Un sordo desiderio di astensione, o di scheda bianca, segna questa campagna
elettorale. C’è perfino chi fa esplicita propaganda per il non voto. La voglia
di sottrarsi alla scelta non è senza motivi. Lo spettacolo quotidianamente
offerto dalla maggioranza di governo e dal suo leader è a dir poco disgustoso. E
sicuramente dannosissime sono per la stragrande maggioranza degli italiani le
politiche che il governo sta conducendo. Non solo i mali di cui soffre il paese
si vanno rapidamente aggravando – disoccupazione, arretratezza del sistema
industriale, infiltrazioni criminali, declino del Mezzogiorno – ma il dirigismo
manageriale del governo, simbolizzato dalla bulimica espansione degli interventi
della Protezione civile, testimonia solo un incontenibile slancio predatorio. Se
si può ridurre a una formula semplice ciò che accade, suggeriamo la seguente: ci
stanno mangiando vivi. Ove non bastasse, il paese è stato investito, per
iniziativa dei partiti di go! verno, da una squallida ventata di razzismo, che
sta azzerando i più elementari principi della convivenza democratica: tolleranza
e rispetto dell’altro. La nausea per tutto questo, e per molte altre cose
ancora, è un buon motivo per non votare.
Sul fronte
opposto, non possiamo non constatare malinconicamente l’assoluta inadeguatezza
dell’opposizione. La quale, salvo rare eccezioni, sembra rassegnata a
sopravvivere parassitariamente sulle spalle della magistratura. Gli italiani
sono ben consapevoli dell’infima moralità di chi ci governa, come sono ben
consapevoli della sua ferma volontà di travolgere ogni regola pur di garantirsi
l’impunità. Per alcuni ciò è indifferente. Per altri non lo è per nulla, ma
l’opposizione sembra non saper fare molto di più che ricordarcelo. Avremmo
bisogno di sentir parlare di lavoro, di ambiente, di istruzione, di servizi
pubblici in decadenza. Sentiamo parlare solo dei misfatti del premier e dei suoi
tentativi di sottrarsi alla giustizia. È troppo poco, anzi è nulla. Deprimente è
anche in gran parte il personale che affolla le liste elettorali della sinistra.
Il più dequalificato Parlamento della storia repubblicana lo è a destra come a
sinistra. La! mediocrità dei candidati è in piena sintonia con lo stato del
Parlamento e non offre di sicuro grandi motivi per votare. Eppure noi riteniamo
che il non voto sia un gravissimo errore. In special modo nell’attuale
congiuntura politica. Una vittoria di Berlusconi, dovesse anche contrarsi il suo
elettorato a causa di una larga astensione di destra, verrebbe subito decifrata
come un mandato a promuovere un’ulteriore involuzione della democrazia italiana.
È verosimile che Berlusconi comunque interpreti in tal modo qualsiasi responso
delle urne. Ma non possiamo fornirgli scuse. Né possiamo indurlo a ritenere che
una parte dell’elettorato sia rassegnato alle sue
iniziative.
C’è un altro elemento su cui tutti dovremmo
riflettere. Lo stato della politica italiana è disastroso. Scandolosa è la
destra, deprimente è la sinistra, con Casini che si affanna nel mezzo. A sua
volta la sinistra popolare, o radicale, è stata devastata dalla volontà di
annientarla di Veltroni, ma anche dai narcisismi della sua leadership. Resta
tuttavia da vedere se abbiamo il diritto di chiamarci fuori. E' troppo facile.
La politica è, dopotutto, lo specchio del paese. Non abbiamo, ciascuno di noi,
qualche responsabilità del suo stato? Certo, le procedure democratiche sono
state ricongegnate in modo da ridurre il voto a
una procedura di
acclamazione, dell'uno o dell'altro leader, minimizzando il coinvolgimento dei
cittadini. Ma mille esempi dimostrano che l’esclusione non è assoluta, che è
possibile aggirarla, che la domanda di rinnovamento può anche salire dal basso e
diventare ineludibile. Di contro è sicuro che se il disgusto o lo scoramento
hanno la meglio, magari amplificando, tramite l’astensione o le schede bianche,
il seguito elettorale della destra, nulla di buono può venirne. E, per come
stanno ormai le cose, potrebbe anche non esserci un’altra occasione. Votiamo, e
votiamo per qualcuno, anche se ci piace molto poco. E' un dovere civico, oggi
come non mai. Aiutateci anzitutto a far circolare questo appello.
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