Date: Wed, 30 Sep 2026 18:08:04 +0200 From: maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> Subject: [nexa] Re: In solidarity with Autistici/Inventati To: nexa@server-nexa.polito.it Message-ID: <09814f67-741f-421a-a8ef-524d54127684@uniupo.it> Content-Type: multipart/alternative; boundary="------------Sfwx0kcw6Cq4WIVm0BbMh8rQ"
la domandona è: oltre a scrivere che A/I è stata una risorsa e un'esperienza fondamentale, e che it'a shame che le abbiano impedito di continuare a operare, c'è qualcuno che sia in grado di delineare un modo per costruire un'altra risorsa dello stesso tipo, che sia in grado di farlo, e che lo faccia? Maurizio
sì cioè no, non dello stesso tipo, però sì, ci sono molte risorse sull'Internet TL;DR https://sabot.media/guides/become-the-thousand-servers/ ma quali tecnologie? da valutare. es. così: https://circex.org/it/news/come-valutare-le-tecnologie il momento è favorevole. molto favorevole. carpe diem. === PER CHI C'HA DEL TEMPO === chiaramente, NON E' un problema squisitamente tecnico, ma in primo luogo psico-socio-politico psico: quasi sempre le persone NON prendono in carico la scelta, né tanto meno la cura, degli strumenti tecnologici (da cui dipende la loro vita quotidiana). anche quando comprendono che si può scegliere, spesso optano per il "così fan tutti", perché è sostanzialmente più comodo adeguarsi. anche se gli strumenti sono rotti e/o malfunzionanti. strumenti comunque proprietari, quasi sempre progettati per intossicare, gestiti da multinazionali guerrafondaie, proprietà di maschi suprematisti intenti alla distruzione del mondo - ciò è ormai noto a chiunque, ma tanto vale ripeterlo, visto che continua a sembrare normale. non è normale. si chiama complicità. Lewis Mumford scriveva alla fine degli anni Sessanta dei piccoli "Eichmanns" https://archive.org/details/pentagonofpower00mumf/page/279 "In every country there are now countless Eichmanns in administrative offices, in business corporations, in universities, in laboratories, in the armed forces: orderly obedient people, ready to carry out any officially sanctioned fantasy, however dehumanized and debased." oggi ce n'è di più, molti di più. obbedienti. socio: "così fan tutti" (le università su Google o Microsoft, come le PA, ecc ecc: SCELTE ILLEGALI, oltre che eticamente ripugnanti. che qualcuno ha fatto, e ne è responsabile) comporta spesso che dalla convinzione individuale che "il mio comportamento non cambia nulla" derivi un adeguamento sociale al peggio. ma le scelte individuali e di gruppo, per quanto piccole, non sono irrilevanti, anzi. sono perciò convinzioni false, in primo luogo a livello emotivo sia personale che collettivo; convinzioni frutto di campagne martellanti per convincere le persone che non contano nulla. Invece, contano eccome. Hanno il potere di cambiare le cose, a cominciare da sé e dalla propria piccola cerchia. politico: poiché i singoli sono convinti dell'irrilevanza del loro comportamento, e i gruppi sociali anche peggio, l'azione politica dal basso ha poca presa, sembra roba per pochi. Non è così. Chiunque può smetterla di intossicarsi, e insegnarlo ad altri. L'azione politica dall'alto (istituzionale), tende alla reazione (mette in pratica politiche reazionarie, anche se il quadro giuridico è formalmente favorevole alla proliferazione di servizi indipendenti). In fondo, la FOMO (Paura di Restare Fuori) è ancora reale: attivisti e giornalisti e intellettuali continuano a stare su X, FB, IG, YouTube, vattelapesca, perché in fondo temono di perdersi qualcosa (là fuori ci sono i nazisti, o almeno ogni sorta di autoritari suprematisti, sempre più saldamente al comando: perché andarsene quando lo spettacolo è in corso? forse son tutti debordiani fuori tempo massimo?); lo stesso vale per troppi accademici e, disgraziatamente, per quasi tutta la politica istituzionale. l'alienazione tecnica è primaria, perché la percepita lontananza dai sistemi tecnici produce la postura psico-socio-politica della delega. D'altra parte, non di rado, anche quella nei confronti di A/I era delega. Nella catena di pensiero immaginaria di troppe persone, potrebbe esserci stato qualcosa del genere: "non mi faccio un blog, ho cose troppo importanti da dire per perder tempo dietro alle cose tecniche, mi appoggio a chi me lo offre gratuitamente e liberamente, fa pure figo, è anti-fascista ecc.!" no, non era il caso di TUTTI i blog là ospitati; ma importa l'atteggiamento di fondo, che tende a separare i mezzi (il blog) dai fini (dire le mie cose tanto importanti). e a considerare il servizio indipendente alla stregua di una merce sostituibile con analoga merce, quando invece è insostituibile, perché si tratta di una rete relazionale, non di una merce acquistabile. certo, non chiunque può farsi tutto in casa (ma perché, poi? sai che noia...), soprattutto perché: autogestione e autonomia NON sono autarchia e solipsismo. sono invece processi relazionali complessi. non si fanno in solitudine. altrimenti basterebbe trovare il video "fatti il tuo server" e saremmo a posto. quindi, considerazione già proposta, da ripetere ancora e ancora: 10-100-1000 server https://keepitfree.ai/it/announcements/andate-e-moltiplicatevi-10-100-1000-s... non UNO. non un sostituto di quel che è stato. tornando alle risorse per darsi da fare, un punto di partenza che andrebbe reso disponibile anche in altre lingue è https://sabot.media/guides/become-the-thousand-servers/ ben fatto, mescola informazioni tecniche aggiornate a valutazioni di opportunità pratica la guida non affronta la questione di "quali tecnologie". cosa che diventa sempre più importante, a mio avviso. francamente, offrire caselle di posta elettronica a persone che rispondono con emoticon alle mail, mi spinge a ritenere che NON sia intelligente offrire mail. oltre a essere una fatica enorme, e una delle cose più difficili dell'Internet (seconda solo ai DNS?) quantomeno non a quelle persone. oppure, che insieme alla mail deve venire tempo, energia e disponibilità a imparare delle regole condivise. ma poiché le mail vengono (perlopiù) lette con telefoni furbi, e ci sono interfacce che "gentilmente spingono" a rispondere con un cuore o un pollicione alzato... non si può arrestare il degrado comunicativo? invertire la rotta? mi piace immaginare un futuro diverso da quello prospettato dal millenarismo fascistoide imperante, perciò rimane per tutte e ciascuna il compito molto concreto di: - valutare le proprie abitudine tecniche (individuali e di gruppi) - individuare tecnologie rotte da abbandonare al più presto (es. i social media in generale: si sa che sono tossici, ma perché starci? ehhh... così fan tutti...) e agire di conseguenza - o, quantomeno, ("ma lo uso per lavoro!", "sono obbligato!"), attivare pratiche di riduzione del danno. a cominciare dal telefono in bianco e nero, senza notifiche di alcun tipo, ecc ecc - questo non per fare i di più, ma, molto semplicemente, per cominciare a liberare tempo, spazio, energie per altro (meno tecnologia, meno tecnologie tossiche) per limitarci al primo punto, questo è un semplice strumento di valutazione in corso di sperimentazione: https://circex.org/it/news/come-valutare-le-tecnologie vabbè c'è parecchio da fare ma il momento è favorevole :D ciao k. -- transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net pedagogia hacker - https://eleuthera.it/ph https://circex.org tecnologie conviviali - https://eleuthera.it/tc