copyright nell'era dei robot
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot. http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-this-... A chi spetta il Copyright? -- Beppe
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso. Buona domenica Deborah Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-this-...
A chi spetta il Copyright?
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On 3/22/2015 11:58, Deborah De Angelis wrote:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso. Perché? L'articolo è generalmente ottenuto rielaborando o dati o altri testi. E poi: l'autore dell'algoritmo o il detentore del copyright sull'algoritmo (sono due concetti diversi).
--
Buona domenica
Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-this-...
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Questo lo so ovviamente! Dipende se l'algoritmo è stato commissionato o realizzato in occasione di un contratto di lavoro. Poi un conto è il copyright/diritto d'autore sul software/algoritmo e un conto il copyright/diritto d'autore su ciò che l'algoritmo crea! Nel concreto poi bisogna capire che tipo di dati o altri testi sono utilizzati è che regime di tutela hanno. Bella questione!! Ciao Deborah Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:04, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 11:58, Deborah De Angelis wrote: Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso. Perché? L'articolo è generalmente ottenuto rielaborando o dati o altri testi. E poi: l'autore dell'algoritmo o il detentore del copyright sull'algoritmo (sono due concetti diversi).
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Buona domenica
Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-this-...
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e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
Buona domenica
Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-this-...
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IMHO non c'è una risposta univoca. Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore. Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa. Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono. Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore. m.c. In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
Buona domenica
Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi <
attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di
articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-thi s-how-would-you-even-know.html>
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Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso. Cari saluti Deborah Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
Buona domenica
Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi <
attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di
articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-thi s-how-would-you-even-know.html>
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On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote:
Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso. Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
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Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto: Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
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Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄 Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso. Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
Buona domenica
Deborah
Inviato da iPhone di DDA
> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto: Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-thi s-how-would-you-even-know.html>
A chi spetta il Copyright?
-- Beppe
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.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche' era una macchina ?) ciao!, s. On 22/03/2015 14:04, Deborah De Angelis wrote:
Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso. Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
Buona domenica
Deborah
Inviato da iPhone di DDA
>> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < > attardi@di.unipi.it> ha scritto: > Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-thi s-how-would-you-even-know.html> > A chi spetta il Copyright? > > -- Beppe > > > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Qualcuno ricorderà il caso, certamente diverso ma rilevante, della scimmia fotografa. http://www.theguardian.com/technology/2014/aug/22/monkey-business-macaque-se... On Sun, Mar 22, 2015 at 2:10 PM, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche' era una macchina ?) ciao!, s. On 22/03/2015 14:04, Deborah De Angelis wrote:
Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso. Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto: > Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle > opere create dallo stesso. > > Buona domenica > > Deborah > > Inviato da iPhone di DDA > >>> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < >> attardi@di.unipi.it> ha scritto: >> Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di > articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot. > > > http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-thi > s-how-would-you-even-know.html> >> A chi spetta il Copyright? >> >> -- Beppe >> >> >> _______________________________________________ >> nexa mailing list >> nexa@server-nexa.polito.it >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche' era una macchina ?) ciao!, s.
Oppure c' e', perche' e' una macchina, perche' e' una merce. g. Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
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A chi spetta il Copyright?
Lo so, me lo ricordo ancora ! Eravano a cena e io aspettavo al cicchetto 'Uma' Baldacci Gerace. Spetta al piu' forte. A chi ha il potere di promuovere gli standard di legge a supporto degli standard di fatto.
Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
Spetta al piu' forte: mica per sempre pero': solo finche' tutto gira su produzione di merci a mezzo di merci [Sraffa], e sulla produizone di servizi e applicazioni a mezzo di servizi e applicazioni .. Ciao, e ogni apprezzamento per le feconde provocazioni nexiane di Beppe Attardi uno degli eroi della rivoluzione telematica in Italia, giorgio
In data domenica 22 marzo 2015 14:10:11, Stefano Quintarelli ha scritto:
.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche' era una macchina ?) il responsabile della macchina (per es., il proprietario). m.c.
ciao!, s.
On 22/03/2015 14:04, Deborah De Angelis wrote:
Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso.
Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto: > Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle > opere create dallo stesso. > > Buona domenica > > Deborah > > Inviato da iPhone di DDA > >>> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < >> >> attardi@di.unipi.it> ha scritto: >> Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di > > articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da > robot. > > > http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrot > e-thi > s-how-would-you-even-know.html> > >> A chi spetta il Copyright? >> >> -- Beppe >> >> >> _______________________________________________ >> nexa mailing list >> nexa@server-nexa.polito.it >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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ok,... e deove finisce la esenzione di responsabilita' ? On 22/03/2015 15:30, Marco Ciurcina wrote:
In data domenica 22 marzo 2015 14:10:11, Stefano Quintarelli ha scritto:
.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche'
era una macchina ?) il responsabile della macchina (per es., il proprietario). m.c.
ciao!, s.
On 22/03/2015 14:04, Deborah De Angelis wrote:
Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso.
Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
> e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? > Io dico: > non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla > creazione > intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si > ribella, ma > qui siamo gia sui bastioni di Orione :) > Buona domenica > > Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto: >> Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle >> opere create dallo stesso. >> >> Buona domenica >> >> Deborah >> >> Inviato da iPhone di DDA >> >>>> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < >>> >>> attardi@di.unipi.it> ha scritto: >>> Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di >> >> articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da >> robot. >> >> >> http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrot >> e-thi >> s-how-would-you-even-know.html> >> >>> A chi spetta il Copyright? >>> >>> -- Beppe >>> >>> >>> _______________________________________________ >>> nexa mailing list >>> nexa@server-nexa.polito.it >>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa >> >> _______________________________________________ >> nexa mailing list >> nexa@server-nexa.polito.it >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Se parli degli artt. 14-17 D. Lgs 70/2003 (come mi pare), non si applica sempre, ma solo nei casi in cui si può applicare. Quindi, per esempio, non quando il software che genera i contenuti che vengono diffusi è gestito dal titolare del sito nel quale vengono pubblicati i contenuti. Invece, si può fornire un servizio che consente a terzi di caricare contenuti che questi fanno generare da software. Il terzo risponde dei contenuti generati e diffusi dal software che usa ed il fornitore del servizio gode dell'esenzione di responsabilità nei termini previsti dalle norme. m.c. In data domenica 22 marzo 2015 16:12:55, Stefano Quintarelli ha scritto:
ok,... e deove finisce la esenzione di responsabilita' ?
On 22/03/2015 15:30, Marco Ciurcina wrote:
In data domenica 22 marzo 2015 14:10:11, Stefano Quintarelli ha scritto:
.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche'
era una macchina ?)
il responsabile della macchina (per es., il proprietario). m.c.
ciao!, s.
On 22/03/2015 14:04, Deborah De Angelis wrote:
Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi
<attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso.
Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina > <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto: > > IMHO non c'è una risposta univoca. > > Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di > caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto > d'autore. > > Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale > giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea > meramente compliativa. > > Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di > elementi > che > hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è > tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto > sugli > elementi che lo compongono. > > Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura > di > opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne > deriva non è tutelata dal diritto d'autore. > > m.c. > > In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto: >> e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo >> mettiamo? >> Io dico: >> non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla >> creazione >> intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si >> ribella, ma >> qui siamo gia sui bastioni di Orione :) >> Buona domenica >> >> Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha
scritto:
>>> Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore >>> delle >>> opere create dallo stesso. >>> >>> Buona domenica >>> >>> Deborah >>> >>> Inviato da iPhone di DDA >>> >>>>> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < >>>> >>>> attardi@di.unipi.it> ha scritto: >>>> Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato >>>> di >>> >>> articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da >>> robot. >>> >>> >>> http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wr >>> ot >>> e-thi >>> s-how-would-you-even-know.html> >>> >>>> A chi spetta il Copyright? >>>> >>>> -- Beppe >>>> >>>> >>>> _______________________________________________ >>>> nexa mailing list >>>> nexa@server-nexa.polito.it >>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa >>> >>> _______________________________________________ >>> nexa mailing list >>> nexa@server-nexa.polito.it >>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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ho sempre pensato che il brevetto dovesse essere abolito. A questo punto abolirei anche il copyright. Raf Il 22/03/2015 14:10, Stefano Quintarelli ha scritto:
.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche' era una macchina ?) ciao!, s.
On 22/03/2015 14:04, Deborah De Angelis wrote:
Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso. Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto: > Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore > delle > opere create dallo stesso. > > Buona domenica > > Deborah > > Inviato da iPhone di DDA > >>> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < >> attardi@di.unipi.it> ha scritto: >> Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più >> elevato di > articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti > da robot. > > > http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-thi > > s-how-would-you-even-know.html> >> A chi spetta il Copyright? >> >> -- Beppe >> >> >> _______________________________________________ >> nexa mailing list >> nexa@server-nexa.polito.it >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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In data domenica 22 marzo 2015 18:07:40, meo ha scritto:
A questo punto abolirei anche il copyright.
Se un algoritmo non può crerare un'opera dell'ingegno di carattere creativo, può, forse, creare le condizioni perchè non se ne possano più creare di nuove. Se si sviluppasse un algoritmo che produce la biblioteca di Babele* e la si diffondesse su Internet, si potrebbe ragionevolmente argomentare che, da quel momento, qualsiasi cosa si scrivesse sarebbe carente del requisito della novità e quindi non sarebbe più tutelato dal diritto d'autore. Il funzionamento del diritto d'autore entrerebbe in grossa crisi... Quindi se il diritto d'autore funziona ancora è colpa dei programmatori che non hanno fatto lavorare in modo sufficientemente creativo le loro meningi. :-) Ovviamente scherzo (ma non troppo). ciao, m.c. *http://it.wikipedia.org/wiki/La_biblioteca_di_Babele
soluzione complessa ma una iffusione e estensione dei creative commons ciao ma Il 22/03/2015 18:07, meo ha scritto:
ho sempre pensato che il brevetto dovesse essere abolito. A questo punto abolirei anche il copyright. Raf
Il 22/03/2015 14:10, Stefano Quintarelli ha scritto:
.. e di chi e' la responsabilita' editoriale ? (o non c'e', solo perche' era una macchina ?) ciao!, s.
On 22/03/2015 14:04, Deborah De Angelis wrote:
Claro Beppe, intendo a monte di ogni sistema! 😄
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 13:56, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 3/22/2015 13:01, Deborah De Angelis wrote: Chiarissimo, Marco! Si deve fare una valutazione caso per caso. Se in una situazione in cui i materiali vengono prodotti a migliaia al secondo si deve fare una valutazione caso per caso, stiamo freschi.
-- Beppe
Cari saluti Deborah
Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:35, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
IMHO non c'è una risposta univoca.
Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore.
Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa.
Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono.
Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore.
m.c.
In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto: > e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo > mettiamo? > Io dico: > non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona > sulla creazione > intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si > ribella, ma > qui siamo gia sui bastioni di Orione :) > Buona domenica > > Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha > scritto: >> Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore >> delle >> opere create dallo stesso. >> >> Buona domenica >> >> Deborah >> >> Inviato da iPhone di DDA >> >>>> Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi < >>> attardi@di.unipi.it> ha scritto: >>> Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più >>> elevato di >> articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti >> da robot. >> >> >> http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-thi >> >> s-how-would-you-even-know.html> >>> A chi spetta il Copyright? >>> >>> -- Beppe >>> >>> >>> _______________________________________________ >>> nexa mailing list >>> nexa@server-nexa.polito.it >>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa >> _______________________________________________ >> nexa mailing list >> nexa@server-nexa.polito.it >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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-- Prof.ssa Mariella Berra Dipartimento di Culture, Politica e Società Università di Torino tel.+390116702606
Interessante quello che dite; ricordo che la giurisprudenza sulle tesi di laurea è partita dal punto segnalato da MC ma è arrivata a dire che tutte le tesi di laurea sono tutelate m. -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Marco Ciurcina Inviato: domenica 22 marzo 2015 12:36 A: nexa@server-nexa.polito.it Cc: Giuseppe Attardi Oggetto: Re: [nexa] copyright nell'era dei robot IMHO non c'è una risposta univoca. Premessa importante da ricordare: non tutte le "composizioni di caratteri" che appaiono su uno schermo sono tutelate dal diritto d'autore. Come caso estremo, mi/ci ricordo la sentenza di non ricordo più quale giudice che nega la natura di opera creativa ad una tesi di laurea meramente compliativa. Quindi, se il risultato elaborato dall'algoritmo si compone di elementi che hanno in se' carattere creativo, il testo composto dall'algoritmo è tutelato da diritto d'autore, che spetta al titolare del diritto sugli elementi che lo compongono. Se, invece, gli elementi utilizzati dall'algoritmo non hanno natura di opera dell'ingegno di carattere creativo, la composizione che ne deriva non è tutelata dal diritto d'autore. m.c. In data domenica 22 marzo 2015 12:06:38, Carlo Blengino ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
Buona domenica
Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi <
attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di
articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wro te-thi s-how-would-you-even-know.html>
A chi spetta il Copyright?
-- Beppe
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Si certo dipende sotto quale regime è stato creato l'algoritmo. Comunque, Carlo, in parte mi hai convinto :-) Buona domenica Deborah Inviato da iPhone di DDA
Il giorno 22/mar/2015, alle ore 12:06, Carlo Blengino <blengino@penalistiassociati.it> ha scritto:
e il proprietario del Robot che ha investito i soldi dove lo mettiamo? Io dico: non c'è copyright, perché non c'è il diritto della persona sulla creazione intellettuale. Almeno sino a che il sindacato dei Robot non si ribella, ma qui siamo gia sui bastioni di Orione :) Buona domenica
Il 22/mar/2015 11:58 "Deborah De Angelis" <avvdda@gmail.com> ha scritto:
Prima idea a caldo: L'autore dell'algoritmo sarà anche l'autore delle opere create dallo stesso.
Buona domenica
Deborah
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Il giorno 22/mar/2015, alle ore 08:29, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an-algorithm-wrote-this-...
A chi spetta il Copyright?
-- Beppe
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A nessuno. A meno di ritenere che un robot possa avere una coscienza, il requisito dell'originalità' e' assente. Senza coscienza non c'e' espressione di se' (autos), e dell'autore, dunque non c'e' quel quid minimo di creatività' necessario insieme al requisito della creazione indipendente perche' l'opera sia originale e quindi proteggibile. Sono pronto a difendere questa tesi ad oltranza alla luce del diritto statunitense... ma anche in base al diritto europeo :-), in particolar modo a seguito della maginalizzazione di qualsiasi "sweat of the brow/skills and effort" dottrina (non conosco l'equivalente italiano, mi scuso) (Infopaq, Football Dataco, Feist). In un contesto in cui quelle dottrine fossero state ancora rilevanti e il requisito dell'originalità' (creatività' minima) secondario, si poteva forse affermare che sforzi e tempo dedicato alla creazione del software abilitante il robot alla creazione dell'opera potessero garantire un diritto d'autore sull'opera poi creata dal software stesso. Ma comunque, mi pare, come nel caso del selfie scattato da un macaco (in quel caso gli sforzi del fotografo per indurre il macaco a fotografarsi rappresentavano un chiaro caso di potenziale applicabilità' di una dottrina "sweet of the brow", se quelle dottrine fossero ancora valide; inoltre pare piu' complesso argomentare che un animale non abbia una coscienza e dunque la capacita' di esprimere se stesso in maniera creativa; in fondo la Venere di Hohle Fels, il primo esempio d'arte conosciuto, fu creata circa 40000 anni fa dall'uomo di Aurignac che ben poco di distingueva dal nostro macaco che sorride felice in camera)...dicevo, scusate la digressione :-), mi pare che la questione della proteggibilita' dell'opera quale valido oggetto del diritto d'autore sia irrilevante dal momento che ne' il macaco ne' il robot hanno legittimazione attiva a far valere la violazione davanti a un giudice. Quindi anche fosse proteggibile chiunque potrebbe poi impunemente violare il diritto sull'opera, a meno di configurare qualche forma di "work for hire" tra sviluppatore del software e robot e tra macaco e fotografo, che anche se avesse accettato banane in cambio del selfie, difficilmente comunque poi potrebbe concretare i requisiti di CCNV v. Reid, come ad esempio pagamento dei contributi all'IRS :-), per restare al diritto statunitense e giocare con al fantadiritto... Questione più' interessante mi pare invece quella della responsabilità' [dell'intermediario, sviluppatore del software] per i contenuti [diffamatori, in violazione di norme a protezione di dangerous&hate speech, in violazione del diritto d'autore, in violazione della privacy, etc]. Mi piacerebbe ragionarci sopra. Direi che un responsabilità' dell'intermediario sia configurabile. Saluti da Manila (dove sono stati appena approvati i Manila Intermediary Liability Principles senza menzione della questione dei robot scrittori, sfortunatamente!) Giancarlo 2015-03-22 15:29 GMT+08:00 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it>:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an- algorithm-wrote-this-how-would-you-even-know.html
A chi spetta il Copyright?
-- Beppe
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Ciao, scusate se parto da lontano, ma mi ha abbastanza stupito come gli argomenti siano partiti /in media res/. L'approccio con cui mi trovo più d'accordo è quello di Marco Ciurcina. L'argomento non è nuovo e troverete che molti dei punti che sollevate sono già stati esposti e discussi in passato. Per esempio, in "Godel, Escher, Bach"[1] di Hoftstader (1979) ci si pone il problema dei computer creativi. Li non si parla specificatamente di diritto d'autore ma semplicemente di "autore" nel senso morale del termine. In quel contesto ci si chiedeva "Se si scrive un algoritmo che compone delle musica chi è l'autore delle canzoni originali (ossia diverse da quelle già esistenti) che dovessero essere composte dal computer?". Chi è il compositore? Si riportava anche un episodio avvenuto realmente negli anni '60 di un programma scritto per ricavare automaticamente teoremi a partire da una lista di assiomi che aveva prodotto una dimostrazione di un teorema sui triangoli isosceli (anche noto come "Pons asinorum") che era diversa da quella comunemente nota e sembrava originale. Dico sembrava per due motivi (1) l'autore del programma effettivamente la trovò ingegnosa e inaspettata (2) si scoprì poi che la stessa dimostrazione appariva in uno scritto di Pappo di Alessandria del 320 A.C.[2]. Ora, questi sono casi banali (e la complessità dei programmi scritti negli anni sessanta era inferiore a quella di molti algoritmi usati oggi), ma già sufficienti per mettere in crisi svariate idee: per esempio il fatto che il fatto che un algoritmo sia deterministico equivalga a dire che sia completamente prevedibile. Non è così, come mostra l'episodio del pons asinorum. In aggiunta, esistono algoritmi più complessi (come per esempio le reti neurali) che producono risultati che non possono essere spiegati efficacemente - se non dicendo che "l'algoritmo ha individuato le correlazioni tra i diversi dati e produce una risposta in base ad un modello che ha ricavato da un insieme di dati di training". Quello che voglio dire è che né un autore è in grado di: (a) prevedere esattamente quale sarà la risposta di un sistema ad un input non osservato in precedenza (senza sostanzialmente fare lo stesso calcolo che farebbe il sistema) (b) spiegare esattamente come le operazioni fatte dall'algoritmo siano collegato a certe caratteristiche dei dati. Si noti per altro, che qui la non prevedibilità non è nemmeno da attribuire ad elementi di casualità presenti negli algortimi stessi (cioè, per esempio, il fatto che ad un certo punto nell'algoritmo viene generato un numero casuale), ma non mi dilungo sul punto per non divagare troppo. In un certo senso questo è il caso opposto della "Biblioteca di babele" che cita Marco, in quel caso abbiamo una procedura completamente meccanica e semplice da capire e per questo il copyright è ancora vivo e vegeto seppure chiunque abbia un computer può potenzialmente produrre letteralmente ogni testo possibile immaginabile che sia mai stato scritto o che sarà mai scritto in futuro (compreso quello che state leggendo ora). Tuttavia nessuno cred osi sentirebbe a proprio agio nel dire che quello costituisce una /prior art/ valida che renda non valido il copyright (o un brevetto, per dire). In questo senso la cosa interessante è che se da un lato sicuramente non esistono (ancora) programmi dotati di coscienza propria (e forse mai per alcune definizioni di coscienza) e che i programmi di cui sopra non lo erano sicuramente, sappiamo anche che il risultato non è ascrivibile alla coscenza del programmatore. D'altro canto abbiamo risultati complessi ed originali (nel senso di nuovi, diversi dai precedenti, imprevedibili) e che non sono stati ottenuti meccanicamente per cui va un po' in crisi quello che sostiene Giancarlo ossia che "la coscenza è requisito dell'originalità" (filosoficamente metterei sul piatto anche la Serendipità, ma non voglio divagare nemmeno qui). L'altra faccia di questa stessa medaglia è la responsabilità penale legata ai sistemi robotici, in questi ultimi mesi la stampa americana[3a][3b][3c][3d][3e] ha dato molto risalto delle implicazini legali legate alla possibile diffusione a breve delle auto a guida autonoma (anche note come self-driving car, driverless cars, robot cars e simili). In particolare si discute del cosidetto "Trolley problem"[4] ovvero "di chi è la colpa di un investimento causato da un auto a guida autonoma quando si trova in una situazione 'no win' ovvero quando anche il caso migliore comporta per esempio che almeno una persona rimanga uccisa?". La questione non è solo filosofia dato che pare esserci consenso[5a][5b][5c] sul fatto che entro il 2020 la tecnologia delle auto a guida autonoma sarà tale da fare fronte a qualsiasi situazione possibile. Già oggi ci sono svariati esperimenti anche su strada(ancora [3c]). Credo che sia un buon momento storico per essere giuristi, avvocati e filosofi (certo, a meno di non voler dire "facciamo finta che queste cose non esistano" e/o "vietiamo tutto"). Scusate il lunghissimo post, ma è un argomento che mi interessa molto, e c'è ancora molto da dire. (Per esempio c'è la discussione su robot e morale (un robot può essere un agente morale?[6], oppure come fare a gestire il fatto che una tecnologia come quella delle auto a guida autonoma può potenzialmene rendere disoccupati milioni di persone nei prossimi 10 anni?[7]). Ciao, Cristian [1] https://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6del,_Escher,_Bach:_un%27eterna_ghirland... [2] http://thatsmaths.com/2012/12/27/pons-asinorum/ [3a] https://medium.com/backchannel/reinventing-the-trolley-problem-85f3d1730756 [3b] http://www.forbes.com/sites/timworstall/2014/06/18/when-should-your-driverle... [3c] https://www.yahoo.com/tech/your-next-car-may-be-programmed-to-kill-you-and-9... [3d] http://www.wired.com/2014/05/the-robot-car-of-tomorrow-might-just-be-program... [3e] http://www.wired.com/2014/09/set-the-ethics-robot-car/ [4] http://www.owen.org/blog/7308 [5a] http://www.wsj.com/articles/tesla-ceo-sees-fully-autonomous-car-ready-in-fiv... [5b] http://www.theverge.com/2014/10/2/6894875/elon-musk-says-next-years-tesla-ca... [5c] http://techcrunch.com/2015/01/18/autonomous-cars-are-closer-than-you-think/ [6] http://www.i-r-i-e.net/inhalt/006/006_Sullins.pdf [7] http://zackkanter.com/2015/01/23/how-ubers-autonomous-cars-will-destroy-10-m...
Cari tutti, La posizione francese si allinea a quello che illustra Giancarlo Frosio (un robot è privo di coscienza, pertanto non ci può essere originalità. E questo ovvia il fatto che poi un robot non avrebbe legittimazione in sede processuale). Tuttavia alcune voci in dottrina mi pare facessero risalire la titolarità del diritto (considerato quindi in campo) al creatore del robot. Ma erano, se non erro, opinioni non recentissime. E onestamente non ho.verificato lo sviluppo di questa discussione. A presto, Cristiana Inviato da Yahoo Mail su Android
Cari Nexiani, da un po' di tempo nella robotica e' del tutto superata l'equazione "coscienza" = "originalità". Che poi i giuristi, per di più francesi, ci credano ancora, conferma la vecchia tesi di don Benedetto Croce che quelli dei giuristi siano, ahimè/ahiloro, "pseudo-concetti". Un esempio concreto, Adam il robot scienziato di Cambridge, il primo robot ad aver fatto scoperte scientifiche, indipendentemente dai suoi creatori umani. Primo assaggio in http://en.wikipedia.org/wiki/Robot_Scientist Come la mettiamo? Certo, fa bene Giancarlo da Manila a ricordarci i dati (folli) del diritto positivo vigente: ed e' per questo che da tempo, sia pure con altri robot, lavoro con la Commissione a Bruxelles per cambiare le regole del gioco. Ma va dato atto a Cristian di sottolineare come, pur avendo l'intelligenza di un nostro frigo, queste macchine (anzi, agenti artificiali) stiano mettendo in discussione capisaldi della nostra società (e se credete a Ray Kurzweil, della nostra civiltà in quanto tale). Se posso, me ne sono occupato in http://www.springer.com/gp/book/9789400765634 Ciao, u. Il giorno 23 marzo 2015 18:54, cri_sappa@yahoo.it <cri_sappa@yahoo.it> ha scritto:
Cari tutti,
La posizione francese si allinea a quello che illustra Giancarlo Frosio (un robot è privo di coscienza, pertanto non ci può essere originalità. E questo ovvia il fatto che poi un robot non avrebbe legittimazione in sede processuale). Tuttavia alcune voci in dottrina mi pare facessero risalire la titolarità del diritto (considerato quindi in campo) al creatore del robot. Ma erano, se non erro, opinioni non recentissime. E onestamente non ho.verificato lo sviluppo di questa discussione.
A presto,
Cristiana
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------------------------------ * From: * GC F <gcfrosio@gmail.com>; * To: * Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it>; * Cc: * nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>; * Subject: * Re: [nexa] copyright nell'era dei robot * Sent: * Mon, Mar 23, 2015 1:46:44 PM
A nessuno. A meno di ritenere che un robot possa avere una coscienza, il requisito dell'originalità' e' assente. Senza coscienza non c'e' espressione di se' (autos), e dell'autore, dunque non c'e' quel quid minimo di creatività' necessario insieme al requisito della creazione indipendente perche' l'opera sia originale e quindi proteggibile. Sono pronto a difendere questa tesi ad oltranza alla luce del diritto statunitense... ma anche in base al diritto europeo :-), in particolar modo a seguito della maginalizzazione di qualsiasi "sweat of the brow/skills and effort" dottrina (non conosco l'equivalente italiano, mi scuso) (Infopaq, Football Dataco, Feist). In un contesto in cui quelle dottrine fossero state ancora rilevanti e il requisito dell'originalità' (creatività' minima) secondario, si poteva forse affermare che sforzi e tempo dedicato alla creazione del software abilitante il robot alla creazione dell'opera potessero garantire un diritto d'autore sull'opera poi creata dal software stesso.
Ma comunque, mi pare, come nel caso del selfie scattato da un macaco (in quel caso gli sforzi del fotografo per indurre il macaco a fotografarsi rappresentavano un chiaro caso di potenziale applicabilità' di una dottrina "sweet of the brow", se quelle dottrine fossero ancora valide; inoltre pare piu' complesso argomentare che un animale non abbia una coscienza e dunque la capacita' di esprimere se stesso in maniera creativa; in fondo la Venere di Hohle Fels, il primo esempio d'arte conosciuto, fu creata circa 40000 anni fa dall'uomo di Aurignac che ben poco di distingueva dal nostro macaco che sorride felice in camera)...dicevo, scusate la digressione :-), mi pare che la questione della proteggibilita' dell'opera quale valido oggetto del diritto d'autore sia irrilevante dal momento che ne' il macaco ne' il robot hanno legittimazione attiva a far valere la violazione davanti a un giudice. Quindi anche fosse proteggibile chiunque potrebbe poi impunemente violare il diritto sull'opera, a meno di configurare qualche forma di "work for hire" tra sviluppatore del software e robot e tra macaco e fotografo, che anche se avesse accettato banane in cambio del selfie, difficilmente comunque poi potrebbe concretare i requisiti di CCNV v. Reid, come ad esempio pagamento dei contributi all'IRS :-), per restare al diritto statunitense e giocare con al fantadiritto...
Questione più' interessante mi pare invece quella della responsabilità' [dell'intermediario, sviluppatore del software] per i contenuti [diffamatori, in violazione di norme a protezione di dangerous&hate speech, in violazione del diritto d'autore, in violazione della privacy, etc]. Mi piacerebbe ragionarci sopra. Direi che un responsabilità' dell'intermediario sia configurabile.
Saluti da Manila (dove sono stati appena approvati i Manila Intermediary Liability Principles senza menzione della questione dei robot scrittori, sfortunatamente!)
Giancarlo
2015-03-22 15:29 GMT+08:00 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it>:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an- algorithm-wrote-this-how-would-you-even-know.html
A chi spetta il Copyright?
-- Beppe
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Cari tutti, Chiaramente il presupposto di partenza e' che una macchina sia priva di coscienza, perlomeno in termini biologici. Se non lo fosse potrebbe certamente divenire autore secondo le norme vigenti come interpretate dalla giurisprudenza. Mi incuriosiscono, comunque, tesi che sostengono che la macchina possa essere "cosciente" (quindi conosca se' stessa). Quanto e' autorevole questa posizione negli studi di robotica? Parliamo della macchina di oggi? o quella che sara' domani il prodotto della singolarità? Personalmente, lotterei strenuamente perche' la macchina cosciente non sia mai. L'affermazione "la coscienza e' requisito dell'originalità'", e rispondo a Giuseppe, (in realtà' il virgolettato non corrisponde a quanto esattamente affermato da me: un elemento minimo di creatività' e' requisito dell'originalità', perche' questo minimo di creatività' sussita, l'autore deve esprimere se nell'opera (autore=autos), la coscienza e' requisito necessario per conoscersi quale essere senziente e poter esprimere tale conoscenza di se' nell'opera) e' questione tecnica (tecnicismo giuridico) non filosofica, quindi non può' essere messa "in crisi" da valutazioni che appartengono a piani diversi. "Creatività'", "originalità", "espressione", etc sono termini tecnici, previsti dal diritto positivo nella sua evoluzione giurisprudenziale (come chiaramente nota Ugo); al contrario, la serendipità, per fare un esempio, non e' concetto tecnico-giuridico che appartiene al diritto d'autore. Comunque gli effetti dell'applicazione del diritto positivo al caso di specie mi paiono tutt'altro che nefasti. L'opera creata dalla macchina appartiene al pubblico dominio. Questo chiaramente limita l'incentivo alla creazione di software che produca opere creative, spacciandole per umane, e di conseguenze mantiene alto l'incentivo alla creazione di opere dell'ingegno da parte di agenti umani. Mi pare che questa sia un'esternalità positiva per la società'. Tale argomento, dunque, a mio parere, giustifica l'assenza di proteggibilità delle opere create da robot anche secondo la prospettiva della "welfare theory" oltre che chiaramente da quella delle teorie utilitaristiche e personalistiche, come notava Thomas. Spero presto di avere l'opportunità' di chiacchierare con voi di diritto d'autore oltre i bastioni di Orione (spero Carlo non intenti causa per violazione di diritto d'autore, probabilmente soccomberei alla luce del diritto positivo vigente) ad un incontro di Nexa :-). Giancarlo 2015-03-24 2:31 GMT+08:00 Ugo Pagallo <ugo.pagallo@unito.it>:
Cari Nexiani, da un po' di tempo nella robotica e' del tutto superata l'equazione "coscienza" = "originalità". Che poi i giuristi, per di più francesi, ci credano ancora, conferma la vecchia tesi di don Benedetto Croce che quelli dei giuristi siano, ahimè/ahiloro, "pseudo-concetti". Un esempio concreto, Adam il robot scienziato di Cambridge, il primo robot ad aver fatto scoperte scientifiche, indipendentemente dai suoi creatori umani. Primo assaggio in http://en.wikipedia.org/wiki/Robot_Scientist Come la mettiamo? Certo, fa bene Giancarlo da Manila a ricordarci i dati (folli) del diritto positivo vigente: ed e' per questo che da tempo, sia pure con altri robot, lavoro con la Commissione a Bruxelles per cambiare le regole del gioco. Ma va dato atto a Cristian di sottolineare come, pur avendo l'intelligenza di un nostro frigo, queste macchine (anzi, agenti artificiali) stiano mettendo in discussione capisaldi della nostra società (e se credete a Ray Kurzweil, della nostra civiltà in quanto tale). Se posso, me ne sono occupato in http://www.springer.com/gp/book/9789400765634 Ciao, u.
Il giorno 23 marzo 2015 18:54, cri_sappa@yahoo.it <cri_sappa@yahoo.it> ha scritto:
Cari tutti,
La posizione francese si allinea a quello che illustra Giancarlo Frosio (un robot è privo di coscienza, pertanto non ci può essere originalità. E questo ovvia il fatto che poi un robot non avrebbe legittimazione in sede processuale). Tuttavia alcune voci in dottrina mi pare facessero risalire la titolarità del diritto (considerato quindi in campo) al creatore del robot. Ma erano, se non erro, opinioni non recentissime. E onestamente non ho.verificato lo sviluppo di questa discussione.
A presto,
Cristiana
Inviato da Yahoo Mail su Android <https://it.overview.mail.yahoo.com/mobile/?.src=Android>
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A nessuno. A meno di ritenere che un robot possa avere una coscienza, il requisito dell'originalità' e' assente. Senza coscienza non c'e' espressione di se' (autos), e dell'autore, dunque non c'e' quel quid minimo di creatività' necessario insieme al requisito della creazione indipendente perche' l'opera sia originale e quindi proteggibile. Sono pronto a difendere questa tesi ad oltranza alla luce del diritto statunitense... ma anche in base al diritto europeo :-), in particolar modo a seguito della maginalizzazione di qualsiasi "sweat of the brow/skills and effort" dottrina (non conosco l'equivalente italiano, mi scuso) (Infopaq, Football Dataco, Feist). In un contesto in cui quelle dottrine fossero state ancora rilevanti e il requisito dell'originalità' (creatività' minima) secondario, si poteva forse affermare che sforzi e tempo dedicato alla creazione del software abilitante il robot alla creazione dell'opera potessero garantire un diritto d'autore sull'opera poi creata dal software stesso.
Ma comunque, mi pare, come nel caso del selfie scattato da un macaco (in quel caso gli sforzi del fotografo per indurre il macaco a fotografarsi rappresentavano un chiaro caso di potenziale applicabilità' di una dottrina "sweet of the brow", se quelle dottrine fossero ancora valide; inoltre pare piu' complesso argomentare che un animale non abbia una coscienza e dunque la capacita' di esprimere se stesso in maniera creativa; in fondo la Venere di Hohle Fels, il primo esempio d'arte conosciuto, fu creata circa 40000 anni fa dall'uomo di Aurignac che ben poco di distingueva dal nostro macaco che sorride felice in camera)...dicevo, scusate la digressione :-), mi pare che la questione della proteggibilita' dell'opera quale valido oggetto del diritto d'autore sia irrilevante dal momento che ne' il macaco ne' il robot hanno legittimazione attiva a far valere la violazione davanti a un giudice. Quindi anche fosse proteggibile chiunque potrebbe poi impunemente violare il diritto sull'opera, a meno di configurare qualche forma di "work for hire" tra sviluppatore del software e robot e tra macaco e fotografo, che anche se avesse accettato banane in cambio del selfie, difficilmente comunque poi potrebbe concretare i requisiti di CCNV v. Reid, come ad esempio pagamento dei contributi all'IRS :-), per restare al diritto statunitense e giocare con al fantadiritto...
Questione più' interessante mi pare invece quella della responsabilità' [dell'intermediario, sviluppatore del software] per i contenuti [diffamatori, in violazione di norme a protezione di dangerous&hate speech, in violazione del diritto d'autore, in violazione della privacy, etc]. Mi piacerebbe ragionarci sopra. Direi che un responsabilità' dell'intermediario sia configurabile.
Saluti da Manila (dove sono stati appena approvati i Manila Intermediary Liability Principles senza menzione della questione dei robot scrittori, sfortunatamente!)
Giancarlo
2015-03-22 15:29 GMT+08:00 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it>:
Questo articolo del NYT riporta che un numero sempre più elevato di articoli di notizie, e persino di libri, vengono ormai prodotti da robot.
http://www.nytimes.com/2015/03/08/opinion/sunday/if-an- algorithm-wrote-this-how-would-you-even-know.html
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