European Sovereign Tech Fund: anti USA, ma anche anti Europa, no?
August 28, 2025 at 11:55 PM, "Giacomo Tesio" <giacomo@tesio.it mailto:giacomo@tesio.it?to=%22Giacomo%20Tesio%22%20%3Cgiacomo%40tesio.it%3E > wrote: (a proposito di questo articolo: https://fossforce.com/2025/08/advantages-and-pitfalls-of-public-investment-i... )
Ciao Marco, articolo molto interessante.
Non condivido le conclusioni
... Le parole di Microsoft/GitHub (USA) e della Brock (UK, ex-UE) sono dunque ovviamente interessate: sperano di poter giovare dei fondi europei (che pageremmo noi), senza dover rispettare le nostre leggi.
Certo, ma io scrivendo: "programmers just as competent as European ones, but living anywhere on the planet" non pensavo affatto a loro ma a programmatori indiani, vietnamiti, africani... Ovvero, il rischio maggiore, politicamente, potrebbe essere il fatto che un fondo del genere potrebbe non avere alternative che spendere dove la vita costa molto meno che in Europa, UK e USA. Resistere a controlli UK o USA sarebbe un dovere, ma se una universita', non un singolo, vietnamita o nigeriana si prendesse la responsabilita' di mantenere OpenSSL o qualsiasi altra cosa per una frazione del costo di qualsiasi istituzione occidentale, e desse sufficienti garanzie, perche' mai il fondo non dovrebbe finanziarla, anche se significa non dar lavoro a programmatori EU? Marco
Ciao Marco, On Wed, 03 Sep 2025 03:44:49 +0000 "Marco Fioretti" wrote:
August 28, 2025 at 11:55 PM, "Giacomo Tesio" <giacomo@tesio.it> wrote:
... Le parole di Microsoft/GitHub (USA) e della Brock (UK, ex-UE) sono dunque ovviamente interessate: sperano di poter giovare dei fondi europei (che pageremmo noi), senza dover rispettare le nostre leggi.
Certo, ma io scrivendo:
"programmers just as competent as European ones, but living anywhere on the planet"
non pensavo affatto a loro ma a programmatori indiani, vietnamiti, africani...
Però se non ricordo male l'articolo menziona GitHub e la Brock, ma non menziona alcuna università o progetto indiano, vietnamita o africano. O ancora - svizzero, come potrebbe essere Oberon, ancora in sviluppo presso ETH https://gitlab.inf.ethz.ch/felixf/oberon - russo, come potrebbe essere l'IDE Free Oberon https://free.oberon.org/ - brasiliano, come potrebbe essere Lua https://www.lua.org/ etc... In altri termini, in quel contesto (ed in effetti, in pratica) l'apertura dei fondi "sovrani" a programmatori/istituzioni esterne all'UE, significa finanziare progetti USA.
Ovvero, il rischio maggiore, politicamente, potrebbe essere il fatto che un fondo del genere potrebbe non avere alternative che spendere dove la vita costa molto meno che in Europa, UK e USA.
E che ci fanno Microsoft, Google, Amazon e Palantir in Gaia-X? Sabotano il progetto, ovviamente, assicurandosi che sia solo un enorme spreco di denaro pubblico europeo. https://www.politico.eu/article/chaos-and-infighting-are-killing-europes-gra... Non c'è ragione di credere che un "fondo sovrano europeo" non subirebbe una sorte simile se viene permesso a queste aziende anche solo di provare ad influenzarlo.
Resistere a controlli UK o USA sarebbe un dovere, ma se una universita', non un singolo, vietnamita o nigeriana si prendesse la responsabilita' di mantenere OpenSSL o qualsiasi altra cosa per una frazione del costo di qualsiasi istituzione occidentale, e desse sufficienti garanzie, perche' mai il fondo non dovrebbe finanziarla, anche se significa non dar lavoro a programmatori EU?
Anzitutto la OpenSSL Software Foundation è statunitense: https://openssl-foundation.org Poi di università che potrebbero mantenere un fork di OpenSSL ne abbiamo anche in Europa. In Italia solo due o tre, che da noi non sanno neanche mettere su un server SMTP, figurati affidargli una libreria tanto delicata! (:-p) La questione del costo è secondaria, mentre la questione delle "sufficienti garanzie" è irrisolvibile, visto che un bug può sempre essere introdotto accidentalmente o meno: un fondo "SOVRANO" europeo dovrebbe investire solo in progetti europei se intende supportare la società europea. Non già per i soldi investiti, ma per ottenere un allineamento stabile fra i valori e gli interessi europei e quelli dei progetti finanziati. Giacomo
On Wed, Sep 03, 2025 09:48:04 AM +0200, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Marco,
On Wed, 03 Sep 2025 03:44:49 +0000 "Marco Fioretti" wrote:
August 28, 2025 at 11:55 PM, "Giacomo Tesio" <giacomo@tesio.it> wrote:
... Le parole di Microsoft/GitHub (USA) e della Brock (UK, ex-UE) sono dunque ovviamente interessate: sperano di poter giovare dei fondi europei (che pageremmo noi), senza dover rispettare le nostre leggi.
Certo, ma io scrivendo:
"programmers just as competent as European ones, but living anywhere on the planet"
non pensavo affatto a loro ma a programmatori indiani, vietnamiti, africani...
Però se non ricordo male l'articolo menziona GitHub e la Brock, ma non menziona alcuna università o progetto indiano, vietnamita o africano.
vero. Purtroppo per varie ragioni, solo in parte mie, l'articolo non poteva essere piu' completo, e anche il mio pensiero, che anche se non ci fosse nessuno sfruttamento del fondo da parte americana una parte non trascurabile dei fondi andrebbe nei paesi in via di sviluppo, non e' venuto fuori chiaro dopo i vari giri di editing. Marco
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