Ho provato qui di seguito ad elencare il "combinato disposto" delle diverse norme che riguardano le attività che hanno a che fare con Agid. Mi scuso per questo intervento un po' lungo, ma spero istruttivo, che ha anche qualche considerazione finale. - Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro da lui delegato che, ai sensi dell’art. 3, c.1 e 22 del D.lgs. 177/2009 nonché ai sensi dell’art. 16 del CAD, dovrebbe coordinare e valutare il processo di digitalizzazione, attraverso la redazione di un piano triennale annualmente riveduto, dei progetti e dei principali interventi di sviluppo e gestione dei sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni, definendo con proprie direttive le linee strategiche, la pianificazione e le aree di intervento dell'innovazione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni centrali, e ne verifica l'attuazione, nonché dettando le regole tecniche e i criteri in tema di pianificazione, progettazione e realizzazione e gestione dei sistemi informativi; - La conferenza permanente per l’innovazione tecnologica di cui all’art. 18 del CAD avrebbe dovuto svolgere funzioni consultive al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro da lui delegato nonché riunirsi con cadenza semestrale per la verifica dello stato di attuazione dei programmi in materia di innovazione tecnologica e piano triennale; - La Commissione permanente per l’innovazione tecnologica nelle regioni e gli enti locali, di cui all’art. 14 comma 3 bis del CAD, istituita presso la Conferenza unificata Stato Regioni, con funzioni istruttorie e consultive; - La Cabina di regia di cui all’art. 47 del D.L. n 5/2012, per l'attuazione dell'agenda digitale italiana, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un suo delegato e composta dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dal Ministro per la coesione territoriale, dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dal Ministro della salute, dal Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da un Presidente di regione e da un Sindaco designati dalla Conferenza Unificata; la cabina di regia: - presenta al Parlamento, avvalendosi anche dell'Agenzia per l'Italia digitale e delle amministrazioni rappresentate nella cabina di regia, un quadro complessivo delle norme vigenti, dei programmi avviati e del loro stato di avanzamento e delle risorse disponibili che costituiscono nel loro insieme l'agenda digitale; - nell'attuare l'agenda digitale italiana nel quadro delle indicazioni sancite dall'agenda digitale europea, persegue i seguenti obiettivi: a) realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali al servizio delle "comunità intelligenti" (smart communities), finalizzate a soddisfare la crescente domanda di servizi digitali in settori quali la mobilità, il risparmio energetico, il sistema educativo, la sicurezza, la sanità, i servizi sociali e la cultura; ... (seguono altri 8 commi che ometto per brevità) - Il Tavolo permanente per l'innovazione e l'agenda digitale italiana, di cui all’art. 47 del D.L. n. 5/2012, organismo consultivo permanente operante nell'ambito della cabina di regia, istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri composto da esperti in materia di innovazione tecnologica e da esponenti delle imprese private e delle università. Il Presidente del predetto Tavolo è individuato dal Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione.; - L’Agenzia per l’Italia Digitale cui ai sensi del D.L. n. 83/2012, compete il coordinamento informatico a livello statale, regionale e locale e che esercita le sue funzioni nei confronti delle pubbliche amministrazioni allo scopo di promuovere la diffusione delle tecnologie digitali nel Paese e di razionalizzare la spesa pubblica; l’AgID fra l’altro: a) contribuisce alla diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, allo scopo di favorire l'innovazione e la crescita economica, anche mediante lo sviluppo e l'accelerazione della diffusione delle reti di nuova generazione (NGN); .... (seguono altri 10 commi che ometto per prevità e che comprendono altri numerosi "d'intesa con" e "in collobarazione con") L'Agenzia promuove altresì la definizione e lo sviluppo di grandi progetti strategici di ricerca e innovazione connessi alla realizzazione dell'Agenda digitale italiana e in conformità al programma europeo Horizon2020, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo delle comunità intelligenti, la produzione di beni pubblici rilevanti, la rete a banda ultralarga, fissa e mobile, tenendo conto delle singole specificità territoriali e della copertura delle aree a bassa densità abitativa, e i relativi servizi, la valorizzazione digitale dei beni culturali e paesaggistici, la sostenibilità ambientale, i trasporti e la logistica, la difesa e la sicurezza, nonché al fine di mantenere e incrementare la presenza sul territorio nazionale di significative competenze di ricerca e innovazione industriale. Ulteriori e complesse funzioni sono state attribuite all’AgID dal D.lgs. 179/2012 e s.mi., contenente recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, per quanto attiene alle azioni di supporto di progetti strategici come l’ANPR (l’Anagrafe Nazionale della Popolazione residente), il FSE (Fascicolo sanitario elettronico), la scuola e la giustizia digitale, la fatturazione elettronica, la realizzazione delle smart communities, la promozione degli open data, nonché le azioni di sostegno al processo di razionalizzazione delle infrastrtutture digitali del Paese ecc.. - La Consip cui la legge ha assegnato un ruolo sempre più forte quale centrale di committenza ma anche parallelamente il ruolo di partner dell’Agenzia nella fase di emissione dei pareri, affidandole ai sensi dell’art. 4, comma 3 quinquies del D.L. n. 95/2012-L. 135/2012 l’istruttoria dei pareri di congruità tecnico-economica dell’AgID. Aggiungo ancora quanto ci ha raccontato su questa lista Stefano Quintarelli per respingere il mio rilievo di conflitto di interesse relativamente alla approvazione del salvifico emendamento costituzionale 117.r "In merito al potere, colgo l'occasione per chiarire a chi non lo sa che il potere del comitato è di fare documenti di indirizzo che indicano priorità o interventi, senza alcun meccanismo di attuazione o di enforcement. (Ciò è giuridicamente conclamato, altrimenti io non potrei essere lì per incompatibilità tra parlamentare e carica pubblica con poteri di amministrazione) Per capirci, suggerimenti normativi dati dal comitato al ministro sono tali, è il ministro che decide. Ed è anche il ministro che vigila sull'agenzia, per cui decide se c'è da fare qualcosa o meno se l'agenzia non dovesse seguire una indicazione del comitato. Il potere di intervento sta (a mio avviso giustamente) nelle mani del ministro. Il comitato, poi, è composto da 9 persone, scelte dai ministeri e amministrazioni locali, nessuna dal presidente. Presidente che in più degli altri ha, in caso di parità, un casting vote (che, non essendo la matematica opinabile, può verificarsi solo in caso di impossibilità di uno dei membri a fare una telefonata per partecipare ad una conference Call, per cui sostanzialmente mai)." Questa è la situazione di quella che pudicamente chiamiamo "governance" in cui opera Agid a più di un anno dall'insediamento del governo Cosa è stato fatto, tra un bando di reclutamento e l'altro, per "semplificare" questo guazzabuglio? Una proposta di emendamento costituzionale? Forse a dare le dimissioni non dovrebbe essere Poggiani, ma la ministra Madia Giulio Il giorno 1 aprile 2015 08:47, Giorgio Ventre <giorgio@unina.it> ha scritto:
Beppe, Io invece credo che la funzione di coordinamento sia eminentemente politica e quindi vedo lo strumento dell'Agenzia più appropriato per esercitare una funzione operativa. Di norma una Autorità esercita una funzione di monitoraggio come terza parte, o di "produttore" di linee guida e di atti di indirizzo.
Concordo con l'esigenza di una maggiore diffusione delle buone pratiche anche se rimango scettico sulla possibilità di un esterno "distaccato" presso una PA di incidere su scelte e su processi gestiti da un dirigente che ne è responsabile e forse anche freddo rispetto al cambiamento.
Quanto alla persona di Stefano ovviamente la vedo perfettamente idonea ad un ruolo di Direzione ma ricordiamoci che già adesso ha un ruolo di indirizzo che forse predilige.
Saluti Giorgio
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Il giorno 31/mar/2015, alle ore 19:46, Giuseppe Attardi < attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Visto appunto l'emendamento costituzionale Quintarelli (117.r), adesso è lo stato che ha la responsabilità del coordinamento informatico. Per metterlo in atto bisogna stabilire a chi assegnare il compito: Quintarelli mi pare il candidato naturale.
Meglio Autorità che Agenzia.
Suggerisco però che si adotti una strategia diversa per la diffusione delle soluzioni. Invece che imporre normative e obblighi: si potrebbe tentare un approccio alla rovescia, che premia chi mostra capacità di adottare innovazione e contribuire attivamente alla diffusione delle best practice. Si tratterebbe di istituire dei premi da assegnare a funzionari ed amministrazioni che si distinguono in questo campo raggiungendo traguardi significativi.
Un altro incentivo è attraverso l'incentivi al personale di passare periodi di congedo sabbatico presso altre amministrazioni al fine di insegnare come adottare soluzioni efficaci già provate altrove.
Infatti il miglior modo di fare trasferimento tecnologico è di trasferire le persone che sono depositari di quelle conoscenze.
Poi si può fare conto sull'effetto virale o sulla legge di Zipf, per portare verso la convergenza naturale alla soluzione più apprezzata o più nota.
-- Beppe
On 31/3/2015 18:54, Stefano Quintarelli wrote: A di Aipa e' Autorita Autorita != Agenzia non e' un problema facile. meglio agenzia (= legata a politica) o Autorita (= "indipendente") ? una barriera e' il 117.r tanti orticelli del passato e tentativi di norme per superarli che spesso hanno complicato piu' che semplificare, per sovraspecificazione, hanno le radici li'. difficile..
On 31/03/2015 18:44, mauro.fioroni@senato.it wrote: Capisco, dopo tanti anni, lo scetticismo sul ruolo di un soggetto pubblico - AIPA CNIPA DIGITPA AGID... comunque si chiami - di indirizzo/coordinamento/monitoraggio dell'informatica pubblica centrale e regionale.
Rimango però dell'idea che di un tale soggetto ci sia disperatamente bisogno.
Non è un caso che le attribuzioni e le aspettative sul ruolo di AGID nel "guidare la PA verso il digitale" ( vedi documento della PdC "strategia per la crescita digitale 2014-2020) siano enormi . I problemi sollevati quindi da Alessandra Poggiani nell'intervista sono reali. Mi chiedo solo perchè abbia accettato un anno fa in assenza di garanzie o perchè non abbia ritenuto di battersi dall'interno per far crescere AGID insieme alla PA digitale.... Ma forse le sue dimissioni possano aiutare, se questo governo, come dichiara, vuole davvero dare attuazione al documento sopra indicato....
Come manager pubblico che cerca di fare innovazione ritengo che il modello originario dell'AIPA, come autorità tecnica indipendente - e quindi meno legata alle "contingenze politiche" - sia stato quello migliore: c'è bisogno di continuità nel lavoro di indirizzo e coordinamento dell'informatica pubblica (oltre che di risorse). Linee guida, standard di riferimento e priorità strategiche devono avere uomini e strutture adeguati e stabili per poter essere realmente di supporto alle amministrazioni impegnate nei processi di innovazione. Gli stessi progetti strategici indicati nel documento del governo sopra indicato (SPID, Banda Larga, Anagrafe Digitale, Sanità e scuola digitale, etc...) richiedono un AGID che oggi rischia di non farcela.....
Mauro Fioroni
Da: Dario De Jaco <dario.dejaco@libero.it> Per: Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it Data: 31/03/2015 17.48 Oggetto: Re: [nexa] Un'intervista interessante Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
Si chiamava AIPA, l’agenzia di cui proponi l’istituzione. All’inizio sembrava avere qualche effetto, quando i tentativi di riforma noti come Leggi Bassanini (quinto o sesto glorioso e vano tentativo di riformare la PA) andavano per la maggiore. Poi i Ministeri riuscirono a svuotarne le capacità, relegandola (magari anche con una qualche propria specifica responsabilità) ad un ruolo praticamente accademico, senza alcun effetto su uno sviluppo coerente tra ICT e riorganizzazione. E giù a discutere di metodi di interconnessione sempre più astratti e stratosferici, senza che nessuno avesse voglia di condividere una qualsiasi cosa con chiunque altro. Le Regioni e gli Enti locali stettero a guardare, costruendosi una propria struttura specifica, inutile anch’essa.
Ho speso trentatré anni nell’Informatica per la PA, e sono giunto alla conclusione che, ohimè, c'è proprio poco da fare.
Il giorno 31/mar/2015, alle ore 17:12, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Sono completamente ignorante del funzionamento e delle dinamiche di PA, ministeri e agenzie.
Ma ragionando ad alta voce mi verrebbe di suggerire questo.
Forse andrebbe smantellato tutto e andrebbe creato solo un comitato di indirizzo che stabilisce linee guida, best practice, dà un aiuto a impostare le gare, svolge test e verifiche sulle soluzioni, stabilisce obiettivi misurabili e verifica il loro raggiungimento, promuove e premia lo scambio (di persone, di tecnologie), ecc.
Andrebbe affidato a un comitato di esperti il compito di ridefinre i ruoli delle amministrazioni, delle partecipate, delle aziende, dei ministeri, degli operatori, di Agcom in una strategia moderna per l'Italia digitale.
Non possiamo restare in balia da una parte delle multinazionali e dall'altra delle lobby e dei potentati nazionali. Bisogna invece dare spazio alle energie creative, che come diceva Schumpeter sono innanzitutto distruttive.
-- Beppe
On 30/3/2015 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
From: luca menini<menini.luca@gmail.com> To: Giovanni Bruno<gbruno@regesta.com> Cc: Lista Nexa Center<nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] Un'intervista interessante Message-ID: <CAH=c3OOq3oJSZVPq02=cZ5sVjDWxYtnfPF_sw2UAms66e7V+Ng@mail.gmail.com
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
Il 29 marzo 2015 17:10, Giovanni Bruno<gbruno@regesta.com> ha scritto: > >In capo all?Agid, nata nel 2012 per ereditare le competenze di DigitPa e > >dell'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, ricadono > >sia compiti operativi, relativi alla realizzazione degli indirizzi > >governativi in materia digitale e alla vigilanza sui risultati, sia compiti > >di indirizzo e di promozione. > > Anche visto com'e' andata negli ultimi 5 anni, siamo proprio sicuri che l'AgID serva? Non sarebbe meglio "eliminarla", proprio come le Province?;-)
Ciao luca
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