"Aaron Swartz, un eroe 2.0?" - Unione Culturale Franco Antonicelli, Torino (16 gennaio 2015)
Gentilissimi, abbiamo il piacere di segnalarvi che venerdì 16 gennaio 2015 alle 21, presso la sede dell'Unione Culturale Franco Antonicelli (Via Cesare Battisti, 4 B – Torino), si svolgerà un incontro dal titolo "*Digital Guerrilla. Aaron Swartz, un eroe 2.0?*". L'incontro costituirà l'occasione per la *prima proiezione italiana *del documentario dedicato a Swartz e intitolato *The Internet’s Own Boy* del regista *Brian Knappenberger.* All'incontro parteciperanno inoltre *Juan Carlos De Martin* (docente di Rivoluzione digitale al Politecnico di Torino) e lo scrittore *Francesco Forlani*. *L'ingresso è libero e gratuito*. Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/. Cordiali saluti, -- ------------------------------------------------- Giuseppe Futia Communication Manager Nexa Center for Internet & Society Politecnico di Torino - DAUIN Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino web: http://nexa.polito.it mail: giuseppe.futia@polito.it tel. +39 011 090 7219
Ottimo, benissimo! pur se, va detto, non e' certo la "prima", essendo gia' stato proiettato a Bologna il 2 dicembre scorso (http://t.co/NO7BrbOwAO), e forse anche altrove (Andrea Zanni, presidente di Wikimedia Italia, in cc, sa meglio di me) verra' poi proiettato anche alla Biblioteca Comunale di Trento sabato 17 gennaio: http://t.co/oErThTUfAW visto che ci siamo, segnalo anche un paio di pezzi utili usciti nei giorni scorsi per il secondo anniversario della morte: - http://t.co/eMami62Mcw - http://t.co/mUkckf5EFS nonche' l'ebook di tributo in italiano del 2014, che abbiamo appena rivisto e corretto: http://aaronswartztributo.tumblr.com/ [e personalmente eviterei etichette tipo "eroe" o mitologie varie, non giova a nessuno] --b. =======================
Gentilissimi,
abbiamo il piacere di segnalarvi che venerdì 16 gennaio 2015 alle 21, presso la sede dell'Unione Culturale Franco Antonicelli (Via Cesare Battisti, 4 B -- Torino), si svolgerà un incontro dal titolo "*Digital Guerrilla. Aaron Swartz, un eroe 2.0?*".
L'incontro costituirà l'occasione per la *prima proiezione italiana *del documentario dedicato a Swartz e intitolato /The Internet's Own Boy/ del regista *Brian Knappenberger.*
All'incontro parteciperanno inoltre *Juan Carlos De Martin* (docente di Rivoluzione digitale al Politecnico di Torino) e lo scrittore *Francesco Forlani*.
*L'ingresso è libero e gratuito*.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
Grazie molte, Bernardo! Preciso solo - visto che dal messaggio di Giuseppe poteva non essere evidente - che è l'Unione Culturale, che organizza l'incontro, ad aver usato la parola "eroe" e ad aver definito la proiezione di venerdì "la prima in Italia". Quando parlerò farò presente sia i pericoli di una mitologizzazione di AS, sia le altre proiezioni (avvenute o imminenti) del documentario. Intanto diffondiamo i link. Grazie ancora! juan carlos On 12/01/15 17:04, bernardo parrella wrote:
Ottimo, benissimo! pur se, va detto, non e' certo la "prima", essendo gia' stato proiettato a Bologna il 2 dicembre scorso (http://t.co/NO7BrbOwAO), e forse anche altrove (Andrea Zanni, presidente di Wikimedia Italia, in cc, sa meglio di me)
verra' poi proiettato anche alla Biblioteca Comunale di Trento sabato 17 gennaio: http://t.co/oErThTUfAW
visto che ci siamo, segnalo anche un paio di pezzi utili usciti nei giorni scorsi per il secondo anniversario della morte:
- http://t.co/eMami62Mcw - http://t.co/mUkckf5EFS
nonche' l'ebook di tributo in italiano del 2014, che abbiamo appena rivisto e corretto: http://aaronswartztributo.tumblr.com/
[e personalmente eviterei etichette tipo "eroe" o mitologie varie, non giova a nessuno]
--b.
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Gentilissimi,
abbiamo il piacere di segnalarvi che venerdì 16 gennaio 2015 alle 21, presso la sede dell'Unione Culturale Franco Antonicelli (Via Cesare Battisti, 4 B – Torino), si svolgerà un incontro dal titolo "*Digital Guerrilla. Aaron Swartz, un eroe 2.0?*".
L'incontro costituirà l'occasione per la *prima proiezione italiana *del documentario dedicato a Swartz e intitolato /The Internet’s Own Boy/ del regista *Brian Knappenberger.*
All'incontro parteciperanno inoltre *Juan Carlos De Martin* (docente di Rivoluzione digitale al Politecnico di Torino) e lo scrittore *Francesco Forlani*.
*L'ingresso è libero e gratuito*.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Il 12 gennaio 2015 08:31, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it> ha scritto:
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
Nel link qui sopra compare questa frase: "Ha messo a disposizione di chiunque tutti i materiali che considerava beni comuni, come gli articoli di Jstor." che è falsa. Aaron *non ha mai violato il copyright di JSTOR né ha diffuso alcun articolo di quelli che aveva scaricato JSTOR*. Anzi (ironicamente, si potrebbe dire), il fatto che Aaron avrebbe in futuro diffuso quegli articoli era proprio la teoria degli inquirenti USA che, a loro dire, giustificava la "linea dura". Questo è spiegato nel documentario dove per alto Carl Malamud (amico di Aaron, fondatore di public.resource.org e del progetto RECAP) ha dichiarato che, secondo un altro amico di Aaron, il download di massa degli articoli era l'inizio di un progetto di ricerca scientifica sul legame tra i finanziamenti alla ricerca da parte delle industrie americani e i risultati negazionisti del riscaldamento globale. La risposta, purtroppo, non la sapremo mai. Cristian
Certo, chi conosce - come molti su questa lista - la (triste) vicenda sa come sono andate le cose. Tenete però conto che non tutti sono versati nel digitale come noi: l'Unione Culturale si sta affacciando a questi temi e quindi guardatela come un'occasione per condividere con loro quello che sappiamo (o pensiamo di sapere) noi. A tal fine chi è a Torino può (se vuole) partecipare direttamente all'incontro, mentre gli altri possono lasciare un commento pubblico sul loro sito (http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/). Ciao, jc On 12/01/15 19:43, Cristian Consonni wrote:
Il 12 gennaio 2015 08:31, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it> ha scritto:
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/. Nel link qui sopra compare questa frase: "Ha messo a disposizione di chiunque tutti i materiali che considerava beni comuni, come gli articoli di Jstor."
che è falsa. Aaron *non ha mai violato il copyright di JSTOR né ha diffuso alcun articolo di quelli che aveva scaricato JSTOR*.
Anzi (ironicamente, si potrebbe dire), il fatto che Aaron avrebbe in futuro diffuso quegli articoli era proprio la teoria degli inquirenti USA che, a loro dire, giustificava la "linea dura".
Questo è spiegato nel documentario dove per alto Carl Malamud (amico di Aaron, fondatore di public.resource.org e del progetto RECAP) ha dichiarato che, secondo un altro amico di Aaron, il download di massa degli articoli era l'inizio di un progetto di ricerca scientifica sul legame tra i finanziamenti alla ricerca da parte delle industrie americani e i risultati negazionisti del riscaldamento globale.
La risposta, purtroppo, non la sapremo mai.
Cristian _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Trovo molto bello che ci sia un'altra proiezione del documentario: io personalmente ne ho fatte due e ne avrò una terza a febbraio con la Cineteca di Bologna, ma più siamo meglio è. Se all'Unione Culturale fa piacere scrivere "prima", facciano pure :-) Aggiungo una cosa banale ma secondo furba: la seconda proiezione che ho fatto è stata l'interno di un'assemblea di istituto scolastica. I ragazzi volevano parlare di internet, vedere un film per introdurre l'argomento, e gli ho proposto il documentario. Sono stati entusiasti (la cosa bella è che eravamo al cinema a vederlo, e dato che il film è in CC il cinema stesso ha fatto pagare soltanto la sala) e i temi per il dibattito sono veramente tantissimi. E' un'ottimo film da cineforum, insomma, per parlare di internet, open access, copyright, e pure del ruolo fra potere e internet, potere e informazione, potere e giustizia. Se vi capita, consigliatelo a insegnanti e professori. Per il libro, abbiamo fatto un'opera di pulizia direttamente su GitHub (non del tutto completa, a dire il vero), ma qualcosa si può vedere qui: https://gbonanome.github.io/aaronswartz/index.html Saluti Andrea Zanni Presidente Wikimedia Italia 2015-01-13 8:53 GMT+01:00 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
Certo, chi conosce - come molti su questa lista - la (triste) vicenda sa come sono andate le cose.
Tenete però conto che non tutti sono versati nel digitale come noi: l'Unione Culturale si sta affacciando a questi temi e quindi guardatela come un'occasione per condividere con loro quello che sappiamo (o pensiamo di sapere) noi.
A tal fine chi è a Torino può (se vuole) partecipare direttamente all'incontro, mentre gli altri possono lasciare un commento pubblico sul loro sito (http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/).
Ciao, jc
On 12/01/15 19:43, Cristian Consonni wrote:
Il 12 gennaio 2015 08:31, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it> ha scritto:
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
Nel link qui sopra compare questa frase: "Ha messo a disposizione di chiunque tutti i materiali che considerava beni comuni, come gli articoli di Jstor."
che è falsa. Aaron *non ha mai violato il copyright di JSTOR né ha diffuso alcun articolo di quelli che aveva scaricato JSTOR*.
Anzi (ironicamente, si potrebbe dire), il fatto che Aaron avrebbe in futuro diffuso quegli articoli era proprio la teoria degli inquirenti USA che, a loro dire, giustificava la "linea dura".
Questo è spiegato nel documentario dove per alto Carl Malamud (amico di Aaron, fondatore di public.resource.org e del progetto RECAP) ha dichiarato che, secondo un altro amico di Aaron, il download di massa degli articoli era l'inizio di un progetto di ricerca scientifica sul legame tra i finanziamenti alla ricerca da parte delle industrie americani e i risultati negazionisti del riscaldamento globale.
La risposta, purtroppo, non la sapremo mai.
Cristian _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Grazie molte, Andrea. Credo che quelli dell'Unione semplicemente non sappiano di non essere i primi, e che quindi siano in buna fede. Glielo dirò alla prima occasione, al più tardi durante la presentazione. Per il resto, grazie dei consigli e di tutto quello che avete fatto, davvero notevole! ciao juan carlos On 15/01/15 09:53, Andrea Zanni wrote:
Trovo molto bello che ci sia un'altra proiezione del documentario: io personalmente ne ho fatte due e ne avrò una terza a febbraio con la Cineteca di Bologna, ma più siamo meglio è. Se all'Unione Culturale fa piacere scrivere "prima", facciano pure :-)
Aggiungo una cosa banale ma secondo furba: la seconda proiezione che ho fatto è stata l'interno di un'assemblea di istituto scolastica. I ragazzi volevano parlare di internet, vedere un film per introdurre l'argomento, e gli ho proposto il documentario. Sono stati entusiasti (la cosa bella è che eravamo al cinema a vederlo, e dato che il film è in CC il cinema stesso ha fatto pagare soltanto la sala) e i temi per il dibattito sono veramente tantissimi.
E' un'ottimo film da cineforum, insomma, per parlare di internet, open access, copyright, e pure del ruolo fra potere e internet, potere e informazione, potere e giustizia.
Se vi capita, consigliatelo a insegnanti e professori.
Per il libro, abbiamo fatto un'opera di pulizia direttamente su GitHub (non del tutto completa, a dire il vero), ma qualcosa si può vedere qui: https://gbonanome.github.io/aaronswartz/index.html
Saluti
Andrea Zanni Presidente Wikimedia Italia
2015-01-13 8:53 GMT+01:00 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>>:
Certo, chi conosce - come molti su questa lista - la (triste) vicenda sa come sono andate le cose.
Tenete però conto che non tutti sono versati nel digitale come noi: l'Unione Culturale si sta affacciando a questi temi e quindi guardatela come un'occasione per condividere con loro quello che sappiamo (o pensiamo di sapere) noi.
A tal fine chi è a Torino può (se vuole) partecipare direttamente all'incontro, mentre gli altri possono lasciare un commento pubblico sul loro sito (http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/).
Ciao, jc
On 12/01/15 19:43, Cristian Consonni wrote:
Il 12 gennaio 2015 08:31, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it <mailto:giuseppe.futia@polito.it>> ha scritto:
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
Nel link qui sopra compare questa frase: "Ha messo a disposizione di chiunque tutti i materiali che considerava beni comuni, come gli articoli di Jstor."
che è falsa. Aaron *non ha mai violato il copyright di JSTOR né ha diffuso alcun articolo di quelli che aveva scaricato JSTOR*.
Anzi (ironicamente, si potrebbe dire), il fatto che Aaron avrebbe in futuro diffuso quegli articoli era proprio la teoria degli inquirenti USA che, a loro dire, giustificava la "linea dura".
Questo è spiegato nel documentario dove per alto Carl Malamud (amico di Aaron, fondatore di public.resource.org <http://public.resource.org> e del progetto RECAP) ha dichiarato che, secondo un altro amico di Aaron, il download di massa degli articoli era l'inizio di un progetto di ricerca scientifica sul legame tra i finanziamenti alla ricerca da parte delle industrie americani e i risultati negazionisti del riscaldamento globale.
La risposta, purtroppo, non la sapremo mai.
Cristian _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Grazie :-) Stiamo facendo alcuni esperimenti di scrittura/traduzione collaborativa, questa volta usando direttamente un software complicato ma potente come Git/GitHub. C'è molto potenziale, secondo me, e si possono fare cose molto belle in poco tempo. Ovviamente, è facile fare una cosa bella traducendo Weinberger o Aaron Swartz :-) Andrea 2015-01-15 10:03 GMT+01:00 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
Grazie molte, Andrea. Credo che quelli dell'Unione semplicemente non sappiano di non essere i primi, e che quindi siano in buna fede. Glielo dirò alla prima occasione, al più tardi durante la presentazione.
Per il resto, grazie dei consigli e di tutto quello che avete fatto, davvero notevole!
ciao juan carlos
On 15/01/15 09:53, Andrea Zanni wrote:
Trovo molto bello che ci sia un'altra proiezione del documentario: io personalmente ne ho fatte due e ne avrò una terza a febbraio con la Cineteca di Bologna, ma più siamo meglio è. Se all'Unione Culturale fa piacere scrivere "prima", facciano pure :-)
Aggiungo una cosa banale ma secondo furba: la seconda proiezione che ho fatto è stata l'interno di un'assemblea di istituto scolastica. I ragazzi volevano parlare di internet, vedere un film per introdurre l'argomento, e gli ho proposto il documentario. Sono stati entusiasti (la cosa bella è che eravamo al cinema a vederlo, e dato che il film è in CC il cinema stesso ha fatto pagare soltanto la sala) e i temi per il dibattito sono veramente tantissimi.
E' un'ottimo film da cineforum, insomma, per parlare di internet, open access, copyright, e pure del ruolo fra potere e internet, potere e informazione, potere e giustizia.
Se vi capita, consigliatelo a insegnanti e professori.
Per il libro, abbiamo fatto un'opera di pulizia direttamente su GitHub (non del tutto completa, a dire il vero), ma qualcosa si può vedere qui: https://gbonanome.github.io/aaronswartz/index.html
Saluti
Andrea Zanni Presidente Wikimedia Italia
2015-01-13 8:53 GMT+01:00 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
Certo, chi conosce - come molti su questa lista - la (triste) vicenda sa come sono andate le cose.
Tenete però conto che non tutti sono versati nel digitale come noi: l'Unione Culturale si sta affacciando a questi temi e quindi guardatela come un'occasione per condividere con loro quello che sappiamo (o pensiamo di sapere) noi.
A tal fine chi è a Torino può (se vuole) partecipare direttamente all'incontro, mentre gli altri possono lasciare un commento pubblico sul loro sito (http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/ ).
Ciao, jc
On 12/01/15 19:43, Cristian Consonni wrote:
Il 12 gennaio 2015 08:31, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it> ha scritto:
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
Nel link qui sopra compare questa frase: "Ha messo a disposizione di chiunque tutti i materiali che considerava beni comuni, come gli articoli di Jstor."
che è falsa. Aaron *non ha mai violato il copyright di JSTOR né ha diffuso alcun articolo di quelli che aveva scaricato JSTOR*.
Anzi (ironicamente, si potrebbe dire), il fatto che Aaron avrebbe in futuro diffuso quegli articoli era proprio la teoria degli inquirenti USA che, a loro dire, giustificava la "linea dura".
Questo è spiegato nel documentario dove per alto Carl Malamud (amico di Aaron, fondatore di public.resource.org e del progetto RECAP) ha dichiarato che, secondo un altro amico di Aaron, il download di massa degli articoli era l'inizio di un progetto di ricerca scientifica sul legame tra i finanziamenti alla ricerca da parte delle industrie americani e i risultati negazionisti del riscaldamento globale.
La risposta, purtroppo, non la sapremo mai.
Cristian _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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participants (5)
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Andrea Zanni -
bernardo parrella -
Cristian Consonni -
Giuseppe Futia -
J.C. DE MARTIN