Fw: Appello contro l'astensionismo da Nuvole.it
----- Original Message ----- From: Nuvole.it To: mariella.berra@unito.it Sent: Wednesday, March 24, 2010 1:33 AM Subject: Appello contro l'astensionismo da Nuvole.it Un sordo desiderio di astensione, o di scheda bianca, segna questa campagna elettorale. C'è perfino chi fa esplicita propaganda per il non voto. La voglia di sottrarsi alla scelta non è senza motivi. Lo spettacolo quotidianamente offerto dalla maggioranza di governo e dal suo leader è a dir poco disgustoso. E sicuramente dannosissime sono per la stragrande maggioranza degli italiani le politiche che il governo sta conducendo. Non solo i mali di cui soffre il paese si vanno rapidamente aggravando - disoccupazione, arretratezza del sistema industriale, infiltrazioni criminali, declino del Mezzogiorno - ma il dirigismo manageriale del governo, simbolizzato dalla bulimica espansione degli interventi della Protezione civile, testimonia solo un incontenibile slancio predatorio. Se si può ridurre a una formula semplice ciò che accade, suggeriamo la seguente: ci stanno mangiando vivi. Ove non bastasse, il paese è stato investito, per iniziativa dei partiti di go! verno, da una squallida ventata di razzismo, che sta azzerando i più elementari principi della convivenza democratica: tolleranza e rispetto dell'altro. La nausea per tutto questo, e per molte altre cose ancora, è un buon motivo per non votare. Sul fronte opposto, non possiamo non constatare malinconicamente l'assoluta inadeguatezza dell'opposizione. La quale, salvo rare eccezioni, sembra rassegnata a sopravvivere parassitariamente sulle spalle della magistratura. Gli italiani sono ben consapevoli dell'infima moralità di chi ci governa, come sono ben consapevoli della sua ferma volontà di travolgere ogni regola pur di garantirsi l'impunità. Per alcuni ciò è indifferente. Per altri non lo è per nulla, ma l'opposizione sembra non saper fare molto di più che ricordarcelo. Avremmo bisogno di sentir parlare di lavoro, di ambiente, di istruzione, di servizi pubblici in decadenza. Sentiamo parlare solo dei misfatti del premier e dei suoi tentativi di sottrarsi alla giustizia. È troppo poco, anzi è nulla. Deprimente è anche in gran parte il personale che affolla le liste elettorali della sinistra. Il più dequalificato Parlamento della storia repubblicana lo è a destra come a sinistra. La! mediocrità dei candidati è in piena sintonia con lo stato del Parlamento e non offre di sicuro grandi motivi per votare. Eppure noi riteniamo che il non voto sia un gravissimo errore. In special modo nell'attuale congiuntura politica. Una vittoria di Berlusconi, dovesse anche contrarsi il suo elettorato a causa di una larga astensione di destra, verrebbe subito decifrata come un mandato a promuovere un'ulteriore involuzione della democrazia italiana. È verosimile che Berlusconi comunque interpreti in tal modo qualsiasi responso delle urne. Ma non possiamo fornirgli scuse. Né possiamo indurlo a ritenere che una parte dell'elettorato sia rassegnato alle sue iniziative. C'è un altro elemento su cui tutti dovremmo riflettere. Lo stato della politica italiana è disastroso. Scandolosa è la destra, deprimente è la sinistra, con Casini che si affanna nel mezzo. A sua volta la sinistra popolare, o radicale, è stata devastata dalla volontà di annientarla di Veltroni, ma anche dai narcisismi della sua leadership. Resta tuttavia da vedere se abbiamo il diritto di chiamarci fuori. E' troppo facile. La politica è, dopotutto, lo specchio del paese. Non abbiamo, ciascuno di noi, qualche responsabilità del suo stato? Certo, le procedure democratiche sono state ricongegnate in modo da ridurre il voto a una procedura di acclamazione, dell'uno o dell'altro leader, minimizzando il coinvolgimento dei cittadini. Ma mille esempi dimostrano che l'esclusione non è assoluta, che è possibile aggirarla, che la domanda di rinnovamento può anche salire dal basso e diventare ineludibile. Di contro è sicuro che se il disgusto o lo scoramento hanno la meglio, magari amplificando, tramite l'astensione o le schede bianche, il seguito elettorale della destra, nulla di buono può venirne. E, per come stanno ormai le cose, potrebbe anche non esserci un'altra occasione. Votiamo, e votiamo per qualcuno, anche se ci piace molto poco. E' un dovere civico, oggi come non mai. Aiutateci anzitutto a far circolare questo appello. La Redazione di Nuvole - http://www.nuvole.it
Cara Mariella, ti pregherei di evitare di usare la lista nexa per fini che esulano dall'argomento "Internet & Societa'". grazie molte, juan carlos Mariella Berra wrote (on 3/24/10 10:45 AM):
----- Original Message ----- *From:* Nuvole.it <mailto:info@nuvole.it> *To:* mariella.berra@unito.it <mailto:mariella.berra@unito.it> *Sent:* Wednesday, March 24, 2010 1:33 AM *Subject:* Appello contro l'astensionismo da Nuvole.it
Un sordo desiderio di astensione, o di scheda bianca, segna questa campagna elettorale. C'è perfino chi fa esplicita propaganda per il non voto. La voglia di sottrarsi alla scelta non è senza motivi. Lo spettacolo quotidianamente offerto dalla maggioranza di governo e dal suo leader è a dir poco disgustoso. E sicuramente dannosissime sono per la stragrande maggioranza degli italiani le politiche che il governo sta conducendo. Non solo i mali di cui soffre il paese si vanno rapidamente aggravando -- disoccupazione, arretratezza del sistema industriale, infiltrazioni criminali, declino del Mezzogiorno -- ma il dirigismo manageriale del governo, simbolizzato dalla bulimica espansione degli interventi della Protezione civile, testimonia solo un incontenibile slancio predatorio. Se si può ridurre a una formula semplice ciò che accade, suggeriamo la seguente: ci stanno mangiando vivi. Ove non bastasse, il paese è stato investito, per iniziativa dei partiti di go! verno, da una squallida ventata di razzismo, che sta azzerando i più elementari principi della convivenza democratica: tolleranza e rispetto dell'altro. La nausea per tutto questo, e per molte altre cose ancora, è un buon motivo per non votare.
Sul fronte opposto, non possiamo non constatare malinconicamente l'assoluta inadeguatezza dell'opposizione. La quale, salvo rare eccezioni, sembra rassegnata a sopravvivere parassitariamente sulle spalle della magistratura. Gli italiani sono ben consapevoli dell'infima moralità di chi ci governa, come sono ben consapevoli della sua ferma volontà di travolgere ogni regola pur di garantirsi l'impunità. Per alcuni ciò è indifferente. Per altri non lo è per nulla, ma l'opposizione sembra non saper fare molto di più che ricordarcelo. Avremmo bisogno di sentir parlare di lavoro, di ambiente, di istruzione, di servizi pubblici in decadenza. Sentiamo parlare solo dei misfatti del premier e dei suoi tentativi di sottrarsi alla giustizia. È troppo poco, anzi è nulla. Deprimente è anche in gran parte il personale che affolla le liste elettorali della sinistra. Il più dequalificato Parlamento della storia repubblicana lo è a destra come a sinistra. La! mediocrità dei candidati è in piena sintonia con lo stato del Parlamento e non offre di sicuro grandi motivi per votare. Eppure noi riteniamo che il non voto sia un gravissimo errore. In special modo nell'attuale congiuntura politica. Una vittoria di Berlusconi, dovesse anche contrarsi il suo elettorato a causa di una larga astensione di destra, verrebbe subito decifrata come un mandato a promuovere un'ulteriore involuzione della democrazia italiana. È verosimile che Berlusconi comunque interpreti in tal modo qualsiasi responso delle urne. Ma non possiamo fornirgli scuse. Né possiamo indurlo a ritenere che una parte dell'elettorato sia rassegnato alle sue iniziative.
C'è un altro elemento su cui tutti dovremmo riflettere. Lo stato della politica italiana è disastroso. Scandolosa è la destra, deprimente è la sinistra, con Casini che si affanna nel mezzo. A sua volta la sinistra popolare, o radicale, è stata devastata dalla volontà di annientarla di Veltroni, ma anche dai narcisismi della sua leadership. Resta tuttavia da vedere se abbiamo il diritto di chiamarci fuori. E' troppo facile. La politica è, dopotutto, lo specchio del paese. Non abbiamo, ciascuno di noi, qualche responsabilità del suo stato? Certo, le procedure democratiche sono state ricongegnate in modo da ridurre il voto a una procedura di acclamazione, dell'uno o dell'altro leader, minimizzando il coinvolgimento dei cittadini. Ma mille esempi dimostrano che l'esclusione non è assoluta, che è possibile aggirarla, che la domanda di rinnovamento può anche salire dal basso e diventare ineludibile. Di contro è sicuro che se il disgusto o lo scoramento hanno la meglio, magari amplificando, tramite l'astensione o le schede bianche, il seguito elettorale della destra, nulla di buono può venirne. E, per come stanno ormai le cose, potrebbe anche non esserci un'altra occasione. Votiamo, e votiamo per qualcuno, anche se ci piace molto poco. E' un dovere civico, oggi come non mai. Aiutateci anzitutto a far circolare questo appello.
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Mariella Berra, mariella.berra@unito.it il 24/03/10 10:45, ha scritto:
Di contro è sicuro che se il disgusto o lo scoramento hanno la meglio, magari amplificando, tramite l¹astensione o le schede bianche, il seguito elettorale della destra, nulla di buono può venirne. E, per come stanno ormai le cose, potrebbe anche non esserci un¹altra occasione. Votiamo, e votiamo per qualcuno, anche se ci piace molto poco. E' un dovere civico, oggi come non mai. Aiutateci anzitutto a far circolare questo appello.
perdona la franchezza, ma questo appello mi infastidisce, e molto, io sono due volte che non vado a votare, e anche questa volta me ne parto beato per la Grecia :-))) Guarderò abbastanza da lontano ;-) anche perché non è un appello genrico al voto, ma un appello a votare le sinistre [pseudo-sinistre, a dire il vero...tutti 'sviluppisti' poi], che non hanno meno colpe delle destre, e che comunque sono categorie ormai superate. Da museo. Guardiamo avanti, guardiamo alla Internet. Non voterò semplicemente perché NON voglio legittimare un sistema che è oramai degenerato, e come me la pensano in tanti. Ognuno meritevole di rispetto, senza beccarsi accuse di "qualunquismo". Semplicemente mi chiamo fuori da questo sistema marcio, che non credo emendabile con un semplice voto. Per me votare sarebbe solo 'accanimento terapeutico'. La codiddetta 'democrazia' NON funziona più, stanti anche le possibilità manipolatorie della pubblica opinione. Non ritengo - anche se non sono andato a controllare quanto di solito si scrive sulle finalità delle mailing list - ammesso che ci sia - che interventi di questo genere e tenore c'entrino con le finalità di Nexa. http://nexa.polito.it/about
Il Centro NEXA nasce a partire dalle attività di un gruppo di lavoro multidisciplinare tecnico, giuridico ed economico formatosi a Torino nel 2003 e che da allora ha concepito, progettato e realizzato diverse iniziative in ambito Internet: Creative Commons Italia (2003-presente), CyberLaw Torino (2004), Harvard Internet Law Program Torino (2005), e COMMUNIA, la rete tematica europea sul pubblico dominio digitale finanziata dall'Unione Europea (2007-2010).
Sulla base delle esperienze passate, il Centro NEXA su Internet & Società sta lavorando per diventare una delle principali voci a livello internazionale in merito alla ricerca su Internet e i suoi effetti. In particolare, il Centro NEXA ambisce a diventare un punto di riferimento in Europa, interagendo con le Istituzioni Europee, le Authorities, i Governi sia locali sia nazionali, nonche' aziende e altre istituzioni.
Io non voterò - ma rispetto, ça va sans le dire, chi va a votare - chiedo solo il medesimo trattamento e che "zone" come Nexa siano territorio neutrale, dove semmai si consideri eventualmente anche la "Politica" non le miserie partitiche italiane. Grazie Joanne [http://it.wikipedia.org/wiki/Joanne_Maria_Pini]
E' cosi', Joanne. Prego tutti di non dar seguito a questo thread, altrimenti dovro' moderare temporaneamente la lista. grazie, juan carlos Joanne Maria Pini wrote (on 3/24/10 11:34 AM):
Mariella Berra, mariella.berra@unito.it il 24/03/10 10:45, ha scritto:
Di contro è sicuro che se il disgusto o lo scoramento hanno la meglio, magari amplificando, tramite l¹astensione o le schede bianche, il seguito elettorale della destra, nulla di buono può venirne. E, per come stanno ormai le cose, potrebbe anche non esserci un¹altra occasione. Votiamo, e votiamo per qualcuno, anche se ci piace molto poco. E' un dovere civico, oggi come non mai. Aiutateci anzitutto a far circolare questo appello.
perdona la franchezza, ma questo appello mi infastidisce, e molto, io sono due volte che non vado a votare, e anche questa volta me ne parto beato per la Grecia :-))) Guarderò abbastanza da lontano ;-)
anche perché non è un appello genrico al voto, ma un appello a votare le sinistre [pseudo-sinistre, a dire il vero...tutti 'sviluppisti' poi], che non hanno meno colpe delle destre, e che comunque sono categorie ormai superate. Da museo. Guardiamo avanti, guardiamo alla Internet.
Non voterò semplicemente perché NON voglio legittimare un sistema che è oramai degenerato, e come me la pensano in tanti. Ognuno meritevole di rispetto, senza beccarsi accuse di "qualunquismo". Semplicemente mi chiamo fuori da questo sistema marcio, che non credo emendabile con un semplice voto. Per me votare sarebbe solo 'accanimento terapeutico'. La codiddetta 'democrazia' NON funziona più, stanti anche le possibilità manipolatorie della pubblica opinione.
Non ritengo - anche se non sono andato a controllare quanto di solito si scrive sulle finalità delle mailing list - ammesso che ci sia - che interventi di questo genere e tenore c'entrino con le finalità di Nexa.
Il Centro NEXA nasce a partire dalle attività di un gruppo di lavoro multidisciplinare tecnico, giuridico ed economico formatosi a Torino nel 2003 e che da allora ha concepito, progettato e realizzato diverse iniziative in ambito Internet: Creative Commons Italia (2003-presente), CyberLaw Torino (2004), Harvard Internet Law Program Torino (2005), e COMMUNIA, la rete tematica europea sul pubblico dominio digitale finanziata dall'Unione Europea (2007-2010).
Sulla base delle esperienze passate, il Centro NEXA su Internet& Società sta lavorando per diventare una delle principali voci a livello internazionale in merito alla ricerca su Internet e i suoi effetti. In particolare, il Centro NEXA ambisce a diventare un punto di riferimento in Europa, interagendo con le Istituzioni Europee, le Authorities, i Governi sia locali sia nazionali, nonche' aziende e altre istituzioni.
Io non voterò - ma rispetto, ça va sans le dire, chi va a votare - chiedo solo il medesimo trattamento e che "zone" come Nexa siano territorio neutrale, dove semmai si consideri eventualmente anche la "Politica" non le miserie partitiche italiane.
Grazie Joanne [http://it.wikipedia.org/wiki/Joanne_Maria_Pini]
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