che cos'è la Verità (was: nexa Digest, Vol 165, Issue 13)
Scusa Maurizio, la mia ironia deve essere stata troppo criptica. Non era in alcun modo mia intenzione prenderti in giro. Volevo proporti una riflessione che invece non trovo affatto scontata. La riformulo con le parole di Pilato: "che cos'è la Verità"? Usare le piattaforme cloud di Google e Microsoft nelle scuole viola il GDPR e i diritti di milioni di studenti ed insegnanti. E' vero. Da DUE anni. Ma potrei mostrarti decine di tweet da parte di influenti GAFAM-boys [1] che, non potendo più argomentare nel merito contro Monitora PA, si lanciano in attacchi piuttosto squallidi nei confronti di chi lavora al progetto (ed in particolare me e Fabio), con insulti, velate minacce (uno suggeriva di "andare a trovare Fabio a casa" mostrando l'indirizzo dalla privacy policy del sito), illazioni sulla nostra mala fede, sulla nostra onestà intellettuale, persino sulle nostre competenze informatiche. A questi bulletti attempati, si aggiungono sporadicamente Professori Universitari, avvocati, aziende etc... Eppure noi non facciamo altro che chiedere il rispetto della Legge. Diciamo la verità, riconosciuta da Autorità Garanti di mezza Europa, da Ministri dell'Istruzione, dal EDPB e persino dalla Corte di Giustizia Europea. Ma loro cercano di farla passare per disinformazione. E purtroppo, sono numerosi, influenti e molto motivati (e talvolta ben finanziati). Eppure, la forza della Verità è dirompente e quattro gatti come noi riescono ad imporre un dibattito che inevitabilmente porta alla luce le loro contraddizioni, le incompetenze e i loro conflitti di interesse. Ma che succederebbe se chi afferma verità scomode come noi potesse essere legalmente silenziato? Se qualcuno potesse dire "fanno solo disinformazione"? La disinformazione non si compatte inibendo la diffusione delle "idee", ma con l'educazione alla coscienza critica nelle scuole. Si combattono con la cultura libera, abolendo magari leggi oscurantiste come il copyright che rallentano la diffusione delle idee da un lato e ne permettono il controllo da parte di pochi dall'altro. Si combattono con lo stato sociale. Ma per queste cose ci vogliono anni, soldi, tasse... lotta politica... E allora ecco che qualcuno spinge "soluzioni tecnologiche". Che funzionino o meno non è importante. L'importante è far passare il concetto che è giusto che qualcuno decida cosa è vero e cosa è falso per il bene di tutti. Nessuno deve avere questo potere. Bisogna anzi TOGLIERLO ai GAFAM. Giacomo [1] da GAFAM-fanboys, quelli di fatto che difendono il diritto dei GAFAM a manipolare grandi e piccini. On Thu, 12 Jan 2023 12:28:44 +0100 maurizio lana wrote:
ero certo che avrei suscitato questa reazione. ovvia. *talmente ovvia* che anche chi la scrive potrebbe chiedersi se c'è modo di fare qualche passo avanti nella riflessione al di là del farmi passare per uno scribacchino del ministero della verità :-)))
e che dire allora di Rodotà ? (Rodotà, Stefano. 2019. «Il diritto alla verità». In Il diritto di avere diritti, 230–52. Bari: Laterza) e di Franca D'Agostini? (D’Agostini, Franca. 2017. «Diritti aletici». Biblioteca della Libertà 218: 1. https://doi.org/10.23827/BDL_2017_1_2) giusto per suggerire che il tema si può affrontare in modi leggerissimamente più consistenti del dileggio verso chi esprime posizioni diverse dalle nostre.
Maurizio
Il 12/01/23 12:00, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Date: Thu, 12 Jan 2023 11:14:33 +0100 From: Giacomo Tesio<giacomo@tesio.it> To:nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] nexa Digest, Vol 165, Issue 11 Message-ID:<20230112111429.000070ad@tesio.it> Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
On Thu, 12 Jan 2023 09:08:16 +0100 maurizio lana wrote:
tutto il discorso di Chudov serve a far passare come difesa della libertà il suo attacco alle strategie anti-disinformazione messe in atto dall'EU sia in generale sia rispetto al Covid. che sia necessario prestare attenzione agli strumenti scelti è ovvio che sì, ma che gli obiettivi siano deprecabili, no. Concordo. E posso dirvi che in Oceania abbiamo definitivamente risolto il problema, grazie al Ministero della Verità. Wiston
old men ought to be explorers t.s. eliot, four quartets
------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
On 12/01/23 18:31, Giacomo Tesio wrote:
Ma che succederebbe se chi afferma verità scomode come noi potesse essere legalmente silenziato?
Se qualcuno potesse dire "fanno solo disinformazione"?
La disinformazione non si compatte inibendo la diffusione delle "idee", ma con l'educazione alla coscienza critica nelle scuole.
Per l'igiene della discussione distinguerei fra verità e veridicità (https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s13.xhtml#veridicdovere). La veridicità è una qualità personale. La sua carenza sistematica rende un individuo inaffidabile; la bugia (si pensi per esempio alla menzogna del truffatore) può, talvolta, essere oggetto di sanzioni giuridiche contro la persona del mentitore. La verità invece riguarda le nozioni. Come ci si approssima alla verità, posto che non disponiamo di nessuna formula generale che ci permetta di stabilire che X è vero e Y è falso? La filosofia e la scienza hanno proposto dei *metodi* di indagine e di discussione, che richiedono individualmente studio e collettivamente scuole, biblioteche e spazi in cui si possa esercitare liberamente l'uso pubblico della ragione. L'uso di questi metodi è complesso. Possiamo allora sostenere che per difendere le persone dalla disinformazione bisogna ricorrere a scorciatoie non "metodiche" che hanno ad oggetto le nozioni, quali l'ipse dixit, il fact-checking di stato o d'azienda, il ministero della verità, la censura preventiva e via dicendo? Possiamo proteggere la "verità" *contro il metodo*, senza rinunciare, in questo modo, alla stessa approssimazione alla verità? O, più sottilmente, possiamo sostenere che la scorciatoia della verità ministeriale è l'unica via praticabile poiché ci troviamo in ambienti di interazione ostili al metodo, che non possiamo - o non vogliamo - cambiare? Retoricamente. MCP
Buongiorno a tutti, sono da pochi giorni nell’indirizzario, pur senza essere un tecnico. Sono interessato, però, alla cornice entro la quale le vostre interessanti email si muovono; cornice che talvolta è più evidente, come nel messaggio di Giacomo Tesio. La disinformazione non si compatte inibendo la diffusione delle "idee", ma con l'educazione alla coscienza critica nelle scuole. Si combattono con la cultura libera, abolendo magari leggi oscurantiste come il copyright che rallentano la diffusione delle idee da un lato e ne permettono il controllo da parte di pochi dall'altro. Si combattono con lo stato sociale. Ma per queste cose ci vogliono anni, soldi, tasse... lotta politica... Temi che ho affrontato elaborando Filoponìa - uscire dal paradigma del debito, un modello economico e sociale a sé stante, rispetto al dualismo fra capitale privato e capitale collettivo. Non vi tedio oltre: ve ne allego l’iperbignamino; e per chi fosse interessato, i miei recapiti sono andrea@surbone.it <mailto:andrea@surbone.it> e 3357226007. Molto cordialmente as Andrea Surbone +39 335 7226007 <http://www.surbone.it/> www.surbone.it <http://www.jussemper.org/> www.jussemper.org <http://www.propostaneokeynesiana.it/> www.propostaneokeynesiana.it D. Astrologo, A. Surbone, P. Terna Il lavoro e il valore al tempo dei robot - Intelligenza artificiale e non-occupazione Meltemi, Milano 2019 – con prefazione di Adam Smith <http://www.meltemieditore.it/catalogo/lavoro-valore-allepoca-dei-robot/> www.meltemieditore.it/catalogo/lavoro-valore-allepoca-dei-robot/ -----Messaggio originale----- Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> Per conto di Giacomo Tesio Inviato: giovedì 12 gennaio 2023 18:32 A: maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [nexa] che cos'è la Verità (was: nexa Digest, Vol 165, Issue 13) Scusa Maurizio, la mia ironia deve essere stata troppo criptica. Non era in alcun modo mia intenzione prenderti in giro. Volevo proporti una riflessione che invece non trovo affatto scontata. La riformulo con le parole di Pilato: "che cos'è la Verità"? Usare le piattaforme cloud di Google e Microsoft nelle scuole viola il GDPR e i diritti di milioni di studenti ed insegnanti. E' vero. Da DUE anni. Ma potrei mostrarti decine di tweet da parte di influenti GAFAM-boys [1] che, non potendo più argomentare nel merito contro Monitora PA, si lanciano in attacchi piuttosto squallidi nei confronti di chi lavora al progetto (ed in particolare me e Fabio), con insulti, velate minacce (uno suggeriva di "andare a trovare Fabio a casa" mostrando l'indirizzo dalla privacy policy del sito), illazioni sulla nostra mala fede, sulla nostra onestà intellettuale, persino sulle nostre competenze informatiche. A questi bulletti attempati, si aggiungono sporadicamente Professori Universitari, avvocati, aziende etc... Eppure noi non facciamo altro che chiedere il rispetto della Legge. Diciamo la verità, riconosciuta da Autorità Garanti di mezza Europa, da Ministri dell'Istruzione, dal EDPB e persino dalla Corte di Giustizia Europea. Ma loro cercano di farla passare per disinformazione. E purtroppo, sono numerosi, influenti e molto motivati (e talvolta ben finanziati). Eppure, la forza della Verità è dirompente e quattro gatti come noi riescono ad imporre un dibattito che inevitabilmente porta alla luce le loro contraddizioni, le incompetenze e i loro conflitti di interesse. Ma che succederebbe se chi afferma verità scomode come noi potesse essere legalmente silenziato? Se qualcuno potesse dire "fanno solo disinformazione"? La disinformazione non si compatte inibendo la diffusione delle "idee", ma con l'educazione alla coscienza critica nelle scuole. Si combattono con la cultura libera, abolendo magari leggi oscurantiste come il copyright che rallentano la diffusione delle idee da un lato e ne permettono il controllo da parte di pochi dall'altro. Si combattono con lo stato sociale. Ma per queste cose ci vogliono anni, soldi, tasse... lotta politica... E allora ecco che qualcuno spinge "soluzioni tecnologiche". Che funzionino o meno non è importante. L'importante è far passare il concetto che è giusto che qualcuno decida cosa è vero e cosa è falso per il bene di tutti. Nessuno deve avere questo potere. Bisogna anzi TOGLIERLO ai GAFAM. Giacomo [1] da GAFAM-fanboys, quelli di fatto che difendono il diritto dei GAFAM a manipolare grandi e piccini. On Thu, 12 Jan 2023 12:28:44 +0100 maurizio lana wrote:
ero certo che avrei suscitato questa reazione.
ovvia.
*talmente ovvia* che anche chi la scrive potrebbe chiedersi se c'è
modo di fare qualche passo avanti nella riflessione al di là del
farmi passare per uno scribacchino del ministero della verità
:-)))
e che dire allora di Rodotà ? (Rodotà, Stefano. 2019. «Il diritto
alla verità». In Il diritto di avere diritti, 230–52. Bari: Laterza)
e di Franca D'Agostini? (D’Agostini, Franca. 2017. «Diritti aletici».
Biblioteca della Libertà 218: 1.
<https://doi.org/10.23827/BDL_2017_1_2> https://doi.org/10.23827/BDL_2017_1_2) giusto per suggerire che il
tema si può affrontare in modi leggerissimamente più consistenti del
dileggio verso chi esprime posizioni diverse dalle nostre.
Maurizio
Il 12/01/23 12:00, Giacomo Tesio < <mailto:giacomo@tesio.it> giacomo@tesio.it> ha scritto:
Date: Thu, 12 Jan 2023 11:14:33 +0100
From: Giacomo Tesio< <mailto:giacomo@tesio.it> giacomo@tesio.it>
To:nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] nexa Digest, Vol 165, Issue 11
Message-ID:< <mailto:20230112111429.000070ad@tesio.it> 20230112111429.000070ad@tesio.it>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
On Thu, 12 Jan 2023 09:08:16 +0100 maurizio lana wrote:
tutto il discorso di Chudov serve a far passare come difesa
della libertà il suo attacco alle strategie anti-disinformazione
messe in atto dall'EU sia in generale sia rispetto al Covid. che
sia necessario prestare attenzione agli strumenti scelti è ovvio
che sì, ma che gli obiettivi siano deprecabili, no.
Concordo.
E posso dirvi che in Oceania abbiamo definitivamente risolto
il problema, grazie al Ministero della Verità.
Wiston
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