Google User Data Has Become a Favorite Police Shortcut [CDT:L0] [CDT:L1]
Buongiorno, una volta da destra e da sinistra avrebbero gridato allo "stato di polizia", oggi, dall'alto e dal basso, queste notizie sono trattate alla stregua della _moda_, collezione autunno inverno 2023/24; perché tutti _devono_ sapere cosa va di moda. Bloomberg: «Google User Data Has Become a Favorite Police Shortcut» By Julia Love and Davey Alba September 28, 2023 at 4:01 AM UTC Articolo completo: https://archive.ph/p6jcc --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Investigators increasingly use warrants to obtain location and search data from Google, even for nonviolent cases—and even for people who had nothing to do with the crime. [...] Raleigh PD sent Google a search warrant demanding a list of people who were in the neighborhood when the gear was stolen. They also secured a judge’s order for the company to identify anyone who Googled “Motorola APX 6000,” the model of the radio, and similar phrases in the days after the device went missing. Google handed over user location data in response. [...] Rather than naming a suspect, law enforcement identifies basic parameters—a set of geographic coordinates or search terms—and asks Google to provide hits, essentially generating a list of leads. [...] Police have been using versions of this method for decades. Security camera footage and cell tower data from phone companies all have the potential for invasions of privacy that go beyond searching a suspect’s trunk. But the sheer volume of information available from Google about where tens of millions of people have been and what they’ve searched for is unprecedented. [...] Google says it received a record 60,472 search warrants in the US last year, more than double the number from 2019. The company provides at least some information in about 80% of cases. Although many large technology companies receive requests for information from law enforcement at least occasionally, police consider Google to be particularly well suited to jump-start an investigation with few other leads. [...] the president for global affairs at Google and its parent company, Alphabet Inc. “In a significant percentage of cases, we go back and forth with the government to try and narrow warrants.” [...] Cooperation between American businesses and police traces as far back as the days of the telegraph. [...] A Google team known as Legal Investigations Support, or LIS, reviews search warrants and subpoenas. Working with Google’s legal counsel, an employee might process 80 to 90 requests a week. Many LIS specialists are only a few years out of college; some view the role as a way to test the waters before applying to law school. [...] “You’re dealing with government demands, so these aren’t just optional,” says Richard Salgado, who led Google’s division of law enforcement and information security for more than 13 years. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Riascoltate *bene* cosa dice l'alto dirigente: «we go back and forth with the government to try and narrow warrants»; "govenrnment", non "judge". Google e tutte le più importanti aziende di telecomunicazione dal telegrafo in poi sono (state) un "asset" del governo USA... ma /solo/ per tutte le questioni di sicurezza nazionale :-O --8<---------------cut here---------------start------------->8--- About 1 in 5 location warrants were for offenses such as theft and vandalism. A detective in Scottsdale, Arizona, got one in search of somebody accused of stealing a Louis Vuitton handbag. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Il cerchio si chiude: si parla di alta moda. :D --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Some officials say that the technique is becoming less effective as more criminals learn about it and that many of them simply turn off the setting on their devices or leave their phones at home before committing a crime. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Mavà, non mi dite che tutto 'sto circo NON serve contro i criminali, quelli veri! :-O --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Roy Schahrer, a salesman in the Phoenix suburb of Chandler, was questioned by police after Google data put him near the scene of a shooting in 2021. Cops ruled him out as a suspect after determining he’s “a routine cat feeder” in the neighborhood --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Oh che tenerezza: se siete gattari potete dormire sonni tranquilli... alla fine sempre lì si torna, ai gattini. Saluti, 380° P.S.: «he likens to “an electronic fingerprint that you can find at the scene.”»; mumble: impronte, *digitali*... uh: un nipotino di Edmund Locard! :-) -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Il 04/10/23 00:11, 380° ha scritto:
[...] Investigators increasingly use warrants to obtain location and search data from Google, even for nonviolent cases—and even for people who had nothing to do with the crime.
[...] Raleigh PD sent Google a search warrant demanding a list of people who were in the neighborhood when the gear was stolen. They also secured a judge’s order for the company to identify anyone who Googled “Motorola APX 6000,” the model of the radio, and similar phrases in the days after the device went missing. Google handed over user location data in response. [...]
Il fatto che le autorita' di polizia americane chiedano a Google o a Apple questi dati (...oppure ad Amazon, le registrazioni di Alexa; ...oppure a Microsoft quelli recuperati da Windows) in occasione di presunti crimini effettuati da cittadini USA negli USA, pone una serie di problemi, che (giustamente) qui, su questa lista, intuiamo e sui quali riteniamo opportuno preoccuparci e riflettere (come peraltro fa Bloomberg - societa' USA). Il fatto che le stesse *IDENTICHE* richieste possano essere effettuate da autorita' di PG americane nei confronti di cittadini extra-USA (italiani e europei, ad esempio) per attivita' condotte fuori dagli USA (in Italia o in Europa, ad esempio)....e che tali richieste possano essere evase con la stessa banalita' di quelle di cui al punto precedente, estende le relative problematiche verso terreni che *NON* vedo affrontati/discussi... da nessuna parte (e per i quali, ovviamente, l'interesse di Bloomberg è marginale - essendo USA). Da tempo rifletto sul perché cio' accada. Probabilmente il fatto che un figlio adolescente scelga scientemente di "loccare" le chat di Whatsapp, su Android, subordinandone la "lettura" all'inserimento di un PIN che "solo lui" conosce (e, quindi, inibendone l'accesso a terzi, genitori e fratello incluso)... è un tema correlato. Mi piacerebbe approfondire queste dinamiche. Spunti, riferimenti, testi, <qualsiasi_altra_cosa>, sono bene accetti. Saluti, DV -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Rispetto al tema che accennavo in precedenza (banalita' tecnologica di controllo reale USA su persone e contesti extra-USA... e accettazione "di fatto" da parte nostra...) mi è stato fatto notare che la correlazione che indicavo: Il 04/10/23 08:45, Damiano Verzulli ha scritto:
[...] Da tempo rifletto sul perché cio' accada.
Probabilmente il fatto che un figlio adolescente scelga scientemente di "loccare" le chat di Whatsapp, su Android, subordinandone la "lettura" all'inserimento di un PIN che "solo lui" conosce (e, quindi, inibendone l'accesso a terzi, genitori e fratello incluso)... è un tema correlato. [...]
non è chiara. Quello che intendo dire è che nella testa di un adolescente (che da anni frequenta la "societa'" del mondo scolastico), di un bambino (che da qualche anno utilizza uno smartphone), o anche di un adulto (che da anni segue facebook ed i social in generale).... il concetto di "privacy" si è "evoluto" ed ormai si da ampiamente per scontato che i produttori di tecnologia (Google, Apple, Facebook, etc.) possano far parte "della propria privacy". Piu' precisamente: * pubblico una foto su facebook... ma la rendo "privata", oppure la condivido ad un "fidato", via WhatsApp => nella testa di chi fa questo, si crede realmente che la foto resti "privata"... e si accetta banalmente il fatto che la foto sia, in realta', nella piena disponibilita' di Meta; * decido di fare un dispetto al mio partner, e vado a trovare un amico/amica per confidarmi, di nascosto. Ci vado in auto (moderna) e con lo smartphone => nella testa di chi fa questo, si accetta il fatto che il produttore dell'auto *E* Google/Apple sanno esattamente dove è andato e quando ci è andato. L'umano ritiene che la sua "biricchinata" sia qualcosa "di segreto"... quando invece cosi' non è (e, spesso, lo si accetta); * decido di proteggere le chat di WhatsApp con un PIN, cosi' le vedo solo io => nella testa di chi fa questo, si accetta (o, peggio, si dimentica) che Meta, comunque, l'accesso a quelle chat ce l'ha. ...e cosi' via per molti sistemi di videosorveglianza, di home-automation, etc. Tornando al mio messaggio iniziale, il punto che sollevo è duplice: * da un lato, il "controllo" --ormai acclarato e documentato-- di realta' USA che, dagli USA, accedono a dati e impattano su comportamenti di noi, extra-USA * il dilagare di un comportamento ormai diffuso nel quale il cittadino medio (il politico medio, ed anche il cittadino/politico ben istruito), da ampiamente per scontato la "presenza" di soggetti esterni, sconosciuti, fin nei meandri piu' intimi della propria vita. Cioè: si vuole e si difende la "privacy"... da tutti, tranne che dai soggetti di cui sopra. Come dicevo prima, mi piacerebbe approfondire queste dinamiche, a 360° (specie *NON* in ambito tecnico, ovviamente). Saluti, DV -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Spunti interessanti su cui in altri momenti mi sono ritrovato a pensare anchio. Il 04/10/23 11:31, Damiano Verzulli ha scritto:
Tornando al mio messaggio iniziale, il punto che sollevo è duplice:
* da un lato, il "controllo" --ormai acclarato e documentato-- di realta' USA che, dagli USA, accedono a dati e impattano su comportamenti di noi, extra-USA
credo che questo si ricolleghi a una percezione imperialista che gli Stati Uniti hanno sempre avuto di se', non in senso coloniale o offensivo classico, ma in senso finanziario: il dollaro e' la valuta internazionale per definizione, quindi quando giochi con quel pallone devi giocare con le loro regole. Non a caso credo di aver letto da qualche parte che un Americano expat comunque sia tenuto a pagare le tasse anche agli USA. Trasposta al mondo tecnologico la logica mi sembra molto simile, aggiungendo che oltre all'interesse tattico contingente credo ci sia anche la necessita' strategica di riaffermare un principio di propria pervasivita' che non e' piu' cosi' semplice ribadire grazie alla valuta.
* il dilagare di un comportamento ormai diffuso nel quale il cittadino medio (il politico medio, ed anche il cittadino/politico ben istruito), da ampiamente per scontato la "presenza" di soggetti esterni, sconosciuti, fin nei meandri piu' intimi della propria vita. Cioè: si vuole e si difende la "privacy"... da tutti, tranne che dai soggetti di cui sopra.
La mia sensazione a proposito di questi bias e' che il danno percepito in termini di privacy in prima istanza sia proporzionale al valore dell'informazione affidata a terzi moltiplicata per l'inverso della distanza che ci separa da questi terzi: se per esempio tradisco mia moglie, il leak di questa informazione e' tanto piu' grave quanto piu' vicina a me e' la persona che lo viene a sapere, perche' forse e' vicina anche a mia moglie, e forse potrebbe avere degli interessi a sfruttare l'informazione ottenuta. Il tal senso un etereo incumbent americano che si comporta bene (o male ma sufficientemente nell'ombra) per un decennio induce un'abitudine a considerarlo una parte fidata. Non ha caso la maggiore consapevolezza sulla criticita' di queste valutazioni arriva nel momento in cui si palesano operazioni che avvicinano chi detiene l'informazione a chi la deteneva unicamente in origine: se evado il fisco, finche' lo sa telegram chissene, ma se telegram comincia a passare informazioni alla guardia di finanza o anche solo a qualche giornalista di inchiesta io mi preoccupo perche' l'informazione si e' pericolosamente avvicinata all'AdE. Ovviamente scanso equivoci non si deve ne tradire ne evadere :)
Come dicevo prima, mi piacerebbe approfondire queste dinamiche, a 360° (specie *NON* in ambito tecnico, ovviamente).
Saluti, DV
m2c, ciauz Andrea Baro
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Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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