A proposito delle recente lettera del Prof. Meo, alla Presidente Meloni
Ho letto piu' volte il testo della lettera pubblicata qui: https://www.softwarelibero.it/lettera-al-governo-del-prof-angelo-raffaele-me... e --rischiando di passare da "bastian contrario"-- voglio commentarla pubblicamente, qui. È fuor di discussione che la lettera rappresenti in modo piu' che veritiero lo status-quo del nostro Paese circa l'utilizzo delle tecnologie proprietarie in ambito scolastico e P.A., e, contestualmente, ignori costantemente le norme esistenti. Non sono questi gli elementi che mi lasciano perplesso... Quello che mi lascia perplesso è il finale. La "richiesta". Nel terz'ultimo paragrafo leggo: "[...] Concludendo, Vi invitiamo ad adottare le misure necessarie per supportare e coordinare i Dirigenti Scolastici affinché colgano l'occasione offerta dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. In particolare, si dovrebbe attivare con la massima urgenza un gruppo di lavoro che unisca le migliori competenze per supportare i Dirigenti Scolastici nell’acquisire servizi basati su software libero e forniti da imprese italiane ed europee, tutto nel pieno rispetto del GDPR e del CAD. [...]" Io trovo che tale richiesta sia ESTREMAMENTE GENERICA e rischi seriamente di rendere l'intera lettera.... una comunicazione subito ignorata. Cosa dovrebbe fare il Presidente del Consiglio? Quali "misure" dovrebbe adottare (...ricordo a me stesso che esistono gia' una pluralità di norme VIGENTI!)? Quali sono gli ambiti del PNRR che dovrebbero fungere da sponda (...ricordo a me stesso che sono GIA' IN CORSO progetti per MILIARDI di euro, a focus ICT!)? Come bisognerebbe fare, concretamente, per Supportare i Dirigenti Scolastici (ricordo a me stesso che esiste gia' una corposa normativa in ambito "procurement")? OK! Un (nuovo) Gruppo di Lavoro! Concordo sul fatto che potrebbe essere una ottima cosa da fare (...ricordo a me stesso di aver preso parte, ~2009, ad un 'Tavolo Tecnico' congiunto fra Ministero e Dipartimento dell'Innovazione Digitale, che fra l'altro partori' le linee guida per la verbalizzazione elettronica degli esami). Ma che caratterizzazione avra', in termini di competenze? Chi ne fara' parte? (...ricordo a me stesso che ogni P.A. ha un RTD ed un DPO: saranno loro a partecipare?) D'altro canto, se penso ad un Rettore (magari quello di UniMilano, che recentemente ha "spostato" la posta elettronica degli studenti su Microsoft, oppure quelli che hanno gia' avallato decisioni simili in altri Atenei), non ho difficolta' ad immaginare un soggetto Politico che, nel prendere una carta decisione, puo' soltanto constatare la quasi assoluta incapacita' --da parte del personale tecnico del PROPRIO Ente-- a (continuare a) gestire un problema in costante aumento di complessita' e con una costante riduzione degli skill interni, sia come volume che come qualita'. Meloni, quindi, che dovrebbe fare? dire al Ministro di chiamare CRUI e "favorire" l'in-sourcing della posta, attualmente in out-sourcing? E... supponendo che cio' accadesse, chi --materialmente-- si occuperebbe di gestire questo problema? Sono io l'unico a pensare che --in un tale scenario-- semplicemente assisteremmo ad un "ballo delle tre carte", dove semplicemente i big del settore, attraverso la propria rete di contrattisti, finirebbe per spostare la posta all'interno dei DC degli Atenei... ma comunque su piattaforme e sistemi che comunque resterebbero sotto il proprio controllo (...perché allo stato, non è possibile fare altrimenti)? Personalmente, avrei scelto un approccio piu' pragmatico: avrei scelto due temi specifici (ad esempio: "Posta Elettronica" e "piattaforme a supporto della Didattica") e, PRIMA DI INVIARE LA LETTERA, avrei creato le condizioni per dire: "Ecco! Tu, Governo; tu, Ministro, hai un sacco di problemi. Su questi due, pero', sei fortunato... perché l'alternativa esiste. Guarda! Abbiamo anche una demo, una sperimentazione, un abbozzo di progetto (inclusi numeri, persone, €€... a-la 'business-plan' a 5/10 anni), pensato gia' per essere replicato e scalabile su scala nazionale. Perché non lo adotti? Perché non crei un Tavolo Tecnico (...che include i player pubblici nazionali di riferimento) che lo possa valutare e, se supera il vaglio tecnologico, normativo e politico, adottarlo?". Tra l'altro, è di qualche giorno fa un articolo del Sottosegretario Butti [1] che riporta queste parole: "[...] la mia scelta è stata quella di valorizzare le migliori in-house pubbliche nazionali e regionali, le PMI e le eccellenze della ricerca. Abbiamo a disposizione un capitale prezioso: usiamolo. [...]". Che si possa far leva anche su questo? Personalmente --seppur nel mio piccolissimo, ed ancora in assoluta solitudine-- continuero' a lavorare per creare queste potenziali alternative. Anzi, approfitto di questo spazio per chiedere a chiunque, qui, su questa lista, di "supportare" questa mia causa e, semplicemente, ove se ne avesse la possibilita', di mettermi in contatto con tutti coloro che potrebbero avere "risorse umane" (penso a docenti che potrebbero coinvolgere studenti nell'ambito di attivita' da tesi di laurea) o "risorse materiali" (penso a spin-off universitari a trazione ICT, a soggetti in-house o altre realta' semi/para-pubbliche che potrebbero condividere questa mia idea) e fossero interessati a partecipare a questo processo di "creazione di 'demo'" facilmente replicabili e scalabili. Un caro saluto, DV [1] https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/butti-connessioni-sicurezza-e-c... -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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Damiano Verzulli