Dati di cella e identità telefoniche disponibili alle ASL - Dove/Come?
Credo sia sfuggito ai più che le ASL, dal 10 aprile, possono ottenere informazioni di geolocalizzazione e dati identificativi telefonici richiedendoli alla questura locale. Non trovo traccia di un documento ufficiale, e chiedo alla lista nexa se ci siano maggiori informazioni sul tema. L'eventuale attribuzione di potere di geolocalizzazione su base cella alle ASL, cambia radicalmente il footprint sul tema di contact tracing, incentrato interamente attorno alla app. In ambito giornalistico troviamo: Da https://www.nextquotidiano.it/app-per-il-coronavirus-come-funzionera/ "è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone." "L’intervento verrà gestito a livello territoriale. Sarà, infatti, la stessa Azienda sanitaria a chiedere alla Questura il riferimento delle persone da avvertire. Qualcosa che riguarderà una parte ridotta di cittadini, ed è per questo che potrà essere attuata con la piattaforma tra Viminale e Tim, ma che in piccolo è quello su cui si sta lavorando a livello nazionale, dove però il sistema utilizzato passerà per altri percorsi." Da https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_15/coronavirus-fase-2-termoscanne... "L’accordo è in vigore dal 10 aprile scorso. Concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al coronavirus <https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/coronavirus-esperti/>. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato. " " La prima misura è già operativa grazie a un’ordinanza firmata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli che è anche il commissario per l’emergenza. Ha ottenuto il via libera del capo della polizia Franco Gabrielli e dispone che — in caso di necessità di rintracciare chi è entrato in contatto con una persona «positiva» — le questure o i commissariati possano mettere a disposizione le loro utenze fisse e mobili." "E dunque solo ripercorrendo i suoi movimenti si può rintracciare chi è a rischio e sottoporre anche lui al tampone." Troviamo maggiori informazioni? Fabio
Fabio, escludo i dati di geolocalizzazione così come tutti i metadati dellecomunicazioni che sono oggetto di Data Retention il cui accesso è regolamentato come eccezione dal 132 Cod.Privacy. Sui numeri telefonici non presenti in pubblici elenchi di utenti *già identificati* c'è l'accordo a cui fai riferimento, ma è cosa diversa da metadati e geolocalizzazione. CB Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 15:33 Fabio Pietrosanti (naif) < lists@infosecurity.ch> ha scritto:
Credo sia sfuggito ai più che le ASL, dal 10 aprile, possono ottenere informazioni di geolocalizzazione e dati identificativi telefonici richiedendoli alla questura locale.
Non trovo traccia di un documento ufficiale, e chiedo alla lista nexa se ci siano maggiori informazioni sul tema.
L'eventuale attribuzione di potere di geolocalizzazione su base cella alle ASL, cambia radicalmente il footprint sul tema di contact tracing, incentrato interamente attorno alla app.
In ambito giornalistico troviamo:
Da https://www.nextquotidiano.it/app-per-il-coronavirus-come-funzionera/
"è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone."
"L’intervento verrà gestito a livello territoriale. Sarà, infatti, la stessa Azienda sanitaria a chiedere alla Questura il riferimento delle persone da avvertire. Qualcosa che riguarderà una parte ridotta di cittadini, ed è per questo che potrà essere attuata con la piattaforma tra Viminale e Tim, ma che in piccolo è quello su cui si sta lavorando a livello nazionale, dove però il sistema utilizzato passerà per altri percorsi."
Da https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_15/coronavirus-fase-2-termoscanne...
"L’accordo è in vigore dal 10 aprile scorso. Concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al coronavirus <https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/coronavirus-esperti/>. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato. "
" La prima misura è già operativa grazie a un’ordinanza firmata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli che è anche il commissario per l’emergenza. Ha ottenuto il via libera del capo della polizia Franco Gabrielli e dispone che — in caso di necessità di rintracciare chi è entrato in contatto con una persona «positiva» — le questure o i commissariati possano mettere a disposizione le loro utenze fisse e mobili."
"E dunque solo ripercorrendo i suoi movimenti si può rintracciare chi è a rischio e sottoporre anche lui al tampone."
Troviamo maggiori informazioni?
Fabio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- *Avv. Carlo Blengino* *Via Duchessa Jolanda n. 19,* *10138 Torino (TO) - Italy* *tel. +39 011 4474035* Penalistiassociati.it
Confermo, è impossibile che la ASL abbia qualsiasi metadato di geolocalizzazione (senza una crassa violazione del 132 cod. privacy). Ciao GB Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 17:04 Carlo Blengino < blengino@penalistiassociati.it> ha scritto:
Fabio, escludo i dati di geolocalizzazione così come tutti i metadati dellecomunicazioni che sono oggetto di Data Retention il cui accesso è regolamentato come eccezione dal 132 Cod.Privacy. Sui numeri telefonici non presenti in pubblici elenchi di utenti *già identificati* c'è l'accordo a cui fai riferimento, ma è cosa diversa da metadati e geolocalizzazione. CB
Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 15:33 Fabio Pietrosanti (naif) < lists@infosecurity.ch> ha scritto:
Credo sia sfuggito ai più che le ASL, dal 10 aprile, possono ottenere informazioni di geolocalizzazione e dati identificativi telefonici richiedendoli alla questura locale.
Non trovo traccia di un documento ufficiale, e chiedo alla lista nexa se ci siano maggiori informazioni sul tema.
L'eventuale attribuzione di potere di geolocalizzazione su base cella alle ASL, cambia radicalmente il footprint sul tema di contact tracing, incentrato interamente attorno alla app.
In ambito giornalistico troviamo:
Da https://www.nextquotidiano.it/app-per-il-coronavirus-come-funzionera/
"è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone."
"L’intervento verrà gestito a livello territoriale. Sarà, infatti, la stessa Azienda sanitaria a chiedere alla Questura il riferimento delle persone da avvertire. Qualcosa che riguarderà una parte ridotta di cittadini, ed è per questo che potrà essere attuata con la piattaforma tra Viminale e Tim, ma che in piccolo è quello su cui si sta lavorando a livello nazionale, dove però il sistema utilizzato passerà per altri percorsi."
Da https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_15/coronavirus-fase-2-termoscanne...
"L’accordo è in vigore dal 10 aprile scorso. Concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al coronavirus <https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/coronavirus-esperti/>. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato. "
" La prima misura è già operativa grazie a un’ordinanza firmata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli che è anche il commissario per l’emergenza. Ha ottenuto il via libera del capo della polizia Franco Gabrielli e dispone che — in caso di necessità di rintracciare chi è entrato in contatto con una persona «positiva» — le questure o i commissariati possano mettere a disposizione le loro utenze fisse e mobili."
"E dunque solo ripercorrendo i suoi movimenti si può rintracciare chi è a rischio e sottoporre anche lui al tampone."
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Stiamo dicendo che la Questura può quindi ricevere dalla ASL una domanda: Chi c'era in quel giorno, a quell'orario, in quella zona? E ottenere indietro un excel con anagrafica e numero di telefono, senza avere alcun dato di geolocalizzazione? Fabio On 02/05/2020 18:06, Giovanni Battista Gallus wrote:
Confermo, è impossibile che la ASL abbia qualsiasi metadato di geolocalizzazione (senza una crassa violazione del 132 cod. privacy). Ciao GB
Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 17:04 Carlo Blengino <blengino@penalistiassociati.it <mailto:blengino@penalistiassociati.it>> ha scritto:
Fabio, escludo i dati di geolocalizzazione così come tutti i metadati dellecomunicazioni che sono oggetto di Data Retention il cui accesso è regolamentato come eccezione dal 132 Cod.Privacy. Sui numeri telefonici non presenti in pubblici elenchi di utenti _già identificati_ c'è l'accordo a cui fai riferimento, ma è cosa diversa da metadati e geolocalizzazione. CB
Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 15:33 Fabio Pietrosanti (naif) <lists@infosecurity.ch <mailto:lists@infosecurity.ch>> ha scritto:
Credo sia sfuggito ai più che le ASL, dal 10 aprile, possono ottenere informazioni di geolocalizzazione e dati identificativi telefonici richiedendoli alla questura locale.
Non trovo traccia di un documento ufficiale, e chiedo alla lista nexa se ci siano maggiori informazioni sul tema.
L'eventuale attribuzione di potere di geolocalizzazione su base cella alle ASL, cambia radicalmente il footprint sul tema di contact tracing, incentrato interamente attorno alla app.
In ambito giornalistico troviamo:
Da https://www.nextquotidiano.it/app-per-il-coronavirus-come-funzionera/
"è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone."
"L’intervento verrà gestito a livello territoriale. Sarà, infatti, la stessa Azienda sanitaria a chiedere alla Questura il riferimento delle persone da avvertire. Qualcosa che riguarderà una parte ridotta di cittadini, ed è per questo che potrà essere attuata con la piattaforma tra Viminale e Tim, ma che in piccolo è quello su cui si sta lavorando a livello nazionale, dove però il sistema utilizzato passerà per altri percorsi."
Da https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_15/coronavirus-fase-2-termoscanne...
"L’accordo è in vigore dal 10 aprile scorso. Concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al coronavirus <https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/coronavirus-esperti/>. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato. "
" La prima misura è già operativa grazie a un’ordinanza firmata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli che è anche il commissario per l’emergenza. Ha ottenuto il via libera del capo della polizia Franco Gabrielli e dispone che — in caso di necessità di rintracciare chi è entrato in contatto con una persona «positiva» — le questure o i commissariati possano mettere a disposizione le loro utenze fisse e mobili."
"E dunque solo ripercorrendo i suoi movimenti si può rintracciare chi è a rischio e sottoporre anche lui al tampone."
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Fabio
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No! La ASL può chiedere alla Questura: Fabio Pietrosanti ha un cellulare? Mi date il numero? Stop. Una richiesta sulla base di una geolocalizzazione è impossibile senza ordine Autorità Giudiziaria ...e senza reati.... Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 18:26 Fabio Pietrosanti (naif) < lists@infosecurity.ch> ha scritto:
Stiamo dicendo che la Questura può quindi ricevere dalla ASL una domanda: Chi c'era in quel giorno, a quell'orario, in quella zona?
E ottenere indietro un excel con anagrafica e numero di telefono, senza avere alcun dato di geolocalizzazione?
Fabio On 02/05/2020 18:06, Giovanni Battista Gallus wrote:
Confermo, è impossibile che la ASL abbia qualsiasi metadato di geolocalizzazione (senza una crassa violazione del 132 cod. privacy). Ciao GB
Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 17:04 Carlo Blengino < blengino@penalistiassociati.it> ha scritto:
Fabio, escludo i dati di geolocalizzazione così come tutti i metadati dellecomunicazioni che sono oggetto di Data Retention il cui accesso è regolamentato come eccezione dal 132 Cod.Privacy. Sui numeri telefonici non presenti in pubblici elenchi di utenti *già identificati* c'è l'accordo a cui fai riferimento, ma è cosa diversa da metadati e geolocalizzazione. CB
Il giorno sab 2 mag 2020 alle ore 15:33 Fabio Pietrosanti (naif) < lists@infosecurity.ch> ha scritto:
Credo sia sfuggito ai più che le ASL, dal 10 aprile, possono ottenere informazioni di geolocalizzazione e dati identificativi telefonici richiedendoli alla questura locale.
Non trovo traccia di un documento ufficiale, e chiedo alla lista nexa se ci siano maggiori informazioni sul tema.
L'eventuale attribuzione di potere di geolocalizzazione su base cella alle ASL, cambia radicalmente il footprint sul tema di contact tracing, incentrato interamente attorno alla app.
In ambito giornalistico troviamo:
Da https://www.nextquotidiano.it/app-per-il-coronavirus-come-funzionera/
"è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone."
"L’intervento verrà gestito a livello territoriale. Sarà, infatti, la stessa Azienda sanitaria a chiedere alla Questura il riferimento delle persone da avvertire. Qualcosa che riguarderà una parte ridotta di cittadini, ed è per questo che potrà essere attuata con la piattaforma tra Viminale e Tim, ma che in piccolo è quello su cui si sta lavorando a livello nazionale, dove però il sistema utilizzato passerà per altri percorsi."
Da https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_15/coronavirus-fase-2-termoscanne...
"L’accordo è in vigore dal 10 aprile scorso. Concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al coronavirus <https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/coronavirus-esperti/>. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato. "
" La prima misura è già operativa grazie a un’ordinanza firmata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli che è anche il commissario per l’emergenza. Ha ottenuto il via libera del capo della polizia Franco Gabrielli e dispone che — in caso di necessità di rintracciare chi è entrato in contatto con una persona «positiva» — le questure o i commissariati possano mettere a disposizione le loro utenze fisse e mobili."
"E dunque solo ripercorrendo i suoi movimenti si può rintracciare chi è a rischio e sottoporre anche lui al tampone."
Troviamo maggiori informazioni?
Fabio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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-- *Avv. Carlo Blengino* *Via Duchessa Jolanda n. 19,* *10138 Torino (TO) - Italy* *tel. +39 011 4474035* Penalistiassociati.it
Carlo Blengino <blengino@penalistiassociati.it> writes:
No! La ASL può chiedere alla Questura: Fabio Pietrosanti ha un cellulare? Mi date il numero? Stop.
Chiarissimo grazie. Ma allora Fiorenza Sarzanini sul Corriere del 15 Aprile scorso: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- L’accordo è in vigore dal 10 aprile scorso. Concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al coronavirus. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato. [...] Può infatti accadere che un cittadino positivo al tampone sia in grado di ricostruire i propri spostamenti, ma non conosca tutti coloro che ha avuto modo di incontrare. E dunque solo ripercorrendo i suoi movimenti si può rintracciare chi è a rischio e sottoporre anche lui al tampone. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Non capisco bene come si possano interpretare diversamente i due periodi se non che i telefoni sono identificati facendo un incrocio dei dati di cella. Mi sbaglio? Oppure la giornalista ha capito male il contenuto dell'accordo? (e dove sarebbe scritto quell'accordo?) Nextquotidiano, sempre il 15 Aprile, dice *solo* che Angelo Borrelli lo ha (ufficialmente? dove?) chiesto al capo della polizia: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Credo si riferisca alla piattaforma che accede ai dati di cella, oppure *solo* a quella che fornisce il nome di una utenza telefonica di cui è già noto il nome?
Una richiesta sulla base di una geolocalizzazione è impossibile senza ordine Autorità Giudiziaria ...e senza reati....
Sì ma non si capisce allora la natura della questione: i giornalisti hanno preso un granchio? Grazie, Giovanni. [...] -- Giovanni Biscuolo
Beh...nessun pezzo di quelli da te citati nomina accesso a metadati (ergo a cella e dunque localizzazione). Direi che come si dice in gergo i giornalisti "ciurlano nel manico". Lasciano intendere che...ma non osano dirlo... perché non è vero. Però fa più notizia che possano geolocalizzarti piuttosto che banalmente avere il tuo numero di cellulare. Un pessimo giornalismo. Poi magari han mandato in vacca il GDPR e il Cod. Privacy e si son solo dimenticati di dircelo. Di questi tempi... Il sab 2 mag 2020, 19:49 Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Carlo Blengino <blengino@penalistiassociati.it> writes:
No! La ASL può chiedere alla Questura: Fabio Pietrosanti ha un cellulare? Mi date il numero? Stop.
Chiarissimo grazie.
Ma allora Fiorenza Sarzanini sul Corriere del 15 Aprile scorso:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
L’accordo è in vigore dal 10 aprile scorso. Concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al coronavirus. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato. [...] Può infatti accadere che un cittadino positivo al tampone sia in grado di ricostruire i propri spostamenti, ma non conosca tutti coloro che ha avuto modo di incontrare. E dunque solo ripercorrendo i suoi movimenti si può rintracciare chi è a rischio e sottoporre anche lui al tampone.
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Non capisco bene come si possano interpretare diversamente i due periodi se non che i telefoni sono identificati facendo un incrocio dei dati di cella. Mi sbaglio?
Oppure la giornalista ha capito male il contenuto dell'accordo? (e dove sarebbe scritto quell'accordo?)
Nextquotidiano, sempre il 15 Aprile, dice *solo* che Angelo Borrelli lo ha (ufficialmente? dove?) chiesto al capo della polizia:
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è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Credo si riferisca alla piattaforma che accede ai dati di cella, oppure *solo* a quella che fornisce il nome di una utenza telefonica di cui è già noto il nome?
Una richiesta sulla base di una geolocalizzazione è impossibile senza ordine Autorità Giudiziaria ...e senza reati....
Sì ma non si capisce allora la natura della questione: i giornalisti hanno preso un granchio?
Grazie, Giovanni.
[...]
-- Giovanni Biscuolo
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