Making the GPL more scary (MongoDB e copyright)
MongoDB has just announced <https://www.mongodb.com/press/mongodb-issues-new-server-side-public-license-...> an immediate shift to its brand-new Server Side Public License (SSPL) <https://www.mongodb.com/licensing/server-side-public-license>. This license is based on the AGPL, but adds some extra text to section 13 with, it is claimed, this effect: The SSPL builds on the spirit of the AGPL, but clarifies the condition for providing open source software as a service. The license retains all of the same freedoms that the open source community had with MongoDB under the AGPL: freedom to use, review, modify and redistribute the software. The only substantive change is an explicit condition that any organization attempting to exploit MongoDB as a service must open source the software that it uses to offer such service. The license itself is more explicit about what software must be released in this manner: "Service Source Code" means the Corresponding Source for the Program or the modified version, and the Corresponding Source for all programs that you use to make the Program or modified version available as a service, including, without limitation, management software, user interfaces, application program interfaces, automation software, monitoring software, backup software, storage software and hosting software, all such that a user could run an instance of the service using the Service Source Code you make available. The affected code must not only be released, it must be made available under the SSPL. This language, thus, extends the reach of the license beyond any modifications that may have been made to MongoDB itself or to anything that could conceivably be considered a derivative work; https://lwn.net/Articles/768670/ L'articolo contiene un certo ammontare di FUD: l'obbligo di licenziare sotto SSPL si applica solo ai software che gli utenti di MongoDB sviluppano (e di cui dunque detengono il copyright) non a quelli che utilizzano (ad esempio il kernel Linux, citato impropriamente nel articolo). Contrariamente a quanto scritto questa licenza non sembra solo dettata da avidità, ma da un effettivo desiderio di diffondere il software libero. Personalmente non credo che colga il cuore del problema, ma trovo interessante che diverse persone inizino a discutere i limiti della reciprocità della GPL: va bene per chi crea cloni liberi di software proprietario, come il progetto GNU. Ma per chi vuole scivere software innovativo, non è abbastanza virale. Giacomo
On Thu, Nov 01, 2018 at 11:02:42AM +0100, Giacomo Tesio wrote:
L'articolo contiene un certo ammontare di FUD: l'obbligo di licenziare sotto SSPL si applica solo ai software che gli utenti di MongoDB sviluppano (e di cui dunque detengono il copyright) non a quelli che utilizzano (ad esempio il kernel Linux, citato impropriamente nel articolo).
Questa mi sembra più una tua opinione, Giacomo, che un fatto accertato. La mia opinione è diversa, ma ovviamente vale quanto la tua. In compenso, tutte le opinioni che ho visto nella discussione che stiamo avendo presso OSI sulla free-ness della licenza vanno in direzione opposta, confermando così che la licenza si applica a molto molto altro oltre che a MongoDB stesso, by design. Le sole opinioni contrarie di cui sono a conoscenza vengono da... wait for it... MongoDB ed i loro avvocati (surprise surprise).
Contrariamente a quanto scritto questa licenza non sembra solo dettata da avidità, ma da un effettivo desiderio di diffondere il software libero.
Anche questa è una tua opinione. Le conversazioni con MongoDB delle quali sono a conoscenza dicono invece che questa licenza è stata una mossa preventiva all'annuncio da parte di AWS di offrire un servizio MongoDB (il software) fully hosted, in concorrenza diretta con il servizio analogo offerto da MongoDB (l'azienda). Possiamo discutere sulle sfumature del giudizio morale: se sia più "avidità" o piuttosto necessità di garantire la "sostenibilità economica" dello sviluppo di MongoDB, ma personalmente non ci vedo nulla di legato al desiderio di diffondere il software libero. Soprattutto venendo da un'azienda for profit che impone un CLA per tutti i partecipanti allo sviluppo e che può quindi unilateralmente (come ha in effetti fatto per il passaggio AGPL -> SPPL) cambiare la licenza del software. Questo non vuol dire che il free riding che AWS fa su MongoDB sia una buona cosa. Personalmente lo trovo sia moralmente che strategicamente discutibile. Ma la reazione di MongoDB (l'azienda) non è affatto meglio. Saluti -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
On Thu, Nov 01, 2018 at 01:14:18PM +0100, Stefano Zacchiroli wrote:
On Thu, Nov 01, 2018 at 11:02:42AM +0100, Giacomo Tesio wrote:
L'articolo contiene un certo ammontare di FUD: l'obbligo di licenziare sotto SSPL si applica solo ai software che gli utenti di MongoDB sviluppano (e di cui dunque detengono il copyright) non a quelli che utilizzano (ad esempio il kernel Linux, citato impropriamente nel articolo). [...] In compenso, tutte le opinioni che ho visto nella discussione che stiamo avendo presso OSI sulla free-ness della licenza vanno in direzione opposta, confermando così che la licenza si applica a molto molto altro oltre che a MongoDB stesso, by design. Le sole opinioni contrarie di cui sono a conoscenza vengono da... wait for it... MongoDB ed i loro avvocati (surprise surprise).
Una precisazione, perché ho scritto male l'ultima parte del paragrafo qui sopra. Le opinioni dissonanti provenienti da MongoDB riguardano l'*intenzione* dietro la licenza. Per quanto riguarda il *campo di applicazione* di SPPL loro stessi affermano che la licenza è fatta per applicarsi anche a tutto il software (nei limiti dell'art.§13) che è necessario per offrire il servizio MongoDB agli utenti attraverso la rete. Il che nella pratica è impossibile, proprio perché non è software scritto da MongoDB. (L'unica opzione che resta è quindi quella di chiedere una licenza proprietaria, ovviamente a pagamento, a MongoDB. Che può venderla grazie al CLA di cui ho parlato nella mail precedente.) -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Il giorno Gio 1 Nov 2018 13:14 Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> ha scritto:
On Thu, Nov 01, 2018 at 11:02:42AM +0100, Giacomo Tesio wrote:
L'articolo contiene un certo ammontare di FUD: l'obbligo di licenziare sotto SSPL si applica solo ai software che gli utenti di MongoDB sviluppano (e di cui dunque detengono il copyright) non a quelli che utilizzano (ad esempio il kernel Linux, citato impropriamente nel articolo).
Questa mi sembra più una tua opinione, Giacomo, che un fatto accertato.
Beh, nessuno può distribuire software con una licenza X senza detenerne i diritti d'autore. Dunque, chiamare in causa Linux è FUD, perché tale richiesta sarebbe in contrasto con il diritto d'autore praticamente ovunque e dunque nulla.
In compenso, tutte le opinioni che ho visto nella discussione che stiamo avendo presso OSI sulla free-ness della licenza vanno in direzione opposta, confermando così che la licenza si applica a molto molto altro oltre che a MongoDB stesso, by design. Le sole opinioni contrarie di cui sono a conoscenza vengono da... wait for it... MongoDB ed i loro avvocati (surprise surprise).
Contrariamente a quanto scritto questa licenza non sembra solo dettata da avidità, ma da un effettivo desiderio di diffondere il software libero.
Anche questa è una tua opinione.
Hai ragione, questa era una mia speculazione basata sul solo testo della licenza. Se tu hai maggiori informazioni sulle intenzioni di MongoDB, non ho motivo di dubitarne. Possiamo discutere sulle sfumature del giudizio morale Sono più interessato alle conseguenze politiche ed economiche. Per quanto sia importante il perché, io cercavo proprio di obiettare all'articolo che interpreta in modo grettamente economico le intenzioni di MongoDB.
Questo non vuol dire che il free riding che AWS fa su MongoDB sia una buona cosa. Personalmente lo trovo sia moralmente che strategicamente discutibile. Ma la reazione di MongoDB (l'azienda) non è affatto meglio.
Sono d'accordo su AWS e mi fido su MongoDB. Però io ponevo un problema più generale rispetto allo sfruttamento economico del software libero. La (A)GPL della FSF è perfetta per il progetto GNU, un clone libero di UNIX. Ma supponi di avere scritto un software veramente innovativo e non essere interessato al suo sfruttamento economico, ma che tu voglia farne invece un dono ricorsivo, massimizzando il software libero innovativo che viene basato su di esso. A questo scopo, la SSPL di MongoDB potrebbe essere più adatta della AGPL. Si tratta di permettere lo sfruttamento economico del software libero, ma garantendo che tutti possano beneficiare del nuovo software scritto allo scopo di sfruttarlo. Un po' quello che sembra aver ottenuto libsignal, se l'interpretazione che riportavo nel thread su OMOMO è corretta da un punto di vista legale. Cosa ne pensi? Giacomo PS la discussione in corso al OSI è pubblica?
On Thu, Nov 01, 2018 at 06:15:40PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
On Thu, Nov 01, 2018 at 11:02:42AM +0100, Giacomo Tesio wrote:
L'articolo contiene un certo ammontare di FUD: l'obbligo di licenziare sotto SSPL si applica solo ai software che gli utenti di MongoDB > > sviluppano (e di cui dunque detengono il copyright) non a quelli che utilizzano (ad esempio il kernel Linux, citato impropriamente nel articolo).
Questa mi sembra più una tua opinione, Giacomo, che un fatto accertato.
Beh, nessuno può distribuire software con una licenza X senza detenerne i diritti d'autore. Dunque, chiamare in causa Linux è FUD, perché tale richiesta sarebbe in contrasto con il diritto d'autore praticamente ovunque e dunque nulla.
Lasciamo un attimo da parte il caso del kernel (ci torno dopo). Il testo della SSPL dice:
If you make the functionality of the Program or a modified version available to third parties as a service, you must make the Service Source Code available via network download to everyone at no charge, under the terms of this License. [...]
“Service Source Code” means the Corresponding Source for the Program or the modified version, and the Corresponding Source for all programs that you use to make the Program or modified version available as a service, including, without limitation, management software, user interfaces, application program interfaces, automation software, monitoring software, backup software, storage software and hosting software, all such that a user could run an instance of the service using the Service Source Code you make available.
Quindi la licenza di fatto si applica anche ad altro software oltre a MongoDB: praticamente a tutto lo stack su cui MongoDB gira se lo offri come servizio. Non nel senso che tale altro software sia distribuito *da* MongoDB (l'azienda), ma nel senso che la SSPL impone che *tu*, service provider di MongoDB, lo debba distribuire sotto gli stessi termini della SSPL come condizione per potere usare MongoDB. (Cosa in generale impossibile, perché il diritto d'autore su buona parte di tale software non sarà detenuto da te.) Se il kernel Linux rientri o meno no nella definizione di "Service Source Code", al momento, non è dato saperlo. Non ho ancora visto analisi legali sul punto. Contesto però definire FUD quel passaggio nell'articolo. Innanzitutto perché non è Jonathan Corbet che dice che si applica al kernel; si tratta di una citazione dal blog post di Matthew Garrett, correttamente citato nell'articolo. In secondo luogo perché nemmeno Matthew lo dice esplicitamente, lo pone come ipotesi; cito:
I'm not a lawyer, so I'll leave it up to them to figure out whether this means you're now only allowed to deploy MongoDB on BSD because the license would require you to relicense Linux away from the GPL.
Torno alla tua mail.
Ma supponi di avere scritto un software veramente innovativo e non essere interessato al suo sfruttamento economico, ma che tu voglia farne invece un dono ricorsivo, massimizzando il software libero innovativo che viene basato su di esso.
A questo scopo, la SSPL di MongoDB potrebbe essere più adatta della AGPL. [...] Cosa ne pensi?
Su questo ti seguo assolutamente. Il tema di come fare ad avere una forma di copyleft adatta all'era di SaaS è un tema apertissimo. AGPL è l'unica soluzione che abbiamo ed è insoddisfacente per molti motivi. Il dubbio di molti però, me compreso come hai capito :-), è che SSPL vada troppo in là, rendendo di fatto impossibile essere in compliance con la licenza. Io penso che sia fatto di proposito, per vendere licenze proprietarie, un po' come sfortunatamente tutti gli usi della AGPL da parte di Oracle in tempi recenti. Ma al di là della motivazione, se veramente è di fatto impossibile essere in compliance con la licenza, allora l'obiettivo di aumentare la quantità di software libero che esiste nel mondo (che è lo scopo del copyleft in generale) fallisce completamente per impraticabilità. Sono insomma molto d'accordo con la conclusione del post di Matthew, che ti invito a leggere qua: https://mjg59.dreamwidth.org/51230.html Nota inoltre che tutto questo è assolutamente indipendente dal fatto che la licenza sia considerata free/open o meno (da OSI/FSF/Debian). Potrebbe benissimo essere free/open, e allo stesso tempo impraticabile e inutile.
PS la discussione in corso al OSI è pubblica?
Si, come sempre. Sulla lista license-review (e anche license-discuss in questo caso). A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
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