenziale superi il livello di non ritorno. — Beppe
;-)
On 08/03/2020 13:09, Giovanni Leghissa wrote:
Consentitemi di condividere alcune riflessioni con voi, sperando con ciò di non tediarvi.
Si dice – dati alla mano – che la tendenza globale nel mondo della produzione ci porterà a una riduzione drastica dei posti di lavoro – saranno le “macchine” a svolgere molti lavori, e spariranno centinaia di milioni di posti di lavoro, alcune attività che non possono essere svolte grazie alle nuove tecnologie sopravvivranno, alcune a livello alto (lavori strapagati) e altre a livello basso (tipo donna delle pulizie; quel lavoro lì non lo fa un robot). Ora, a mio modesto avviso questa tendenza subirà un’accelerazione esponenziale a causa della crisi generata dal coronavirus. A partire dalla seconda metà dell’anno in corso sperimenteremo la prima grande crisi globale del nuovo secolo (nonostante il fatto che tra un anno o poco più ci sarà il vaccino per questo virus influenzale). Ma sarà peggiore di quella del 29 per una ragione semplicissima: non vedo nessuno in giro che si ponga come obiettivo delle politiche redistributive. Di conseguenza, è ragionevole supporre che si adotterà un po’ ovunque il modello Singapore, cioè una democrazia totalitaria volta a mantenere i privilegi del famoso un percento della popolazione composto dai possessori di patrimoni. Inutile dire che fine faranno la libertà di insegnamento e la libertà di parola. L’economia, grazie a misure stile piano Marshall a livello globale, in dieci anni si riprende, ma la democrazia mi sa che non tornerà tanto presto a farsi viva, se le cose stanno così come stanno ora.
Che ne pensate?
Giovanni
sono oberato in qeusti giorni I stand my point ritorniamoci a emergenza finita, pls. gli atm hanno aumentato le filiali. e' l'online banking che la contrae I stand my point On 10/03/2020 11:35, Giuseppe Attardi wrote:
On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it> wrote:
veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione dicono il contrario...
Potresti indicare quali sono questi studi?
Ho letto analisi che si basavano sull'osservazione che l’introduzione di tecnologie come la ATM, che avrebbero dovuto far diminuire l’occupazione bancaria, mentre invece ha prodotto l’aumento delle filiali e dell’occupazione.
In realtà si è trattato di un miraggio e gli effetti opposti li stiamo vedendo adesso che HBC licenzia 13000 dipendenti Unicredit 6000, ecc. Ci vogliono 15 anni perché una GPT (General Purpose Technology) produca i suoi effetti, diffondendosi a tutti livelli e ogni dove. Ma quando avviene, gli effetti sono disruptive.
Questa volta (e mi spiace dirlo) la velocità con cui il cambiamento avviene potrebbe essere maggiore e se posti di lavoro si creeranno, saranno altrove quelli a valore aggiunto. Alle migliaia di lavoratori che perderanno il lavoro sarà di poca consolazione sapere che un centesimo di quesi posti sono stati ricreati all’interno dei grandi oligopolisti, aumentando ulteriormente concentrazioni e disuguaglianze. I lavori che si creano in maggior numero sono generalmente di basso livello dove gli usano sono al servizio delle macchine per compiti così degradanti che non si adattano nemmeno alle macchine. Il film di Ken Loach, “Sorry, we missed you”, fa vedere quanto alienanti sono questi mestieri.
La Ministra Paola Pisano ha citato uno studio di Goldman-Sachs, secondo cui si sarebbero creati milioni di “tipi” di nuovi posti di lavoro. Milioni di ”tipi” di lavoro? Tu stesso, Stefano, nel libro Capitalismo Immateriale, fatichi a indicare nuove possibilità di lavoro, oltre i mestieri di badante e infermiere che richiedono interazione diretta in loco con le persone. Sono proprio i mestieri del film di Loach.
E un altro futuro dispotico in cui la disuguaglianza produce guerre tragiche tra poveri è quello del film Oscar Parasite.
Benvenuti nel futuro tecnologico. Dovremmo cerchiamo di porre rimedio subito, prima che la curva esponenziale superi il livello di non ritorno.
— Beppe
;-)
On 08/03/2020 13:09, Giovanni Leghissa wrote:
Consentitemi di condividere alcune riflessioni con voi, sperando con ciò di non tediarvi.
Si dice – dati alla mano – che la tendenza globale nel mondo della produzione ci porterà a una riduzione drastica dei posti di lavoro – saranno le “macchine” a svolgere molti lavori, e spariranno centinaia di milioni di posti di lavoro, alcune attività che non possono essere svolte grazie alle nuove tecnologie sopravvivranno, alcune a livello alto (lavori strapagati) e altre a livello basso (tipo donna delle pulizie; quel lavoro lì non lo fa un robot). Ora, a mio modesto avviso questa tendenza subirà un’accelerazione esponenziale a causa della crisi generata dal coronavirus. A partire dalla seconda metà dell’anno in corso sperimenteremo la prima grande crisi globale del nuovo secolo (nonostante il fatto che tra un anno o poco più ci sarà il vaccino per questo virus influenzale). Ma sarà peggiore di quella del 29 per una ragione semplicissima: non vedo nessuno in giro che si ponga come obiettivo delle politiche redistributive. Di conseguenza, è ragionevole supporre che si adotterà un po’ ovunque il modello Singapore, cioè una democrazia totalitaria volta a mantenere i privilegi del famoso un percento della popolazione composto dai possessori di patrimoni. Inutile dire che fine faranno la libertà di insegnamento e la libertà di parola. L’economia, grazie a misure stile piano Marshall a livello globale, in dieci anni si riprende, ma la democrazia mi sa che non tornerà tanto presto a farsi viva, se le cose stanno così come stanno ora.
Che ne pensate?
Giovanni
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-- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it
On Tue, Mar 10, 2020 at 11:35:51AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:
On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione dicono il contrario...
Potresti indicare quali sono questi studi?
La mail di Antonio Casilli in questo thread (8 marzo, seconda sua mail in tal data) contiene molti riferimenti. Inoltre argomenta anche esplicitamente contro l'esempio della supposta riduzione di bancari dovuta agli ATM. A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Grazie della segnalazione, mi era finito nello spam. Ma guarda caso Casilli argomenta proprio sulla questione dei bancomat. Vedi Stefano Quintarelli: a me è chiaro che il calo di occupazione nelle banche è venuto dall’online banking, ma chi argomenta che non ci saranno cali, usa proprio il caso bancomat. Sai dire dove finiranno a lavorare le decine di migliaia di licenziati da HBC e Unicredit? Intendo il giorno dopo il licenziamento, non nelle statistiche globali. Secondo, Casilli si concentra sull’assenza di crescita della produttività, che è un altro problema. L’office automation non ha aumentato la produttività delle dattilografe, perché semplicemente siamo diventati tutti dattilografi. Ossia si sono spostati compiti da esperti a inesperti: siamo diventati noi i cassieri, dattilografi, disegnatori, tipografi. Con pessimi risultati, in quanto non ne abbiamo le competenze. Ci mettiamo molto più tempo perché non lo sappiamo fare o perché ci sforziamo di fare cose più complicate del necessario. Ad esempio a formattare i documenti con tante font, colori e immagini. Bello (a volte), ma spesso inutile. Siamo caduti nel tranello di credere che il software ci consenta di diventare esperti di tutto. Terzo, non è corretto contare la percentuale di occupazione senza valutare la tipologia dei mestieri. Oggi molti sono costieri a fare due lavori parziali e sottopagati per poter sopravvivere. Le statistiche del lavoro non se ne accorgono. Leggerò con calma gli altri riferimenti. — Beppe
On 10 Mar 2020, at 12:03, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
On Tue, Mar 10, 2020 at 11:35:51AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:
On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione dicono il contrario...
Potresti indicare quali sono questi studi?
La mail di Antonio Casilli in questo thread (8 marzo, seconda sua mail in tal data) contiene molti riferimenti. Inoltre argomenta anche esplicitamente contro l'esempio della supposta riduzione di bancari dovuta agli ATM.
A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
I documenti citati sono di diversi anni fa. Ma ad esempio quello di Dean Baker conclude che si perderanno lavori a tutti i livelli e si augura che i professionisti blocchino l’avanzare delle tecnologie: In short, there is no reason to believe that technology has any inherent bias towards destroying less skilled jobs while enhancing demand for the most highly skilled. It is likely to destroy jobs in both areas, although it is entirely possible that the most highly paid professionals will be able to use their power to block technologies that threaten their livelihood, as they have largely done thus far. Non proprio una smentita alla perdita di lavoro. Secondo me i lavori distrutti saranno invece quelli del ceto medio mentre nasceranno lavoretti da Gig economy e di bassa manovalanza al servizio delle macchine, ad esempio l’annotazione di dati (immagini, video, captioning, ecc.) necessari ai sistemi di apprendimento automatic o di rilascio di opinioni (review di prodotti, prova di vestiti o di beta di prodotti) necessari al marketing, o infine di cavie da esperimenti. Mi immagino un futuro in cui le persone non avranno niente da fare e staranno in poltrona con dei bracciali che monitorano il loro stato di salute, dei visori e altoparlanti che gli parlano e li tengono sotto controllo, come animali da batteria. Se i dati sanitari dicono che sta ingrassando, lo obbligano ad alzarsi e fare ginnastica. Il cibo viene portato a casa preconfezionato e scelto in base a raccomandazioni di dietologi e amici. Quando il conto in banca scende, viene costretto a mettersi al computer a fare qualche lavoretto di annotazione o un game as a purpose, con cui si guadagna un cent a annotazione. Chi non riesce a star dietro al ritmo e gli si arrossano gli occhi o cade addormentato, riceve un abbassamento del rating, che lo costringe a recuperare in altri modi, ad esempio a fare pulizie nei BnB o nei locali dove vanno i ricchi (vedi Parasite). Non temo quindi per la democrazia, ma temo il rischio di un asservimento come paria di una larga parte della popolazione. Non avendo un lavoro, si riducono ad accettare una condizione da pollo in batteria: il padrone della batteria si prende cura dei suoi polli per poter vendere essi stessi come prodotti. --
On 10 Mar 2020, at 13:46, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Grazie della segnalazione, mi era finito nello spam.
Ma guarda caso Casilli argomenta proprio sulla questione dei bancomat. Vedi Stefano Quintarelli: a me è chiaro che il calo di occupazione nelle banche è venuto dall’online banking, ma chi argomenta che non ci saranno cali, usa proprio il caso bancomat. Sai dire dove finiranno a lavorare le decine di migliaia di licenziati da HBC e Unicredit? Intendo il giorno dopo il licenziamento, non nelle statistiche globali.
Secondo, Casilli si concentra sull’assenza di crescita della produttività, che è un altro problema. L’office automation non ha aumentato la produttività delle dattilografe, perché semplicemente siamo diventati tutti dattilografi. Ossia si sono spostati compiti da esperti a inesperti: siamo diventati noi i cassieri, dattilografi, disegnatori, tipografi. Con pessimi risultati, in quanto non ne abbiamo le competenze. Ci mettiamo molto più tempo perché non lo sappiamo fare o perché ci sforziamo di fare cose più complicate del necessario. Ad esempio a formattare i documenti con tante font, colori e immagini. Bello (a volte), ma spesso inutile. Siamo caduti nel tranello di credere che il software ci consenta di diventare esperti di tutto.
Terzo, non è corretto contare la percentuale di occupazione senza valutare la tipologia dei mestieri. Oggi molti sono costieri a fare due lavori parziali e sottopagati per poter sopravvivere. Le statistiche del lavoro non se ne accorgono.
Leggerò con calma gli altri riferimenti.
— Beppe
On 10 Mar 2020, at 12:03, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
On Tue, Mar 10, 2020 at 11:35:51AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:
On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione dicono il contrario...
Potresti indicare quali sono questi studi?
La mail di Antonio Casilli in questo thread (8 marzo, seconda sua mail in tal data) contiene molti riferimenti. Inoltre argomenta anche esplicitamente contro l'esempio della supposta riduzione di bancari dovuta agli ATM.
A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Beppe non capisco, ma non ritieni che la democrazia sia in pericolo in caso di "asservimento come paria di una larga parte della popolazione"? Ciao, Enrico Il 10/03/2020 17:53, Giuseppe Attardi ha scritto:
I documenti citati sono di diversi anni fa.
Ma ad esempio quello di Dean Baker conclude che si perderanno lavori a tutti i livelli e si augura che i professionisti blocchino l’avanzare delle tecnologie:
In short, there is no reason to believe that technology has any inherent bias towards destroying less skilled jobs while enhancing demand for the most highly skilled. It is likely to destroy jobs in both areas, although it is entirely possible that the most highly paid professionals will be able to use their power to block technologies that threaten their livelihood, as they have largely done thus far.
Non proprio una smentita alla perdita di lavoro.
Secondo me i lavori distrutti saranno invece quelli del ceto medio mentre nasceranno lavoretti da Gig economy e di bassa manovalanza al servizio delle macchine, ad esempio l’annotazione di dati (immagini, video, captioning, ecc.) necessari ai sistemi di apprendimento automatic o di rilascio di opinioni (review di prodotti, prova di vestiti o di beta di prodotti) necessari al marketing, o infine di cavie da esperimenti.
Mi immagino un futuro in cui le persone non avranno niente da fare e staranno in poltrona con dei bracciali che monitorano il loro stato di salute, dei visori e altoparlanti che gli parlano e li tengono sotto controllo, come animali da batteria. Se i dati sanitari dicono che sta ingrassando, lo obbligano ad alzarsi e fare ginnastica. Il cibo viene portato a casa preconfezionato e scelto in base a raccomandazioni di dietologi e amici. Quando il conto in banca scende, viene costretto a mettersi al computer a fare qualche lavoretto di annotazione o un game as a purpose, con cui si guadagna un cent a annotazione. Chi non riesce a star dietro al ritmo e gli si arrossano gli occhi o cade addormentato, riceve un abbassamento del rating, che lo costringe a recuperare in altri modi, ad esempio a fare pulizie nei BnB o nei locali dove vanno i ricchi (vedi Parasite).
Non temo quindi per la democrazia, ma temo il rischio di un asservimento come paria di una larga parte della popolazione. Non avendo un lavoro, si riducono ad accettare una condizione da pollo in batteria: il padrone della batteria si prende cura dei suoi polli per poter vendere essi stessi come prodotti.
--
On 10 Mar 2020, at 13:46, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Grazie della segnalazione, mi era finito nello spam.
Ma guarda caso Casilli argomenta proprio sulla questione dei bancomat. Vedi Stefano Quintarelli: a me è chiaro che il calo di occupazione nelle banche è venuto dall’online banking, ma chi argomenta che non ci saranno cali, usa proprio il caso bancomat. Sai dire dove finiranno a lavorare le decine di migliaia di licenziati da HBC e Unicredit? Intendo il giorno dopo il licenziamento, non nelle statistiche globali.
Secondo, Casilli si concentra sull’assenza di crescita della produttività, che è un altro problema. L’office automation non ha aumentato la produttività delle dattilografe, perché semplicemente siamo diventati tutti dattilografi. Ossia si sono spostati compiti da esperti a inesperti: siamo diventati noi i cassieri, dattilografi, disegnatori, tipografi. Con pessimi risultati, in quanto non ne abbiamo le competenze. Ci mettiamo molto più tempo perché non lo sappiamo fare o perché ci sforziamo di fare cose più complicate del necessario. Ad esempio a formattare i documenti con tante font, colori e immagini. Bello (a volte), ma spesso inutile. Siamo caduti nel tranello di credere che il software ci consenta di diventare esperti di tutto.
Terzo, non è corretto contare la percentuale di occupazione senza valutare la tipologia dei mestieri. Oggi molti sono costieri a fare due lavori parziali e sottopagati per poter sopravvivere. Le statistiche del lavoro non se ne accorgono.
Leggerò con calma gli altri riferimenti.
— Beppe
On 10 Mar 2020, at 12:03, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
On Tue, Mar 10, 2020 at 11:35:51AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:
On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione dicono il contrario...
Potresti indicare quali sono questi studi?
La mail di Antonio Casilli in questo thread (8 marzo, seconda sua mail in tal data) contiene molti riferimenti. Inoltre argomenta anche esplicitamente contro l'esempio della supposta riduzione di bancari dovuta agli ATM.
A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
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-- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ http://link-and-think.blogspot.it/ ===================================================================== --
rifarei la domanda - che va nella direzione di quanto scrissi qualche giorno fa Il giorno mar 10 mar 2020 alle ore 18:35 Enrico Nardelli < nardelli@mat.uniroma2.it> ha scritto:
Beppe
non capisco, ma non ritieni che la democrazia sia in pericolo in caso di "asservimento come paria di una larga parte della popolazione"?
Ciao, Enrico
Il 10/03/2020 17:53, Giuseppe Attardi ha scritto:
I documenti citati sono di diversi anni fa.
Ma ad esempio quello di Dean Baker conclude che si perderanno lavori a tutti i livelli e si augura che i professionisti blocchino l’avanzare delle tecnologie:
In short, there is no reason to believe that technology has any inherent bias towards destroying less skilled jobs while enhancing demand for the most highly skilled. It is likely to destroy jobs in both areas, although it is entirely possible that the most highly paid professionals will be able to use their power to block technologies that threaten their livelihood, as they have largely done thus far.
Non proprio una smentita alla perdita di lavoro.
Secondo me i lavori distrutti saranno invece quelli del ceto medio mentre nasceranno lavoretti da Gig economy e di bassa manovalanza al servizio delle macchine, ad esempio l’annotazione di dati (immagini, video, captioning, ecc.) necessari ai sistemi di apprendimento automatic o di rilascio di opinioni (review di prodotti, prova di vestiti o di beta di prodotti) necessari al marketing, o infine di cavie da esperimenti.
Mi immagino un futuro in cui le persone non avranno niente da fare e staranno in poltrona con dei bracciali che monitorano il loro stato di salute, dei visori e altoparlanti che gli parlano e li tengono sotto controllo, come animali da batteria. Se i dati sanitari dicono che sta ingrassando, lo obbligano ad alzarsi e fare ginnastica. Il cibo viene portato a casa preconfezionato e scelto in base a raccomandazioni di dietologi e amici. Quando il conto in banca scende, viene costretto a mettersi al computer a fare qualche lavoretto di annotazione o un game as a purpose, con cui si guadagna un cent a annotazione. Chi non riesce a star dietro al ritmo e gli si arrossano gli occhi o cade addormentato, riceve un abbassamento del rating, che lo costringe a recuperare in altri modi, ad esempio a fare pulizie nei BnB o nei locali dove vanno i ricchi (vedi Parasite).
Non temo quindi per la democrazia, ma temo il rischio di un asservimento come paria di una larga parte della popolazione. Non avendo un lavoro, si riducono ad accettare una condizione da pollo in batteria: il padrone della batteria si prende cura dei suoi polli per poter vendere essi stessi come prodotti.
--
On 10 Mar 2020, at 13:46, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Grazie della segnalazione, mi era finito nello spam.
Ma guarda caso Casilli argomenta proprio sulla questione dei bancomat. Vedi Stefano Quintarelli: a me è chiaro che il calo di occupazione nelle banche è venuto dall’online banking, ma chi argomenta che non ci saranno cali, usa proprio il caso bancomat. Sai dire dove finiranno a lavorare le decine di migliaia di licenziati da HBC e Unicredit? Intendo il giorno dopo il licenziamento, non nelle statistiche globali.
Secondo, Casilli si concentra sull’assenza di crescita della produttività, che è un altro problema. L’office automation non ha aumentato la produttività delle dattilografe, perché semplicemente siamo diventati tutti dattilografi. Ossia si sono spostati compiti da esperti a inesperti: siamo diventati noi i cassieri, dattilografi, disegnatori, tipografi. Con pessimi risultati, in quanto non ne abbiamo le competenze. Ci mettiamo molto più tempo perché non lo sappiamo fare o perché ci sforziamo di fare cose più complicate del necessario. Ad esempio a formattare i documenti con tante font, colori e immagini. Bello (a volte), ma spesso inutile. Siamo caduti nel tranello di credere che il software ci consenta di diventare esperti di tutto.
Terzo, non è corretto contare la percentuale di occupazione senza valutare la tipologia dei mestieri. Oggi molti sono costieri a fare due lavori parziali e sottopagati per poter sopravvivere. Le statistiche del lavoro non se ne accorgono.
Leggerò con calma gli altri riferimenti.
— Beppe
On 10 Mar 2020, at 12:03, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
On Tue, Mar 10, 2020 at 11:35:51AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:
On 8 Mar 2020, at 16:12, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: veramente (quasi) tutti gli studi piu' recenti riguardo l'occupazione dicono il contrario...
Potresti indicare quali sono questi studi?
La mail di Antonio Casilli in questo thread (8 marzo, seconda sua mail in tal data) contiene molti riferimenti. Inoltre argomenta anche esplicitamente contro l'esempio della supposta riduzione di bancari dovuta agli ATM.
A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
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On Tuesday, 10 March 2020, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> wrote:
Beppe
non capisco, ma non ritieni che la democrazia sia in pericolo in caso di "asservimento come paria di una larga parte della popolazione"?
Dipende da cosa intendi per democrazia. Non voglio tediarvi con le tristissime esperienze che ho vissuto nel Partito Pirata, ma anche al di fuori molti "democratici" sono assolutamente elitari. Non è certo il caso di Giuseppe, sia chiaro. Ma la prospettiva P2ista per cui i cittadini devono essere "guidati" da gente che "ne sa" (invece che essere messi in condizione di partecipare pienamente alla vita politica attraverso istruzione ed educazione) pur preservando la forma, l'apparenza dei processi democratici, è straordinariamente radicata in Italia. Più volte l'ho vista emergere da gruppi di sinistra e centro-sinistra (e anche nel PD). Ogni volta che invece di discutere, magari anche animatamente, di una materia su un canale pubblico ci si limita ad qualificare l'interlocutore con troppo ignorante su una determinata questione politica, si evidenzia questa radicata visione elitaria. Ma costoro possono comunque dirsi "democratici", secondo una definizione di democrazia in cui si è magari pronti governare il popolo "per il popolo", ma non si accetterebbe mai di essere governati DAL popolo ignorante. Una visione elitaria che esclude, per definizione, la maggioranza. Maggioranza cui rispondono i populismi che non fingono nemmeno di voler essere democratici. La visione distopica che descrive Giuseppe è in fondo il sogno di queste classi dirigenti: un popolo di burattini, fragili, superficiali e manipolabili. Non serve che i fili siano fisici, però. Anzi, devono essere burattini wireless. Basati su behavioral futures. Altrimenti l'illusione democratica, l'illusione della libertà, verrebbe meno. Giacomo
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