"EXCLUSIVE Italy, Intel intensify talks over $9 billion chip factory, sources say"
EXCLUSIVE Italy, Intel intensify talks over $9 billion chip factory, sources say By Giuseppe Fonte and Giulio Piovaccari December 23, 2021 https://www.reuters.com/technology/exclusive-italy-intel-intensify-talks-ove...
On Fri, Dec 24, 2021 09:26:47 AM +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
EXCLUSIVE Italy, Intel intensify talks over $9 billion chip factory, sources say
By Giuseppe Fonte and Giulio Piovaccari
December 23, 2021
https://www.reuters.com/technology/exclusive-italy-intel-intensify-talks-ove...
(quasi) ottimo. Qualsiasi ulteriore passo verso una autosufficienza europea nella fabbricazione di microprocessori, in aggiunta a quelli gia' in discussione da tempo: https://stop.zona-m.net/2021/03/europe...-going-alone-at-microchips-finally/ e' un passo verso un obiettivo da raggiungere assolutamente, prima e' meglio e'. Buone feste a tutti! Marco -- Help me write my NEXT MILLION WORDS for digital awareness: https://stop.zona-m.net/2021/10/funding-2021-2022/
(quasi) ottimo. Qualsiasi ulteriore passo verso una autosufficienza europea nella fabbricazione di microprocessori
Immagino che quel (quasi) sia dovuto al fatto che Intel proprio europea non è. Intel costruirà la "fabbrica" in Italia e avrà generosi incentivi da parte dello Stato italiano, bene. Ancora una volta il governo Draghi ha ribadito con i fatti l'atlantismo ////espresso in sede di insediamento. L'articolo termina con: "In April, the Italian government used anti-takeover legislation to block a planned sale of a controlling stake in a local semiconductor equipment maker to China's Shenzhen Invenland Holdings Co Ltd." Da quando è stato istituito il "golden power" 4 volte su 5 sono state respinte offerte cinesi. Ma ogni volta che si manda a monte un'acquisizione le conseguenze non sono sempre indolori. E così succede che il Governo sta pensando di offrire un risarcimento teso a limitare il ricorso ai tribunali [1]. E' chiaro che c'è una guerra commerciale USA-Cina per i semiconduttori, ma a questo punto qualcuno dovrebbe dire chiaramente che l'Italia è schierata da una parte e non nascondersi dietro la "sicurezza nazionale". L'"ottima" notizia sarebbe stata invece (per me) leggere di un investimento in un produttore di semiconduttori interamente europeo, ad esempio l'italo-francese STMicroelectronics [2] A. [1] https://finance.yahoo.com/news/italy-may-compensate-firms-hit-142852617.html [2] https://it.wikipedia.org/wiki/STMicroelectronics
On Fri, 24 Dec 2021 13:48:46 +0100 Antonio Iacono wrote:
E' chiaro che c'è una guerra commerciale USA-Cina per i semiconduttori, ma a questo punto qualcuno dovrebbe dire chiaramente che l'Italia è schierata da una parte e non nascondersi dietro la "sicurezza nazionale".
La dimensione economica di questa guerra è l'unica chiara solo perché è l'unica comprensibile senza alcuna competenza informatica o strategica. Ma la guerra fra USA e Cina si estende ben oltre il commerciale. La cecità dell'Europa (e dell'Italia) a riguardo è drammatica. In Asia risiede il 60% della popolazione mondiale. In Europa meno del 10%. In Nord America meno del 5%. E si prevede che questi squilibri demografici peggiorino [1]. La distribuzione della ricchezza è pressoché invertita (sebbene nei paesi più ricchi, gli squilibri interni siano notevolissimi). Solo costituendo un terzo polo indipendente da entrambi i contendenti, l'Europa può evitare una terza guerra mondiale che si consumi nuovamente sul proprio territorio [2]. Perché in assenza di un terzo incomodo che possa trarre vantaggio da una conflitto militare fra i contentendi maggiori [3], prima o poi, una di queste potenze trasferirà sul piano fisico la guerra cibernetica già in corso da anni. Il filo atlantismo dell'Europa può _forse_ ritardare questo scontro di qualche anno, ma lo renderà al contempo più distruttivo per l'Europa stessa. E chiunque vinca, ridefinirà il concetto di democrazia per adattarlo al potere totalitario globale che l'informatica gli fornirà. L'unico modo per evitarlo è costituire una potenza ideologicamente terza ma tecnologicamente comparabile con le altre due. Giacomo [1] https://www.worldometers.info/world-population/population-by-region/ [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Distribution_of_wealth#/media/File:Countries_b... [3] ovvero, esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale
condivido totalmente l'analisi di Giacomo Giovanni Il giorno ven 24 dic 2021 alle ore 15:18 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
On Fri, 24 Dec 2021 13:48:46 +0100 Antonio Iacono wrote:
E' chiaro che c'è una guerra commerciale USA-Cina per i semiconduttori, ma a questo punto qualcuno dovrebbe dire chiaramente che l'Italia è schierata da una parte e non nascondersi dietro la "sicurezza nazionale".
La dimensione economica di questa guerra è l'unica chiara solo perché è l'unica comprensibile senza alcuna competenza informatica o strategica.
Ma la guerra fra USA e Cina si estende ben oltre il commerciale.
La cecità dell'Europa (e dell'Italia) a riguardo è drammatica.
In Asia risiede il 60% della popolazione mondiale. In Europa meno del 10%. In Nord America meno del 5%. E si prevede che questi squilibri demografici peggiorino [1].
La distribuzione della ricchezza è pressoché invertita (sebbene nei paesi più ricchi, gli squilibri interni siano notevolissimi).
Solo costituendo un terzo polo indipendente da entrambi i contendenti, l'Europa può evitare una terza guerra mondiale che si consumi nuovamente sul proprio territorio [2].
Perché in assenza di un terzo incomodo che possa trarre vantaggio da una conflitto militare fra i contentendi maggiori [3], prima o poi, una di queste potenze trasferirà sul piano fisico la guerra cibernetica già in corso da anni.
Il filo atlantismo dell'Europa può _forse_ ritardare questo scontro di qualche anno, ma lo renderà al contempo più distruttivo per l'Europa stessa.
E chiunque vinca, ridefinirà il concetto di democrazia per adattarlo al potere totalitario globale che l'informatica gli fornirà.
L'unico modo per evitarlo è costituire una potenza ideologicamente terza ma tecnologicamente comparabile con le altre due.
Giacomo
[1] https://www.worldometers.info/world-population/population-by-region/
[2]
https://en.wikipedia.org/wiki/Distribution_of_wealth#/media/File:Countries_b...
[3] ovvero, esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
E chiunque vinca, ridefinirà il concetto di democrazia per adattarlo al potere totalitario globale che l'informatica gli fornirà.
è se il vecchio rompiscatole (Agamben, non Tesio :-D ) avesse ragione? --8<---------------cut here---------------start------------->8--- coniugando l’estrema alienazione dei rapporti fra gli uomini con un controllo sociale senza precedenti. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (da https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-capitalismo-comunista «Capitalismo comunista»)
L'unico modo per evitarlo è costituire una potenza ideologicamente terza ma tecnologicamente comparabile con le altre due.
E quale sarebbe questa ideologia terza? A me pare ce ne sia rimasta una sola, ma magari sono cieco e sordo. [...] Saluti, 380° -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Troppo tardi Giacomo, il centro del mondo è tra Cina e Stati Uniti. Noi siamo una mera appendice. Il ven 24 dic 2021, 3:19 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
On Fri, 24 Dec 2021 13:48:46 +0100 Antonio Iacono wrote:
E' chiaro che c'è una guerra commerciale USA-Cina per i semiconduttori, ma a questo punto qualcuno dovrebbe dire chiaramente che l'Italia è schierata da una parte e non nascondersi dietro la "sicurezza nazionale".
La dimensione economica di questa guerra è l'unica chiara solo perché è l'unica comprensibile senza alcuna competenza informatica o strategica.
Ma la guerra fra USA e Cina si estende ben oltre il commerciale.
La cecità dell'Europa (e dell'Italia) a riguardo è drammatica.
In Asia risiede il 60% della popolazione mondiale. In Europa meno del 10%. In Nord America meno del 5%. E si prevede che questi squilibri demografici peggiorino [1].
La distribuzione della ricchezza è pressoché invertita (sebbene nei paesi più ricchi, gli squilibri interni siano notevolissimi).
Solo costituendo un terzo polo indipendente da entrambi i contendenti, l'Europa può evitare una terza guerra mondiale che si consumi nuovamente sul proprio territorio [2].
Perché in assenza di un terzo incomodo che possa trarre vantaggio da una conflitto militare fra i contentendi maggiori [3], prima o poi, una di queste potenze trasferirà sul piano fisico la guerra cibernetica già in corso da anni.
Il filo atlantismo dell'Europa può _forse_ ritardare questo scontro di qualche anno, ma lo renderà al contempo più distruttivo per l'Europa stessa.
E chiunque vinca, ridefinirà il concetto di democrazia per adattarlo al potere totalitario globale che l'informatica gli fornirà.
L'unico modo per evitarlo è costituire una potenza ideologicamente terza ma tecnologicamente comparabile con le altre due.
Giacomo
[1] https://www.worldometers.info/world-population/population-by-region/
[2]
https://en.wikipedia.org/wiki/Distribution_of_wealth#/media/File:Countries_b...
[3] ovvero, esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On Fri, 24 Dec 2021 17:22:55 +0100 Luigi Scorca wrote:
Troppo tardi Giacomo, il centro del mondo è tra Cina e Stati Uniti. Noi siamo una mera appendice.
Sai Luigi? C'è un solo modo per vincere una guerra: convincere l'avversario che ha già perso. E dopo anni di debug, io non me la bevo così facilmente. ;-) Giacomo
Non sono pessimista, sono realista. Gli Stati membri non hanno interesse ad una costruzione europea di stampo federale. L'opinione pubblica europea non esiste. E in Italia la situazione è peggiore. Non si è ancora capito il *cul de sac* in cui siamo, visto che le nostre imprese sono piccole, poco produttive e orientate in produzioni di beni e servizi a basso valore aggiunto. Anche nelle nicchie di settori high-tech, spesso siamo nella parte bassa della catena del valore (es. farmaceutica, facciamo l'infialamento o le produzioni a conto terzi, etc). Bene l'investimento INTEL, ma il diavolo sta nei dettagli. Vedremo che risultato avrà. Il ven 24 dic 2021, 5:55 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
On Fri, 24 Dec 2021 17:22:55 +0100 Luigi Scorca wrote:
Troppo tardi Giacomo, il centro del mondo è tra Cina e Stati Uniti. Noi siamo una mera appendice.
Sai Luigi?
C'è un solo modo per vincere una guerra: convincere l'avversario che ha già perso.
E dopo anni di debug, io non me la bevo così facilmente. ;-)
Giacomo
il centro sara' in Sassonia. in altre regioni ue ci saranno centri satelliti in italia piu' che in francia. On 24/12/21 18:27, Luigi Scorca wrote:
Bene l'investimento INTEL, ma il diavolo sta nei dettagli. Vedremo che risultato avrà.
non buttiamoci troppo giu'. nell'industria aeronautica airbus e' leader. la strategia di pat gelsinger e' che intel sia piu' europea. intel potrebbe ritornarlo ?
la strategia di pat gelsinger e' che intel sia piu' europea. intel potrebbe ritornarlo ?
Questo articolo [1] conferma i miei dubbi. "La volontà di Intel di stringere accordi con TSMC nel campo dei processi più avanzati, esclude questa tecnologia per l’Europa. In altre parole, gli stabilimenti europei di Intel non produrranno certamente prodotti di punta, anche perché, a prescindere dagli accordi con TSMC, la società californiana – nonostante gli annunci ad effetto e le buone intenzioni – sembra aver perso la capacità di competere con i primi della classe. E se l’Europa si accinge a finanziare pesantemente Intel per aumentare la capacità produttiva di chip di fascia intermedia, non si capisce perché tali finanziamenti non vengano dati ai tre big europei del settore (NXP, ST e Infineon), che potrebbero aumentare in maniera significativa le loro capacità produttive se sostenuti dalla mano pubblica." [1] Taiwan, Corea del Sud e Cina forniscono sussidi anche del 30-40% per supportare i produttori locali di chip, l'Europa finanzia Intel, boh A. [1] https://www.elettronicaemercati.it/si-stringono-i-tempi-per-i-nuovi-impianti...
On Fri, Dec 24, 2021 13:48:46 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
(quasi) ottimo. Qualsiasi ulteriore passo verso una autosufficienza europea nella fabbricazione di microprocessori
Immagino che quel (quasi) sia dovuto al fatto che Intel proprio europea non è.
esatto.
L'"ottima" notizia sarebbe stata invece (per me) leggere di un investimento in un produttore di semiconduttori interamente europeo, ad esempio l'italo-francese STMicroelectronics [2]
concordo. Nei miei post che ho gia' citato predico da 10 anni o quasi una industria **europea** di fabbricazione microprocessori, FPGA e simili, open source. Marco -- Help me write my NEXT MILLION WORDS for digital awareness: https://stop.zona-m.net/2021/10/funding-2021-2022/
Considerando che l'alternativa sarebbe la Cina o la Russia direi che è un'ottima notizia per l'Europa, il takeover delle cpu USA c'è già da sempre quindi non vedo nessun problema ad avere produzioni in EU, mi chiedo dove si farà la fonderia, in Italia abbiamo una bella cultura con fonderie raffinate (vedi AST Terni) il resto, i macchinari di trasformazione secondaria già sono super attivi e consolidati (vedi cose come la Micron ma on solo). Ora quello che penso è che parallelamente a tutto questo quello che ci serve è la capacità di fare FPGA, ASIC e CPU come le RISC-V che ormai trovano supporto tra i sistemi operativi per Desktop e Server (ovvero tutto il parco software libero praticamente compila in RISC-V, vedi l'ultima FreeBSD 13.0 ad esempio) con tutte le ovvie conseguenze ... saluti Luca On 24/12/21 10:42, M. Fioretti wrote:
On Fri, Dec 24, 2021 09:26:47 AM +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
EXCLUSIVE Italy, Intel intensify talks over $9 billion chip factory, sources say
By Giuseppe Fonte and Giulio Piovaccari
December 23, 2021
https://www.reuters.com/technology/exclusive-italy-intel-intensify-talks-ove...
(quasi) ottimo. Qualsiasi ulteriore passo verso una autosufficienza europea nella fabbricazione di microprocessori, in aggiunta a quelli gia' in discussione da tempo:
https://stop.zona-m.net/2021/03/europe...-going-alone-at-microchips-finally/
e' un passo verso un obiettivo da raggiungere assolutamente, prima e' meglio e'.
Buone feste a tutti! Marco
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