Byung Chul Han, le non cose (era: EDR (scatola nera) sui veicoli: e la privacy?!?)
care e cari, leggo in "Le non-cose" di Byung Chul Han (lui parla di auto del futuro, ma è in realtà l'auto dal 6 luglio 2022):
Cosa succede alle cose quando vengono compenetrate dalle informazioni? L’informatizzazione del mondo trasforma le cose in///infomi/, vale a dire/agenti/che elaborano informazioni. L’auto del futuro non sarà piú una cosa legata a fantasie di potere e possesso, bensí un «centro di diffusione d’informazioni» mobile, in pratica un///infoma/che comunica con noi:
È la macchina che vi parla, che vi informa «spontaneamente» sul suo stato generale, e sul vostro (rifiutandosi naturalmente di funzionare se voi nonfunzionate bene), è la macchina che consulta e delibera, partner in una negoziazione generale del modo della vita […] (J. Baudrillard,/L’altro visto da sé/, trad. di M. T. Carbone, costa & nolan, Genova 1988, pp. 8 sg ).
L’analisi esistenziale compiuta da Heidegger in///Essere e tempo/andrebbe rivista tenendo conto dell’informatizzazione del mondo. L’«essere-nel-mondo» heideggeriano si compie nella forma di un «commercio manipolante» con cose «disponibili» oppure «utilizzabili». La mano rappresenta un’immagine centrale dell’analisi heideggeriana dell’esserci. Il/Dasein/(che indica ontologicamente l’essere umano) si collega all’ambiente mediante la mano. Il suo mondo è un ambito oggettuale. Oggi invece viviamo in una infosfera. Noi non/manipoliamo/cose passive, bensí/comunichiamo/e/interagiamo/con infomi che a loro volta agiscono e reagiscono. L’essere umano non è piú/Dasein/, è un/Inforg/che funziona comunicando e scambiando informazioni.
"Noi non manipoliamo [più] cose passive, bensí comunichiamo e interagiamo con infomi che a loro volta agiscono e reagiscono". forse è un tema di information literacy da portare all'evidenza, questo delle cose che non sono più semplici cose ma sempre più sono infomi. se c'è trascuratezza su quanto le cose ci ascoltano, dai giocattoli, ai software, ai televisori, ai telefoni, ecc., probabilmente proprio l'idea che l'EDR dell'auto posa parlare di noi con la polizia stradale potrebbe risvegliare almeno in qualcuno l'attenzione sul tema? Maurizio Il 11/02/22 11:42, 380° <g380@biscuolo.net> ha scritto:
parto dalla fine: mi chiedo quanto tempo ci vorrà a riscontrare che gli EDR saranno /abusati/ e le belle intenzioni del legislatore si scontreranno con le pratiche /amministrative/ di governi E compagnie di assicurazione (tipo se non ti adegui paghi il doppio) [1]
mi chiedo quando, per la nostra sicurezza ovviamente, agli EDR verranno aggiunti sistemi di certificazione dello stato del guidatore (alcolemia?) o funzioni che parcheggino automaticamente il veicolo in attesa di intervento della pubblica sicurezza, nel caso il guidatore abbia superato una determinata soglia di /disattenzioni/... una specie di patente a punti on steroids
quanto ci vorrà prima che i comuni chiedano di poter autorizzare la polizia locale e /provinciale/ ad accedere agli EDR per verificare il superamento dei limiti di velocità per comminare le relative multe? Gli autovelox sono già ferro vecchio.
trovare il sostegno dell'opinione pubblica non sarà un problema il giorno in cui la socurezza stradale diventerà un'emergenza supportata da adeguate evidenze scientifiche
tutto questo ha un nome: soluzionismo tecnologico, in questo caso per la /automatizzata/ sicurezza stradale, così ci sarà pure bisogno di meno addetti, vogliamo mettere il risparmio per i comuni che sono sempre più POVERI!
da qui ad arrivare al "giudice della strada" sintetizzato da una AI quanto ci vuole?
OK, ammesso e NON concesso che si tratti solo di paranoie, perché io NON sono comunque tranquillo?!? Forse per via della sciocchezzuola che riguarda la raccolta e il trattamento dei dati da parte di Europol?!? :-O
...o forse perché il GDPR, quando si tratta di questioni di sicurezza, conferisce ai governi AMPI margini di manovra per decidere quando il trattamento è /legale/?
le mie riflessioni scaturiscono da questo articolo dove viene rilanciata una notizia non nuova:
https://quifinanza.it/info-utili/scatola-nera-obbligatoria-da-luglio-cosa-ca...
«Scatola nera obbligatoria da luglio. Cosa cambia per gli automobilisti»
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Il nuovo regolamento europeo prevede, tra le altre cose, l'installazione della scatola nera su tutti i veicoli.
Tra pochi mesi entreranno in vigore le norme del Regolamento UE 2019/2144 che riguardano l’uso di sistemi avanzati che proteggono gli occupanti dei veicoli e gli altri utenti della strada. Tra questi c’è il registratore di dati di evento (EDR), ossia la cosiddetta scatola nera. Il dispositivo sarà obbligatorio sulle auto e sui veicoli commerciali leggeri di nuova omologazione a partire dal 6 Luglio 2022. Dal 7 Luglio 2024 sarà invece obbligatoria su auto e v.c.l. di nuova immatricolazione. Nel 2029 l’obbligo sarà esteso anche ai mezzi pesanti.
[...]
Privacy
L’EDR non sarà disattivabile dall’utente. I dati raccolti resteranno anonimi e protetti da manipolazioni e abusi, e in ogni caso, per questioni relative alla privacy, non potranno consentire di individuare il singolo veicolo o il proprietario o titolare del veicolo. Tuttavia i dati registrati e memorizzati dal dispositivo saranno a disposizione delle forze di polizia nazionali, mediante un’interfaccia standard, al fine di attribuire le responsabilità di un eventuale incidente stradale.
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la versione del REGOLAMENTO (UE) 2019/2144 HTML in italiano è disponibile qui:
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32019R2144&fr...
il regolamento parla in modo estensivo dei "registratori dati evento" (EDR) e cerca di rassicurare in tutti i modo che i dati saranno raccolti in modo anonimo e «utilizzabili dagli Stati membri per effettuare analisi della sicurezza stradale e valutare l’efficacia delle specifiche misure adottate senza permettere di identificare il proprietario o il titolare di uno specifico veicolo sulla base dei dati memorizzati»
dice anche «il trattamento dei dati personali raccolti mediante il sistema eCall di bordo basato sul servizio 112 è soggetto a tutele specifiche stabilite dal regolamento (UE) 2015/758 del Parlamento europeo e del Consiglio»
dice anche «Inoltre, alcuni di tali sistemi di sicurezza formano la base di tecnologie che saranno usate anche per l’impiego di veicoli automatizzati.» (eh?!? quindi useranno quei dati per il machine learning? ci saranno umani che li classificheranno con metadati?)
oh quante domande!! suvvia, possiamo stare tranquilli!
ci sono già pareri di una qualche autorità garante della privacy in merito a questo dispositivo che /ovviamente/ ci viene imposto solo per la nostra sicurezza stradale?
Saluti, 380°
[1] poi un giorno sentiremo in TV un ineffabile politico che dirà che i costi dei ricoveri se li dovrebbero pagare quelli che hanno trasgredito, l'EDR ha registrato tutto
P.S.: ci sarà un boom del mercato delle auto usate? Le auto storiche forse saranno sempre esentate?
------------------------------------------------------------------------ |mural of Giulio Regeni in Mohammed Mahmoud Street, Cairo the source is https://alwafd.news/images/thumbs/752/new/027f918bb62bf148193d5920ca67ded7.j... the meaning of the place https://www.bbc.com/news/world-middle-east-20395260| ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Dipartimento di Studi Umanistici Università del Piemonte Orientale piazza Roma 36 - 13100 Vercelli tel. +39 347 7370925
Ciao Maurizio, On February 12, 2022 4:52:32 PM UTC, maurizio lana wrote:
"Noi non manipoliamo [più] cose passive, bensí comunichiamo e interagiamo con infomi che a loro volta agiscono e reagiscono". forse è un tema di information literacy da portare all'evidenza, questo delle cose che non sono più semplici cose ma sempre più sono infomi.
Io preferisco parlare di "automatismi" proprio per rendere chiara ed evidente sia la loro essenza funzionale, sia la loro natura immanente di oggetti costruiti e programmati da persone affinché riproducano PASSIVAMENTE la propria volontà, automaticamente, senza alcuna autonomia. Una self-driving car è una cosa. Passiva. Esattamente quanto un orologio, o una moka del caffé sul fuoco. Esattamente come Alexa, o Google Echo, o Cortana, etc... Sono oggetti, PASSIVI, automatismi che SIMULANO autonomia. La simulazione è tanto più credibile quanto minore è la nostra comprensione dell'informatica che determina il loro funzionamento. Per questo è importante ricordare che parliamo di oggetti costruiti da qualcuno, perché ci siamo evoluti in un mondo in cui per milioni di anni, tutte le entità in grado di reagire alle nostre azioni lo facevano in funzione di leggi fisiche (principio di azione e reazione) o pulsioni interiori (istinto di conservazione etc...). MAI in passato l'uomo è stato circondato da oggetti che "agiscono e reagiscono" esclusivamente in funzione della volontà di qualcun'altro che vive a decine di migliaia di chilometri. Chiamarli "infomi" o "IA" o qualsiasi altra cosa che li distingua da un orologio o una moka, rischia di distogliere l'attenzione dalla volontà che riproducono pedissequamente senza alcuna capacità critica. (per non parlare del fatto che questi automatismi non trattano informazioni ma solo dati, ovvero rappresentazioni di informazioni)
se c'è trascuratezza su quanto le cose ci ascoltano, dai giocattoli, ai software, ai televisori, ai telefoni, ecc., probabilmente proprio l'idea che l'EDR dell'auto posa parlare di noi con la polizia stradale potrebbe risvegliare almeno in qualcuno l'attenzione sul tema? Maurizio
Magari! Ma è importante comprendere che di fatto, l'EDR eseguirà automaticamente la volontà di chi l'ha programmato. Esattamente come Alexa & co. Potremmo dire che non sarebbe l'EDR ad inviare o comunque fornire i dati alla polizia, ma chi l'ha costruito e programmato. E' lui che agisce attraverso l'EDR. E questo qualcuno potrebbe voler fornire dati falsi o parziali. E potrebbe farlo con un rischio pressocché nullo di venire scoperto. Giacomo
Buongiorno Maurizio, maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> writes:
care e cari, leggo in "Le non-cose" di Byung Chul Han (lui parla di auto del futuro, ma è in realtà l'auto dal 6 luglio 2022):
grazie della segnalazione! Non conoscevo questo filosofo e ora mi sono fatto un'idea "wikipediana" [1] del suo pensiero non riesco a trovare il titolo originale del libro che citi "Le non cose" [2], mi sarebbe utile averlo per cercare recensioni anche in inglese
Cosa succede alle cose quando vengono compenetrate dalle informazioni?
mi verrebbe da dire che le informazioni sono da sempre incorporate in tutte le cose, solo che finché non sono "quantisticamente sensibili", misurate, registrate, trasmesse, /elaborate/ e comunicate rimangono "inespresse"... ma sconfiniamo nella metafisica e andremmo off-topic
L’informatizzazione del mondo trasforma le cose in///infomi/, vale a dire/agenti/che elaborano informazioni.
...elaborano quasi sempre per conto terzi, mai dimenticarlo! [...]
dell’esserci. Il/Dasein/(che indica ontologicamente l’essere umano) si collega all’ambiente mediante la mano. Il suo mondo è un ambito oggettuale. Oggi invece viviamo in una infosfera.
ancora, non vorrei entrare in "conflitto" con Floridi et al ma non è che ieri vivevamo in una "coso-sfera" puramente fisica, la parte "info" della sfera in natura è "embedded" in quella "fisica", almeno in quella umana: "la dicotomia natura/cultura non sta più in piedi", Giovanni Leghissa [3]; sempre che io non abbia frainteso le sue parole!
Noi non/manipoliamo/cose passive, bensí/comunichiamo/e/interagiamo/con infomi che a loro volta agiscono e reagiscono.
gli artefatti tecnologici (oltre che quelli normativi e culturali) non sono mai stati passivi, hanno sempre /implementato/ un'idea, sempre la vera novità sostanziale è che ora "le cose" agiscono e reagiscono - troppo spesso /conto terzi/ e mai per /nostro conto/ - sulla base del software che inglobano, spessissimo interagendo con altre "cose", via rete indipendentemente da quale termine marketing venga usato per "le cose", oggi va di moda IoT (internet of things), i termini della questione erano e saranno sempre questi, IMHO
L’essere umano non è piú/Dasein/, è un/Inforg/che funziona comunicando e scambiando informazioni.
non ho studiato il concetto di Dasein heideggeriano, ma quando mai l'essere umano ha funzionato senza comunicare e scambiare informazioni? :-D [...]
se c'è trascuratezza su quanto le cose ci ascoltano, dai giocattoli, ai software, ai televisori, ai telefoni, ecc.,
togliamo il "software" dall'elenco, perché tutto il resto delle cose "ascoltano" esattamente perché inglobano e/o comunicano con il software quindi, scusa se insisto, ma è "solo" un problema di software, ovunque esso sia in esecusione
probabilmente proprio l'idea che l'EDR dell'auto posa parlare di noi con la polizia stradale potrebbe risvegliare almeno in qualcuno l'attenzione sul tema?
tu hai elencato due cose che è ormai /sicuro/ che "ci ascoltano" e "possono parlare di noi" con terzi: giocattoli e televisori, io aggiungo gli assistenti vocali cosa ci vuole più di così per risvegliare sufficiente attenzione sul tema da parte di... più di qualcuno? non vorrei che gli EDR facessero più "impressione" a qualcuno solo perché "parlano con la polizia" invece che "parlare con Google", non mi pare una differenza dirimente [...] Ciao e grazie! 380° [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Byung-Chul_Han#Thought [2] https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/le-non-cose-byu... [3] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-February/023269.html -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
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