Da: Filippo Barbera <filippo.barbera@unito.it>
Data: domenica 6 dicembre 2020
Oggetto: Re: [nexa] Il lato oscuro del lavoro da remoto
A: "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net>


discussione davvero interessante. Il gruppo di cui faccio parte https://riabitarelitalia.net/RIABITARE_LITALIA/ ha pubblicato due libri (Riabitare l'Italia e Manifesto per riabitare l'Italia, Donzelli) sul tema. La strategia nazionale per le aree interne lavora sul tema della infrastrutturazione dei territori, la cui priorità è essere ripopolati. Senza persone, i posti muoiono, il bosco avanza (anzi, la boscaglia per la precisione) e il terreno frana. Le persone vanno e stanno nei territori se hanno lavoro e servizi, non necessariamente in quest'ordine x tutti. La copertura di rete è necessaria per la vita quotidiana, per la salute, il commercio, il lavoro e il tempo libero. Come si scrive in uno dei post: " Per dire, oggi anche il piccolo allevatore di capre, per continuare a lavorare nel paesino, ha bisogno di poter vendere le sue formaggette bio e fare la dichiarazione dei redditi direttamente via Internet. La banda larga va fatta per lui. "  

Inoltre: le aree interne e montane impongono una autoselezione e le preferenze dei millenials e della generazione Z sono diverse da quelle delle generazioni precedenti rispetto agli equilibri vita-lavoro. Gli anziani se ne stanno andando x sempre. Può darsi che qualcosa rimanga, ma non credo che tra 10 anni questi luoghi potranno contare sulla capacità di offrire la tranquillità della partita di scopa nel bar (benemerita!) e della grappa nel bar con il cellulare spento, che sono residui in via di sparizione. Non per questo, però, credo che si riempiranno di sushi bar. Le indagini sui "nuovi montanari" e gli innovatori nelle aree del margine mostrano l'emergere di profili e preferenze del tutto ibride, nuove, che non ricadono nelle immagini urbano-centriche (positive e negative) che spesso abitano i ns immaginari.  

Filippo Barbera




Il giorno dom 6 dic 2020 alle ore 09:23 Marco Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Fri, Dec 04, 2020 17:18:09 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
> > io nel mio piccolo ogni tanto ne scrivo qui, commenti sempre benvenuti:
> > https://stop.zona-m.net/tag/innovation

> Articoli tutti molto interessanti ed in linea con il mio pensiero, Mi
> è piaciuto in particolare questo
https://stop.zona-m.net/2020/05/in-praise-of-frugal-innovation/ ma
> leggerò con calma anche gli altri nei prossimi giorni.

Grazie! Falli girare, e manda feedback, e' sempre benvenuto, anzi
necessario. Se serve, posso fare interi corsi sul tema :-) Quanto al
resto:

> ...
> > magari Faggin, che non ha certo problemi economici, abita nelle colline
> > PROPRIO perche' li' non c'e' la banda larga, e quindi e' ancora una zona
> > poco popolata e tranquilla, non piena di invasati che devono lavorare
> > 24x7x365 ...

> Non sono completamente d'accordo.
> Se da un lato è vero che le zone poco popolate sono anche poco appetibili
> alla fattispecie di persone che hai citato è anche vero che la Rete ormai
> viene per lo più usata, anzi presa in ostaggio da video, gaming, m2m, social,
> insomma tutto tranne che lavoro.

Verissimo. Mi sono espresso male, perche' in realta' pensavo anche a
invasati in senso estremamente generico e non solo di lavoro.

Intendevo che a Faggin forse piace vivere li' sia per la QUANTITA'
(molta meno gente che in citta', grazie alla mancanza di banda) sia
per la QUALITA' dei compaesani, cioe' perche' quando ha fatto le sue 8
ore vuole stare con gente cui piace una briscola davanti a un
grappino, col cellulare spento. Se riempi di fibra ottica Rocca
Calascio lo riempi di gente che vuole pure non dico il sushi bar, ma
la palestra Virgin e servizi del genere, e che quasi sicuramente sta
con lo smartphone in faccia anche per strada, quando ha finito di
lavorare. Cioe' lo snaturi completamente. Forse e' inevitabile e pure
cosa buona nel lungo periodo, ma di sicuro lo snaturi. Vedi il post
piu' vecchio e poi gli altri di questa serie:

https://stop.zona-m.net/it/tag/appennino/



> Prendi il mio caso, in certi periodi, con figli in dad, con cellulari
> che succhiano
> banda, passo più tempo ad aspettare che a digitare.
> Qualche giorno fa, avrei voluto scattare una foto allo schermo, latenza di 3/4
> SECONDI, non ms. Digitavo un tasto e vedevo il carattere sullo schermo remoto
> dopo 4 secondi.
> Con una banda decente potrei impiegare la metà, un terzo del tempo.
> Non lavorerei un minuto di più oltre le otto ore, ma in quelle otto
> ore produrrei di più
> e avrei più tempo per piccole pause da dedicare a famiglia ed altro.

> Poi leggo che il progetto banda ultra larga (BUL) che doveva terminare
> entro il 2020
> è in ritardo di qualche anno. E nel mio comune la FWA sarà disponibile nel 2023
> (sempre se previsioni rispettate).

> La vera innovazione? Solo se è per tutti.
> No, non voglio scimmiottare Ford, ma dato che Internet è la maggiore innovazione
> di questi decenni, che innovazione è se non è per tutti.

> Antonio


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 Filippo Barbera, PhD 

Professor of Economic Sociology,  

Department of Cultures, Politics & Society, Univ.of Torino, Campus Einaudi

Affiliate, Collegio Carlo Alberto  

Honorary Visiting Professor, Cardiff University 

Member, Forum Diseguaglianze e diversità

email: filippo.barbera@unito.it 

twitter: @FilBarbera 

Skype: filippo.barbera_to

 



Il giorno domenica 6 dicembre 2020, Marco Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Fri, Dec 04, 2020 17:18:09 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
> > io nel mio piccolo ogni tanto ne scrivo qui, commenti sempre benvenuti:
> > https://stop.zona-m.net/tag/innovation
>
> Articoli tutti molto interessanti ed in linea con il mio pensiero, Mi
> è piaciuto in particolare questo
> https://stop.zona-m.net/2020/05/in-praise-of-frugal-innovation/ ma
> leggerò con calma anche gli altri nei prossimi giorni.

Grazie! Falli girare, e manda feedback, e' sempre benvenuto, anzi
necessario. Se serve, posso fare interi corsi sul tema :-) Quanto al
resto:

> ...
> > magari Faggin, che non ha certo problemi economici, abita nelle colline
> > PROPRIO perche' li' non c'e' la banda larga, e quindi e' ancora una zona
> > poco popolata e tranquilla, non piena di invasati che devono lavorare
> > 24x7x365 ...
>
> Non sono completamente d'accordo.
> Se da un lato è vero che le zone poco popolate sono anche poco appetibili
> alla fattispecie di persone che hai citato è anche vero che la Rete ormai
> viene per lo più usata, anzi presa in ostaggio da video, gaming, m2m, social,
> insomma tutto tranne che lavoro.

Verissimo. Mi sono espresso male, perche' in realta' pensavo anche a
invasati in senso estremamente generico e non solo di lavoro.

Intendevo che a Faggin forse piace vivere li' sia per la QUANTITA'
(molta meno gente che in citta', grazie alla mancanza di banda) sia
per la QUALITA' dei compaesani, cioe' perche' quando ha fatto le sue 8
ore vuole stare con gente cui piace una briscola davanti a un
grappino, col cellulare spento. Se riempi di fibra ottica Rocca
Calascio lo riempi di gente che vuole pure non dico il sushi bar, ma
la palestra Virgin e servizi del genere, e che quasi sicuramente sta
con lo smartphone in faccia anche per strada, quando ha finito di
lavorare. Cioe' lo snaturi completamente. Forse e' inevitabile e pure
cosa buona nel lungo periodo, ma di sicuro lo snaturi. Vedi il post
piu' vecchio e poi gli altri di questa serie:

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>
> Prendi il mio caso, in certi periodi, con figli in dad, con cellulari
> che succhiano
> banda, passo più tempo ad aspettare che a digitare.
> Qualche giorno fa, avrei voluto scattare una foto allo schermo, latenza di 3/4
> SECONDI, non ms. Digitavo un tasto e vedevo il carattere sullo schermo remoto
> dopo 4 secondi.
> Con una banda decente potrei impiegare la metà, un terzo del tempo.
> Non lavorerei un minuto di più oltre le otto ore, ma in quelle otto
> ore produrrei di più
> e avrei più tempo per piccole pause da dedicare a famiglia ed altro.
>
> Poi leggo che il progetto banda ultra larga (BUL) che doveva terminare
> entro il 2020
> è in ritardo di qualche anno. E nel mio comune la FWA sarà disponibile nel 2023
> (sempre se previsioni rispettate).
>
> La vera innovazione? Solo se è per tutti.
> No, non voglio scimmiottare Ford, ma dato che Internet è la maggiore innovazione
> di questi decenni, che innovazione è se non è per tutti.
>
> Antonio
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