Han, Byung-Chul. 2021a. No-cosas
quiebras del mundo de hoy. Taurus.
———. 2021b. Undinge: Umbrüche der
Lebenswelt. Berlin: Ullstein.
———. 2022a. Le non cose. Torino:
Einaudi. ISBN 978-88-06-25109-3
———. 2022b. Non-Things: Upheaval in the
Lifeworld. Cambridge: Polity Press. ISBN 978-1-5095-5170-5
maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> writes:
leggo in "Le non-cose" di Byung Chul Han (lui parla di auto del futuro,
ma è in realtà l'auto dal 6 luglio 2022):
grazie della segnalazione! Non conoscevo questo filosofo e ora mi sono
fatto un'idea "wikipediana" [1] del suo pensiero
non riesco a trovare il titolo originale del libro che citi "Le non
cose" [2], mi sarebbe utile averlo per cercare recensioni anche in
inglese
Cosa succede alle cose quando vengono compenetrate dalle
informazioni?
mi verrebbe da dire che le informazioni sono da sempre incorporate in
tutte le cose, solo che finché non sono "quantisticamente sensibili",
misurate, registrate, trasmesse, /elaborate/ e comunicate rimangono
"inespresse"... ma sconfiniamo nella metafisica e andremmo off-topic
L’informatizzazione del mondo trasforma le cose in///infomi/, vale a
dire/agenti/che elaborano informazioni.
...elaborano quasi sempre per conto terzi, mai dimenticarlo!
[...]
dell’esserci. Il/Dasein/(che indica ontologicamente l’essere umano) si
collega all’ambiente mediante la mano. Il suo mondo è un ambito
oggettuale. Oggi invece viviamo in una infosfera.
ancora, non vorrei entrare in "conflitto" con Floridi et al ma non è che
ieri vivevamo in una "coso-sfera" puramente fisica, la parte "info"
della sfera in natura è "embedded" in quella "fisica", almeno in quella
umana: "la dicotomia natura/cultura non sta più in piedi", Giovanni
Leghissa [3]; sempre che io non abbia frainteso le sue parole!
Noi non/manipoliamo/cose passive,
bensí/comunichiamo/e/interagiamo/con infomi che a loro volta agiscono
e reagiscono.
gli artefatti tecnologici (oltre che quelli normativi e culturali) non
sono mai stati passivi, hanno sempre /implementato/ un'idea, sempre
la vera novità sostanziale è che ora "le cose" agiscono e reagiscono -
troppo spesso /conto terzi/ e mai per /nostro conto/ - sulla base del
software che inglobano, spessissimo interagendo con altre "cose", via
rete
indipendentemente da quale termine marketing venga usato per "le cose",
oggi va di moda IoT (internet of things), i termini della questione
erano e saranno sempre questi, IMHO
L’essere umano non è piú/Dasein/, è un/Inforg/che funziona
comunicando e scambiando informazioni.
non ho studiato il concetto di Dasein heideggeriano, ma quando mai
l'essere umano ha funzionato senza comunicare e scambiare informazioni?
:-D
[...]
se c'è trascuratezza su quanto le cose ci ascoltano, dai giocattoli, ai
software, ai televisori, ai telefoni, ecc.,
togliamo il "software" dall'elenco, perché tutto il resto delle cose
"ascoltano" esattamente perché inglobano e/o comunicano con il software
quindi, scusa se insisto, ma è "solo" un problema di software, ovunque
esso sia in esecusione
probabilmente proprio l'idea che l'EDR dell'auto posa parlare di noi
con la polizia stradale potrebbe risvegliare almeno in qualcuno
l'attenzione sul tema?
tu hai elencato due cose che è ormai /sicuro/ che "ci ascoltano" e
"possono parlare di noi" con terzi: giocattoli e televisori, io aggiungo
gli assistenti vocali
cosa ci vuole più di così per risvegliare sufficiente attenzione sul
tema da parte di... più di qualcuno?
non vorrei che gli EDR facessero più "impressione" a qualcuno solo
perché "parlano con la polizia" invece che "parlare con Google", non mi
pare una differenza dirimente
[...]
Ciao e grazie! 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Byung-Chul_Han#Thought
[2] https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/le-non-cose-byung-chul-han-9788806251093/
[3] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-February/023269.html