La regolamentazione UE su IA è frammentata, incerta ed incoerente
"Senza regole coerenti, l'UE rischia di perdersi i due momenti fondamentali nel processo di innovazione dell'IA. Il primo riguarda lo sviluppo dei modelli "aperti", che sono resi disponibili gratuitamente per essere utilizzati da chiunque, modificati e sviluppati, moltiplicandone così i benefici e offrendo opportunità sociali ed economiche. ... Il secondo riguarda i più recenti modelli "multimodali", che operano fluidamente tra testo, immagini e audio, e che consentiranno il prossimo salto in avanti nell'IA. La differenza tra modelli di solo testo e modelli multimodali è paragonabile alla differenza tra avere un solo senso e averli tutti e cinque." La lettera aperta è qui: https://euneedsai.com/it Confesso che non ho capito a cosa si riferiscano esattamente. A.
Quello che mi chiedo da stamattina è: ma quale regola incoerente vedono? Quotando le due parti che forse nascondono il punto: Ma, negli ultimi tempi, le decisioni normative sono diventate frammentate e
imprevedibili, mentre gli interventi delle autorità europee per la protezione dei dati hanno creato una grande incertezza sul tipo di dati che possono essere utilizzati per addestrare i modelli IA.
Qui sembrerebbe che la critica viene mossa ad alcune autorità protezione dati. Può scegliere di riaffermare il principio di armonizzazione sancito nei
quadri normativi come il GDPR, e offrire un'interpretazione moderna delle sue disposizioni che ne rispetti comunque i valori fondamentali, permettendo così che l'innovazione nell'IA si sviluppi qui con la stessa portata e velocità che in altre regioni del mondo. Oppure, può continuare a respingere il progresso, [...]
Per piacere, qualcuno mi sa dire quali incongruenze ci sono state tra le varie decisioni dei DPA ? grazie! Claudio On Thu, Sep 19, 2024 at 7:13 PM Antonio <antonio@piumarossa.it> wrote:
"Senza regole coerenti, l'UE rischia di perdersi i due momenti fondamentali nel processo di innovazione dell'IA. Il primo riguarda lo sviluppo dei modelli "aperti", che sono resi disponibili gratuitamente per essere utilizzati da chiunque, modificati e sviluppati, moltiplicandone così i benefici e offrendo opportunità sociali ed economiche. ... Il secondo riguarda i più recenti modelli "multimodali", che operano fluidamente tra testo, immagini e audio, e che consentiranno il prossimo salto in avanti nell'IA. La differenza tra modelli di solo testo e modelli multimodali è paragonabile alla differenza tra avere un solo senso e averli tutti e cinque."
La lettera aperta è qui: https://euneedsai.com/it
Confesso che non ho capito a cosa si riferiscano esattamente.
A.
-- Claudio Agosti - Hermes Center, AI Forensics, Reversing Works. Platform Auditor & Tech Researcher [ linktr.ee/claudio.agosti ]
Buonasera, a me pare che ci sia un attacco violento che le grandi aziende stanno sferrando contro il GDPR. Già lo hanno già scritto, di loro pugno, nel rapporto Draghi: "while the ambitions of the EU’s GDPR and AI Act are commendable, their complexity and risk of overlaps and inconsistencies can undermine developments in the field of AI by EU industry actors. The differ- ences among Member States in the implementation and enforcement of the GDPR (as detailed in the Governance Chapter), as well as overlaps and areas of potential inconsistency with the provisions of the AI Act create the risk of European companies being excluded from early AI innovations because of uncertainty of regulatory frameworks as well as higher burdens for EU researchers and innovators to develop homegrown AI" e ora lo ribadiscono. Considerato che la cosiddetta "IA" si fonda sulla sorveglianza e che questa ha luogo in violazione di diritti giuridicamente tutelati - la bolla giuridica di cui ha scritto Marco Giraudo - non mi pare sorprendente che le aziende preferiscano cancellare parti del GPDR (in nome dell'"armonizzazione") e tenere l'AI Act. L'AI Act non solo non protegge i diritti fondamentali, ma ha il merito, per le grandi aziende, di stravolgere il significato stesso di ciò che la protezione di un diritto significa, prevedendo che siano vietate non le violazioni dei diritti fondamentali, ma solo quelle violazioni che generano danni (e che dunque, "per il nostro bene", qualsiasi violazione dei diritti sia lecita). Che l'attacco sia condotto in nome dell'innovazione, da parte di aziende che promuovono solo innovazioni tossiche, che non nuocciano al loro modello di business, non è una novità. Un saluto, Daniela ________________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Claudio Agosti <claudio.agosti@hermescenter.org> Inviato: giovedì 19 settembre 2024 19:29 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] La regolamentazione UE su IA è frammentata, incerta ed incoerente Quello che mi chiedo da stamattina è: ma quale regola incoerente vedono? Quotando le due parti che forse nascondono il punto: Ma, negli ultimi tempi, le decisioni normative sono diventate frammentate e imprevedibili, mentre gli interventi delle autorità europee per la protezione dei dati hanno creato una grande incertezza sul tipo di dati che possono essere utilizzati per addestrare i modelli IA. Qui sembrerebbe che la critica viene mossa ad alcune autorità protezione dati. Può scegliere di riaffermare il principio di armonizzazione sancito nei quadri normativi come il GDPR, e offrire un'interpretazione moderna delle sue disposizioni che ne rispetti comunque i valori fondamentali, permettendo così che l'innovazione nell'IA si sviluppi qui con la stessa portata e velocità che in altre regioni del mondo. Oppure, può continuare a respingere il progresso, [...] Per piacere, qualcuno mi sa dire quali incongruenze ci sono state tra le varie decisioni dei DPA ? grazie! Claudio On Thu, Sep 19, 2024 at 7:13 PM Antonio <antonio@piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it>> wrote: "Senza regole coerenti, l'UE rischia di perdersi i due momenti fondamentali nel processo di innovazione dell'IA. Il primo riguarda lo sviluppo dei modelli "aperti", che sono resi disponibili gratuitamente per essere utilizzati da chiunque, modificati e sviluppati, moltiplicandone così i benefici e offrendo opportunità sociali ed economiche. ... Il secondo riguarda i più recenti modelli "multimodali", che operano fluidamente tra testo, immagini e audio, e che consentiranno il prossimo salto in avanti nell'IA. La differenza tra modelli di solo testo e modelli multimodali è paragonabile alla differenza tra avere un solo senso e averli tutti e cinque." La lettera aperta è qui: https://euneedsai.com/it Confesso che non ho capito a cosa si riferiscano esattamente. A. -- Claudio Agosti - Hermes Center, AI Forensics, Reversing Works. Platform Auditor & Tech Researcher [ linktr.ee/claudio.agosti<http://linktr.ee/claudio.agosti> ]
On 20/09/24 00:02, Daniela Tafani wrote:
Che l'attacco sia condotto in nome dell'innovazione, da parte di aziende che promuovono solo innovazioni tossiche, che non nuocciano al loro modello di business, non è una novità.
Il principio di innovazione è esso stesso stato introdotto grazie alla pressione di lobby private (https://www.andreasaltelli.eu/file/repository/Lobbies_0_1.pdf pp. 81-89). Dietro c'è un'ideologia non liberale bensì neoliberale, come definita rigorosamente da Quinn Slobodian (Globalists, 2018, p.2: The core of twentieth-century neoliberal theorizing involves what they called the meta-economic or extra-economic conditions for safeguarding capitalism at the scale of the entire world. I show that ***the neoliberal project focused on designing institutions— not to liberate markets but to encase them, to inoculate capitalism against the threat of democracy,*** to create a framework to contain often-irrational human behavior, and to reorder the world after empire as a space of competing states in which borders fulfill a necessary function. Ne segue che quando la legislazione europea è liberaldemocratica e si sforza di garantire, invece che un sistema, diritti di persone, essa diventa una nemica. Il neo- fa la differenza: la libertà individuale, quando è comodo riconoscerla, ha solo un valore strumentale; se invece diviene una minaccia per l'ordine capitalistico, merita di essere spazzata via, anche con il contributo di un potere statale che può diventare, specie nel cosiddetto ordoliberalismo, anche molto invadente (purché asservito agli interessi giusti). A presto, MCP (*) Merita sempre rileggere questa vecchia intervista a Luciano Gallino: https://jacobinitalia.it/come-il-neoliberismo-arrivo-in-italia/
L'attacco al GDPR, che ora riprende slancio grazie al rapporto Draghi, fa il pari con la tendenza recente del legislatore UE (particolarmente marcata in questa commissione) a sostituire la tecnica normativa classica, basata su disposizioni generali soggette all'interpretazione del giudice, con sistemi di regolazione "by design" gestiti direttamente dai soggetti coinvolti, sotto la supervisione di autorità di controllo. Dopodiché è sufficiente sotto-finanziare queste autorità o trasferire i poteri di controllo alla commissione stessa, e lo svuotamento dei diritti è compiuto. Un saluto a tutti i membri della lista, Maurizio Il giorno ven 20 set 2024 alle ore 00:02 Daniela Tafani < daniela.tafani@unipi.it> ha scritto:
Buonasera,
a me pare che ci sia un attacco violento che le grandi aziende stanno sferrando contro il GDPR. Già lo hanno già scritto, di loro pugno, nel rapporto Draghi:
"while the ambitions of the EU’s GDPR and AI Act are commendable, their complexity and risk of overlaps and inconsistencies can undermine developments in the field of AI by EU industry actors. The differ- ences among Member States in the implementation and enforcement of the GDPR (as detailed in the Governance Chapter), as well as overlaps and areas of potential inconsistency with the provisions of the AI Act create the risk of European companies being excluded from early AI innovations because of uncertainty of regulatory frameworks as well as higher burdens for EU researchers and innovators to develop homegrown AI"
e ora lo ribadiscono.
Considerato che la cosiddetta "IA" si fonda sulla sorveglianza e che questa ha luogo in violazione di diritti giuridicamente tutelati - la bolla giuridica di cui ha scritto Marco Giraudo - non mi pare sorprendente che le aziende preferiscano cancellare parti del GPDR (in nome dell'"armonizzazione") e tenere l'AI Act. L'AI Act non solo non protegge i diritti fondamentali, ma ha il merito, per le grandi aziende, di stravolgere il significato stesso di ciò che la protezione di un diritto significa, prevedendo che siano vietate non le violazioni dei diritti fondamentali, ma solo quelle violazioni che generano danni (e che dunque, "per il nostro bene", qualsiasi violazione dei diritti sia lecita).
Che l'attacco sia condotto in nome dell'innovazione, da parte di aziende che promuovono solo innovazioni tossiche, che non nuocciano al loro modello di business, non è una novità.
Un saluto, Daniela
________________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Claudio Agosti <claudio.agosti@hermescenter.org> Inviato: giovedì 19 settembre 2024 19:29 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] La regolamentazione UE su IA è frammentata, incerta ed incoerente
Quello che mi chiedo da stamattina è: ma quale regola incoerente vedono? Quotando le due parti che forse nascondono il punto:
Ma, negli ultimi tempi, le decisioni normative sono diventate frammentate e imprevedibili, mentre gli interventi delle autorità europee per la protezione dei dati hanno creato una grande incertezza sul tipo di dati che possono essere utilizzati per addestrare i modelli IA.
Qui sembrerebbe che la critica viene mossa ad alcune autorità protezione dati.
Può scegliere di riaffermare il principio di armonizzazione sancito nei quadri normativi come il GDPR, e offrire un'interpretazione moderna delle sue disposizioni che ne rispetti comunque i valori fondamentali, permettendo così che l'innovazione nell'IA si sviluppi qui con la stessa portata e velocità che in altre regioni del mondo. Oppure, può continuare a respingere il progresso, [...]
Per piacere, qualcuno mi sa dire quali incongruenze ci sono state tra le varie decisioni dei DPA ?
grazie! Claudio
On Thu, Sep 19, 2024 at 7:13 PM Antonio <antonio@piumarossa.it<mailto: antonio@piumarossa.it>> wrote: "Senza regole coerenti, l'UE rischia di perdersi i due momenti fondamentali nel processo di innovazione dell'IA. Il primo riguarda lo sviluppo dei modelli "aperti", che sono resi disponibili gratuitamente per essere utilizzati da chiunque, modificati e sviluppati, moltiplicandone così i benefici e offrendo opportunità sociali ed economiche. ... Il secondo riguarda i più recenti modelli "multimodali", che operano fluidamente tra testo, immagini e audio, e che consentiranno il prossimo salto in avanti nell'IA. La differenza tra modelli di solo testo e modelli multimodali è paragonabile alla differenza tra avere un solo senso e averli tutti e cinque."
La lettera aperta è qui: https://euneedsai.com/it
Confesso che non ho capito a cosa si riferiscano esattamente.
A.
-- Claudio Agosti - Hermes Center, AI Forensics, Reversing Works. Platform Auditor & Tech Researcher [ linktr.ee/claudio.agosti<http://linktr.ee/claudio.agosti> ]
-- _______________ *Maurizio Borghi* Università di Torino https://www.dg.unito.it/persone/maurizio.borghi Co-Director Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/> My Webex room: https://unito.webex.com/meet/maurizio.borghi
Quello che mi chiedo da stamattina è: ma quale regola incoerente vedono?
Forse la risposta è nelle parole di Nick Clegg [1] di un paio di mesi fa [2] "... nonostante tutto l’attivismo normativo - dal 2019 ad oggi sono stati adottati ben 77 nuovi atti legislativi dell'UE in materia digitale - siamo stati frenati dalla nostra incapacità di realizzare adeguatamente il mercato unico digitale. È sorprendente, ad esempio, che una startup digitale di Amsterdam debba ancora districarsi tra 27 diverse leggi sulla proprietà intellettuale, varie normative per la concessione di licenze sui contenuti, autorità per la protezione dei dati e altri ostacoli prima di poter essere operativa in tutto il continente." La settimana scorsa, lo stesso Nick CLegg, annunciava che "Meta has now gained approval to use public user posts within its AI training, after negotiation with British authorities" e "Brazilian authorities have now also agreed to allow Meta to use public posts for AI training, which is another significant step for its evolving AI effort" [3] I puntini cominciano ad unirsi ... A. [1] ex leader del partito liberaldemocratico britannico, oggi vicepresidente degli affari globali di Meta [2] https://www.ilsole24ore.com/art/clegg-meta-il-parlamento-europeo-e-l-europa-... [3] https://www.socialmediatoday.com/news/meta-gains-approval-use-uk-user-posts-...
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Maurizio Borghi