Alzheimer’s Prediction May Be Found in Writing Tests - The New York Times
https://www.nytimes.com/2021/02/01/health/alzheimers-prediction-speech.html (Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
Linguaggio ripetitivo e telegrafico, errori lessicali... Qualcuno ha provato a testare Trump? Quello che fa questo algoritmo è sancire numericamente ciò che già si sapeva da anni: povertà, stress e svantaggio sociale sono collegati sia con una scarsa educazione che con malattia mentale e demenza: <https://www.washingtonpost.com/local/social-issues/stress-of-poverty-and-rac...> <https://www.cdc.gov/aging/publications/features/Alz-Greater-Risk.html> <https://www.nytimes.com/2020/06/22/well/mind/living-in-poverty-may-increase-...> Sul serio, immaginiamo scenari: a chi servirà un test (potenzialmente non collaborativo) del genere, visto che non vi è modo per arrestare il declino? A dire a uno svantaggiato che anche da vecchio subirà le conseguenze della sua condizione? Contribuirà a migliorare le sue condizioni di salute e di vita? O servirà alle assicurazioni come scusa a due decimali per non offrirgli una protezione? Ricordo che "The insurance plan must be in place before symptoms of Alzheimer's disease appear." <https://www.alz.org/help-support/caregiving/financial-legal-planning/insuran...> Una pagina FB potrebbe essere sufficiente per farmi negare una assicurazione? Ah no, è già successo: <https://www.cbc.ca/news/canada/montreal/depressed-woman-loses-benefits-over-...> Alberto On 03/02/2021 14:20, J.C. DE MARTIN wrote:
https://www.nytimes.com/2021/02/01/health/alzheimers-prediction-speech.html
(Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any)) _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Buongiorno, Un test disagnostico predittivo basato sull'analisi dei testi scritti: che senso ha?!? Cos'é questa scienza o divinazione? I testi di 80 persone coinvolte nel Framingham Heart Study (https://en.wikipedia.org/wiki/Framingham_Heart_Study) dati in pasto a un software AI: trovo insopportabile affiancare questo, anche solo vagamente, alla scienza. Capite perché è oltremodo PERICOLOSO dare in mano a certi individui i dati (testi) dei nostri ragazzi attraverso la DAD?!? Post-Miranda Warinig: «La dichiaro in TRACCIAMENTO: lei ha il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa scriverà potrà essere e sarà usata contro di lei.... in eterno.» Alberto Cammozzo via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> writes:
Quello che fa questo algoritmo è sancire numericamente ciò che già si sapeva da anni: povertà, stress e svantaggio sociale sono collegati sia con una scarsa educazione che con malattia mentale e demenza:
Con estremo rispetto per le sensibilità di tutti, ma siamo davvero davvero sicuri che le cose stiano come *certe* ricerche le dipingono? In questo contesto non credo di essere offensivo nel dire che parlare di associazione tra Alzheimer e stile di vita è quantomeno... fuorviante, almeno in questa fase storica? (https://en.wikipedia.org/wiki/Alzheimer%27s_disease#Causes) [...] Di quelli segnalati ho preso "a campione" solo questo che non dovrebbe essere giornalistico:
<https://www.cdc.gov/aging/publications/features/Alz-Greater-Risk.html>
«Minorities and Women Are at Greater Risk for Alzheimer's Disease» Basta grattare leggermente sotto la superficie patinata dell'annunco (che in un Tweet fa figo) per rendersi conto della consistenza di certe affermazioni. Nell'articolo sopra sono citati due documenti: 1. https://alz-journals.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1016/j.jalz.2018.06.... «Racial and ethnic estimates of Alzheimer's disease and related dementias in the United States (2015–2060) in adults aged ≥65 years» Questo è dietro paywall quindi non mi è dato capire l'estensione del campione usato in questa statistica, l'abstract dice solo: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Methods We estimated the future US burden of ADRD by age, sex, and race and ethnicity by applying subgroup‐specific prevalence among Medicare Fee‐for‐Service beneficiaries aged ≥65 years in 2014 to subgroup‐specific population estimates for 2014 and population projection data from the United States Census Bureau for 2015 to 2060. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Noto solo, sommessamente, che la validità delle inferenze di *correlazione* tra variabili (quali?) fatte su un campione di popolazione _USA_ preso «among Medicare Free-for-Service» equivale a.... cosa?!?! Non so, ditemelo voi. Non voglio nemmeno aprire poi il discorso sulla differenza tra correlazione e causalità che lo sapete meglio di me. É scienza questa? É statistica questa? 2. https://www.alz.org/media/Documents/alzheimers-facts-and-figures-2019-r.pdf In questo volumetto che ho scorso rapidamente c'è il paragrafo «Non-Pharmacologic Therapy» sub. «Cognitively Normal Individuals» a pagina 11: se vi va leggetelo voi per capire come siamo messi (risposta breve mia: non ne sappiamo NULLA a questo riguardo) [...]
Sul serio, immaginiamo scenari: a chi servirà un test (potenzialmente non collaborativo) del genere,
A classificare, etichettare, inquadrare, intruppare, determinare le politiche sanitarie sulla base di ricerche "scientifiche" di dubbio gusto condite da "intelligenza artificiale" che non si capisce COSA intellegga? [...]
Contribuirà a migliorare le sue condizioni di salute e di vita?
No perché è puro soluzionismo digitale: «l'utilizzo e la diffusione di sistemi e applicazioni digitali come strumento risolutivo di problemi che sono essenzialmente sociali ed hanno bisogno in realtà di una risposta prima di tutto politica». Ovviamente (ovviamente?!?) una cosa importante di cui la civiltà dovrebbe occuparsi è stabilire come *gestire* la malattia... non parliamo nemmeno di PREVENZIONE perché anche per quelle di cui si sa tutto la prevenzione NON funziona, sistemicamente parlando. Invece c'è qualcuno che vorrebbe risolvere tutti i mali del mondo computazionalmente, vabbeh...
O servirà alle assicurazioni come scusa a due decimali per non offrirgli una protezione? Ricordo che "The insurance plan must be in place before symptoms of Alzheimer's disease appear." <https://www.alz.org/help-support/caregiving/financial-legal-planning/insuran...>
Esiste un piano assicurativo contro la demeza senile anche in EU? Anche in Italia?!? Non mi pare, mi pare sia un fenomeno prettamente USA dove la sanità equivale a un'assicurazione. Stiamo lentamente scivolando verso QUEL tipo di sanità? [...] Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
Ciao a tutti/e, grazie per la segnalazione dell'articolo del NYT, lo leggerò. Confermo che si stanno facendo ricerche in questo settore anche Italia, non necessariamente per motivi venali o secondi fini deprecabili. Ho fatto ad es. analisi automatica delle conversazioni di pazienti con demenza (o Alhzeimer) in collaborazione con medici e linguisti esperti di questo argomento, in particolare con una associazione che ha sviluppato un metodo basato sulla conversazione per migliorare le condizioni delle persone con demenza e dei loro caregiver (che hanno un ruolo importante e faticoso). Un approccio conversazionale che può affiancare la terapia farmacologica e psicologica. Identificare dei sintomi di demenza o Alzheimer in fase precoce e trovare strumenti di supporto (non solo farmacologici) può essere molto utile. Si tratta di un tema di ricerca articolato, interdisciplinare, complesso. Immagino che nell'articolo di giornale venga presentato in modo "rozzo", secondo lo schema di storytelling che sentiamo spesso da 2 o 3 anni (e speriamo che prima o poi finisca): Dati + AI = Soluzione ad ogni problema Per me lavorare a queste tematiche (natural language processing per l'healthcare) è anche un modo per portarmi avanti col lavoro, dato che inizio ad avere una certa età :-) Buona serata, Andrea Il giorno gio 4 feb 2021 alle ore 12:50 Giovanni Biscuolo < giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Buongiorno,
Un test disagnostico predittivo basato sull'analisi dei testi scritti: che senso ha?!? Cos'é questa scienza o divinazione?
I testi di 80 persone coinvolte nel Framingham Heart Study (https://en.wikipedia.org/wiki/Framingham_Heart_Study) dati in pasto a un software AI: trovo insopportabile affiancare questo, anche solo vagamente, alla scienza.
Capite perché è oltremodo PERICOLOSO dare in mano a certi individui i dati (testi) dei nostri ragazzi attraverso la DAD?!?
Post-Miranda Warinig: «La dichiaro in TRACCIAMENTO: lei ha il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa scriverà potrà essere e sarà usata contro di lei.... in eterno.»
Alberto Cammozzo via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> writes:
Quello che fa questo algoritmo è sancire numericamente ciò che già si sapeva da anni: povertà, stress e svantaggio sociale sono collegati sia con una scarsa educazione che con malattia mentale e demenza:
Con estremo rispetto per le sensibilità di tutti, ma siamo davvero davvero sicuri che le cose stiano come *certe* ricerche le dipingono?
In questo contesto non credo di essere offensivo nel dire che parlare di associazione tra Alzheimer e stile di vita è quantomeno... fuorviante, almeno in questa fase storica? (https://en.wikipedia.org/wiki/Alzheimer%27s_disease#Causes)
[...]
Di quelli segnalati ho preso "a campione" solo questo che non dovrebbe essere giornalistico:
<https://www.cdc.gov/aging/publications/features/Alz-Greater-Risk.html>
«Minorities and Women Are at Greater Risk for Alzheimer's Disease»
Basta grattare leggermente sotto la superficie patinata dell'annunco (che in un Tweet fa figo) per rendersi conto della consistenza di certe affermazioni.
Nell'articolo sopra sono citati due documenti:
1. https://alz-journals.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1016/j.jalz.2018.06.... «Racial and ethnic estimates of Alzheimer's disease and related dementias in the United States (2015–2060) in adults aged ≥65 years»
Questo è dietro paywall quindi non mi è dato capire l'estensione del campione usato in questa statistica, l'abstract dice solo:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Methods
We estimated the future US burden of ADRD by age, sex, and race and ethnicity by applying subgroup‐specific prevalence among Medicare Fee‐for‐Service beneficiaries aged ≥65 years in 2014 to subgroup‐specific population estimates for 2014 and population projection data from the United States Census Bureau for 2015 to 2060.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Noto solo, sommessamente, che la validità delle inferenze di *correlazione* tra variabili (quali?) fatte su un campione di popolazione _USA_ preso «among Medicare Free-for-Service» equivale a.... cosa?!?! Non so, ditemelo voi.
Non voglio nemmeno aprire poi il discorso sulla differenza tra correlazione e causalità che lo sapete meglio di me.
É scienza questa? É statistica questa?
2. https://www.alz.org/media/Documents/alzheimers-facts-and-figures-2019-r.pdf
In questo volumetto che ho scorso rapidamente c'è il paragrafo «Non-Pharmacologic Therapy» sub. «Cognitively Normal Individuals» a pagina 11: se vi va leggetelo voi per capire come siamo messi (risposta breve mia: non ne sappiamo NULLA a questo riguardo)
[...]
Sul serio, immaginiamo scenari: a chi servirà un test (potenzialmente non collaborativo) del genere,
A classificare, etichettare, inquadrare, intruppare, determinare le politiche sanitarie sulla base di ricerche "scientifiche" di dubbio gusto condite da "intelligenza artificiale" che non si capisce COSA intellegga?
[...]
Contribuirà a migliorare le sue condizioni di salute e di vita?
No perché è puro soluzionismo digitale: «l'utilizzo e la diffusione di sistemi e applicazioni digitali come strumento risolutivo di problemi che sono essenzialmente sociali ed hanno bisogno in realtà di una risposta prima di tutto politica».
Ovviamente (ovviamente?!?) una cosa importante di cui la civiltà dovrebbe occuparsi è stabilire come *gestire* la malattia... non parliamo nemmeno di PREVENZIONE perché anche per quelle di cui si sa tutto la prevenzione NON funziona, sistemicamente parlando.
Invece c'è qualcuno che vorrebbe risolvere tutti i mali del mondo computazionalmente, vabbeh...
O servirà alle assicurazioni come scusa a due decimali per non offrirgli una protezione? Ricordo che "The insurance plan must be in place before symptoms of Alzheimer's disease appear." < https://www.alz.org/help-support/caregiving/financial-legal-planning/insuran...
Esiste un piano assicurativo contro la demeza senile anche in EU? Anche in Italia?!? Non mi pare, mi pare sia un fenomeno prettamente USA dove la sanità equivale a un'assicurazione.
Stiamo lentamente scivolando verso QUEL tipo di sanità?
[...]
Saluti, Giovanni.
-- Giovanni Biscuolo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- *Andrea Bolioli* Research & Innovation Manager *M *+39 333 7405664 -- *CELI srl* via San Quintino, 31 - Torino <https://www.google.com/maps/place/Via+S.+Quintino,+31,+10121+Torino+TO/@45.0...> Torino IT – 10121 <https://www.google.com/maps/place/Via+S.+Quintino,+31,+10121+Torino+TO/@45.0...> * * *T *+39 011 5627115 *W *www.celi.it <https://www.celi.it/>
Buonasera Andrea, Andrea Bolioli <andrea.bolioli@celi.it> writes:
Ciao a tutti/e,
grazie per la segnalazione dell'articolo del NYT, lo leggerò.
Se non hai accesso al paywall del NYT trovi una copia dell'articolo in Wayback Machine, es https://web.archive.org/web/20210201155416/https://www.nytimes.com/2021/02/0... [...]
Ho fatto ad es. analisi automatica delle conversazioni di pazienti con demenza (o Alhzeimer) in collaborazione con medici e linguisti esperti di questo argomento,
Immagino ti riferisca a questo: https://aperto.unito.it/handle/2318/1761583?mode=full.2339 «The "Corpus Anchise 320" and the analysis of conversations between healthcare workers and people with dementia» (per ora ho letto solo la Intro) --8<---------------cut here---------------start------------->8--- The aim of the project is twofold. On the one hand, we created a dataset of spoken dialogue transcriptions that is useful for research on the language of people with dementia. On the other hand, techniques typical of computational linguistics are applied to help doctors in assessing the state of the disease and implement effective dialogue strategies. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Mi pare che il vostro lavoro si inserisca in un contesto ben diverso rispetto a quello raccontato nell'articolo. [...]
Immagino che nell'articolo di giornale venga presentato in modo "rozzo", secondo lo schema di storytelling che sentiamo spesso da 2 o 3 anni (e speriamo che prima o poi finisca): Dati + AI = Soluzione ad ogni problema
Il titolo (anche nell'oggetto) parla di _prediction_: «Alzheimer’s Prediction May Be Found in Writing Tests» ...e l'articolo dice: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- IBM researchers trained artificial intelligence to pick up hints of changes in language ahead of the onset of neurological diseases. Is it possible to predict who will develop Alzheimer’s disease simply by looking at writing patterns years before there are symptoms? [...] The A.I. program predicted, with 75 percent accuracy, who would get Alzheimer’s disease, according to results published recently in The Lancet journal EClinicalMedicine. [...] Dr. Cheryl Corcoran, a psychiatrist at Icahn School of Medicine at Mount Sinai in New York, hopes to use speech changes to predict which adolescents and young adults at high risk for schizophrenia may go on to develop the disease. Drugs to treat schizophrenia may help those who are going to develop the disease, but the challenge is to identify who the patients will be. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Spero che questi pochi estratti che ho arbitrariamente riportato (leggi l'articolo completo per farti un'idea personalmente) spieghino bene il contesto del mio "rant" precedente. Come Alberto giustamente evidenziava: a chi serve davvero tutto ciò? [...] Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
Grazie mille Giovanni. In effetti nell'articolo del NYT ci sono inesattezze e forzature. "Is it possible to predict who will develop Alzheimer’s disease simply by looking at writing patterns years before there are symptoms?" La risposta è "no". Si sta facendo ricerca interdisciplinare NLP + medicina + psicologia in diversi ambiti, tra i quali la ricerca di "segnali" linguistici che possano aiutare nell'identificazione di patologie, oltre che nella cura. Il tema della prevedibilità di una patologia e della sua prevenzione è ovviamente rilevante dal punto di vista etico oltre che medico. Non mi addentro su questi aspetti complessi. Buona domenica, Andrea Il giorno ven 5 feb 2021 alle ore 00:36 Giovanni Biscuolo < giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Buonasera Andrea,
Andrea Bolioli <andrea.bolioli@celi.it> writes:
Ciao a tutti/e,
grazie per la segnalazione dell'articolo del NYT, lo leggerò.
Se non hai accesso al paywall del NYT trovi una copia dell'articolo in Wayback Machine, es
https://web.archive.org/web/20210201155416/https://www.nytimes.com/2021/02/0...
[...]
Ho fatto ad es. analisi automatica delle conversazioni di pazienti con demenza (o Alhzeimer) in collaborazione con medici e linguisti esperti di questo argomento,
Immagino ti riferisca a questo: https://aperto.unito.it/handle/2318/1761583?mode=full.2339 «The "Corpus Anchise 320" and the analysis of conversations between healthcare workers and people with dementia»
(per ora ho letto solo la Intro) --8<---------------cut here---------------start------------->8---
The aim of the project is twofold. On the one hand, we created a dataset of spoken dialogue transcriptions that is useful for research on the language of people with dementia. On the other hand, techniques typical of computational linguistics are applied to help doctors in assessing the state of the disease and implement effective dialogue strategies.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Mi pare che il vostro lavoro si inserisca in un contesto ben diverso rispetto a quello raccontato nell'articolo.
[...]
Immagino che nell'articolo di giornale venga presentato in modo "rozzo", secondo lo schema di storytelling che sentiamo spesso da 2 o 3 anni (e speriamo che prima o poi finisca): Dati + AI = Soluzione ad ogni problema
Il titolo (anche nell'oggetto) parla di _prediction_: «Alzheimer’s Prediction May Be Found in Writing Tests»
...e l'articolo dice:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
IBM researchers trained artificial intelligence to pick up hints of changes in language ahead of the onset of neurological diseases.
Is it possible to predict who will develop Alzheimer’s disease simply by looking at writing patterns years before there are symptoms?
[...] The A.I. program predicted, with 75 percent accuracy, who would get Alzheimer’s disease, according to results published recently in The Lancet journal EClinicalMedicine.
[...] Dr. Cheryl Corcoran, a psychiatrist at Icahn School of Medicine at Mount Sinai in New York, hopes to use speech changes to predict which adolescents and young adults at high risk for schizophrenia may go on to develop the disease.
Drugs to treat schizophrenia may help those who are going to develop the disease, but the challenge is to identify who the patients will be.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Spero che questi pochi estratti che ho arbitrariamente riportato (leggi l'articolo completo per farti un'idea personalmente) spieghino bene il contesto del mio "rant" precedente.
Come Alberto giustamente evidenziava: a chi serve davvero tutto ciò?
[...]
Saluti, Giovanni.
-- Giovanni Biscuolo
-- *Andrea Bolioli* Research & Innovation Manager *M *+39 333 7405664 -- *CELI srl* via San Quintino, 31 - Torino <https://www.google.com/maps/place/Via+S.+Quintino,+31,+10121+Torino+TO/@45.0...> Torino IT – 10121 <https://www.google.com/maps/place/Via+S.+Quintino,+31,+10121+Torino+TO/@45.0...> * * *T *+39 011 5627115 *W *www.celi.it <https://www.celi.it/>
participants (4)
-
Alberto Cammozzo -
Andrea Bolioli -
Giovanni Biscuolo -
J.C. DE MARTIN