E allora l'idea di abolire del tutto il valore legale del titolo di studio?
Pensate che bello: "fino a ieri facevo il verduriere, però mi sono sempre appassionato di cardiochirurgia e visto che sono riuscito a passare il concorso domani ti opero io".
Però è anche giusto bloccare l'effetto opposto: in passato sono stati fatti concorsi per cantonieri dove i titoli davano punti: un plurialureato lo vinceva, poi se ne andava dopo sei mesi, ed in quel periodo non riusciva a tenere la pala in mano.
Credo sia corretto valutare il titolo di studio che realmente serve per quel posto, e su quello basare il concorso: se è utile il master dargli il valore che merita, se non è necessario e basta il diploma allora può essere corretto non dare valore alla laurea ed altri titoli.
In passato la Cassa di Risparmio di Torino aveva messo, per darsi un tono, tutti laureati allo sportello: un disastro. Gli sportellisti si sentivano frustrati ed erano scontenti, non sapevano fare bene il lavoro, ribaltavano il disagio sull'utenza che a sua volta era scontenta, ed hanno fatto rapida marcia indietro.
Buona settimana a tutti.
Diego