Comunismo digitale (una proposta politica)
Tragicamente infattibile
Il giorno 21 nov 2025, alle ore 12:14, de petra giulio <giulio.depetra@gmail.com> ha scritto:
Un libro di cui sconsiglio la lettura. G.
Il giorno ven 21 nov 2025 alle ore 11:37 Anna Masera <anna.masera@gmail.com <mailto:anna.masera@gmail.com>> ha scritto:
Segnalo l’ultimo libro di Maurizio Ferraris
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Inviato da iPhone
On 21/11/2025 12:14, de petra giulio wrote:
Un libro di cui sconsiglio la lettura.
come mai? -- Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B - Dip.to di Informatica - Università degli Studi di Milano Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo - https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo - https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla-... Sistemi Embedded - https://www.ledizioni.it/prodotto/a-carraturo-a-trentini-sistemi-embedded-te... [se vedete un allegato OpenPGP_0x72C15962A7A91E3B.asc e non riuscite ad aprirlo NON preoccupatevi, è la mia firma digitale, alcuni programmi di posta elettronica (outlook, gmail, ...) non sanno gestirla]
Buongiorno, On 2025-11-21, Anna Masera wrote:
Segnalo l’ultimo libro di Maurizio Ferraris
grazie per la segnalazione. --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Il libro L’intera umanità produce dati, cioè valore potenziale, sul web. Però l’impero calante, gli Usa, garantisce la libertà, fosse pure quella di morire di fame, ma non ridistribuisce il valore, che rimane nelle mani di pochissimi. L’impero crescente, la Cina, lo ridistribuisce, ma – essendo uno Stato bolscevico di successo – limita la libertà. Per rimediare al declino americano, il presidente Trump vuole controllare le piattaforme, realizzando il capolavoro di una tirannide senza ridistribuzione. Esiste una quarta via? Certo, il comunismo digitale spiegato in questo libro. I tempi sono maturi, non aspettiamo che marciscano. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (via https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/comunismo-digit...) --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Redistribuire il valore dei dati: il comunismo digitale in pratica Il comunismo digitale propone di redistribuire il valore dei dati generati dagli utenti, oggi concentrato nelle Big Tech. Il progetto Webfare traduce la teoria in pratica, con tecnologie privacy-by-design e una governance capace di bilanciare benessere sociale, autonomia individuale e innovazione pubblica-privata [...] Al centro di Webfare vi è l’ambizione di portare benefici agli individui (soggetti dei dati) utilizzando i dati che essi stessi producono attraverso le diverse piattaforme digitali. L’obiettivo viene perseguito riunendo umanisti, tecnologi e altri attori rilevanti per affrontare il conflitto tra valore sociale ed economico del digitale, offrendo allo stesso tempo tecnologie che migliorano la privacy e l’autonomia degli individui. [...] I principi delle DPI: dai partenariati pubblico-privato alla privacy by design Lo sviluppo, l’implementazione e l’utilizzo delle DPI si fondano spesso su partenariati pubblico-privato (PPP). Attraverso tali partenariati, le DPI mirano a costruire sistemi tecnologici che garantiscano inclusione, apertura, modularità, centralità dell’utente, privacy-by-design e solide forme di governance.[10] [...] [10] Clark, J., Marin, G., Ardic Alper, O. P., & Galicia Rabadan, G. A. (2025). Digital Public Infrastructure and Development: A World Bank Group Approach (Digital Transformation White Paper; Vol. 1). World Bank. http://hdl.handle.net/10986/42935 --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/redistribuire-il-valore-dei-d... Non capisco: TECNICAMENTE in cosa consisterebbe un sistema "privacy-by-design"? ... -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
On 2025-11-21, 380° wrote:
https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/redistribuire-il-valore-dei-d...
un attimo, un attimo... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Casi di successo delle DPI nel mondo: sanità, finanza e servizi pubblici Esistono numerosi esempi a livello globale che dimostrano come le DPI abbiano contribuito a migliorare la vita delle persone grazie a tecnologie basate sui dati. Nel settore sanitario, i Paesi che disponevano di infrastrutture digitali pubbliche più solide hanno potuto prendersi cura meglio dei propri cittadini durante la crisi del COVID-19.[11] Sul piano finanziario, l’iniziativa Pix promossa dalla Banco Central do Brasil e il sistema UPI (Unified Payments Interface) dell’India rappresentano due esempi di DPI volte a promuovere l’inclusione finanziaria e il benessere economico generale.[12] Nel campo dei servizi pubblici, la soluzione X-Road, sviluppata in Estonia per migliorare l’erogazione dei servizi ai cittadini, è oggi adottata in oltre dodici Paesi grazie alla sua efficienza e interoperabilità.[13] I limiti attuali delle DPI e il contributo del Webfare [...] Un punto cruciale che merita attenzione riguarda i meccanismi di condivisione dei dati tra le parti coinvolte in una DPI. Sebbene gli attori delle DPI cerchino di sfruttare il valore dei dati per ottenere benefici socio-economici, l’attuale comprensione dei dati digitali e le regolamentazioni basate su tale comprensione limitano la possibilità di sfruttarne pienamente il valore. Webfare e DPI: verso un modello europeo di benessere digitale [...] Esso trae ispirazione dalle DPI già esistenti di successo, ma al contempo mira a creare una base teorica e operativa per un tipo di DPI capace di superare le problematiche attuali legate alla gestione dei dati. Webfare cerca di trovare il giusto equilibrio tra valore socio-economico e tutela della privacy, ponendo il benessere sociale al centro.[...] tecnologie che rafforzano la privacy per garantire che l’attuazione delle misure di welfare segua un approccio “dal basso verso l’alto” (bottom to top), invece del consueto modello “dall’alto verso il basso” (top to bottom). Il ruolo strategico del Webfare nella costruzione della DPI europea In sintesi, il comunismo digitale trova la sua realizzazione concreta nel progetto Webfare, che a sua volta impara dalle DPI esistenti e contribuisce al loro sviluppo a livello globale. Pur non essendo l’unico attore in grado di creare una DPI su vasta scala, Webfare può fornire un tassello fondamentale per la costruzione di una DPI indigena nel contesto europeo. È inoltre significativo che il progetto nasca in un momento in cui i portatori di interesse in tutta Europa stanno lavorando per sviluppare una DPI capace di rispondere in modo adeguato ai bisogni della popolazione.[14] In tale quadro, Webfare può svolgere un ruolo cruciale nell’elaborare una roadmap per lo sviluppo di una DPI europea orientata al benessere sociale, alla privacy e all’equità dei dati. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Brividi (a volte non so esprimermi) https://inv.nadeko.net/embed/MA_5P3u0apQ? -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buongiorno, avrei una domanda pubblica da rivolgere al Prof. Maurizio Ferraris On 2025-11-21, Anna Masera wrote:
Segnalo l’ultimo libro di Maurizio Ferraris
alla luce di questo: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Webfare come ponte interdisciplinare verso tecnologie sostenibili Per realizzare l’ambizione del comunismo digitale, il progetto Webfare riunisce umanisti, tecnologi e altri attori con l’obiettivo di favorire l’emergere di nuove tecnologie capaci di affrontare le sfide del nostro tempo. Esso colma il vuoto di un approccio interdisciplinare necessario per rendere le tecnologie digitali più sostenibili. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (via https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/redistribuire-il-valore-dei-d...) posso chiederle con quali "tencologi" (cioè informatici [1]) si è confrontato per comprendere in cosa consiste una rete di comunicazione con privacy incorporata ("by design"), che include ovviamente la E2E encription e la possibilità di comunicazione totalmente anonima tra le parti? Anche quando la raccolta dei dati _personali_ è necessaria per poter condurre attività e/o transazioni commerciali, cosa ne pensa del concetto di minimizzazione dei dati abbinato al divieto assoluto di poter trasmettere a terzi i dati raccolti? Conosce sistemi come GNUnet (https://www.gnunet.org/en/) o Taler (https://www.taler.net/it/) e se sì cosa ne pensa della posibilità che rendano possibili le transazioni in modo anonimo? Grazie e cordiali saluti, 380° [1] gli informatici sono umanisti o ingegneri? -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buongiorno, una persona mi ha risposto in privato e abbiamo concordato che avrei potuto girare anche qui il suo messaggio... On 2025-11-21, 380° wrote:
posso chiederle con quali "tencologi" (cioè informatici [1]) si è confrontato per comprendere in cosa consiste una rete di comunicazione con privacy incorporata ("by design"), che include ovviamente la E2E encription e la possibilità di comunicazione totalmente anonima tra le parti?
Anche quando la raccolta dei dati _personali_ è necessaria per poter condurre attività e/o transazioni commerciali, cosa ne pensa del concetto di minimizzazione dei dati abbinato al divieto assoluto di poter trasmettere a terzi i dati raccolti?
Conosce sistemi come GNUnet (https://www.gnunet.org/en/) o Taler (https://www.taler.net/it/) e se sì cosa ne pensa della posibilità che rendano possibili le transazioni in modo anonimo?
Ho girato la domanda al prof. Maurizio Ferraris e mi ha chiesto il piacere di risponderle che sta collaborando per il progetto Webfare di cui è PI al Politecnico di Torino con Tania Cerquitelli e il suo gruppo del Dipartimento di informatica e automatica. Discute con Tania in un dialogo conclusivo di Comunismo digitale e lì potrà trovare alcuni chiarimenti. Le altre questioni le stanno appunto approfondendo con i tecnologi. [...] Saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buongiorno, On 2025-11-25, 380° wrote: [...]
Ho girato la domanda al prof. Maurizio Ferraris e mi ha chiesto il piacere di risponderle che sta collaborando per il progetto Webfare di cui è PI al Politecnico di Torino con Tania Cerquitelli e il suo gruppo del Dipartimento di informatica e automatica. Discute con Tania in un dialogo conclusivo di Comunismo digitale e lì potrà trovare alcuni chiarimenti. Le altre questioni le stanno appunto approfondendo con i tecnologi.
Ho trovato questo comunicato stampa del Politecnico di Torino in merito al progetto di ricerca "Webfare": «Trasformare i dati del web in un nuovo bene comune: al via il progetto WEBFARE » 17 Novembre 2025 https://www.polito.it/ateneo/comunicazione-e-ufficio-stampa/poliflash/trasfo... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Ogni giorno, con le nostre azioni online, produciamo un'enorme quantità di *dati*. Parole, immagini, preferenze, spostamenti: tutto viene registrato, archiviato e trasformato in valore. Un valore che oggi si concentra nelle mani di poche piattaforme globali, ma che domani potrebbe diventare un *bene comune, equo e condiviso*. È questa la visione di *WEBFARE*, progetto di ricerca condotto in collaborazione dall' *Università* e dal *Politecnico di Torino*, che ha ottenuto dal *Ministero dell'Università e della Ricerca-MUR* un finanziamento di *1,53 milioni di euro* [...] [...] il progetto WEBFARE affronta una delle sfide più urgenti del nostro tempo: *trasformare il capitale dei dati in un capitale umano*, restituendo alle persone il valore che esse stesse generano con la loro vita digitale. Il Politecnico svilupperà una piattaforma innovativa per la raccolta e la gestione trasparente dei dati, offrendo agli utenti il pieno controllo sulle informazioni condivise. Grazie al “ *data pedigree*”, ogni dato sarà tracciabile e verificabile, contribuendo a creare un *ecosistema digitale più partecipativo e sostenibile*, in cui persone, comunità e istituzioni possano collaborare e beneficiare della conoscenza generata. Il progetto mira anche a valorizzare i dati attraverso l'uso di *algoritmi di intelligenza artificiale responsabili*, capaci di interpretarli in chiave etica e inclusiva. Questi strumenti permetteranno di sviluppare *servizi più equi e accessibili*, come l'estensione dell'accesso al credito e alle polizze assicurative, contribuendo a ridurre le disuguaglianze. In questa visione, *i dati diventano beni comuni* e *l'intelligenza artificiale* uno strumento per costruire un'economia più giusta, trasparente e condivisa, dove il valore generato non si misura solo in termini economici, ma nel *benessere collettivo* che produce. [...] si propone di capitalizzare questi dati, immettendoli sul mercato per produrre benessere. Un esempio pratico [...] Prendendo come riferimento per una possibile sperimentazione un fondo pensionistico svizzero, verrà quindi offerta agli associati la possibilità di cedere un “gemello digitale” dei loro dati: questi dati verranno valorizzati economicamente dal fondo pensione – che li immetterà sul mercato attraverso, ad esempio, azioni di prestito o vendita in borsa – e i ricavi verranno utilizzati dal fondo stesso per autofinanziarsi, evitando così di chiedere ai propri associati ulteriori contributi economici. [...] --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Il progetto "WEBFARE" mi pare ben finanziato (ma sono ignorante in finanziamenti all'UNI, magari sono quattro soldi) ed è appena stato avviato, non ci sono ancora pubblicazioni in merito o (meglio) un sito che documenti lo stato dell'arte della ricerca. Innanzi tutto, noto che WEBFARE non fa assolutamente alcuna distinzione tra dati personali e dati _sociali_: i primi dovrebbero essere tutelati, più che valorizzati economicamente, mentre i secondi dovrebbero essere sì tracciati, tracciabili, trasparenti... e _valorizzati_. Su questo ci sarebbe così tanto da dire... ma anche no, adesso. Reitero il mio invito, esteso alla Prof. Tania Cerquitelli, a prendere in considerazione l'ampio lavoro di ricerca raccolto qui: https://bib.gnunet.org Temo però che l'obiettivo di WEBFARE sia inconciliabile con la ricerca e gli strumenti tecnici che ho citato perché questi ultimi mirano a _impedire_ la possibilità per /terzi/ di poter creare un "gemello digitale" [1] di chicchessia, impedendone /by design/ quindi la possibilità di valorizzazione commerciale. Temo anche che la visione filosofica di WEBFARE sia inconciliabile con la visione filosofica /incorporata/ nei progetti che ho citato, il che mi porta a fare una domanda scandalosa: di che umanesimo stiamo parlando?!? Saluti, 380° [1] anche solo su questo concetto, filosoficamente, potremmo stare qui a _litigare_ per intere settimane; ma anche no :-) -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
participants (5)
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380° -
Andrea Trentini -
Anna Masera -
de petra giulio -
Guido Vetere