Attivissimo: "Per favore, non chiamateli nativi digitali"
A forza di insistere magari riusciamo a uccidere per sempre l'espressione "nativi digitali". juan carlos* Per favore, non chiamateli nativi digitali* /Una ricerca della Bicocca smonta il mito della competenza informatica giovanile. Poiché i ragazzi usano dispositivi che si connettono in modo trasparente, invisibile, non percepiscono Internet come un'infrastruttura di base. Stanno crescendo in un mondo nel quale non solo non sanno, ma non possono smontare, smanettare, sperimentare. Tutto questo non crea nativi digitali. Polli di batteria, piuttosto/ di Paolo Attivissimo Vado spesso nelle scuole a insegnare le basi della sicurezza informatica e della gestione della privacy in Rete, per cui incontro sovente i cosiddetti “nativi digitali”: i giovani che hanno sempre vissuto attorniati dalle tecnologie digitali e dalle consuetudini sociali che li caratterizzano. Quelli che non si ricordano del mondo prima di Internet, cellulari, tablet, Playstation e smartphone e quindi li considerano elementi assolutamente ovvi e naturali della propria esistenza. I genitori di questi nativi li contemplano spesso estasiati, ammirando la naturalezza con la quale maneggiano i dispositivi digitali, come se vedessero Mozart al clavicembalo, e sospirano rassegnati, convinti di non poter competere con chi è cresciuto sbrodolando omogeneizzati sul touchscreen e sicuri che basti dare ai loro virgulti un iCoso per garantire loro l'articolata competenza informatica di cui avranno bisogno nella carriera e nella vita quotidiana. Se solo sapessero. […] Continua qui: http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/550_per-favore-non-chiamate...
Gentili Amici di Nexa, da poco uno studente al terzo anno della triennale in Ingegneria mi ha chiesto informazioni circa i corsi di laurea specialistica (post graduate) nel settore della cybersecurity. Se qualcuno avesse informazioni relative anche ad eventuali partenariati fra il Politecnico cittadino ed istituzioni terziarie (inglesi, statunitensi etc.) che offrano fellowships o borse di studio per finanziare il percorso formativo, sarebbe cosa gradita. Attendendo notizie, ringrazio cordialmente, Emanuele Il 4 maggio 2016 13:02, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto:
A forza di insistere magari riusciamo a uccidere per sempre l'espressione "nativi digitali".
juan carlos
Per favore, non chiamateli nativi digitali
Una ricerca della Bicocca smonta il mito della competenza informatica giovanile. Poiché i ragazzi usano dispositivi che si connettono in modo trasparente, invisibile, non percepiscono Internet come un'infrastruttura di base. Stanno crescendo in un mondo nel quale non solo non sanno, ma non possono smontare, smanettare, sperimentare. Tutto questo non crea nativi digitali. Polli di batteria, piuttosto
di Paolo Attivissimo
Vado spesso nelle scuole a insegnare le basi della sicurezza informatica e della gestione della privacy in Rete, per cui incontro sovente i cosiddetti “nativi digitali”: i giovani che hanno sempre vissuto attorniati dalle tecnologie digitali e dalle consuetudini sociali che li caratterizzano. Quelli che non si ricordano del mondo prima di Internet, cellulari, tablet, Playstation e smartphone e quindi li considerano elementi assolutamente ovvi e naturali della propria esistenza. I genitori di questi nativi li contemplano spesso estasiati, ammirando la naturalezza con la quale maneggiano i dispositivi digitali, come se vedessero Mozart al clavicembalo, e sospirano rassegnati, convinti di non poter competere con chi è cresciuto sbrodolando omogeneizzati sul touchscreen e sicuri che basti dare ai loro virgulti un iCoso per garantire loro l'articolata competenza informatica di cui avranno bisogno nella carriera e nella vita quotidiana. Se solo sapessero.
[…]
Continua qui: http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/550_per-favore-non-chiamate...
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