Don’t Fear Artificial Intelligence
Don’t Fear Artificial Intelligence Ray Kurzweil http://time.com/3641921/dont-fear-artificial-intelligence/ Stephen Hawking, the pre-eminent physicist, recently warned that artificial intelligence (AI), once it surpasses human intelligence, could pose a threat to the existence of human civilization. Elon Musk, the pioneer of digital money, private spaceflight and electric cars, has voiced similar concerns. If AI becomes an existential threat, it won’t be the first one. Humanity was introduced to existential risk when I was a child sitting under my desk during the civil-defense drills of the 1950s. Since then we have encountered comparable specters, like the possibility of a bioterrorist creating a new virus for which humankind has no defense. Technology has always been a double-edged sword, since fire kept us warm but also burned down our villages. -- Alessandro Mantelero Aggregate Professor, Politecnico di Torino Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
l'intelligenza artificiale non esiste, almeno per ora, ma - penso - non esisterà per molto tempo perchè non sappiamo ancora cosa è l'intelligenza biologica. Esistono sistemi automatici, frutto di intelligenza umana, che fanno cose meravigliose, ma non sono sistemi intelligenti. Le neuroscienze hanno spiegato cose neravigliose ma i loro modelli sono primitivi. I miliardi di neuroni non sono sufficienti a spiegare l'intelligenza naturale, anzi sono lontanissimi dal farlo. Ancora più primitive sono le idee che abbiamo dei meccanismi dell'epigenetica. Un giorno scopriremo che il neurone è un'unità di elaborazione molto più complesso di un megasupercomputer. Raf Il 30/12/2014 10:56, Alessandro Mantelero ha scritto:
Don’t Fear Artificial Intelligence Ray Kurzweil
http://time.com/3641921/dont-fear-artificial-intelligence/
Stephen Hawking, the pre-eminent physicist, recently warned that artificial intelligence (AI), once it surpasses human intelligence, could pose a threat to the existence of human civilization. Elon Musk, the pioneer of digital money, private spaceflight and electric cars, has voiced similar concerns.
If AI becomes an existential threat, it won’t be the first one. Humanity was introduced to existential risk when I was a child sitting under my desk during the civil-defense drills of the 1950s. Since then we have encountered comparable specters, like the possibility of a bioterrorist creating a new virus for which humankind has no defense. Technology has always been a double-edged sword, since fire kept us warm but also burned down our villages.
-- Alessandro Mantelero Aggregate Professor, Politecnico di Torino Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
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Caro Raffaele, grazie di esistere! Ogni tanto assisto al ripresentarsi di rinnovati ardori sull'AI e sempre li vedo spenti dalla amara realtà. Sarei felice di vedere un giorno un mega data center esprimere l'intelligenza autonoma di uno scarafaggio, ma mi sa che non ci riesco. Un abbraccio Giorgio Badly typed on my iPhone Il giorno 30/dic/2014, alle ore 16:06, meo <meo@polito.it> ha scritto:
l'intelligenza artificiale non esiste, almeno per ora, ma - penso - non esisterà per molto tempo perchè non sappiamo ancora cosa è l'intelligenza biologica. Esistono sistemi automatici, frutto di intelligenza umana, che fanno cose meravigliose, ma non sono sistemi intelligenti. Le neuroscienze hanno spiegato cose neravigliose ma i loro modelli sono primitivi. I miliardi di neuroni non sono sufficienti a spiegare l'intelligenza naturale, anzi sono lontanissimi dal farlo. Ancora più primitive sono le idee che abbiamo dei meccanismi dell'epigenetica. Un giorno scopriremo che il neurone è un'unità di elaborazione molto più complesso di un megasupercomputer. Raf Il 30/12/2014 10:56, Alessandro Mantelero ha scritto:
Don’t Fear Artificial Intelligence Ray Kurzweil
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Stephen Hawking, the pre-eminent physicist, recently warned that artificial intelligence (AI), once it surpasses human intelligence, could pose a threat to the existence of human civilization. Elon Musk, the pioneer of digital money, private spaceflight and electric cars, has voiced similar concerns.
If AI becomes an existential threat, it won’t be the first one. Humanity was introduced to existential risk when I was a child sitting under my desk during the civil-defense drills of the 1950s. Since then we have encountered comparable specters, like the possibility of a bioterrorist creating a new virus for which humankind has no defense. Technology has always been a double-edged sword, since fire kept us warm but also burned down our villages.
-- Alessandro Mantelero Aggregate Professor, Politecnico di Torino Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
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meo <meo@polito.it> ha scritto:
l'intelligenza artificiale non esiste, almeno per ora, ma - penso - non esisterà per molto tempo perchè non sappiamo ancora cosa è l'intelligenza biologica. Esistono sistemi automatici, frutto di intelligenza umana, che fanno cose meravigliose, ma non sono sistemi intelligenti. Le neuroscienze hanno spiegato cose neravigliose ma i loro modelli sono primitivi. I miliardi di neuroni non sono sufficienti a spiegare l'intelligenza naturale, anzi sono lontanissimi dal farlo. Ancora più primitive sono le idee che abbiamo dei meccanismi dell'epigenetica. Un giorno scopriremo che il neurone è un'unità di elaborazione molto più complesso di un megasupercomputer. Raf
Caro amico, centro. Il pochissimo che che non ignoriamo e' che la informazione automatica decide una classe di problemi formali si/no mentre il cervello decide in protocollo "50 sfumature di grigio", per cui sarebbe elegante ad esempio [e qui risolvo debito dell' ultima telefonata] non dichiarare leggermente "ho pensato che". Raf, "sono stato pensato da un pensiero". E l' altra cosa che non ingnoriamo e' che esistono, sul rapporto uomo-macchina, da ben prima di quella sciocchezza dell' internet, due pregiudizi incarnati a semantica &&& "macchinazione s.f. [dal lat. machinatio -onis] Il fatto di macchinare, attivita' in cui si ordiscono inganni, intrighi, tranelli o si preparano nascostamente situazioni artificiose a danno d' altri: sventare le macchinazioni degli avversari politici." &&& "artificio (o artifizio) s.m. [dal lat. artificium, der. di artifex] Espediente trovato con arte per raggiungere un migliore effetto, per creare un' illusione" &&& E oggi, da quando Cerf scrisse che internet e' uno specchio del mondo, e' stato riedito un vecchio corollario d' interdizione: si chiama iconoclastia . Per cui i riti di auspicio assumono una particolare valenza sarcastica: molti, ma davvero molti, auguri all' internet: ne ha bisogno, giorgio
Visti anche i precedenti relativi ai motori di ricerca, piattaforme mobile e molti altri, è probabile che la scettica europa sarà sorpresa quando i vantaggi cumulativi di applicazioni di intelligenza artificiale saranno non solo innegabili ma travolgenti. È la natura cumulativa del cambiamento esponenziale. Ho fatto un breve video recentemente per illustrarne la potenza inaspettata: "Exponential Uncertainty" https://www.youtube.com/watch?v=StZxBFbOiDE Spero che, nel caso questo si avverasse, la reazione non sia ancora di rancorosa difesa per l'arroganza americana e dei valori millenari del vecchio continente che si ritrae sempre di più, come sta succedendo nei confronti della potenza e dei vantaggi dei motori di ricerca. La posizione del "nihil sub sole novum" è comoda, perché permette di gongolarsi senza fare niente guardando i fallimenti degli altri. Ma solo al punto in cui uno ci riesce! On Wed Dec 31 2014 at 10:35:39 AM <giorgio.giunchi@cctld.it> wrote:
meo <meo@polito.it> ha scritto:
l'intelligenza artificiale non esiste, almeno per ora, ma - penso - non esisterà per molto tempo perchè non sappiamo ancora cosa è l'intelligenza biologica. Esistono sistemi automatici, frutto di intelligenza umana, che fanno cose meravigliose, ma non sono sistemi intelligenti. Le neuroscienze hanno spiegato cose neravigliose ma i loro modelli sono primitivi. I miliardi di neuroni non sono sufficienti a spiegare l'intelligenza naturale, anzi sono lontanissimi dal farlo. Ancora più primitive sono le idee che abbiamo dei meccanismi dell'epigenetica. Un giorno scopriremo che il neurone è un'unità di elaborazione molto più complesso di un megasupercomputer. Raf
Caro amico, centro.
Il pochissimo che che non ignoriamo e' che la informazione automatica decide una classe di problemi formali si/no mentre il cervello decide in protocollo "50 sfumature di grigio", per cui sarebbe elegante ad esempio [e qui risolvo debito dell' ultima telefonata] non dichiarare leggermente "ho pensato che".
Raf, "sono stato pensato da un pensiero".
E l' altra cosa che non ingnoriamo e' che esistono, sul rapporto uomo-macchina, da ben prima di quella sciocchezza dell' internet, due pregiudizi incarnati a semantica
&&&
"macchinazione s.f. [dal lat. machinatio -onis]
Il fatto di macchinare, attivita' in cui si ordiscono inganni, intrighi, tranelli o si preparano nascostamente situazioni artificiose a danno d' altri: sventare le macchinazioni degli avversari politici."
&&&
"artificio (o artifizio) s.m. [dal lat. artificium, der. di artifex]
Espediente trovato con arte per raggiungere un migliore effetto, per creare un' illusione"
&&&
E oggi, da quando Cerf scrisse che internet e' uno specchio del mondo, e' stato riedito un vecchio corollario d' interdizione: si chiama iconoclastia .
Per cui i riti di auspicio assumono una particolare valenza sarcastica: molti, ma davvero molti, auguri all' internet: ne ha bisogno,
giorgio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
spero quinidi non ti dispiaccianoi 'ste due pallottole che se vuoi usi e getti senno' metti da parte. quella di non mi ricordo + chi quando disse che l' america e' la nazione piu' antica del mondo perche' entro' per prima ne famigerato xx sec. quell' altra dell' europa patria e madre del diritto delle genti - come allude il generoso preambilo dell commissione boldrini - tanto e' che sempre nel famigerato xx sec. genero' la piu' impeccabile applicazione del rapporto uomo macchina - il piu' potente laboratorio tecnlogico degli standard e dei prototipi - il DEFAULT - due guerre mondiali su due, giorgio David Orban <david@davidorban.com> ha scritto:
Visti anche i precedenti relativi ai motori di ricerca, piattaforme mobile e molti altri, è probabile che la scettica europa sarà sorpresa quando i vantaggi cumulativi di applicazioni di intelligenza artificiale saranno non solo innegabili ma travolgenti.
È la natura cumulativa del cambiamento esponenziale. Ho fatto un breve video recentemente per illustrarne la potenza inaspettata: "Exponential Uncertainty" https://www.youtube.com/watch?v=StZxBFbOiDE
Spero che, nel caso questo si avverasse, la reazione non sia ancora di rancorosa difesa per l'arroganza americana e dei valori millenari del vecchio continente che si ritrae sempre di più, come sta succedendo nei confronti della potenza e dei vantaggi dei motori di ricerca.
La posizione del "nihil sub sole novum" è comoda, perché permette di gongolarsi senza fare niente guardando i fallimenti degli altri. Ma solo al punto in cui uno ci riesce!
On Wed Dec 31 2014 at 10:35:39 AM <giorgio.giunchi@cctld.it> wrote:
meo <meo@polito.it> ha scritto:
l'intelligenza artificiale non esiste, almeno per ora, ma - penso - non esisterà per molto tempo perchè non sappiamo ancora cosa è l'intelligenza biologica. Esistono sistemi automatici, frutto di intelligenza umana, che fanno cose meravigliose, ma non sono sistemi intelligenti. Le neuroscienze hanno spiegato cose neravigliose ma i loro modelli sono primitivi. I miliardi di neuroni non sono sufficienti a spiegare l'intelligenza naturale, anzi sono lontanissimi dal farlo. Ancora più primitive sono le idee che abbiamo dei meccanismi dell'epigenetica. Un giorno scopriremo che il neurone è un'unità di elaborazione molto più complesso di un megasupercomputer. Raf
Caro amico, centro.
Il pochissimo che che non ignoriamo e' che la informazione automatica decide una classe di problemi formali si/no mentre il cervello decide in protocollo "50 sfumature di grigio", per cui sarebbe elegante ad esempio [e qui risolvo debito dell' ultima telefonata] non dichiarare leggermente "ho pensato che".
Raf, "sono stato pensato da un pensiero".
E l' altra cosa che non ingnoriamo e' che esistono, sul rapporto uomo-macchina, da ben prima di quella sciocchezza dell' internet, due pregiudizi incarnati a semantica
&&&
"macchinazione s.f. [dal lat. machinatio -onis]
Il fatto di macchinare, attivita' in cui si ordiscono inganni, intrighi, tranelli o si preparano nascostamente situazioni artificiose a danno d' altri: sventare le macchinazioni degli avversari politici."
&&&
"artificio (o artifizio) s.m. [dal lat. artificium, der. di artifex]
Espediente trovato con arte per raggiungere un migliore effetto, per creare un' illusione"
&&&
E oggi, da quando Cerf scrisse che internet e' uno specchio del mondo, e' stato riedito un vecchio corollario d' interdizione: si chiama iconoclastia .
Per cui i riti di auspicio assumono una particolare valenza sarcastica: molti, ma davvero molti, auguri all' internet: ne ha bisogno,
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David, la differenza tra AI e le altre tecnologie che citi e' che le seconde hanno raggiunto traguardi migliori delle aspettative, mentre per la prima vale sempre il contrario. Sempre. Dalla cibernetica al Fifth Generation Computer Project giapponese sono sempre arrivati risultati infinitamente minori di quelli desiderati. La mia impressione e' che questo accade quando vogliamo far fare ai computer quello che non sono nati per fare. E credo che sarà impossibile cambiare lo stato delle cose fino a quando rimarremo con questa conoscenza davvero primitiva dei processi cognitivi. In fondo e' la stessa storia dell'informatica che ci insegna che i risultati migliori sono stati ottenuti quando abbiamo voluto risolvere un problema in fondo banale: come fare calcoli matematici più rapidamente. Un cordialissimo augurio di Buon Anno Giorgio Badly typed on my iPhone Il giorno 31/dic/2014, alle ore 11:06, David Orban <david@davidorban.com> ha scritto:
Visti anche i precedenti relativi ai motori di ricerca, piattaforme mobile e molti altri, è probabile che la scettica europa sarà sorpresa quando i vantaggi cumulativi di applicazioni di intelligenza artificiale saranno non solo innegabili ma travolgenti.
È la natura cumulativa del cambiamento esponenziale. Ho fatto un breve video recentemente per illustrarne la potenza inaspettata: "Exponential Uncertainty" https://www.youtube.com/watch?v=StZxBFbOiDE
Spero che, nel caso questo si avverasse, la reazione non sia ancora di rancorosa difesa per l'arroganza americana e dei valori millenari del vecchio continente che si ritrae sempre di più, come sta succedendo nei confronti della potenza e dei vantaggi dei motori di ricerca.
La posizione del "nihil sub sole novum" è comoda, perché permette di gongolarsi senza fare niente guardando i fallimenti degli altri. Ma solo al punto in cui uno ci riesce!
On Wed Dec 31 2014 at 10:35:39 AM <giorgio.giunchi@cctld.it> wrote:
meo <meo@polito.it> ha scritto:
l'intelligenza artificiale non esiste, almeno per ora, ma - penso - non esisterà per molto tempo perchè non sappiamo ancora cosa è l'intelligenza biologica. Esistono sistemi automatici, frutto di intelligenza umana, che fanno cose meravigliose, ma non sono sistemi intelligenti. Le neuroscienze hanno spiegato cose neravigliose ma i loro modelli sono primitivi. I miliardi di neuroni non sono sufficienti a spiegare l'intelligenza naturale, anzi sono lontanissimi dal farlo. Ancora più primitive sono le idee che abbiamo dei meccanismi dell'epigenetica. Un giorno scopriremo che il neurone è un'unità di elaborazione molto più complesso di un megasupercomputer. Raf
Caro amico, centro.
Il pochissimo che che non ignoriamo e' che la informazione automatica decide una classe di problemi formali si/no mentre il cervello decide in protocollo "50 sfumature di grigio", per cui sarebbe elegante ad esempio [e qui risolvo debito dell' ultima telefonata] non dichiarare leggermente "ho pensato che".
Raf, "sono stato pensato da un pensiero".
E l' altra cosa che non ingnoriamo e' che esistono, sul rapporto uomo-macchina, da ben prima di quella sciocchezza dell' internet, due pregiudizi incarnati a semantica
&&&
"macchinazione s.f. [dal lat. machinatio -onis]
Il fatto di macchinare, attivita' in cui si ordiscono inganni, intrighi, tranelli o si preparano nascostamente situazioni artificiose a danno d' altri: sventare le macchinazioni degli avversari politici."
&&&
"artificio (o artifizio) s.m. [dal lat. artificium, der. di artifex]
Espediente trovato con arte per raggiungere un migliore effetto, per creare un' illusione"
&&&
E oggi, da quando Cerf scrisse che internet e' uno specchio del mondo, e' stato riedito un vecchio corollario d' interdizione: si chiama iconoclastia .
Per cui i riti di auspicio assumono una particolare valenza sarcastica: molti, ma davvero molti, auguri all' internet: ne ha bisogno,
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