On Thu, Jul 23, 2026 at 09:28:49AM +0200, Maurizio Borghi via nexa wrote:
E' vero, ma è una mezza verità: il giudice ha operato una distinzione tra l'uso vero e proprio dei libri per il training dell'LLM e le attività preparatorie a questo uso, in particolare la raccolta di libri in un database centrale. Il training in sé è fair use, ma la raccolta di milioni di libri scaricati illegalmente da internet per essere successivamente utilizzati nel training è una violazione, che inficia ogni successivo uso di quei libri. Questa distinzione riduce di molto la portata effettiva del fair use, poiché introduce di fatto un requisito di "acquisizione legittima" delle opere per il training degli LLM.
Personalmente ho una visione molto diversa della rilevanza della parte sul fair use nella sentenza. Se confermata, la ritengo un risultato enorme (nel bene e nel male) che valida l'approccio "YOLO" seguito finora dai principali attori commerciali nell'ambito dell'IA. In particolare, per come la capisco io, significa che tutto ciò che si può scaricare legalmente dal web può poi essere usato per l'addestramento. Il che vuol dire che, per esempio, 1) usare i dataset di Common Crawl e/o 2) in modo equivalente effettuare web crawling e utilizzare per l'addestramento il materiale così ottenuto rientrano nel fair use. Oppure mi sto perdendo qualche dettaglio legale che renderebbe legale per me, come utente, fare la stessa cosa con un browser, ma allo stesso tempo la renderebbe illegale quando lo fa un attore che usa i dati per addestrare un'IA? Ciao -- Stefano Zacchiroli - https://upsilon.cc/zack Full professor of Computer Science, Polytechnic Institute of Paris Co-founder & Chief scientific officer Software Heritage