Grazie molte, Andrea.
Credo che quelli dell'Unione semplicemente non sappiano di non essere i primi,
e che quindi siano in buna fede. Glielo dirò alla prima occasione,
al più tardi durante la presentazione.

Per il resto, grazie dei consigli e di tutto quello che avete fatto,
davvero notevole!

ciao
juan carlos



On 15/01/15 09:53, Andrea Zanni wrote:
Trovo molto bello che ci sia un'altra proiezione del documentario:
io personalmente ne ho fatte due e ne avrò una terza a febbraio con la Cineteca di Bologna,
ma più siamo meglio è.
Se all'Unione Culturale fa piacere scrivere "prima", facciano pure :-)

Aggiungo una cosa banale ma secondo furba:
la seconda proiezione che ho fatto è stata l'interno di un'assemblea di istituto scolastica.
I ragazzi volevano parlare di internet, vedere un film per introdurre l'argomento, e gli ho proposto il documentario.
Sono stati entusiasti (la cosa bella è che eravamo al cinema a vederlo, e dato che il film è in CC il cinema stesso ha fatto pagare soltanto la sala) e i temi per il dibattito sono veramente tantissimi.

E' un'ottimo film da cineforum, insomma, per parlare di internet, open access, copyright, e pure del ruolo fra potere e internet, potere e informazione, potere e giustizia.

Se vi capita, consigliatelo a insegnanti e professori.

Per il libro, abbiamo fatto un'opera di pulizia direttamente su GitHub (non del tutto completa, a dire il vero),
ma qualcosa si può vedere qui:
https://gbonanome.github.io/aaronswartz/index.html


Saluti

Andrea Zanni
Presidente Wikimedia Italia



2015-01-13 8:53 GMT+01:00 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
Certo, chi conosce - come molti su questa lista - la (triste) vicenda
sa come sono andate le cose.

Tenete però conto che non tutti sono versati nel digitale come noi:
l'Unione Culturale si sta affacciando a questi temi e quindi guardatela
come un'occasione per condividere con loro quello che sappiamo
(o pensiamo di sapere) noi.

A tal fine chi è a Torino può (se vuole) partecipare direttamente all'incontro,
mentre gli altri possono lasciare un commento pubblico
sul loro sito (http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/).

Ciao,
jc




On 12/01/15 19:43, Cristian Consonni wrote:
Il 12 gennaio 2015 08:31, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it> ha scritto:
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo:
http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
Nel link qui sopra compare questa frase:
"Ha messo a disposizione di chiunque tutti i materiali che considerava
beni comuni, come gli articoli di Jstor."

che è falsa. Aaron *non ha mai violato il copyright di JSTOR né ha
diffuso alcun articolo di quelli che aveva scaricato JSTOR*.

Anzi (ironicamente, si potrebbe dire), il fatto che Aaron avrebbe in
futuro diffuso quegli articoli era proprio la teoria degli inquirenti
USA che, a loro dire, giustificava la "linea dura".

Questo è spiegato nel documentario dove per alto Carl Malamud (amico
di Aaron, fondatore di public.resource.org e del progetto RECAP) ha
dichiarato che, secondo un altro amico di Aaron, il download di massa
degli articoli era l'inizio di un progetto di ricerca scientifica sul
legame tra i finanziamenti alla ricerca da parte delle industrie
americani e i risultati negazionisti del riscaldamento globale.

La risposta, purtroppo, non la sapremo mai.

Cristian
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