Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
Giacomo Tesio ha scritto: Date: Sun, 22 Jan 2023 17:22:16 +0000
From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> To: nexa@server-nexa.polito.it, 380° <g380@biscuolo.net>
PS: da un po' ho smesso di chiedermi perché le istituzioni preposte non facciano il proprio dovere. È un inutile fonte di frustrazione. Meglio FARE. Io, in prima persona. Noi informatici abbiamo un grande potere. Dobbiamo iniziare ad usarlo per liberare le persone. Non possiamo lasciare i GAFAM incontrastati nella loro opera di alienazione cibernetica di massa.
Cosa manca per passare dal dire al fare? Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, Tito Livio, un paio di millenni fa :-) Vi ho proposto di partire dall’educazione digitale ed anche se da vari interventi questo sembra un ottimo campo le risposte sono insufficienti, il problema non è personale e si può cambiare campo. Giacomo, hai competenze e passione che ammiro ... Cordialmente Duccio (Alessandro Marzocchi)
Alessandro ho ben presente il tuo appello, risuona costantemente nella mia mente. Sono ben consapevole dell'urgenza di formare ed informare, sì gli studenti, ma ancor prima i loro insegnanti. Tempo fa mi chiedevi cosa insegno alle mie figlie e se fosse replicabile. La risposta è: non nel metodo, ma nei contenuti sì. Con le mie figlie parlo di informatica anche mentre giochiamo coi cubetti o mentre apparecchiamo la tavola. Certi concetti li comprendono al volo perché li hanno respirati per anni. Però non c'è nulla di arcano nell'informatica (e ciò che sembra arcano va buttato via e ripensato). Quindi sarei felicissimo di parecipare alla definizione di un progetto educativo quinquennale in una elementare. Ci sono però almeno due problemi concreti che speravo di riuscire ad analizzare (e magari risolvere) prima di risponderti. Uno è di scala e l'altro è di tempo. Supponiamo che prenda una classe in prima elementare e la porti in quinta facendo 2 ore di informatica la settimana, facendomi aiutare dalle maestre ma aiutandole anche ad integrare i concetti dell'informatica nel resto del processo educativo (dai giochi alla matematica etc...). Sarebbe un'esperienza esaltante e divertentissima... ma dall'efficacia limitata. 20 bambini con una comprensione superiore ai genitori del mondo in cui vivono sono un passo avanti... ma troppo piccolo. Nel frattempo i loro genitori e i loro compagni (e forse loro stessi a casa) sarebbero manipolati 24 ore al giorno da Google & friends. Mi sembra più efficiente l'approccio di formare le maestre in un corso di analoghe 80 ore annue, in modo che anzitutto comprendano loro stesse la materia abbastanza da insegnarla e al contempo ideare con loro che conoscono i bambini, giochi, esercizi e spiegazioni che poi possano fare. Questo perché con 40 maestre ciascuna di una prima elementare diversa, potremmo raggiungere 800 bambini. Sto anche valutando con un amico di mettere su una sorta di podcast gratuito via BigBlueButton su cui tenere questo tipo di lezioni e registrarle per chi volesse vederle successivamente. Questo per produrre una leva maggiore e aiutare più bambini. Non è però un lavoro rapido e su questo interviene l'altro problema: il tempo. Io sono già impegnato in una faticosissima lotta cibernetica nonviolenta per la democrazia cibernetica in Italia che consuma letteralmente TUTTO il mio tempo libero (e talvolta mi sottrae anche tempo per i miei affetti). Monitora PA sta cercando di risvegliare le coscienze (o almeno i neuroni) di chi nella scuola si è legato mani e piedi a Google & friends, abbandonando milioni di ragazzi alle manipolazioni di queste società, normalizzandole e rendendole autorevoli ai loro occhi. Personalmente mi chiedo come queste persone possano dormire di notte, soprattutto se hanno figli o nipoti... L'unica risposta che posso darmi è non siano lontanamente consapevoli di aver avviato (o contribuito a rafforzare) una dipendenza comparabile a quella dalla cocaina in tutto tranne che nella visibilità degli effetti collaterali per milioni di bambini e ragazzi. Ma in questo momento lottare contro le catene al collo dei nostri figli è tragicamente più urgente che fornirgli le ali per esplorare il mondo. Per questo non ti ho ancora risposto. Non sto tergiversando. Non mi sto nascondendo... Te lo assicuro: sono in prima linea. E sto cercando di trovare un modo efficace e sostenibile per lottare anche su quel fronte. Appena ho qualcosa di concreto da proporre, ti prometto che sarai il primo a saperlo. Giacomo PS: per ora ti posso dare questo corso, piuttosto intensivo, che in 2 ore ti da un idea dei concetti fondamentali che andrebbero completamente assimilati entro la quinta elementare: http://video.linuxtrent.it/c/cybersecurity@video.resolutions.it/videos Se conosci qualche maestra in gamba, prova a farglielo vedere. Se avete delle idee in proposito, proponetele. Certamente a me, ma non solo a me: secondo me Nexa è un posto formidabile per discutere dell'educazione informatica e cibernetica delle prossime generazioni. On Mon, 23 Jan 2023 00:14:10 +0100 alessandro marzocchi wrote:
Giacomo Tesio ha scritto:
Date: Sun, 22 Jan 2023 17:22:16 +0000
From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> To: nexa@server-nexa.polito.it, 380° <g380@biscuolo.net>
PS: da un po' ho smesso di chiedermi perché le istituzioni preposte non facciano il proprio dovere. È un inutile fonte di frustrazione. Meglio FARE. Io, in prima persona. Noi informatici abbiamo un grande potere. Dobbiamo iniziare ad usarlo per liberare le persone. Non possiamo lasciare i GAFAM incontrastati nella loro opera di alienazione cibernetica di massa.
Cosa manca per passare dal dire al fare? Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, Tito Livio, un paio di millenni fa :-) Vi ho proposto di partire dall’educazione digitale ed anche se da vari interventi questo sembra un ottimo campo le risposte sono insufficienti, il problema non è personale e si può cambiare campo. Giacomo, hai competenze e passione che ammiro ... Cordialmente Duccio (Alessandro Marzocchi)
Buongiorno Duccio, Mancano tante cose, è vero, ma da qualche parte bisogna pure iniziare per provarci. Concretamente, un punto di partenza potrebbe essere - Vedere chi in lista potrebbe essere interessato, ad esempio rispondendo al tuo messaggio - *io ci sono*, con ovvi limiti dovuti ad un lavoro a tempo pieno, famiglia ect. - Organizzare un primo incontro online, dove parlarci e provare a definire un perimetro - potresti farlo? Alessandro On Mon, 23 Jan 2023 at 00:14, alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> wrote:
Giacomo Tesio ha scritto:
Date: Sun, 22 Jan 2023 17:22:16 +0000
From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> To: nexa@server-nexa.polito.it, 380° <g380@biscuolo.net>
PS: da un po' ho smesso di chiedermi perché le istituzioni preposte non facciano il proprio dovere. È un inutile fonte di frustrazione. Meglio FARE. Io, in prima persona. Noi informatici abbiamo un grande potere. Dobbiamo iniziare ad usarlo per liberare le persone. Non possiamo lasciare i GAFAM incontrastati nella loro opera di alienazione cibernetica di massa.
Cosa manca per passare dal dire al fare? Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, Tito Livio, un paio di millenni fa :-) Vi ho proposto di partire dall’educazione digitale ed anche se da vari interventi questo sembra un ottimo campo le risposte sono insufficienti, il problema non è personale e si può cambiare campo. Giacomo, hai competenze e passione che ammiro ... Cordialmente Duccio (Alessandro Marzocchi)
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Il 23/01/23 13:36, Alessandro Brolpito ha scritto:
[...] Mancano tante cose, è vero, ma da qualche parte bisogna pure iniziare per provarci. Concretamente, un punto di partenza potrebbe essere....
...potrebbe essere un qualche seminario organizzato esattamente come Assinter ha organizzato, ieri, "Le in-house ICT pubbliche patrimonio tecnologico del Paese e protaganiste dell'innovazione della PA - per un digital made in italy" https://www.assinteritalia.it/code/17444/Assinter-promuove-l-evento-Le-in-ho... L'evento si è tenuto in una sede super-autorevole, ed ha visto la presenza del Sottosegreterio Butti (per chi non lo sapesse, colui che ha sostituito Colao) e di Baldoni (Direttore dell'Agenzia Nazionale di CyberSicurezza). Ovviamente, dato il titolo... dato l'organizzatore... e dato l'attuale periodo storico.... Butti ha dichiarato [1] "Per il Polo Strategico Nazionale ci sarà discontinuità, coinvolgeremo le migliori in-house pubbliche regionali, le PMI e le Università”. Baldoni ha replicato: “Modello federato? Va benissimo. Vogliamo finanziare la nascita di tecnologie nazionali con le più sviluppate in-house pubbliche”. Insomma: note di rose profumate, sorrisi e ottimi auspici. ----- Io non so chi abbia organizzato l'evento di ieri, né quale "politico" lo abbia supportato nella scelta della sede e della relativa organizzazione. Ma so (ad esempio): - che il Prof. Nardelli, con il suo "Programma il Futuro", mi pare abbia organizzato almeno un incontro, presso sedi parlamentari o istituzionali (giusto?); - che se 5/10 docenti universitari firmano un A4 e lo spediscono a CHIUNQUE, in Parlamento, chiedendo di raccontare qualcosa ad un seminario... nessuno osera' dire di no; - che a quel seminario potranno essere invitati i vertici di CRUI, i vertici dell'Associazione Nazionale Presidi, i vertici del Garante..... E so che se ci si ritrova, per due/tre ore, a raccontare del 20% di quello che si discute su questa lista, in tema di AI, di "mercato ICT", di "Sorveglianza", di "cultura libera", di "Open Science" (giusto i primi temi che mi vengono in mente....) finira' con lo stringere 100 mani (almeno) e riempire un A5 con l'elenco dei contatti da ri-contattare per ri-fissare incontri simili, piu' focalizzati, in altre sedi (piu' periferiche... ma piu' "operative"). Perche' NON si puo' fare? Perche' NON è opportuno farlo? Prima di decidere (io) se e come dedicare il mio tempo ad altre attivita' (oltre la semplice partecipazione a questa lista)... ci terrei ad avere una risposta o almeno un commento alle due domande precedente. Un caro saluto, DV [1] https://www.key4biz.it/psn-butti-serve-un-cloud-federato-con-le-migliori-in-...
- Vedere chi in lista potrebbe essere interessato, ad esempio rispondendo al tuo messaggio - *io ci sono*, con ovvi limiti dovuti ad un lavoro a tempo pieno, famiglia ect. - Organizzare un primo incontro online, dove parlarci e provare a definire un perimetro - potresti farlo?
Alessandro
On Mon, 23 Jan 2023 at 00:14, alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> wrote:
Giacomo Tesio ha scritto:
Date: Sun, 22 Jan 2023 17:22:16 +0000 From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> To: nexa@server-nexa.polito.it, 380° <g380@biscuolo.net>
PS: da un po' ho smesso di chiedermi perché le istituzioni preposte non facciano il proprio dovere. È un inutile fonte di frustrazione. Meglio FARE. Io, in prima persona. Noi informatici abbiamo un grande potere. Dobbiamo iniziare ad usarlo per liberare le persone. Non possiamo lasciare i GAFAM incontrastati nella loro opera di alienazione cibernetica di massa.
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-- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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