Il lato oscuro del lavoro da remoto
On Wed, Dec 02, 2020 08:55:02 AM +0100, Luigi Scorca wrote:
https://www.ilsole24ore.com/art/ il-lato-oscuro-lavoro-remoto-senso-isolamento-e-meno-innovazione-ADI49Cx
Prima ancora di leggere l'articolo, guardando solo l'URL/titolo, e senza voler minimamente essere neoludditi... l'isolamento e' un problema serio e concreto, ma guardando cosa viene spacciato per innovazione ormai da anni... se col lavoro a distanza se ne "produce" meno forse e' un vantaggio, non un problema. Scusate, mi e' proprio scappata Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
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l'isolamento e' un problema serio e concreto, ma guardando cosa viene spacciato per innovazione ormai da anni... se col lavoro a distanza se ne "produce" meno forse e' un vantaggio, non un problema.
Scusate, mi e' proprio scappata
Mi piacciono le parole "scappate", rendono le liste di discussioni "umane". Anche gli aneddoti personali, secondo me, sono utili (anche se a volte ne abuso). Mi piacerebbe scrivere un libro o un articolo, chissà magari se ci chiudono dentro per la terza volta lo faccio, su cosa sia per me l'innovazione. Qualche settimana fa Stefano ha intervistato Federico Faggin. Mi hanno colpito diverse affermazioni di Faggin, ma per adesso mi limiterò alla prima. "Per questa intervista sono venuto in ufficio a San Francisco, a casa mia, nelle colline, Internet non va tanto bene". E uno pensa, se non va nella Silicon Valley, cosa pretendo nel mio sperduto paesino. Il bello che l'armadio della fibra è lì, lo vedo, saranno sì e no 200 metri. Ma sono 200 metri di strada che il Comune si è "dimenticato", senza asfalto, senza nulla e la Telecom per portare anche un semplice doppino a casa mia vorrebbe farmelo fare a me lo scavo. Due casi di digital divide, due casi come milioni ... E allora ci si arrangia, WiMAX con parabolino e gli occhi al cielo per guardare se c'è vento, se piove, perché, come sempre, in questi casi la connessione va a farsi friggere, con medie da modem 2400 baud (già, ce l'ho ancora conservato in un cassetto il mio primo modem). E allora andiamo tutti in città, trasferiamoci in via Caldera, a Milano, lì, forse i Gbit/s ce l'hanno. L'innovazione è tanto altro, lo so, ma almeno le basi, in un mondo connesso ... Antonio
On Wed, Dec 2, 2020 at 11:04, Antonio Iacono wrote: ... l'isolamento e' un problema serio e concreto, ma guardando cosa viene spacciato per innovazione ormai da anni... se col lavoro a distanza se ne "produce" meno forse e' un vantaggio, non un problema. Scusate, mi e' proprio scappata Mi piacciono le parole "scappate", rendono le liste di discussioni "umane". Anche gli aneddoti personali, secondo me, sono utili (anche se a volte ne abuso). Mi piacerebbe scrivere un libro o un articolo, chissà magari se ci chiudono dentro per la terza volta lo faccio, su cosa sia per me l'innovazione. io nel mio piccolo ogni tanto ne scrivo qui, commenti sempre benvenuti: https://stop.zona-m.net/tag/innovation (https://stop.zona-m.net/tag/innovation/page/2/) Quanto a Faggin: "Per questa intervista sono venuto in ufficio a San Francisco, a casa mia, nelle colline, Internet non va tanto bene". E uno pensa, se non va nella Silicon Valley, cosa pretendo nel mio sperduto paesino. magari Faggin, che non ha certo problemi economici, abita nelle colline PROPRIO perche' li' non c'e' la banda larga, e quindi e' ancora una zona poco popolata e tranquilla, non piena di invasati che devono lavorare 24x7x365 ... Marco
io nel mio piccolo ogni tanto ne scrivo qui, commenti sempre benvenuti: https://stop.zona-m.net/tag/innovation
Articoli tutti molto interessanti ed in linea con il mio pensiero, Mi è piaciuto in particolare questo https://stop.zona-m.net/2020/05/in-praise-of-frugal-innovation/ ma leggerò con calma anche gli altri nei prossimi giorni. ...
magari Faggin, che non ha certo problemi economici, abita nelle colline PROPRIO perche' li' non c'e' la banda larga, e quindi e' ancora una zona poco popolata e tranquilla, non piena di invasati che devono lavorare 24x7x365 ...
Non sono completamente d'accordo. Se da un lato è vero che le zone poco popolate sono anche poco appetibili alla fattispecie di persone che hai citato è anche vero che la Rete ormai viene per lo più usata, anzi presa in ostaggio da video, gaming, m2m, social, insomma tutto tranne che lavoro. Prendi il mio caso, in certi periodi, con figli in dad, con cellulari che succhiano banda, passo più tempo ad aspettare che a digitare. Qualche giorno fa, avrei voluto scattare una foto allo schermo, latenza di 3/4 SECONDI, non ms. Digitavo un tasto e vedevo il carattere sullo schermo remoto dopo 4 secondi. Con una banda decente potrei impiegare la metà, un terzo del tempo. Non lavorerei un minuto di più oltre le otto ore, ma in quelle otto ore produrrei di più e avrei più tempo per piccole pause da dedicare a famiglia ed altro. Poi leggo che il progetto banda ultra larga (BUL) che doveva terminare entro il 2020 è in ritardo di qualche anno. E nel mio comune la FWA sarà disponibile nel 2023 (sempre se previsioni rispettate). La vera innovazione? Solo se è per tutti. No, non voglio scimmiottare Ford, ma dato che Internet è la maggiore innovazione di questi decenni, che innovazione è se non è per tutti. Antonio
On Fri, Dec 04, 2020 17:18:09 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
io nel mio piccolo ogni tanto ne scrivo qui, commenti sempre benvenuti: https://stop.zona-m.net/tag/innovation
Articoli tutti molto interessanti ed in linea con il mio pensiero, Mi è piaciuto in particolare questo https://stop.zona-m.net/2020/05/in-praise-of-frugal-innovation/ ma leggerò con calma anche gli altri nei prossimi giorni.
Grazie! Falli girare, e manda feedback, e' sempre benvenuto, anzi necessario. Se serve, posso fare interi corsi sul tema :-) Quanto al resto:
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magari Faggin, che non ha certo problemi economici, abita nelle colline PROPRIO perche' li' non c'e' la banda larga, e quindi e' ancora una zona poco popolata e tranquilla, non piena di invasati che devono lavorare 24x7x365 ...
Non sono completamente d'accordo. Se da un lato è vero che le zone poco popolate sono anche poco appetibili alla fattispecie di persone che hai citato è anche vero che la Rete ormai viene per lo più usata, anzi presa in ostaggio da video, gaming, m2m, social, insomma tutto tranne che lavoro.
Verissimo. Mi sono espresso male, perche' in realta' pensavo anche a invasati in senso estremamente generico e non solo di lavoro. Intendevo che a Faggin forse piace vivere li' sia per la QUANTITA' (molta meno gente che in citta', grazie alla mancanza di banda) sia per la QUALITA' dei compaesani, cioe' perche' quando ha fatto le sue 8 ore vuole stare con gente cui piace una briscola davanti a un grappino, col cellulare spento. Se riempi di fibra ottica Rocca Calascio lo riempi di gente che vuole pure non dico il sushi bar, ma la palestra Virgin e servizi del genere, e che quasi sicuramente sta con lo smartphone in faccia anche per strada, quando ha finito di lavorare. Cioe' lo snaturi completamente. Forse e' inevitabile e pure cosa buona nel lungo periodo, ma di sicuro lo snaturi. Vedi il post piu' vecchio e poi gli altri di questa serie: https://stop.zona-m.net/it/tag/appennino/
Prendi il mio caso, in certi periodi, con figli in dad, con cellulari che succhiano banda, passo più tempo ad aspettare che a digitare. Qualche giorno fa, avrei voluto scattare una foto allo schermo, latenza di 3/4 SECONDI, non ms. Digitavo un tasto e vedevo il carattere sullo schermo remoto dopo 4 secondi. Con una banda decente potrei impiegare la metà, un terzo del tempo. Non lavorerei un minuto di più oltre le otto ore, ma in quelle otto ore produrrei di più e avrei più tempo per piccole pause da dedicare a famiglia ed altro.
Poi leggo che il progetto banda ultra larga (BUL) che doveva terminare entro il 2020 è in ritardo di qualche anno. E nel mio comune la FWA sarà disponibile nel 2023 (sempre se previsioni rispettate).
La vera innovazione? Solo se è per tutti. No, non voglio scimmiottare Ford, ma dato che Internet è la maggiore innovazione di questi decenni, che innovazione è se non è per tutti.
Antonio
-- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
Da: *Filippo Barbera* <filippo.barbera@unito.it> Data: domenica 6 dicembre 2020 Oggetto: Re: [nexa] Il lato oscuro del lavoro da remoto A: "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> discussione davvero interessante. Il gruppo di cui faccio parte https:// riabitarelitalia.net/RIABITARE_LITALIA/ ha pubblicato due libri (Riabitare l'Italia e Manifesto per riabitare l'Italia, Donzelli) sul tema. La strategia nazionale per le aree interne lavora sul tema della infrastrutturazione dei territori, la cui priorità è essere ripopolati. Senza persone, i posti muoiono, il bosco avanza (anzi, la boscaglia per la precisione) e il terreno frana. Le persone vanno e stanno nei territori se hanno lavoro e servizi, non necessariamente in quest'ordine x tutti. La copertura di rete è necessaria per la vita quotidiana, per la salute, il commercio, il lavoro e il tempo libero. Come si scrive in uno dei post: " Per dire, oggi anche il piccolo allevatore di capre, per continuare a lavorare nel paesino, ha bisogno di poter vendere le sue formaggette bio e fare la dichiarazione dei redditi direttamente via Internet. La banda larga va fatta per lui. " Inoltre: le aree interne e montane impongono una autoselezione e le preferenze dei millenials e della generazione Z sono diverse da quelle delle generazioni precedenti rispetto agli equilibri vita-lavoro. Gli anziani se ne stanno andando x sempre. Può darsi che qualcosa rimanga, ma non credo che tra 10 anni questi luoghi potranno contare sulla capacità di offrire la tranquillità della partita di scopa nel bar (benemerita!) e della grappa nel bar con il cellulare spento, che sono residui in via di sparizione. Non per questo, però, credo che si riempiranno di sushi bar. Le indagini sui "nuovi montanari" e gli innovatori nelle aree del margine mostrano l'emergere di profili e preferenze del tutto ibride, nuove, che non ricadono nelle immagini urbano-centriche (positive e negative) che spesso abitano i ns immaginari. Filippo Barbera Il giorno dom 6 dic 2020 alle ore 09:23 Marco Fioretti < mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Fri, Dec 04, 2020 17:18:09 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
io nel mio piccolo ogni tanto ne scrivo qui, commenti sempre benvenuti: https://stop.zona-m.net/tag/innovation
Articoli tutti molto interessanti ed in linea con il mio pensiero, Mi è piaciuto in particolare questo https://stop.zona-m.net/2020/05/in-praise-of-frugal-innovation/ ma leggerò con calma anche gli altri nei prossimi giorni.
Grazie! Falli girare, e manda feedback, e' sempre benvenuto, anzi necessario. Se serve, posso fare interi corsi sul tema :-) Quanto al resto:
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magari Faggin, che non ha certo problemi economici, abita nelle colline PROPRIO perche' li' non c'e' la banda larga, e quindi e' ancora una zona poco popolata e tranquilla, non piena di invasati che devono lavorare 24x7x365 ...
Non sono completamente d'accordo. Se da un lato è vero che le zone poco popolate sono anche poco appetibili alla fattispecie di persone che hai citato è anche vero che la Rete ormai viene per lo più usata, anzi presa in ostaggio da video, gaming, m2m, social, insomma tutto tranne che lavoro.
Verissimo. Mi sono espresso male, perche' in realta' pensavo anche a invasati in senso estremamente generico e non solo di lavoro.
Intendevo che a Faggin forse piace vivere li' sia per la QUANTITA' (molta meno gente che in citta', grazie alla mancanza di banda) sia per la QUALITA' dei compaesani, cioe' perche' quando ha fatto le sue 8 ore vuole stare con gente cui piace una briscola davanti a un grappino, col cellulare spento. Se riempi di fibra ottica Rocca Calascio lo riempi di gente che vuole pure non dico il sushi bar, ma la palestra Virgin e servizi del genere, e che quasi sicuramente sta con lo smartphone in faccia anche per strada, quando ha finito di lavorare. Cioe' lo snaturi completamente. Forse e' inevitabile e pure cosa buona nel lungo periodo, ma di sicuro lo snaturi. Vedi il post piu' vecchio e poi gli altri di questa serie:
https://stop.zona-m.net/it/tag/appennino/
Prendi il mio caso, in certi periodi, con figli in dad, con cellulari che succhiano banda, passo più tempo ad aspettare che a digitare. Qualche giorno fa, avrei voluto scattare una foto allo schermo, latenza
di 3/4
SECONDI, non ms. Digitavo un tasto e vedevo il carattere sullo schermo remoto dopo 4 secondi. Con una banda decente potrei impiegare la metà, un terzo del tempo. Non lavorerei un minuto di più oltre le otto ore, ma in quelle otto ore produrrei di più e avrei più tempo per piccole pause da dedicare a famiglia ed altro.
Poi leggo che il progetto banda ultra larga (BUL) che doveva terminare entro il 2020 è in ritardo di qualche anno. E nel mio comune la FWA sarà disponibile nel 2023 (sempre se previsioni rispettate).
La vera innovazione? Solo se è per tutti. No, non voglio scimmiottare Ford, ma dato che Internet è la maggiore innovazione di questi decenni, che innovazione è se non è per tutti.
Antonio
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On Fri, Dec 04, 2020 17:18:09 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
io nel mio piccolo ogni tanto ne scrivo qui, commenti sempre benvenuti: https://stop.zona-m.net/tag/innovation
Articoli tutti molto interessanti ed in linea con il mio pensiero, Mi è piaciuto in particolare questo https://stop.zona-m.net/2020/05/in-praise-of-frugal-innovation/ ma leggerò con calma anche gli altri nei prossimi giorni.
Grazie! Falli girare, e manda feedback, e' sempre benvenuto, anzi necessario. Se serve, posso fare interi corsi sul tema :-) Quanto al resto:
...
magari Faggin, che non ha certo problemi economici, abita nelle colline PROPRIO perche' li' non c'e' la banda larga, e quindi e' ancora una zona poco popolata e tranquilla, non piena di invasati che devono lavorare 24x7x365 ...
Non sono completamente d'accordo. Se da un lato è vero che le zone poco popolate sono anche poco appetibili alla fattispecie di persone che hai citato è anche vero che la Rete ormai viene per lo più usata, anzi presa in ostaggio da video, gaming, m2m, social, insomma tutto tranne che lavoro.
Verissimo. Mi sono espresso male, perche' in realta' pensavo anche a invasati in senso estremamente generico e non solo di lavoro.
Intendevo che a Faggin forse piace vivere li' sia per la QUANTITA' (molta meno gente che in citta', grazie alla mancanza di banda) sia per la QUALITA' dei compaesani, cioe' perche' quando ha fatto le sue 8 ore vuole stare con gente cui piace una briscola davanti a un grappino, col cellulare spento. Se riempi di fibra ottica Rocca Calascio lo riempi di gente che vuole pure non dico il sushi bar, ma la palestra Virgin e servizi del genere, e che quasi sicuramente sta con lo smartphone in faccia anche per strada, quando ha finito di lavorare. Cioe' lo snaturi completamente. Forse e' inevitabile e pure cosa buona nel lungo periodo, ma di sicuro lo snaturi. Vedi il post piu' vecchio e poi gli altri di questa serie:
https://stop.zona-m.net/it/tag/appennino/
Prendi il mio caso, in certi periodi, con figli in dad, con cellulari che succhiano banda, passo più tempo ad aspettare che a digitare. Qualche giorno fa, avrei voluto scattare una foto allo schermo, latenza
di 3/4
SECONDI, non ms. Digitavo un tasto e vedevo il carattere sullo schermo remoto dopo 4 secondi. Con una banda decente potrei impiegare la metà, un terzo del tempo. Non lavorerei un minuto di più oltre le otto ore, ma in quelle otto ore produrrei di più e avrei più tempo per piccole pause da dedicare a famiglia ed altro.
Poi leggo che il progetto banda ultra larga (BUL) che doveva terminare entro il 2020 è in ritardo di qualche anno. E nel mio comune la FWA sarà disponibile nel 2023 (sempre se previsioni rispettate).
La vera innovazione? Solo se è per tutti. No, non voglio scimmiottare Ford, ma dato che Internet è la maggiore innovazione di questi decenni, che innovazione è se non è per tutti.
Antonio
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M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net
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On Mon, Dec 07, 2020 19:17:57 PM +0100, Filippo Barbera wrote:
discussione davvero interessante. Il gruppo di cui faccio parte https:// riabitarelitalia.net/RIABITARE_LITALIA/ ha pubblicato due libri (Riabitare l'Italia e Manifesto per riabitare l'Italia, Donzelli) sul tema. La strategia nazionale per le aree interne lavora sul tema della infrastrutturazione dei territori, la cui priorità è essere ripopolati. Senza persone, i posti muoiono...
Condivido in pieno, grazie per il link a Riabitare l'Italia! Ricambio con qualche link a miei lavori, sugli stessi temi generali (tecnologia appropriata e innovazione vera, anche e soprattutto distribuita, non solo nei grandi centri) di cui mi occupo da anni: miei talk per il progetto DiDIY: http://www.didiy.eu/slideshows e questo paper sulle aree rurali, sempre per lo stesso progetto: http://www.biblio.liuc.it/liucpapersita.asp?codice=343 Infine, questa presentazione di ISB/Biourbanistica, con cui ho discusso diverse volte di tecnologie digitali e borghi e aree interne: https://stop.zona-m.net/2014/09/digital-innovation-or-biourbanism-both-of-co... Quanto a questo:
non credo che tra 10 anni questi luoghi potranno contare sulla capacità di offrire la tranquillità della partita di scopa nel bar (benemerita!) e della grappa nel bar con il cellulare spento, che sono residui in via di sparizione. Non per questo, però, credo che si riempiranno di sushi bar.
se anche si riempissero di sushi bar, finche' fosse pesce locale, fatto "a sushi" ma adattato a tradizioni e risorse locali.. che male c'e'? Quano al "cellulare spento" oggi... lo predicano soprattutto tanti pezzi grossi della Silicon Valley. Solo per se' stessi e i loro figli, ovviamente. Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you
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