Re: [nexa] alfabetizzazione digitale ... ai docenti (Damiano Verzulli)
Damiano, grazie per la disponibilità, sono cresciuto col "lei" ma nelle varie liste ho imparato il "tu", a darlo e riceverlo. Ho sperimentato le difficoltà che racconti, ma la testa è dura ed i pericoli che vedo sono apocalittici, mi riferisco agli ultimi msg su emozioni numerizzate. Da migliaia di anni e più ci domandiamo chi siamo, ora il digitale ci sbatte in faccia una realtà dura: forse non siamo così esclusivi, forse non siamo "la misura di tutte le cose" più semplicemente "misuriamo le cose", penso a Protagora, filosofo appena più anziano di Socrate. Come siamo apparsi potremmo anche scomparire ed il digitale potrebbe essere la leva; intanto ci mette ai margini, ci fa vedere che non sono soltanto nostre facoltà che eravamo convinti appartenessero soltanto a noi. Temo davvero che possa essere già tardi, ma scrivi bene: il cuore continua a battere e la testa non si arrende. Vediamo se oltre a te - ancora grazie 1000! - arrivano altri aiuti, altre disponibilità, di sicuro non è cosa che possiamo fare in due, intanto è molto bella la proposta di Guido Noto La Diega col quale mi scuso per averlo ribattezzato. Auguri cordiali. Duccio (Alessandro Marzocchi) Il giorno ven 13 mag 2022 alle ore 13:52 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Message: 1 Date: Fri, 13 May 2022 13:12:49 +0200 From: Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> ... ... Cionondimento.... semmai lei (@alessandro marzocchi) o chiunque altro/altra avesse tempo e voglia di organizzare qualcosa e mi ritenesse "utile" alla causa... il mio cuore continua comunque a battere in quella direzione (il cuore, sob!, non riesco a spegnerlo!).Ma saro' necessariamente "gregario". Non "maverick".... Un caro saluto, DV [1] https://scuola.linux.it/ [2] https://lists.linux.it/listinfo/scuola
.. pericoli che vedo sono apocalittici, mi riferisco agli ultimi msg su emozioni numerizzate ...
Mi viene in mente il celebre saggio "apocalittici e integrati" di Umberto Eco, del 1964 (sic!), già citato in lista qualche tempo fa. Dato che si tirano in ballo filosofi greci, permettetemi di nominarne uno che, non fosse stato per Diogene Laerzio, di lui non sapremmo nulla. E sarebbe stato un peccato perché senza la scuola di pensiero, l'eclettismo, fondata, appunto, da Potamone d'Alessandria, non useremmo nemmeno quel termine "eclettico" che nei secoli è stato associato alle persone di genio, o alle persone comuni, che si sono interessati, spesso contemporaneamente, ai vari campi dello scibile umano. Nicola Cusano, Leon Battista Alberti, Leibniz, sono solo alcune delle figure poliedriche che hanno dato contributi importantissimi alla civiltà. Umanisti e matematici, ecco cos'erano (oltre a tanto altro). E perché mai non dovrebbero coesistere nella stessa persona predisposizioni per l'una o altra branca del sapere? Per finire, dopo i "mostri sacri" del passato, vorrei ricordare un personaggio non notissimo a molti, Leonardo Sinisgalli, il "poeta ingegnere" o il "poeta delle due muse" [1], se fosse vivo oggi probabilmente sarebbe qui a discutere con noi, in questa lista frequentata da "apocalittici e integrati". Con la rivista "Civiltà delle macchine" ha provato a fare e farsi spiegare dai maggiori umanisti dell'epoca (scrittori, artisti, poeti), come rapportarci con le "macchine" senza esserne schiavi. E' inutile, controproducente, dire la matematica, i numeri, sono e ci porteranno alla rovina del mondo, mettere la testa sotto la sabbia. Non capire le percentuali significa che se dici a qualcuno che il 10% delle persone possiede il 76% di tutta la ricchezza globale e questo ti guarda stralunato, non gli darà il giusto peso. Figuriamoci se gli presenti un report [2], denso di numeri, grafici, statistiche, percentuali, sulla disuguaglianza nel mondo. Jacques Ellul, nel saggio "Il sistema tecnico" del 1977 scriveva: "La tecnologia invade le nostre vite, riempie anche i più piccoli interstizi dell’esistenza, e ci domina senza che a essa si possano frapporre ostacoli. Il mondo tecnologico si auto-alimenta, si autonomizza e tende sempre più a vivere tramite scambi del tutto interni, con il pericolo che il mondo tipicamente umano, quello dei sentimenti, delle emozioni, dei desideri, divenga una mera appendice dell’universo tecnologico". Era il 1977, è trascorso quasi mezzo secolo, la tecnologia è ancora più pervasiva ma se le distopie vaticinate dagli scrittori di fantascienza non si sono (ancora) avverate è anche grazie a chi, tecnico tra gli umanisti o umanista tra i tecnici ha saputo mettere in circolo i "freni" necessari. "Un essere umano deve essere in grado di cambiare un pannolino, ..., guidare una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, tenere la contabilità, costruire un muro, aggiustare un osso rotto, confortare i moribondi, prendere ordini, dare ordini, collaborare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un problema nuovo, raccogliere il letame, programmare un computer, cucinare un pasto saporito ... La specializzazione va bene per gli insetti." Robert A. Heinlein, (Lazarus Long l'immortale) Antonio [1] https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Sinisgalli [2] https://wir2022.wid.world/www-site/uploads/2021/12/WorldInequalityReport2022... [3] https://it.wikipedia.org/wiki/Lazarus_Long,_l%27immortale
Buongiorno Antonio e nexiane, questo thread (per sua natura) è andato molto lontano e mi spiace aggiungere un mio commento che rischia di aumentare l'entropia, ma... Antonio Iacono <antonio@piumarossa.it> writes: [...]
Jacques Ellul, nel saggio "Il sistema tecnico" del 1977 scriveva: "La tecnologia invade le nostre vite, riempie anche i più piccoli interstizi dell’esistenza, e ci domina senza che a essa si possano frapporre ostacoli. Il mondo tecnologico si auto-alimenta, si autonomizza e tende sempre più a vivere tramite scambi del tutto interni, con il pericolo che il mondo tipicamente umano, quello dei sentimenti, delle emozioni, dei desideri, divenga una mera appendice dell’universo tecnologico".
Per favore dobbiamo contrastare con fermezza e decisione ogni rappresentazione della tecnologia come "non umana" [1] e/o come se appartenesse a un altro universo rispetto al nostro: così come umano è avere sentimenti, emozioni e desideri, umano è avere logos E techné (che guarda un po' assieme costituiscono la tecnologia); privare [2] una persona di logos o techné equivale a sottoporla a /pesanti/ costrizioni, a chiederle di rinunciare a una parte fondamentale della propria natura (umana). Ne consegue che poter esercitare /liberamente/ il proprio logos E la propria techné (quindi /praticare/ la tecnologia) è un diritto umano a cui nessuna persona dovrebbe essere forzata a rinunciare, anzi dovrebbe essere incoraggiata a coltivare anche quelle due importanti dimensioni /umane/. L'essere umano è grande, c'è spazio per tutte queste cose /assieme/. Infine: NON ESISTE un "mondo tecnologico che si auto-alimenta"... è ora di basta con questa storiella. [...] Saluti, 380° [1] a meno che qualcuno voglia discutere di tecnologia extra-terrestre, che anche in quel caso /comunque/ dubito fortemente possa essere un "ente indipendente da esseri dotati di coscienza". [2] o tentare di impedirle di usare, che sostanzialmente è la stessa cosa quando la tencologia necessita di software proprietario per poter essere utilizzata :-O -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
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