dottorati e master non hanno peso nella PA. Perché?
Pochi lo sanno ma... dottorati e master non hanno peso nella pubblica amministrazione. Perché? Perché non servono (allora diciamolo espressamente)... oppure perché chi è già dentro (e spesso ha una semplice laurea triennale) ha paura di sentirsi declassato? E' assurdo alimentare un mercato di "titoli di studio" sempre più elevati, senza poi dar loro il giusto riconoscimento in tutte le sedi. Ecco la mia riflessione: http://aliprandi.blogspot.it/2015/01/dottorati-master-pubblica-amministrazio... Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
Ma infatti dovrebbe esistere solo il mercato delle competenze, di cui i titoli sono solo una proxy/sistema di segnalazione per diminuire asimmetrie informative. Sia nel pubblico sia nelle PA.Il tema non è certo come valorizzare meglio i titoli di phd nel pubblico... — Sent from Mailbox A little less conversation, a little more action (please) On Mon, Jan 19, 2015 at 11:30 AM, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> wrote:
Pochi lo sanno ma... dottorati e master non hanno peso nella pubblica amministrazione. Perché? Perché non servono (allora diciamolo espressamente)... oppure perché chi è già dentro (e spesso ha una semplice laurea triennale) ha paura di sentirsi declassato? E' assurdo alimentare un mercato di "titoli di studio" sempre più elevati, senza poi dar loro il giusto riconoscimento in tutte le sedi. Ecco la mia riflessione: http://aliprandi.blogspot.it/2015/01/dottorati-master-pubblica-amministrazio... Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Eh no Marco, quello è un altro discorso. Io parlo della situazione esistente. Da un lato si continua con la favola del valore legale dei titoli di studio e poi questo valore si riconosce solo a certi titoli?!? Troppo comodo. E poi è assurdo che da un lato si spinga il mercato dei master a tutto spiano (che poi è solo un modo per alimentare il business della formazione e per tenere parcheggiata la gente) e dall'altro lato dimenticarsi di attribuire il giusto riconoscimento ai titoli superiori. Così è solo un altro modo per rafforzare i privilegi di chi è già dentro e per dare del fesso a chi è fuori e ha fatto molti sacrifici. Un caro saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu Il 19 gennaio 2015 11:34, <marco@oilproject.org> ha scritto:
Ma infatti dovrebbe esistere solo il mercato delle competenze, di cui i titoli sono solo una proxy/sistema di segnalazione per diminuire asimmetrie informative. Sia nel pubblico sia nelle PA. Il tema non è certo come valorizzare meglio i titoli di phd nel pubblico...
A mio avviso il problema principale non è tanto quello del riconoscimento dei titoli. Anche perchè credo che in qualunque concorso un dottorato rientra certamente tra i titoli aggiuntivi che possono essere valutati. Il problema credo sia nella volontà politica di fare crescere la PA inserendo persone che hanno una attitudine alla innovazione ed allo studio. Riconoscendo loro un ruolo specifico di "guida" nella modernizzazione della PA. Ricordo quando Profumo fece un bando per inserire una ventina di dottori di ricerca nella struttura del MIUR: credo che i risultati siano stati molto buoni. Senza questa volontà politica avremmo Dottori di Ricerca chiamati a fare il solito lavoro di gestione del tran-tran. Un cordiale saluto a tutti Giorgio ======================================================================== Prof. Ing. Giorgio Ventre Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II Via Claudio 21 80125, Napoli, Italy Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372 E-mail: giorgio@unina.it http://www.comics.unina.it http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre ======================================================================== On 19/01/2015 11:43, Simone Aliprandi wrote:
Eh no Marco, quello è un altro discorso. Io parlo della situazione esistente. Da un lato si continua con la favola del valore legale dei titoli di studio e poi questo valore si riconosce solo a certi titoli?!? Troppo comodo. E poi è assurdo che da un lato si spinga il mercato dei master a tutto spiano (che poi è solo un modo per alimentare il business della formazione e per tenere parcheggiata la gente) e dall'altro lato dimenticarsi di attribuire il giusto riconoscimento ai titoli superiori. Così è solo un altro modo per rafforzare i privilegi di chi è già dentro e per dare del fesso a chi è fuori e ha fatto molti sacrifici. Un caro saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
Il 19 gennaio 2015 11:34, <marco@oilproject.org> ha scritto:
Ma infatti dovrebbe esistere solo il mercato delle competenze, di cui i titoli sono solo una proxy/sistema di segnalazione per diminuire asimmetrie informative. Sia nel pubblico sia nelle PA. Il tema non è certo come valorizzare meglio i titoli di phd nel pubblico...
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Fyi, Un pdl di un collega prevede una riforma dei concorsi pubblici eliminando il requisito della laurea in quanto sarebbe un requisito discriminatorio... Il 19 gennaio 2015 11:30:25 Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto:
Pochi lo sanno ma... dottorati e master non hanno peso nella pubblica amministrazione. Perché? Perché non servono (allora diciamolo espressamente)... oppure perché chi è già dentro (e spesso ha una semplice laurea triennale) ha paura di sentirsi declassato? E' assurdo alimentare un mercato di "titoli di studio" sempre più elevati, senza poi dar loro il giusto riconoscimento in tutte le sedi. Ecco la mia riflessione: http://aliprandi.blogspot.it/2015/01/dottorati-master-pubblica-amministrazio... Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
E allora l'idea di abolire del tutto il valore legale del titolo di studio? Pensate che bello: "fino a ieri facevo il verduriere, però mi sono sempre appassionato di cardiochirurgia e visto che sono riuscito a passare il concorso domani ti opero io". Però è anche giusto bloccare l'effetto opposto: in passato sono stati fatti concorsi per cantonieri dove i titoli davano punti: un plurialureato lo vinceva, poi se ne andava dopo sei mesi, ed in quel periodo non riusciva a tenere la pala in mano. Credo sia corretto valutare il titolo di studio che realmente serve per quel posto, e su quello basare il concorso: se è utile il master dargli il valore che merita, se non è necessario e basta il diploma allora può essere corretto non dare valore alla laurea ed altri titoli. In passato la Cassa di Risparmio di Torino aveva messo, per darsi un tono, tutti laureati allo sportello: un disastro. Gli sportellisti si sentivano frustrati ed erano scontenti, non sapevano fare bene il lavoro, ribaltavano il disagio sull'utenza che a sua volta era scontenta, ed hanno fatto rapida marcia indietro. Buona settimana a tutti. Diego
Date: Mon, 19 Jan 2015 11:30:10 +0100 From: simone.aliprandi@gmail.com To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] dottorati e master non hanno peso nella PA. Perché?
Pochi lo sanno ma... dottorati e master non hanno peso nella pubblica amministrazione. Perché? Perché non servono (allora diciamolo espressamente)... oppure perché chi è già dentro (e spesso ha una semplice laurea triennale) ha paura di sentirsi declassato? E' assurdo alimentare un mercato di "titoli di studio" sempre più elevati, senza poi dar loro il giusto riconoscimento in tutte le sedi. Ecco la mia riflessione: http://aliprandi.blogspot.it/2015/01/dottorati-master-pubblica-amministrazio... Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Caro Diego, d'accordo con le tue considerazioni, ma non sul l'esempio della Cassa di Risparmio di Torino. Quello degli operatori di front-office, in una banca come in una pubblica amministratore, in uno sportello fisico come in un call center, e' il lavoro più delicato per ogni organizzazione che eroga servizi. E' il punto di contatto con l'utente del servizio, quello dove si "comprende" la richiesta e dove si può intercettare il feedback sul servizio. Servono competenze, capacità di relazione e di comprensione. Insomma, contrariamente a quanto accade generalmente, soprattutto nelle amministrazioni pubbliche, i migliori e i più esperti dovrebbero stare al front-office. Quindi bene i laureati allo sportello. Magari, per riprendere il senso della tua considerazione, quelli con la laurea giusta per quel lavoro così importante. Giulio Il giorno 19/gen/2015, alle ore 11:41, Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
E allora l'idea di abolire del tutto il valore legale del titolo di studio?
Pensate che bello: "fino a ieri facevo il verduriere, però mi sono sempre appassionato di cardiochirurgia e visto che sono riuscito a passare il concorso domani ti opero io".
Però è anche giusto bloccare l'effetto opposto: in passato sono stati fatti concorsi per cantonieri dove i titoli davano punti: un plurialureato lo vinceva, poi se ne andava dopo sei mesi, ed in quel periodo non riusciva a tenere la pala in mano.
Credo sia corretto valutare il titolo di studio che realmente serve per quel posto, e su quello basare il concorso: se è utile il master dargli il valore che merita, se non è necessario e basta il diploma allora può essere corretto non dare valore alla laurea ed altri titoli.
In passato la Cassa di Risparmio di Torino aveva messo, per darsi un tono, tutti laureati allo sportello: un disastro. Gli sportellisti si sentivano frustrati ed erano scontenti, non sapevano fare bene il lavoro, ribaltavano il disagio sull'utenza che a sua volta era scontenta, ed hanno fatto rapida marcia indietro.
Buona settimana a tutti.
Diego
Date: Mon, 19 Jan 2015 11:30:10 +0100 From: simone.aliprandi@gmail.com To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] dottorati e master non hanno peso nella PA. Perché?
Pochi lo sanno ma... dottorati e master non hanno peso nella pubblica amministrazione. Perché? Perché non servono (allora diciamolo espressamente)... oppure perché chi è già dentro (e spesso ha una semplice laurea triennale) ha paura di sentirsi declassato? E' assurdo alimentare un mercato di "titoli di studio" sempre più elevati, senza poi dar loro il giusto riconoscimento in tutte le sedi. Ecco la mia riflessione: http://aliprandi.blogspot.it/2015/01/dottorati-master-pubblica-amministrazio... Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Anche questa è un'opinione, e magari nei centri più piccoli, dove c'è un solo impiegato, può avere senso, soprattutto, parlo del mio settore, per lo Stato Civile, dove manco la laurea in giurisprudenza basta a gestire tutti i casi. Nei centri più grandi invece l'esperienza insegna che il miglior risultato in termini di servizio e di efficienza si raggiunge con operatori formati, e soprattutto consapevoli dei propri limiti, che gestiscono l'ordinario, mentre i casi più particolari passano al più esperto , che quindi li gestisce con attenzione al di fuori della coda. Vedo che anche alla Poste, almeno nei comuni della zona, c'è lo sportellista che gestisce l'ordinario, mentre su appuntamento un'esperta consiglia investimenti, prestiti e soluzioni personalizzate. D. CC: nexa@server-nexa.polito.it From: giulio.depetra@gmail.com Subject: Re: [nexa] dottorati e master non hanno peso nella PA. Perché? Date: Mon, 19 Jan 2015 15:31:52 +0100 To: dgiorio@hotmail.com Caro Diego, d'accordo con le tue considerazioni, ma non sul l'esempio della Cassa di Risparmio di Torino. Quello degli operatori di front-office, in una banca come in una pubblica amministratore, in uno sportello fisico come in un call center, e' il lavoro più delicato per ogni organizzazione che eroga servizi. E' il punto di contatto con l'utente del servizio, quello dove si "comprende" la richiesta e dove si può intercettare il feedback sul servizio. Servono competenze, capacità di relazione e di comprensione. Insomma, contrariamente a quanto accade generalmente, soprattutto nelle amministrazioni pubbliche, i migliori e i più esperti dovrebbero stare al front-office. Quindi bene i laureati allo sportello. Magari, per riprendere il senso della tua considerazione, quelli con la laurea giusta per quel lavoro così importante.Giulio Il giorno 19/gen/2015, alle ore 11:41, Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto: E allora l'idea di abolire del tutto il valore legale del titolo di studio? Pensate che bello: "fino a ieri facevo il verduriere, però mi sono sempre appassionato di cardiochirurgia e visto che sono riuscito a passare il concorso domani ti opero io". Però è anche giusto bloccare l'effetto opposto: in passato sono stati fatti concorsi per cantonieri dove i titoli davano punti: un plurialureato lo vinceva, poi se ne andava dopo sei mesi, ed in quel periodo non riusciva a tenere la pala in mano. Credo sia corretto valutare il titolo di studio che realmente serve per quel posto, e su quello basare il concorso: se è utile il master dargli il valore che merita, se non è necessario e basta il diploma allora può essere corretto non dare valore alla laurea ed altri titoli. In passato la Cassa di Risparmio di Torino aveva messo, per darsi un tono, tutti laureati allo sportello: un disastro. Gli sportellisti si sentivano frustrati ed erano scontenti, non sapevano fare bene il lavoro, ribaltavano il disagio sull'utenza che a sua volta era scontenta, ed hanno fatto rapida marcia indietro. Buona settimana a tutti. Diego
Date: Mon, 19 Jan 2015 11:30:10 +0100 From: simone.aliprandi@gmail.com To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] dottorati e master non hanno peso nella PA. Perché?
Pochi lo sanno ma... dottorati e master non hanno peso nella pubblica amministrazione. Perché? Perché non servono (allora diciamolo espressamente)... oppure perché chi è già dentro (e spesso ha una semplice laurea triennale) ha paura di sentirsi declassato? E' assurdo alimentare un mercato di "titoli di studio" sempre più elevati, senza poi dar loro il giusto riconoscimento in tutte le sedi. Ecco la mia riflessione: http://aliprandi.blogspot.it/2015/01/dottorati-master-pubblica-amministrazio... Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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participants (6)
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Giorgio Ventre -
Giulio De Petra -
marco@oilproject.org -
Simone Aliprandi -
Stefano Quintarelli