supporto a scuole ed open source
Ciao a tutti, come forse saprete, insieme ad un po' di persone, abbiamo attivato una community che si chiama lascuolacontinua.it per consentire ai prof di aiutarsi a vicenda e fornire loro assistenza tecnica di secondo livello. per ogni azienda che partecipa c'e' una "board" dove sono inserite le guide dei loro strumenti, materiali vari e, per ciascuno di questi la possibilita' di commentare, fare domande e ricvere risposte abbiamo aperto anche una board di altri strumenti, non legati ad una azienda, per consentire alle persone di indicare altre cose utili per la scuola. l'idea e' che, crescendo di numerosita', auspicabilmente cio' possa generare una board specifica per strumenti FOSS. vi scrivo per sollecitare chiunque possa dedicare del tempo ad inserire delle risorse FOSS utili per la scuola(e magari a dare un po' di tempo per rispodnere a domande sul funzionamento). grazie per il contributo! ciao, s. -- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it
Ciao Stefano, io sarei molto felice di aiutare le scuole, ma quando vedo su una home page Google, IBM e WeSchool insieme, i miei sensi di ragno gridano "PERICOLO ! PERICOLO ! !" all'impazzata. Come esattamente sono implicate queste aziende? Una domanda per i dirigenti scolastici, rettori e professori all'ascolto: a fronte di questa situazione (incresciosamente) emergenziale, la soluzione più semplice, economica ed efficace, non consisterebbe nel prolungare l'anno scolastico/accademico in Giugno/Luglio? Se una infrastruttura consolidata e sicura di didattica online fosse già disponibile (come avrebbe potuto essere da anni), allora avrebbe assolutamente senso usarla. Ma se non c'è, perché agire d'emergenza se esiste una soluzione semplice? Giacomo
On 05/03/2020 17:41, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
io sarei molto felice di aiutare le scuole, ma quando vedo su una home page Google, IBM e WeSchool insieme, i miei sensi di ragno gridano "PERICOLO ! PERICOLO ! !" all'impazzata.
Come esattamente sono implicate queste aziende?
modi diversi google da' supporto di terzo livello per questioni tecniche (ha gia' un protocollo con il miur) ibm ha chiesto a suoi dipendenti con competenze tencihe di dedicare del tempo per ripsodnere a possibili domande dei prof. (dona ore/uomo) weschool come i due sopra per la sua piattaforma cisco idem, per webex -- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it
Mi sembra un'ottima idea dei Copernicani e se pure la soluzione più semplice fosse recuperare il tempo alla fine dell'anno il virus ci fornisce un'ottima opportunità per sperimentare qualcosa fuori dagli schemi classici. Poi non è che per forza Aziende == Cattivoni On Thu, Mar 5, 2020 at 5:41 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Ciao Stefano,
io sarei molto felice di aiutare le scuole, ma quando vedo su una home page Google, IBM e WeSchool insieme, i miei sensi di ragno gridano "PERICOLO ! PERICOLO ! !" all'impazzata.
Come esattamente sono implicate queste aziende?
Una domanda per i dirigenti scolastici, rettori e professori all'ascolto: a fronte di questa situazione (incresciosamente) emergenziale, la soluzione più semplice, economica ed efficace, non consisterebbe nel prolungare l'anno scolastico/accademico in Giugno/Luglio?
Se una infrastruttura consolidata e sicura di didattica online fosse già disponibile (come avrebbe potuto essere da anni), allora avrebbe assolutamente senso usarla. Ma se non c'è, perché agire d'emergenza se esiste una soluzione semplice?
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- *Ing. Davide Carboni, PhD Partita IVA 03800580924 Via Stresa 5 - 09045 - Quartu Sant'Elena (CA)Tel: +39 3293547783 Albo ingegneri - sez. A (Cagliari) n. 7236* Blog -- http://digitaldavide.me Dagli Smart Contract alle ICO -- il Video Corso https://bit.ly/2NI3174
soprattutto, se uno vuole usare una cosa, libero di farlo. se non vuole, libero di non farlo. On 05/03/2020 17:55, Davide Carboni wrote:
Mi sembra un'ottima idea dei Copernicani e se pure la soluzione più semplice fosse recuperare il tempo alla fine dell'anno il virus ci fornisce un'ottima opportunità per sperimentare qualcosa fuori dagli schemi classici. Poi non è che per forza Aziende == Cattivoni
On Thu, Mar 5, 2020 at 5:41 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:
Ciao Stefano,
io sarei molto felice di aiutare le scuole, ma quando vedo su una home page Google, IBM e WeSchool insieme, i miei sensi di ragno gridano "PERICOLO ! PERICOLO ! !" all'impazzata.
Come esattamente sono implicate queste aziende?
Una domanda per i dirigenti scolastici, rettori e professori all'ascolto: a fronte di questa situazione (incresciosamente) emergenziale, la soluzione più semplice, economica ed efficace, non consisterebbe nel prolungare l'anno scolastico/accademico in Giugno/Luglio?
Se una infrastruttura consolidata e sicura di didattica online fosse già disponibile (come avrebbe potuto essere da anni), allora avrebbe assolutamente senso usarla. Ma se non c'è, perché agire d'emergenza se esiste una soluzione semplice?
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
*Ing. Davide Carboni, PhD Partita IVA 03800580924 Via Stresa 5 - 09045 - Quartu Sant'Elena (CA) Tel: +39 3293547783 Albo ingegneri - sez. A (Cagliari) n. 7236* Blog -- http://digitaldavide.me Dagli Smart Contract alle ICO -- il Video Corso https://bit.ly/2NI3174
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it
Una domanda per i dirigenti scolastici, rettori e professori all'ascolto: a fronte di questa situazione (incresciosamente) emergenziale, la soluzione più semplice, economica ed efficace, non consisterebbe nel prolungare l'anno scolastico/accademico in Giugno/Luglio?
provo a rispondere (soprattutto per le università): ora abbiamo una sospensione di 10 giorni e quindi potremmo semplicemente prorogare. Ma ci sono due motivi per provare a fare qualcosa. Da una parte sembra (a molti, me compreso) importante offrire supporto alla continuità didattica (vi posso assicurare che gli studneti ce lo chiedono). Dall’altra, soprattutto, se per caso la situazione si dovesse protrarre, soluzioni andrebbero trovate e vedere quali possano essere, anche con urgenza, non mi sembra sbagliato. Se poi questa è l’opportunità per offrire un servizio migliore, ben venga (ovviamente senza promettere la luna o pensare cose che non si sanno fare. E’ vero che alcune cose si sarebbero potute (e dovute) fare da anni, ma poche ne sono state fatte e allora proviamo a fare qualche passo in avanti. E comunque, nella maggior parte dei casi, si sta cercando di usare risorse (umane o tecnologiche) disponibili, perché di altre non ne abbiamo. Saluti, -Paolo Atzeni
Il giorno 5 mar 2020, alle ore 18:10, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
soprattutto, se uno vuole usare una cosa, libero di farlo. se non vuole, libero di non farlo.
On 05/03/2020 17:55, Davide Carboni wrote:
Mi sembra un'ottima idea dei Copernicani e se pure la soluzione più semplice fosse recuperare il tempo alla fine dell'anno il virus ci fornisce un'ottima opportunità per sperimentare qualcosa fuori dagli schemi classici. Poi non è che per forza Aziende == Cattivoni On Thu, Mar 5, 2020 at 5:41 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> wrote: Ciao Stefano, io sarei molto felice di aiutare le scuole, ma quando vedo su una home page Google, IBM e WeSchool insieme, i miei sensi di ragno gridano "PERICOLO ! PERICOLO ! !" all'impazzata. Come esattamente sono implicate queste aziende? Una domanda per i dirigenti scolastici, rettori e professori all'ascolto: a fronte di questa situazione (incresciosamente) emergenziale, la soluzione più semplice, economica ed efficace, non consisterebbe nel prolungare l'anno scolastico/accademico in Giugno/Luglio? Se una infrastruttura consolidata e sicura di didattica online fosse già disponibile (come avrebbe potuto essere da anni), allora avrebbe assolutamente senso usarla. Ma se non c'è, perché agire d'emergenza se esiste una soluzione semplice? Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa -- *Ing. Davide Carboni, PhD Partita IVA 03800580924 Via Stresa 5 - 09045 - Quartu Sant'Elena (CA) Tel: +39 3293547783 Albo ingegneri - sez. A (Cagliari) n. 7236* Blog -- http://digitaldavide.me Dagli Smart Contract alle ICO -- il Video Corso https://bit.ly/2NI3174 _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Grazie Paolo per la tua prospettiva. Provo a partire da qui per alcune considerazioni che spero non essere troppo banali. On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> wrote:
Da una parte sembra importante offrire supporto alla continuità didattica
Dall’altra, soprattutto, se per caso la situazione si dovesse protrarre, soluzioni andrebbero trovate e vedere quali possano essere, anche con urgenza, non mi sembra sbagliato.
Il punto credo sia proprio questo: la fretta è cattiva consigliera. Nell'emergenza (reale o percepita) si perde lucidità, e talvolta questo produce gravi conseguenze nel lungo periodo. Soprattutto se c'è qualcuno pronto ad approfittare della situazione (ed ahimè, la storia ci insegna che c'è sempre qualcuno pronto). Proviamo dunque a ragionare sulla questione con lucidità. Oggi abbiamo 10 giorni di interruzione, dunque, di fatto, mentre esiste un'emergenza epidemiologica tu mi confermi che non esiste alcuna emergenza didattica. Assumiamo che si giunga a 30 giorni di interruzione della didattica. A prorogare l'anno fino a luglio, si porrebbe seriamente il problema dei condizionatori di cui parlava, con grande pragmatismo, Marco Fioretti. O forse no? Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una settimana, con o senza Google & friends. Un sistema di "emergenza", certo (laddove una emergenza non si sarebbe dovuta creare), ma un sistema certamente più resiliente di uno imbastito in fretta e furia, senza preavviso e con scarsa formazione da parte del personale docente e degli studenti. On 05/03/2020, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
soprattutto, se uno vuole usare una cosa, libero di farlo. se non vuole, libero di non farlo.
Sicuro? Se il preside di una scuola decide di usare i servizi offerti da Copernicani (cui va tutta la mia stima per l'impegno profuso, sia chiaro... le mie considerazioni sono più generali), come potrebbe uno studente decidere di non aderire? E se lo decide un insegnante? Quanti studenti avranno la consapevolezza per opporsi? Peraltro, costringere di fatto un soggetto (spesso minorenne) a cedere a terzi i propri dati per usufruire di un diritto come l'istruzione, è legale ai sensi del GDPR? (chiedo perché temo di sì) On 05/03/2020, Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:
Poi non è che per forza Aziende == Cattivoni
Assolutamente! "We shall do no Evil!" :-D L'altro giorno ho avuto una lunga discussione su twitter con un docente del Politecnico di Milano che si diceva orgoglioso per la didattica online che viene fornita... da Microsoft. https://twitter.com/giacomotesio/status/1234491952403550209 Ora, io non condivido la critica di Marco alla scuola italiana (troppo vasta, variegata e complessa per essere giudicata così facilmente), ma dal Politecnico di Milano mi sarei francamente aspettato di più. Non immaginavo trattassero i dati degli studenti con Office365 "da anni". Non immaginavo che si riducessero ad usare Teams (ovvero a far fare a Microsoft), cedendo a Microsoft immagini e voci degli studenti. Microsoft che vende profili lavorativi via LinkedIn in tutto il mondo. Microsoft che vende sistemi di Facial Recognition (https://azure.microsoft.com/en-us/services/cognitive-services/face/) etc... E parliamo di una delle istituzioni più prestigiose della nostra Università! On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> wrote:
E’ vero che alcune cose si sarebbero potute (e dovute) fare da anni, ma poche ne sono state fatte e allora proviamo a fare qualche passo in avanti.
Purché non sia verso un precipizio... Con tre figlie in età scolare, sono molto preoccupato per l'impatto che queste interruzioni avranno sulla loro formazione. Ma mi preoccupa molto di più vedere queste aziende lanciarsi fameliche sulla scuola. Google, Edmodo, WeSchool etc... non sono il diavolo. Per vendere l'anima al diavolo firmi consapevolmente un contratto. Loro invece la comprano presso terzi (di cui ti fidi). Giacomo
On 05/03/2020 23:08, Giacomo Tesio wrote:
Se il preside di una scuola decide di usare i servizi offerti da Copernicani (cui va tutta la mia stima per l'impegno profuso, sia chiaro... le mie considerazioni sono più generali), come potrebbe uno studente decidere di non aderire? E se lo decide un insegnante? Quanti studenti avranno la consapevolezza per opporsi?
il servizio offerto dai copernicani e' una community per dare supporto tecnico ai prof. per cio' che loro hanno o decidono di avere. copernicani non offre alcuno strumento. ciao, s. -- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it
Condivido pienamente sull'esigenza di garantire la continuità didattica e formativa. Da parte mia sto sollecitando i dirigenti a farsi portavoce di una nuova modalità di insegnamento e sto cercando una soluzione anche per la formazione dei professionisti. Mi sapreste consigliare un "metodo" al quale potrei ricorrere? ..il problema è che non ho fondi stanziati dagli organismi di competenza. Grazie infinite! c -----Messaggio originale----- Da: nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Giacomo Tesio Inviato: giovedì 5 marzo 2020 23:09 A: Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> Cc: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Oggetto: Re: [nexa] supporto a scuole ed open source Grazie Paolo per la tua prospettiva. Provo a partire da qui per alcune considerazioni che spero non essere troppo banali. On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> wrote:
Da una parte sembra importante offrire supporto alla continuità didattica
Dall’altra, soprattutto, se per caso la situazione si dovesse protrarre, soluzioni andrebbero trovate e vedere quali possano essere, anche con urgenza, non mi sembra sbagliato.
Il punto credo sia proprio questo: la fretta è cattiva consigliera. Nell'emergenza (reale o percepita) si perde lucidità, e talvolta questo produce gravi conseguenze nel lungo periodo. Soprattutto se c'è qualcuno pronto ad approfittare della situazione (ed ahimè, la storia ci insegna che c'è sempre qualcuno pronto). Proviamo dunque a ragionare sulla questione con lucidità. Oggi abbiamo 10 giorni di interruzione, dunque, di fatto, mentre esiste un'emergenza epidemiologica tu mi confermi che non esiste alcuna emergenza didattica. Assumiamo che si giunga a 30 giorni di interruzione della didattica. A prorogare l'anno fino a luglio, si porrebbe seriamente il problema dei condizionatori di cui parlava, con grande pragmatismo, Marco Fioretti. O forse no? Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una settimana, con o senza Google & friends. Un sistema di "emergenza", certo (laddove una emergenza non si sarebbe dovuta creare), ma un sistema certamente più resiliente di uno imbastito in fretta e furia, senza preavviso e con scarsa formazione da parte del personale docente e degli studenti. On 05/03/2020, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
soprattutto, se uno vuole usare una cosa, libero di farlo. se non vuole, libero di non farlo.
Sicuro? Se il preside di una scuola decide di usare i servizi offerti da Copernicani (cui va tutta la mia stima per l'impegno profuso, sia chiaro... le mie considerazioni sono più generali), come potrebbe uno studente decidere di non aderire? E se lo decide un insegnante? Quanti studenti avranno la consapevolezza per opporsi? Peraltro, costringere di fatto un soggetto (spesso minorenne) a cedere a terzi i propri dati per usufruire di un diritto come l'istruzione, è legale ai sensi del GDPR? (chiedo perché temo di sì) On 05/03/2020, Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:
Poi non è che per forza Aziende == Cattivoni
Assolutamente! "We shall do no Evil!" :-D L'altro giorno ho avuto una lunga discussione su twitter con un docente del Politecnico di Milano che si diceva orgoglioso per la didattica online che viene fornita... da Microsoft. https://twitter.com/giacomotesio/status/1234491952403550209 Ora, io non condivido la critica di Marco alla scuola italiana (troppo vasta, variegata e complessa per essere giudicata così facilmente), ma dal Politecnico di Milano mi sarei francamente aspettato di più. Non immaginavo trattassero i dati degli studenti con Office365 "da anni". Non immaginavo che si riducessero ad usare Teams (ovvero a far fare a Microsoft), cedendo a Microsoft immagini e voci degli studenti. Microsoft che vende profili lavorativi via LinkedIn in tutto il mondo. Microsoft che vende sistemi di Facial Recognition (https://azure.microsoft.com/en-us/services/cognitive-services/face/) etc... E parliamo di una delle istituzioni più prestigiose della nostra Università! On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> wrote:
E’ vero che alcune cose si sarebbero potute (e dovute) fare da anni, ma poche ne sono state fatte e allora proviamo a fare qualche passo in avanti.
Purché non sia verso un precipizio... Con tre figlie in età scolare, sono molto preoccupato per l'impatto che queste interruzioni avranno sulla loro formazione. Ma mi preoccupa molto di più vedere queste aziende lanciarsi fameliche sulla scuola. Google, Edmodo, WeSchool etc... non sono il diavolo. Per vendere l'anima al diavolo firmi consapevolmente un contratto. Loro invece la comprano presso terzi (di cui ti fidi). Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
sul sito lascuolacontinua.it c'e' una board con del materiale sulle metodologie didattiche gestito dal centro studi impara digitale che risponde anche a domande su quei contenuti. buon lavoro, s. On 06/03/2020 11:11, Avv. Maria Cristina Cossu wrote:
Condivido pienamente sull'esigenza di garantire la continuità didattica e formativa. Da parte mia sto sollecitando i dirigenti a farsi portavoce di una nuova modalità di insegnamento e sto cercando una soluzione anche per la formazione dei professionisti. Mi sapreste consigliare un "metodo" al quale potrei ricorrere? ..il problema è che non ho fondi stanziati dagli organismi di competenza. Grazie infinite! c
-----Messaggio originale----- Da: nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Giacomo Tesio Inviato: giovedì 5 marzo 2020 23:09 A: Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> Cc: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Oggetto: Re: [nexa] supporto a scuole ed open source
Grazie Paolo per la tua prospettiva.
Provo a partire da qui per alcune considerazioni che spero non essere troppo banali.
On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> wrote:
Da una parte sembra importante offrire supporto alla continuità didattica
Dall’altra, soprattutto, se per caso la situazione si dovesse protrarre, soluzioni andrebbero trovate e vedere quali possano essere, anche con urgenza, non mi sembra sbagliato.
Il punto credo sia proprio questo: la fretta è cattiva consigliera. Nell'emergenza (reale o percepita) si perde lucidità, e talvolta questo produce gravi conseguenze nel lungo periodo. Soprattutto se c'è qualcuno pronto ad approfittare della situazione (ed ahimè, la storia ci insegna che c'è sempre qualcuno pronto).
Proviamo dunque a ragionare sulla questione con lucidità. Oggi abbiamo 10 giorni di interruzione, dunque, di fatto, mentre esiste un'emergenza epidemiologica tu mi confermi che non esiste alcuna emergenza didattica.
Assumiamo che si giunga a 30 giorni di interruzione della didattica. A prorogare l'anno fino a luglio, si porrebbe seriamente il problema dei condizionatori di cui parlava, con grande pragmatismo, Marco Fioretti.
O forse no?
Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una settimana, con o senza Google & friends.
Un sistema di "emergenza", certo (laddove una emergenza non si sarebbe dovuta creare), ma un sistema certamente più resiliente di uno imbastito in fretta e furia, senza preavviso e con scarsa formazione da parte del personale docente e degli studenti.
On 05/03/2020, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
soprattutto, se uno vuole usare una cosa, libero di farlo. se non vuole, libero di non farlo.
Sicuro?
Se il preside di una scuola decide di usare i servizi offerti da Copernicani (cui va tutta la mia stima per l'impegno profuso, sia chiaro... le mie considerazioni sono più generali), come potrebbe uno studente decidere di non aderire? E se lo decide un insegnante? Quanti studenti avranno la consapevolezza per opporsi?
Peraltro, costringere di fatto un soggetto (spesso minorenne) a cedere a terzi i propri dati per usufruire di un diritto come l'istruzione, è legale ai sensi del GDPR? (chiedo perché temo di sì)
On 05/03/2020, Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:
Poi non è che per forza Aziende == Cattivoni
Assolutamente! "We shall do no Evil!" :-D
L'altro giorno ho avuto una lunga discussione su twitter con un docente del Politecnico di Milano che si diceva orgoglioso per la didattica online che viene fornita... da Microsoft. https://twitter.com/giacomotesio/status/1234491952403550209
Ora, io non condivido la critica di Marco alla scuola italiana (troppo vasta, variegata e complessa per essere giudicata così facilmente), ma dal Politecnico di Milano mi sarei francamente aspettato di più.
Non immaginavo trattassero i dati degli studenti con Office365 "da anni". Non immaginavo che si riducessero ad usare Teams (ovvero a far fare a Microsoft), cedendo a Microsoft immagini e voci degli studenti. Microsoft che vende profili lavorativi via LinkedIn in tutto il mondo. Microsoft che vende sistemi di Facial Recognition (https://azure.microsoft.com/en-us/services/cognitive-services/face/) etc...
E parliamo di una delle istituzioni più prestigiose della nostra Università!
On 05/03/2020, Paolo Atzeni <atzeni@dia.uniroma3.it> wrote:
E’ vero che alcune cose si sarebbero potute (e dovute) fare da anni, ma poche ne sono state fatte e allora proviamo a fare qualche passo in avanti.
Purché non sia verso un precipizio...
Con tre figlie in età scolare, sono molto preoccupato per l'impatto che queste interruzioni avranno sulla loro formazione.
Ma mi preoccupa molto di più vedere queste aziende lanciarsi fameliche sulla scuola.
Google, Edmodo, WeSchool etc... non sono il diavolo. Per vendere l'anima al diavolo firmi consapevolmente un contratto. Loro invece la comprano presso terzi (di cui ti fidi).
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it
On 06/03/2020, Avv. Maria Cristina Cossu <cristina@cossuavv.191.it> wrote:
Da parte mia sto sollecitando i dirigenti a farsi portavoce di una nuova modalità di insegnamento e sto cercando una soluzione anche per la formazione dei professionisti.
Assumendo che le lezioni richiedano interattività, qui trovi un bel tutorial di https://it.wikibooks.org/wiki/Software_libero_a_scuola/Jitsi di Matteo Ruffoni su Jitsi. Se non si dispone di un computer in rete su cui installarlo, condivido il suggerimento di usare https://framatalk.org/ o https://jitsi.linux.it/ come server (con Chromium o Chrome.. Firefox ha dei problemi tecnici). Inoltre, soprattutto per gli studenti, è meglio usare l'App Mobile "Jitsi Meet" disponibile sui vari store. Se serve qualcosa di più, sempre online, trovate anche https://framaestro.org/. Credo sia però utile riflettere sul fatto che molto spesso una lezione non deve necessariamente essere interattiva in tempo reale. Se per esempio si vuole video registrare e distribuire una lezione, PeerTube https://joinpeertube.org/ è una soluzione tecnicamente migliore ed abbastanza semplice da configurare. [1] Le comunicazioni con gli studenti più grandi (domande, dubbi, compiti etc...) potrebbero invece essere asincrone, semplicemente via mail o su un forum. Anche qui: se usate (ad esempio) Gmail, considerate che più di un genitore potrebbe avere ottime ragioni per non condividere con società di sorveglianza globale i compiti del figlio. Se volete comunicare via mail con gli studenti e non disponete di server mail istituzionali (non so se il miur li metta a disposizione), considerate i servizi di https://tutanota.com/ (esiste un free-tier) Detto questo, la cosa più importante è mantenere la calma. Improvvisare sistemi di didattica online, in particolare per elementari e medie, potrebbe comportare solo un enorme spreco di tempo ed energie a fronte di infimi risultati. Immaginate un genitore a casa con due o più figli che deve gestire le lezioni contemporanee con un singolo computer. Per favore, "don't panic" (cit). L'emergenza non è questa. E' bello che si ragioni su questi temi, ma è importante mantenere una visione di insieme, una prospettiva sistemica: la scuola continuerà anche ad aprile, a maggio, a giugno... e poi chissà. ;-) Giacomo [1] Qualche mese fa scrissi un piccolo script per automatizzarne l'installazione su una Debian 9: se potesse essere utile a qualcuno, lo trovate qui: http://www.tesio.it/2019/06/22/scripting-for-politics.html (potrebbe richiedere piccole correzioni per Debian 10, se avete problemi, chiedete; se avete correzioni, condividete :-D)
On Thu, Mar 05, 2020 23:08:58 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una settimana, con o senza Google & friends.
Forse ho capito male quello che hai in mente ma... con realizzare e distribuire cosa ci fai? Stai dicendo che a GIUGNO studenti e insegnanti a) sarebbero subito in grado di usare questo mirabilante sistema (vedi sotto), senza perdere due settimane a capire come si accende, come si usa eccetera... e b) che a quel punto dovrebbero recuperare quello che non hanno fatto fino ad allora, cioe' lavorare comunque in piena estate (di nuovo: auguri a chi non ha il condizionatore), impedendo alle famiglie che possono permetterselo di andare in ferie insieme?
Ora, io non condivido la critica di Marco alla scuola italiana (troppo vasta, variegata e complessa per essere giudicata così facilmente)...
Copio e incollo verbatim quanto ho appena letto in un gruppo di insegnanti su FB: "io ho paura [del casino che combineremo con la didattica a distanza, non del virus, NdR], da prox settimana tramite una piattaforma bambini di 9 anni a cui non fanno vedere un computer manco dipinto, con insegnanti ottime in tradizionale ma che a livello digitale hanno una didattica del tipo "abbiamo comprato i tablet ma non sappiamo cosa farne " dovranno usare pdf, video, esercizi interattivi, schede, non si sa quale altra roba. Seguiti dai nonni o dalle tate magari. Ho fatto una prova: giustamente mia figlia a 9 anni non sa usare il mouse" La scuola italiana e' vasta, variegata e complessa, nessuno lo nega. E sicuramente bisogna trattare come pianeti completamente separati ALMENO 4 contesti, cioe' elementari, medie, superiori e universita'. Ma, almeno nei primi tre casi, negare che il livello MEDIO GENERALE di preparazione a queste cose sia talmente sotto il pavimento (delle cantine) da sconsigliare seriamente di buttare tempo e soldi per qualsiasi versione di "progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore IN TRE MESI" mi pare assurdo. Soprattutto considerando la spinta culturale che ci sara' per tornare ai vecchi sistemi appena possibile. Altro che LIM. Sicuramente nei prossimi mesi sbocceranno tante esperienze di e-learning meravigliose e valide, da copiare e diffondere CON CALMA, ma nate dal basso, senza ambizioni nazionali. Non vedo l'ora. Ma nel frattempo cerchiamo di spendere tutto quel che e' possibile in potenziamento serio della sanita', che quelli son soldi da spendere comunque, in "generi" di prima necessita', che sicuramente verranno usati tutti ogni giorno, per parecchi anni. Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
On 06/03/2020, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Thu, Mar 05, 2020 23:08:58 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una settimana, con o senza Google & friends.
Forse ho capito male quello che hai in mente ma... con realizzare e distribuire cosa ci fai? Stai dicendo che a GIUGNO studenti e insegnanti a) sarebbero subito in grado di usare questo mirabilante sistema (vedi sotto), senza perdere due settimane a capire come si accende, come si usa eccetera...
Non esattamente. Sto dicendo che, se dovesse essere necessario, a Giugno insegnanti e studenti sarebbero più pronti di quanto non siano oggi. Non ha caso ho comunque parlato di un sistema "di emergenza".
e b) che a quel punto dovrebbero recuperare quello che non hanno fatto fino ad allora, cioe' lavorare comunque in piena estate (di nuovo: auguri a chi non ha il condizionatore), impedendo alle famiglie che possono permetterselo di andare in ferie insieme?
In questo momento non abbiamo informazioni sufficienti per pianificare il futuro. E' possibile che fra i vari sacrifici che dovremo fare ci saranno anche cose come queste. E non solo per recuperare le lezioni: non sono l'unico ad aver già usato una settimana di ferie per stare con le bambine. Ed al di là del consumo di ferie e permessi, il lavoro si accumula e bisognerà recuperarlo prima o poi.
"io ho paura [del casino che combineremo con la didattica a distanza, non del virus, NdR], da prox settimana tramite una piattaforma bambini di 9 anni a cui non fanno vedere un computer manco dipinto, con insegnanti ottime in tradizionale ma che a livello digitale hanno una didattica del tipo "abbiamo comprato i tablet ma non sappiamo cosa farne " dovranno usare pdf, video, esercizi interattivi, schede, non si sa quale altra roba. Seguiti dai nonni o dalle tate magari. Ho fatto una prova: giustamente mia figlia a 9 anni non sa usare il mouse"
Ma infatti sono molte le ragioni per cui NON inventarsi soluzioni frettolose. La diffusione di dati degli studenti (dati che avranno grande influenza sul loro futuro) è quello che mi preoccupa di più. Ma c'è anche il digital divide fra chi segue i ragazzi che potrebbe penalizzarli etc...
Sicuramente nei prossimi mesi sbocceranno tante esperienze di e-learning meravigliose e valide, da copiare e diffondere CON CALMA, ma nate dal basso, senza ambizioni nazionali. Non vedo l'ora.
Speriamo. Ma automatizzare l'installazione ed integrare LetsEncrypt (lo so... Ma in emergenza è accettabile), Jitsi, Jibri, Peertube, nextcloud ed un forum online non dovrebbe essere così complesso. Con un team capace e motivato, si tira su qualcosa in un paio di mesi al massimo. Servirebbe poi un sistema di dns dinamico per garantire a qualsiasi scuola la possibilità di sfruttare l'hardware di cui dispone in loco. Nel frattempo si dovrebbe formare il personale e gli studenti per usarli (che direi però è fattibile).
Ma nel frattempo cerchiamo di spendere tutto quel che e' possibile in potenziamento serio della sanita', che quelli son soldi da spendere comunque, in "generi" di prima necessita', che sicuramente verranno usati tutti ogni giorno, per parecchi anni.
Su questo siamo d'accordo. Non stavo proponendo un prodotto da comprare, ma beni comuni da integrare sia dal basso che dall'alto insieme e con calma. Quanto meno... Con più calma di quanto vedevo in giro. Non ci servono centometristi, siamo di fronte ad una lunga maratona. Giacomo
My two cents da docente di scuola superiore. Seguo Nexa da anni. Sono un docente e "animatore digitale" di una scuola superiore di Torino. A parte l'orribile espressione "animatore digitale", per le mie lezioni ho usato per anni Moodle, in modo quasi del tutto solitario e al limite del solipsistico. Da fine febbraio a oggi tutta la scuola, studenti e docenti, usa Moodle. A parte il disorientamento di molti che stanno scoprendo un mondo spesso guardato con diffidenza e sospetto, devo dire che le reazioni sono positive e nel complesso costruttive. Docenti fino a ieri sordi a qualsiasi invito a sperimentare o almeno inserire una password per entrare in iun account, oggi sono condividono, creano forum, incorporano filmati. Ho insistito e premuto perché si usasse Moodle in quanto siamo una scuola che deve attenersi alle indicazioni del GDPR e anche rispettare la propria funzione formativa e di attenzione per gli studenti, e mi pare che questa funzione oggi si traduca nell'attenzione per i dati di minorenni o comunque giovani, nell'appoggiarsi a un provider i cui server sono in Italia. La nostra versione di Moodle non è la più recente per cui non possiamo usare tutte le funzioni della versione per smartphone ma non mi pare il momento migliore per fare aggiornamenti e sperimentazioni. Vi chiedo se potete suggerire dei servizi per incontri video. Buona giornata e cordiali saluti. Leslie Cameron-Curry leslie.cameroncurry@gmail.com ========================== Il giorno sab 7 mar 2020 alle ore 23:54 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
On 06/03/2020, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Thu, Mar 05, 2020 23:08:58 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare, realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una settimana, con o senza Google & friends.
Forse ho capito male quello che hai in mente ma... con realizzare e distribuire cosa ci fai? Stai dicendo che a GIUGNO studenti e insegnanti a) sarebbero subito in grado di usare questo mirabilante sistema (vedi sotto), senza perdere due settimane a capire come si accende, come si usa eccetera...
Non esattamente. Sto dicendo che, se dovesse essere necessario, a Giugno insegnanti e studenti sarebbero più pronti di quanto non siano oggi. Non ha caso ho comunque parlato di un sistema "di emergenza".
e b) che a quel punto dovrebbero recuperare quello che non hanno fatto fino ad allora, cioe' lavorare comunque in piena estate (di nuovo: auguri a chi non ha il condizionatore), impedendo alle famiglie che possono permetterselo di andare in ferie insieme?
In questo momento non abbiamo informazioni sufficienti per pianificare il futuro. E' possibile che fra i vari sacrifici che dovremo fare ci saranno anche cose come queste.
E non solo per recuperare le lezioni: non sono l'unico ad aver già usato una settimana di ferie per stare con le bambine. Ed al di là del consumo di ferie e permessi, il lavoro si accumula e bisognerà recuperarlo prima o poi.
"io ho paura [del casino che combineremo con la didattica a distanza, non del virus, NdR], da prox settimana tramite una piattaforma bambini di 9 anni a cui non fanno vedere un computer manco dipinto, con insegnanti ottime in tradizionale ma che a livello digitale hanno una didattica del tipo "abbiamo comprato i tablet ma non sappiamo cosa farne " dovranno usare pdf, video, esercizi interattivi, schede, non si sa quale altra roba. Seguiti dai nonni o dalle tate magari. Ho fatto una prova: giustamente mia figlia a 9 anni non sa usare il mouse"
Ma infatti sono molte le ragioni per cui NON inventarsi soluzioni frettolose.
La diffusione di dati degli studenti (dati che avranno grande influenza sul loro futuro) è quello che mi preoccupa di più. Ma c'è anche il digital divide fra chi segue i ragazzi che potrebbe penalizzarli etc...
Sicuramente nei prossimi mesi sbocceranno tante esperienze di e-learning meravigliose e valide, da copiare e diffondere CON CALMA, ma nate dal basso, senza ambizioni nazionali. Non vedo l'ora.
Speriamo.
Ma automatizzare l'installazione ed integrare LetsEncrypt (lo so... Ma in emergenza è accettabile), Jitsi, Jibri, Peertube, nextcloud ed un forum online non dovrebbe essere così complesso. Con un team capace e motivato, si tira su qualcosa in un paio di mesi al massimo.
Servirebbe poi un sistema di dns dinamico per garantire a qualsiasi scuola la possibilità di sfruttare l'hardware di cui dispone in loco.
Nel frattempo si dovrebbe formare il personale e gli studenti per usarli (che direi però è fattibile).
Ma nel frattempo cerchiamo di spendere tutto quel che e' possibile in potenziamento serio della sanita', che quelli son soldi da spendere comunque, in "generi" di prima necessita', che sicuramente verranno usati tutti ogni giorno, per parecchi anni.
Su questo siamo d'accordo.
Non stavo proponendo un prodotto da comprare, ma beni comuni da integrare sia dal basso che dall'alto insieme e con calma.
Quanto meno... Con più calma di quanto vedevo in giro.
Non ci servono centometristi, siamo di fronte ad una lunga maratona.
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On Sun, Mar 08, 2020 at 10:37:53AM +0100, Leslie CameronCurry wrote:
Vi chiedo se potete suggerire dei servizi per incontri video.
Approfitto di questo sotto thread per una condivisione di domande/consigli su questo punto. Uso da anni Jitsi Meet (via la sua istanza https://meet.jit.si/ ) per audio/video conferenze di lavoro. Rimpiazza *benissimo* tutti i servizi proprietari equivalenti ed è veramente multi piattaforma. Esito però a consigliarlo in questa fase alle scuole perché: (1) non ho esperienza diretta di uso di Jitsi con 20-30 partecipanti (che sarebbe il caso delle scuole per le lezioni a distanza) e (2) trovo informazioni discordanti in rete a proposito di fino a quale limite di partecipanti funziona bene (il che è comprensibile perché ci sono molti fattori in gioco). Qualcuno ha studiato la questione bene per il caso d'uso specifico della didattica a distanza? (Quinta: ho visto che chiedevi info su questo punto l'altro giorno su Twitter, ma non ho capito se hai raggiunto una conclusione.) Si può raccomandare Jitsi senza incorrere in rischi eccessivi di deludere gli utenti? Nel caso, si può raccomandare l'istanza pubblica oppure meglio consigliare un'installazione on premise ad hoc? A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Grazie a tutti per condividere le Vostre esperienze e conoscenze.Non sopporto questa "passività" nel mio ruolo di docente. Contatterò i discendenti con i quali ho dall'inizio dell'anno scolastico, un canale di comunicazione molto banale.Invierò dispense e chiederò un contatto via Skype.Nel frattempo proverò le altre soluzioni..Grazie ancora!C Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> Data: 08/03/20 10:52 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] supporto a scuole ed open source On Sun, Mar 08, 2020 at 10:37:53AM +0100, Leslie CameronCurry wrote:
Vi chiedo se potete suggerire dei servizi per incontri video.
Approfitto di questo sotto thread per una condivisione di domande/consigli su questo punto. Uso da anni Jitsi Meet (via la sua istanza https://meet.jit.si/ ) per audio/video conferenze di lavoro. Rimpiazza *benissimo* tutti i servizi proprietari equivalenti ed è veramente multi piattaforma. Esito però a consigliarlo in questa fase alle scuole perché: (1) non ho esperienza diretta di uso di Jitsi con 20-30 partecipanti (che sarebbe il caso delle scuole per le lezioni a distanza) e (2) trovo informazioni discordanti in rete a proposito di fino a quale limite di partecipanti funziona bene (il che è comprensibile perché ci sono molti fattori in gioco). Qualcuno ha studiato la questione bene per il caso d'uso specifico della didattica a distanza? (Quinta: ho visto che chiedevi info su questo punto l'altro giorno su Twitter, ma non ho capito se hai raggiunto una conclusione.) Si può raccomandare Jitsi senza incorrere in rischi eccessivi di deludere gli utenti? Nel caso, si può raccomandare l'istanza pubblica oppure meglio consigliare un'installazione on premise ad hoc? A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club » _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Buongiorno Stefano, buongiorno Nexa aggiungo qualche mia considerazione da sistemista e compagno di un'insegnante (che mi permette di osservare una serie di esempi "sul campo") purtroppo non ho avuto mai modo di effettuare test sul campo, avendo le risorse mi piacerebbe tanto ma questo aspetto non è sotto il mio controllo :-) Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes: [...]
(Quinta: ho visto che chiedevi info su questo punto l'altro giorno su Twitter, ma non ho capito se hai raggiunto una conclusione.)
AFAIU purtroppo le informazioni in merito alle risorse hardware necessarie in funzione dei partecipanti per coinferenza scarseggiano anche nella community Jitsi... ma non la seguo "da dentro" per cui potrei essermi perso qualcosa; in generale la documentazione *sistemistica* di diverse applicazioni web di successo è scarsina, non è questa solitamente la priorotà upstream (cioè del team di sviluppo dell'applicazione)
Si può raccomandare Jitsi senza incorrere in rischi eccessivi di deludere gli utenti?
assolutamente sì, nessuno può rimanere deluso da Jitsi... specialmente se è chiaro cosa si può aspettare da Jitsi (da considerare anche la qualità della traduzione della documentazione utente... ma chi legge oggi la documentazione utente?!? :-) ) l'esperienza utente può anche essere migiorata se è integrato con il sistema di didattica online, tipo https://moodle.org/plugins/mod_jitsi; Jitsi ha anche API per poter essere integrato in altre applicazioni web (mai sperimentato) sarebbe interessante valutare anche altri strumenti alternativi, ma questo comporterebbe una pianificazione ancora più articolata rispetto a quella che già non si sta facendo (modulo emergenza SARS-CoV-2, che merita di essere affrontata come caso a sè)
Nel caso, si può raccomandare l'istanza pubblica
io non credo, c'è il concreto rischio di saturarla e con questo rovinare la reputazione dell'intero progetto in generale, con questa Internet completamente priva di un sistema multicasting [1], solo aziendine come Google, Facebook e poche altre possono permettersi di avere una "potenza di fuoco concentrata" adeguata a questa emergenza, in particolare per applicazioni con discrete necessità di banda
oppure meglio consigliare un'installazione on premise ad hoc?
sì, assolutamente sì: più distribuita è meglio è; l'ideale sarebbe avere una istanza per istituto, ma per reggere deve avere comunque un sacco di risorse se si vogliono creare stanze di circa 20 alunni per circa 40 classi (e magari stanze anche per gruppi di docenti?); questo pone un serio problema di risorse *e* sistemistico, che si può risolvere solo con una adeguata pianificazione non fornirò dettagli nemmeno sotto tortura ma mi è giunta voce di un progetto da parte di un editore importante - che prevedeva tra altre cose la messa a disposizione di una grande istanza Jitsi - saltato perché i costi per istanziare i servizi su una piattaforma cloud ben nota erano esorbotanti, i costi per il lavoro dei sistemisti e dei system integrator in confronto _pare_ fossero contenuti rispetto al totale (anche se non ho le proporzioni) l'ordine dei problemi sistemistici per pacchettizzare Jitsi [2] per essere distribuito in modo riproducibile e per effettuare il deployment (installare le istanze di tutti i servizi necessari sulle varie macchine dell'infrastruttura) in modo automatizzato è molto interessante, ci sono diversi strumenti per affrontarli [3] ma servirebbe pianificazione e risorse per metterli in campo [...] cordiali saluti, Giovanni [1] https://secushare.org/broken-internet#scalability [2] per fare un esempio è dal 2013 che in Debian non si riesce a pacchettizzare Jitsi, dal 2017 non ci sta provando più nessuno https://tracker.debian.org/pkg/jitsi, anche se Jitsi ha un proprio repo per pacchetti Debian https://jitsi.org/downloads/ [3] in particolare ritengo Guix https://guix.gnu.org/ di un ordine di grandezza superiore rispetto ad altri -- Giovanni Biscuolo Xelera IT Infrastructures
Scusa Giovanni se ti sembro noioso, però ripeto: Non tutte le lezioni richiedono interattività sincrona fra studenti e alunni. Direi addirittura che la maggioranza delle lezioni potrebbe trarre vantaggio da un canale di comunicazione asincrono, dove video lezioni distribuite via peertube (e perché no, bittorrent) si affiancassero a mailing list, slide, videocall uno a uno, faq etc... Se non ci limitiamo a provare a riprodurre le dinamiche della scuola fisica via videoconferenza, ma proviamo a pensare ad una didattica cibernetica (ovvero capace di sfruttare efficientemente le potenzialità del mezzo, pur se non appieno a causa del poco tempo disponibile), potremmo scoprire che non è poi così difficile e costa meno banda/energia/cpu etc di quanto non costi mettere su una videoconferenza per ogni lezione in ogni classe. Cioè è bello vivere in un epoca in cui possiamo vederci e chiacchierare pur restando a casa nostra, e ora che dobbiamo limitare gli spostamenti questa facoltà diventa socialmente e didatticamente importante. Ma non dimentichiamoci il buon senso: Keep it simple. Giacomo On Monday, 9 March 2020, Giovanni Biscuolo <g@xelera.eu> wrote:
Buongiorno Stefano, buongiorno Nexa
aggiungo qualche mia considerazione da sistemista e compagno di un'insegnante (che mi permette di osservare una serie di esempi "sul campo")
purtroppo non ho avuto mai modo di effettuare test sul campo, avendo le risorse mi piacerebbe tanto ma questo aspetto non è sotto il mio controllo :-)
Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes:
[...]
(Quinta: ho visto che chiedevi info su questo punto l'altro giorno su Twitter, ma non ho capito se hai raggiunto una conclusione.)
AFAIU purtroppo le informazioni in merito alle risorse hardware necessarie in funzione dei partecipanti per coinferenza scarseggiano anche nella community Jitsi... ma non la seguo "da dentro" per cui potrei essermi perso qualcosa; in generale la documentazione *sistemistica* di diverse applicazioni web di successo è scarsina, non è questa solitamente la priorotà upstream (cioè del team di sviluppo dell'applicazione)
Si può raccomandare Jitsi senza incorrere in rischi eccessivi di deludere gli utenti?
assolutamente sì, nessuno può rimanere deluso da Jitsi... specialmente se è chiaro cosa si può aspettare da Jitsi (da considerare anche la qualità della traduzione della documentazione utente... ma chi legge oggi la documentazione utente?!? :-) )
l'esperienza utente può anche essere migiorata se è integrato con il sistema di didattica online, tipo https://moodle.org/plugins/mod_jitsi; Jitsi ha anche API per poter essere integrato in altre applicazioni web (mai sperimentato)
sarebbe interessante valutare anche altri strumenti alternativi, ma questo comporterebbe una pianificazione ancora più articolata rispetto a quella che già non si sta facendo (modulo emergenza SARS-CoV-2, che merita di essere affrontata come caso a sè)
Nel caso, si può raccomandare l'istanza pubblica
io non credo, c'è il concreto rischio di saturarla e con questo rovinare la reputazione dell'intero progetto
in generale, con questa Internet completamente priva di un sistema multicasting [1], solo aziendine come Google, Facebook e poche altre possono permettersi di avere una "potenza di fuoco concentrata" adeguata a questa emergenza, in particolare per applicazioni con discrete necessità di banda
oppure meglio consigliare un'installazione on premise ad hoc?
sì, assolutamente sì: più distribuita è meglio è; l'ideale sarebbe avere una istanza per istituto, ma per reggere deve avere comunque un sacco di risorse se si vogliono creare stanze di circa 20 alunni per circa 40 classi (e magari stanze anche per gruppi di docenti?); questo pone un serio problema di risorse *e* sistemistico, che si può risolvere solo con una adeguata pianificazione
non fornirò dettagli nemmeno sotto tortura ma mi è giunta voce di un progetto da parte di un editore importante - che prevedeva tra altre cose la messa a disposizione di una grande istanza Jitsi - saltato perché i costi per istanziare i servizi su una piattaforma cloud ben nota erano esorbotanti, i costi per il lavoro dei sistemisti e dei system integrator in confronto _pare_ fossero contenuti rispetto al totale (anche se non ho le proporzioni)
l'ordine dei problemi sistemistici per pacchettizzare Jitsi [2] per essere distribuito in modo riproducibile e per effettuare il deployment (installare le istanze di tutti i servizi necessari sulle varie macchine dell'infrastruttura) in modo automatizzato è molto interessante, ci sono diversi strumenti per affrontarli [3] ma servirebbe pianificazione e risorse per metterli in campo
[...]
cordiali saluti, Giovanni
[1] https://secushare.org/broken-internet#scalability
[2] per fare un esempio è dal 2013 che in Debian non si riesce a pacchettizzare Jitsi, dal 2017 non ci sta provando più nessuno https://tracker.debian.org/pkg/jitsi, anche se Jitsi ha un proprio repo per pacchetti Debian https://jitsi.org/downloads/
[3] in particolare ritengo Guix https://guix.gnu.org/ di un ordine di grandezza superiore rispetto ad altri
-- Giovanni Biscuolo
Xelera IT Infrastructures
Ciao Giacomo, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
Scusa Giovanni se ti sembro noioso, però ripeto: Non tutte le lezioni richiedono interattività sincrona fra studenti e alunni.
no non sei noioso e sei anche meno logorroico di me :-) io sono *totalmente* d'accordo con te, credo che si possano fare cose meravigliose producendo materiale didattico interattivo e mettendolo a disposizione di tutti [1], ma c'è da fare un po' di lavoro per mettere a sistema 'sta cosa ... ma in questo contesto è OT, siamo parlando "solo" di cosa si può fare per tamponare alla bell'e meglio questo *unicum* storico che comprende _anche_ la chiusura di scuole e università, senza che la cosa fosse stata mai nemmeno ipotizzata prima, manco da Napalm51 (che però non seguo assiduamente, quindi potrei essermi perso qualcosa di interessante :-) ) [...] Grazie! Giovanni [1] io trovo spettacolare l'ambiente Babel di Emacs org-mode per 'ste cose, o anche "solo" un Jupiter Notebook (magari usando guix-jupyter) ... ma solo pensarlo mi fa sentire un omino verde para-marziano -- Giovanni Biscuolo Xelera IT Infrastructures
Car* tutt*, se non sbaglio questo è il mio primo messaggio in lista, pur lurkando da diversi anni. Ne approfitto per presentarmi e salutare coloro che conosco IRL. Sono avvocato a Torino, con forti inclinazioni informatiche, appassionato di open* (source, knowledge, science, etc.). Riprendo una "vecchia" discussione (ma più che mai attuale), per segnalarvi il lavoro che sto portando avanti con alcuni colleghi (Alberto Pianon, Carlo Piana, GB Gallus) al fine di incentivare l’adozione di sistemi di webconference Jitsi self-hosted. Si tratta di una (proposta di) guida step-by-step, con un focus particolare su privacy e sicurezza. La trovate su Gitlab (repo: https://gitlab.com/jitsi-club/jitsi-self-hosting/) con licenza CC BY 4.0. https://jitsi-club.gitlab.io/jitsi-self-hosting/en/ La parte tecnica è testata e funzionante: in meno di mezz’ora chiunque può installare Jisti con certificati https, autenticazione dei moderatori, possibilità di modificare le password, ottimizzazione delle impostazioni A/V e limitazione della conservazione dei log. Stiamo lavorando alla creazione di script che possano automatizzare molti dei passaggi (e, quindi, velocizzare l’installazione), alla modifica dell’interfaccia per inserire la privacy policy e a un modello base di informativa. Come molti di voi avranno potuto constatare, il sistema inizia a dare problemi quando si superano le 15 webcam attive in contemporanea. Dalla nostra esperienza il collo di bottiglia sembra essere rappresentato dalla banda e dalle risorse dei singoli client (che non riescono a gestire tutti i feed video). Oltre ad alcune impostazioni "consigliabili" già individuate (v. sez. "tuning"), stiamo approfondendo l'aspetto relativo a codec e simulcast. Sarebbe bello ricevere vostri pareri, anche dal punto di vista tecnico, e contributi per migliorare la guida. Grazie per l'attenzione :-) Enrico On 10/03/2020 09:51, Giovanni Biscuolo wrote:
Ciao Giacomo,
Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
Scusa Giovanni se ti sembro noioso, però ripeto: Non tutte le lezioni richiedono interattività sincrona fra studenti e alunni. no non sei noioso e sei anche meno logorroico di me :-)
io sono *totalmente* d'accordo con te, credo che si possano fare cose meravigliose producendo materiale didattico interattivo e mettendolo a disposizione di tutti [1], ma c'è da fare un po' di lavoro per mettere a sistema 'sta cosa
... ma in questo contesto è OT, siamo parlando "solo" di cosa si può fare per tamponare alla bell'e meglio questo *unicum* storico che comprende _anche_ la chiusura di scuole e università, senza che la cosa fosse stata mai nemmeno ipotizzata prima, manco da Napalm51 (che però non seguo assiduamente, quindi potrei essermi perso qualcosa di interessante :-) )
[...]
Grazie! Giovanni
[1] io trovo spettacolare l'ambiente Babel di Emacs org-mode per 'ste cose, o anche "solo" un Jupiter Notebook (magari usando guix-jupyter) ... ma solo pensarlo mi fa sentire un omino verde para-marziano
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On 08/03/2020, Leslie CameronCurry <leslie.cameroncurry@gmail.com> wrote:
My two cents da docente di scuola superiore.
Grazie per questa splendida condivisione.
Ho insistito e premuto perché si usasse Moodle in quanto siamo una scuola che deve attenersi alle indicazioni del GDPR e anche rispettare la propria funzione formativa e di attenzione per gli studenti, e mi pare che questa funzione oggi si traduca nell'attenzione per i dati di minorenni o comunque giovani, nell'appoggiarsi a un provider i cui server sono in Italia.
Esatto. A tendere la norma dovrebbe diventare il controllo fisico dei server da parte delle scuole (ricordiamoci che per scuole elementari, medie e superiori, parliamo poche migliaia di utenti per scuola, un carico risibile con il software adatto), ma in un'ottica di riduzione del danno, l'uso di server collocati in fisicamente Italia (cosa purtroppo non banale da garantire, che di rivenditori di cloud è pieno il mondo) è molto meglio che l'uso di servizi controllati da società di sorveglianza che trafficano in dati. Ma la cosa più importante è diffondere consapevolezza. Grazie.
Vi chiedo se potete suggerire dei servizi per incontri video.
In questo thread è già stato nominato Jitsi Meet. E' un ottimo software opensource se si controlla il server centrale su cui è installato. Stefano citava https://meet.jit.si ma purtroppo si tratta di una istanza tracciata da Google che attraverso Analytics può tracciare chi parla con chi e a riguardo di cosa (il nome della stanza): https://github.com/jitsi/jitsi-meet/issues/4590 Se non puoi ottenere un'istanza dedicata alla tua scuola, ti consiglio di usare o https://framatalk.org/accueil/it/ o https://jitsi.linux.it/ che quanto meno non informano Google. Jitsi può registrare videoconferenze via YouTube, ma te lo sconsiglio caldamente per evitare di diffondere immagini e voci dei ragazzi (nonché tutto ciò che si potrebbe dedurre dalle interazioni fra di loro e con l'insegnante). Per registrare è anche possibile usare Jibri https://github.com/jitsi/jibri se si dispone di un server adatto. D'altro canto, come dicevo, considerate PeerTube per distribuire i video (possibilmente su istanze affidabili, meglio se controllate fisicamente da voi, come sempre). PeerTube è un sistema distribuito che permette di alleviare il carico per il server, nonché i costi di banda. Un'alternativa più sicura ma un po' meno facile da usare per alcuni utenti è Jami.NET https://jami.net/download-jami-windows/ si tratta di un sistema peer to peer crittografato end to end, che esiste anche per Linux, Android, iOS etc... e NON usa il browser. D'altro canto, Jami non richiede un server. A presto! Giacomo
On Thu, Mar 05, 2020 17:41:40 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
io sarei molto felice di aiutare le scuole, ma quando vedo su una home page Google, IBM e WeSchool insieme, i miei sensi di ragno gridano "PERICOLO ! PERICOLO ! !" all'impazzata.
Pure i miei, per gli stessi motivi. Pero'...
la soluzione più semplice, economica ed efficace, non consisterebbe nel prolungare l'anno scolastico/accademico in Giugno/Luglio?
se e' semplice ed economico anche comprare e installare, in tempo utile e senza far perdere ulteriori giorni di lezione, decine di migliaia di condizionatori senza i quali estati sempre piu' calde sarebbero insopportabili, in scuole che in buona parte, se i soldi ci fossero, dovrebbero spenderli prima di tutto per non cascare in testa agli studenti, si. il mio senso di ragno mi dice che ci sono anche altre complicazioni, ma anche questa da sola la vedo pesante. Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
Dimenticavo: stiamo parlando di spendere di corsa, in condizionatori o e-learning e' uguale, per una scuola che gia' in condizioni normali promuove comunque porci e cani, mandando all'universita' gente che nemmeno capisce quello che legge o ascolta a lezione. Cioe' di spendere chissa' quanto per evitare un peggioramento magari minimo, di un livello che gia' e' bassissimo. E col rischio (notate l'attacco di fiducia insensata, dico solo "rischio") che passata l'emergenza l'inerzia del corpo docente mandi in cantina qualsiasi sistema messo in campo. Se i soldi ci sono, forse e' meglio spenderli sugli ospedali che sulla scuola, tanto piu' letti in terapia intensiva, piu' medici, infermieri etc... sono roba che serve sempre di sicuro, coronavirus o no. Marco On Thu, Mar 05, 2020 18:15:31 PM +0100, Marco Fioretti wrote:
On Thu, Mar 05, 2020 17:41:40 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
io sarei molto felice di aiutare le scuole, ma quando vedo su una home page Google, IBM e WeSchool insieme, i miei sensi di ragno gridano "PERICOLO ! PERICOLO ! !" all'impazzata.
Pure i miei, per gli stessi motivi. Pero'...
la soluzione più semplice, economica ed efficace, non consisterebbe nel prolungare l'anno scolastico/accademico in Giugno/Luglio?
se e' semplice ed economico anche comprare e installare, in tempo utile e senza far perdere ulteriori giorni di lezione, decine di migliaia di condizionatori senza i quali estati sempre piu' calde sarebbero insopportabili, in scuole che in buona parte, se i soldi ci fossero, dovrebbero spenderli prima di tutto per non cascare in testa agli studenti, si.
il mio senso di ragno mi dice che ci sono anche altre complicazioni, ma anche questa da sola la vedo pesante.
Marco
-- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net
Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
Grazie Stefano ..aderiscono come volontari ing.Nicola Di Mare il dott.Flavio e Gabriella Molinelli dell'associazione Centro Studi Studi di Informatica Giuridica di Ivrea Torino... Ho segnalato questa pregevole iniziativa ad altre associazioni......a presto Il Gio 5 Mar 2020, 17:22 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Ciao a tutti,
come forse saprete, insieme ad un po' di persone, abbiamo attivato una community che si chiama lascuolacontinua.it per consentire ai prof di aiutarsi a vicenda e fornire loro assistenza tecnica di secondo livello.
per ogni azienda che partecipa c'e' una "board" dove sono inserite le guide dei loro strumenti, materiali vari e, per ciascuno di questi la possibilita' di commentare, fare domande e ricvere risposte
abbiamo aperto anche una board di altri strumenti, non legati ad una azienda, per consentire alle persone di indicare altre cose utili per la scuola.
l'idea e' che, crescendo di numerosita', auspicabilmente cio' possa generare una board specifica per strumenti FOSS.
vi scrivo per sollecitare chiunque possa dedicare del tempo ad inserire delle risorse FOSS utili per la scuola(e magari a dare un po' di tempo per rispodnere a domande sul funzionamento).
grazie per il contributo!
ciao, s. -- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Ciao Stefano posso girare la tua email così come è alla mailing list "lavagna libera" [1] ? è un gruppo di docenti che, da oltre 10 anni, stanno cercando di proporre soluzioni FLOSS da usare a scuola creando anche materiale didattico e suggerendo molti strumenti. Eventualmente puoi iscriverti direttamente a quella ML (è un google groups). Altre persone che credo poi potrebbero essere inserite da subito sono i responsabili del progetto FUSS in Alto Adige che sono certo conoscerai già. [1] http://www.wiildos.it/ [2] https://fuss.bz.it/ -- -- Le informazioni contenute nella presente comunicazione sono di natura privata e come tali sono da considerarsi riservate ed indirizzate esclusivamente ai destinatari indicati e per le finalità strettamente legate al relativo contenuto. Se avete ricevuto questo messaggio per errore, vi preghiamo di eliminarlo e di inviare una comunicazione all’indirizzo e-mail del mittente. -- The information transmitted is intended only for the person or entity to which it is addressed and may contain confidential and/or privileged material. If you received this in error, please contact the sender and delete the material.
a chiunque, ovviamente. noi abbiamo previsto una board per FOSS e ci abbiamo messo dentro delle cose. per le aziende, ci pensano lor oa mettere dentro cose e a fare supporto tecnico (rispondendo nelle chat sugli items nelle board) per il FOSS sarebbe bello che ci fosse qcuno a rispodnere e magari ad aggiungere contenui (video con howto, ..) ciao, s. On 05/03/2020 23:40, Maurizio Napolitano wrote:
Ciao Stefano posso girare la tua email così come è alla mailing list "lavagna libera" [1] ? è un gruppo di docenti che, da oltre 10 anni, stanno cercando di proporre soluzioni FLOSS da usare a scuola creando anche materiale didattico e suggerendo molti strumenti. Eventualmente puoi iscriverti direttamente a quella ML (è un google groups). Altre persone che credo poi potrebbero essere inserite da subito sono i responsabili del progetto FUSS in Alto Adige che sono certo conoscerai già.
-- reserve your meeting with me at https://cal.quintarelli.it
participants (13)
-
Avv. Enrico Ferraris -
Avv. Maria Cristina Cossu -
cristina -
Davide Carboni -
Giacomo Tesio -
Giovanni Biscuolo -
Leslie CameronCurry -
M. Fioretti -
Maurizio Napolitano -
Mauro Alovisio -
Paolo Atzeni -
Stefano Quintarelli -
Stefano Zacchiroli