Buongiorno. Mi scuso perche' forse commetto un errore di estrapolazione, non avendo letto tutto il testo del discorso e limitandomi ad un breve commento al seguente paragrafo.
La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.
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Sembrerebbe quasi che, per rendere efficiente e funzionante la PA serva (semplicemente) creare o aumentare connettivita' e aggiungere piattaforme (immagino digitali) efficienti. Purtroppo, questo e' un mantra che, appunto, ricorre sistematicamente quando si parla di problemi della PA. Io invece continuo a ritenere e dire che *prima* di *informatizzare* i procedimenti tipici delle PA, e' necessario *semplificarli*: aggiungere piattaforme a piattaforme, sostituire le raccomandate con la PEC ecc ecc, a mio modesto avviso, serve a poco, se poi, le "pratiche", per usare un termine adatto, richiedono l'interazione con una miriade di entita'. Certo, per ogni interazione non sara' necessaria una lettera raccomandata e bastera' qualche click o una PEC, ma il numero e la complessita' delle interazioni, se non vengono semplificate le procedure (cioe', le norme che regolano i rapporti con e fra le PA), rimarra' comunque alto e insostenibile per il cittadino (e per di piu', ogni interazione informatica potra' aggiungere elementi di complessita' e frustrazione dovuta a malfunzionamenti informatici.) Diego -- Dott. Diego Latella - Senior Researcher CNR-ISTI, Via Moruzzi 1, 56124 Pisa, Italy (http:www.isti.cnr.it [1]) FM&&T Lab. (http://fmt.isti.cnr.it) http://www1.isti.cnr.it/~latella/ - ph: +390506212982, mob: +39 348 8283101, fax: +390506212040 =================== I don't quite know whether it is especially computer science or its subdiscipline Artificial Intelligence that has such an enormous affection for euphemism. We speak so spectacularly and so readily of computer systems that understand, that see, decide, make judgments, and so on, without ourselves recognizing our own superficiality and immeasurable naivete with respect to these concepts. And, in the process of so speaking, we anesthetise our ability to evaluate the quality of our work and, what is more important, to identify and become conscious of its end use. […] One can't escape this state without asking, again and again: "What do I actually do? What is the final application and use of the products of my work?" and ultimately, "am I content or ashamed to have contributed to this use?" -- Prof. Joseph Weizenbaum ["Not without us", ACM SIGCAS 16(2-3) 2--7 - Aug. 1986] Links: ------ [1] http://www.isti.cnr.it
sono d'accordissimo. aggiungo (specifico) solo due elementi: oltre alla semplificazione e al proceduralismo, occorre liberare gli stessi burocrati dalla burocrazia (le vittime sono spesso anche loro e non solo i cittadini). occorre poi rimettere al centro la dimensione organizzativa, trascurata quasi sempre, e il benessere delle persone. visto che quando si sta bene, si lavora meglio. aggiungere elementi tecnologici senza considerare la dimensione socio-tecnica, serve a poco o nulla. Filippo Il giorno gio 18 feb 2021 alle ore 13:19 Diego.Latella < diego.latella@isti.cnr.it> ha scritto:
Buongiorno.
Mi scuso perche' forse commetto un errore di estrapolazione, non avendo letto tutto il testo del discorso e limitandomi ad un breve commento al seguente paragrafo.
La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.
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Sembrerebbe quasi che, per rendere efficiente e funzionante la PA serva (semplicemente) creare o aumentare connettivita' e aggiungere piattaforme (immagino digitali) efficienti. Purtroppo, questo e' un mantra che, appunto, ricorre sistematicamente quando si parla di problemi della PA. Io invece continuo a ritenere e dire che *prima* di *informatizzare* i procedimenti tipici delle PA, e' necessario *semplificarli*: aggiungere piattaforme a piattaforme, sostituire le raccomandate con la PEC ecc ecc, a mio modesto avviso, serve a poco, se poi, le "pratiche", per usare un termine adatto, richiedono l'interazione con una miriade di entita'. Certo, per ogni interazione non sara' necessaria una lettera raccomandata e bastera' qualche click o una PEC, ma il numero e la complessita' delle interazioni, se non vengono semplificate le procedure (cioe', le norme che regolano i rapporti con e fra le PA), rimarra' comunque alto e insostenibile per il cittadino (e per di piu', ogni interazione informatica potra' aggiungere elementi di complessita' e frustrazione dovuta a malfunzionamenti informatici.)
Diego -- Dott. Diego Latella - Senior Researcher CNR-ISTI, Via Moruzzi 1, 56124 Pisa, Italy (http:www.isti.cnr.it) FM&&T Lab. (http://fmt.isti.cnr.it) http://www1.isti.cnr.it/~latella/ - ph: +390506212982, mob: +39 348 8283101, fax: +390506212040 ===================
I don't quite know whether it is especially computer science or its subdiscipline Artificial Intelligence that has such an enormous affection for euphemism. We speak so spectacularly and so readily of computer systems that understand, that see, decide, make judgments, and so on, without ourselves recognizing our own superficiality and immeasurable naivete with respect to these concepts. And, in the process of so speaking, we anesthetise our ability to evaluate the quality of our work and, what is more important, to identify and become conscious of its end use. […] One can't escape this state without asking, again and again: "What do I actually do? What is the final application and use of the products of my work?" and ultimately, "am I content or ashamed to have contributed to this use?" -- Prof. Joseph Weizenbaum ["Not without us", ACM SIGCAS 16(2-3) 2--7 - Aug. 1986] _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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On Thu, Feb 18, 2021 13:19:07 PM +0100, Diego.Latella wrote:
*prima* di *informatizzare* i procedimenti tipici delle PA, e' necessario *semplificarli*: aggiungere piattaforme a piattaforme, sostituire le raccomandate con la PEC ecc ecc, a mio modesto avviso, serve a poco
Concordo in pieno, grazie anzi rilancio: non serve a niente. Almeno in quel contesto, l'informatica e' solo uno strumento, non certo un fine. Vale anche per l'appello di cui ha appena scritto il professor Meo, che per questo metto in copia. Quello che serve e' avere leggi e procedure chiare, sensate, comprensibili. Sostituire gli incubi legal/fiscali/burocratici che abbiamo adesso con loro versioni realizzate al 100% con software libero sarebbe inutile, o quasi. Prima si buttano nella spazzatura tutti quegli incubi, sostituendoli con cose che abbiano senso. POI si guarda al risultato, e allora si', certo, si dice "questo facciamolo con tecnologie aperte". Ma solo a quel punto. Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
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M. Fioretti